In effetti non è che Ayla mi sia piaciuto tantissimo. Voglio dire, la storia è abbastanza avvincente, ma secondo me molto poco realistica! Ne so poco sui Neanderthal e sulla preistoria in genere, ma l'autrice si è presa delle libertà eccessive. In primis il tentativo di inculcare nel lettore, a tutti i costi e in qualsiasi occasione, l'idea che la nostra specie fosse superiore e predestinata al successo... molto irritante. Per non parlare del fatto che, da vegana, non riesco a concepire che l'emancipazione di una donna debba partire dal suo desiderio incontrollabile di cacciare -.- Non penso proprio che leggerò i successivi, grazie per aver rafforzato la mia decisione!