Romanzo non sempre limpido e scorrevole ma delicato e fortunato quello di Muriel Barbery. La brevità dei capitoli aiuta il lettore a lasciarsi condurre dai due personaggi narranti (a ciascuno dei quali nella versione italiana si è dedicata una diversa traduttrice) che tessera dopo tessera formano il
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Romanzo non sempre limpido e scorrevole ma delicato e fortunato quello di Muriel Barbery. La brevità dei capitoli aiuta il lettore a lasciarsi condurre dai due personaggi narranti (a ciascuno dei quali nella versione italiana si è dedicata una diversa traduttrice) che tessera dopo tessera formano il mosaico svogliato di un palazzo privato di rue de Grenelle. Varie vicende si dipanano tra nomi, manie, apparenze e citazioni. Giunti all'ultima pagina appare chiaro che il libro esiste in funzione e in virtù degli ultimi due capitoli, spiazzanti, commoventi, dove tutto sembra finire e al tempo stesso proseguire, con un misto di dolore e coscienza di cui né l'intelligenza né la cultura ma solo la vita può disporre appieno.
Lettura a tratti faticosa, adatta al lettore più motivato.
Lettura interessante ma faticosa e a tratti frustrante. Copland vorrebbe esporre e spiegare le basi della teoria musicale in modo sintetico e didatticamente chiaro ma la sua trattazione risulta spesso didascalica. L'autore stesso quando se ne accorge abbandona il lettore in modo sbrigativo ("Non è q
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Lettura interessante ma faticosa e a tratti frustrante. Copland vorrebbe esporre e spiegare le basi della teoria musicale in modo sintetico e didatticamente chiaro ma la sua trattazione risulta spesso didascalica. L'autore stesso quando se ne accorge abbandona il lettore in modo sbrigativo ("Non è questa la sede per entrare nei dettagli") acuendone la delusione. La traduzione italiana poi, non certo moderna, complica la lettura e richiede la piena attenzione di chi legge. Ciò che pesa maggiormente è però l'impossibilità di apprezzare i contenuti senza un ascolto guidato dei brani e dei concetti musicali a cui l'autore di volta in volta si rifà. Il libro si colloca dunque a metà tra l'approssimazione del testo banalmente divulgativo e il polveroso rigore del trattato di studio, tuttavia può interessare e stimolare il lettore seriamente motivato a patto che sia in grado di reperire, ascoltare e meditare i brani citati dedicandovi il giusto tempo.
La città di Palermo osservata e raccontata da un altro siciliano.
Libro disincantato e amaro, spesso ironico e a tratti quasi scanzonato. La Sicilia raccontata dai siciliani è così: un affascinante esercizio di osservazione e memoria, che per essere compreso a fondo richiede almeno una goccia di sicilianità nel sangue.
La storia del nostro Paese (e non solo) narrata attraverso le vicende pubbliche e private di uno dei maestri del giornalismo italiano. Un continuo alternarsi di vicende minime ed eventi epocali. I ricordi di una vita raccontati attraverso il disincanto e la saggezza degli occhi onesti di un Enzo Bia
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La storia del nostro Paese (e non solo) narrata attraverso le vicende pubbliche e private di uno dei maestri del giornalismo italiano. Un continuo alternarsi di vicende minime ed eventi epocali. I ricordi di una vita raccontati attraverso il disincanto e la saggezza degli occhi onesti di un Enzo Biagi ormai anziano e in vena di bilanci (ma non di facile retorica), capace di muoverci a più di un sorriso e più di una riflessione.
Da leggere e meditare. Astenersi politicamente invasati.
Premetto che non sono un fan del Montalbano scritto (mi capita più spesso di seguire quello televisivo). Dopo aver letto "La pista di sabbia" non nascondo una certa delusione: trama lineare, dialoghi stentati, tutto fa pensare a una sceneggiatura di mestiere (l'ennesima) già pronta per il prossimo t
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Premetto che non sono un fan del Montalbano scritto (mi capita più spesso di seguire quello televisivo). Dopo aver letto "La pista di sabbia" non nascondo una certa delusione: trama lineare, dialoghi stentati, tutto fa pensare a una sceneggiatura di mestiere (l'ennesima) già pronta per il prossimo telefilm. Devo dire inoltre che apprezzo sempre meno la "sicilianizzazione" forzata che Camilleri ormai opera su qualunque testo con metodi simili al "search & replace".
L'eleganza del riccio
***This comment contains spoilers! ***
Romanzo non sempre limpido e scorrevole ma delicato e fortunato quello di Muriel Barbery. La brevità dei capitoli aiuta il lettore a lasciarsi condurre dai due personaggi narranti (a ciascuno dei quali nella versione italiana si è dedicata una diversa traduttrice) che tessera dopo tessera formano il ... (continue)
Romanzo non sempre limpido e scorrevole ma delicato e fortunato quello di Muriel Barbery. La brevità dei capitoli aiuta il lettore a lasciarsi condurre dai due personaggi narranti (a ciascuno dei quali nella versione italiana si è dedicata una diversa traduttrice) che tessera dopo tessera formano il mosaico svogliato di un palazzo privato di rue de Grenelle. Varie vicende si dipanano tra nomi, manie, apparenze e citazioni. Giunti all'ultima pagina appare chiaro che il libro esiste in funzione e in virtù degli ultimi due capitoli, spiazzanti, commoventi, dove tutto sembra finire e al tempo stesso proseguire, con un misto di dolore e coscienza di cui né l'intelligenza né la cultura ma solo la vita può disporre appieno.
Come ascoltare la musica
Lettura interessante ma faticosa e a tratti frustrante. Copland vorrebbe esporre e spiegare le basi della teoria musicale in modo sintetico e didatticamente chiaro ma la sua trattazione risulta spesso didascalica. L'autore stesso quando se ne accorge abbandona il lettore in modo sbrigativo ("Non è q ... (continue)
Lettura interessante ma faticosa e a tratti frustrante. Copland vorrebbe esporre e spiegare le basi della teoria musicale in modo sintetico e didatticamente chiaro ma la sua trattazione risulta spesso didascalica. L'autore stesso quando se ne accorge abbandona il lettore in modo sbrigativo ("Non è questa la sede per entrare nei dettagli") acuendone la delusione. La traduzione italiana poi, non certo moderna, complica la lettura e richiede la piena attenzione di chi legge. Ciò che pesa maggiormente è però l'impossibilità di apprezzare i contenuti senza un ascolto guidato dei brani e dei concetti musicali a cui l'autore di volta in volta si rifà. Il libro si colloca dunque a metà tra l'approssimazione del testo banalmente divulgativo e il polveroso rigore del trattato di studio, tuttavia può interessare e stimolare il lettore seriamente motivato a patto che sia in grado di reperire, ascoltare e meditare i brani citati dedicandovi il giusto tempo.
Palermo è una cipolla
Libro disincantato e amaro, spesso ironico e a tratti quasi scanzonato. La Sicilia raccontata dai siciliani è così: un affascinante esercizio di osservazione e memoria, che per essere compreso a fondo richiede almeno una goccia di sicilianità nel sangue.
Era ieri
La storia del nostro Paese (e non solo) narrata attraverso le vicende pubbliche e private di uno dei maestri del giornalismo italiano. Un continuo alternarsi di vicende minime ed eventi epocali. I ricordi di una vita raccontati attraverso il disincanto e la saggezza degli occhi onesti di un Enzo Bia ... (continue)
La storia del nostro Paese (e non solo) narrata attraverso le vicende pubbliche e private di uno dei maestri del giornalismo italiano. Un continuo alternarsi di vicende minime ed eventi epocali. I ricordi di una vita raccontati attraverso il disincanto e la saggezza degli occhi onesti di un Enzo Biagi ormai anziano e in vena di bilanci (ma non di facile retorica), capace di muoverci a più di un sorriso e più di una riflessione.
Da leggere e meditare. Astenersi politicamente invasati.
La pista di sabbia
Premetto che non sono un fan del Montalbano scritto (mi capita più spesso di seguire quello televisivo). Dopo aver letto "La pista di sabbia" non nascondo una certa delusione: trama lineare, dialoghi stentati, tutto fa pensare a una sceneggiatura di mestiere (l'ennesima) già pronta per il prossimo t ... (continue)
Premetto che non sono un fan del Montalbano scritto (mi capita più spesso di seguire quello televisivo). Dopo aver letto "La pista di sabbia" non nascondo una certa delusione: trama lineare, dialoghi stentati, tutto fa pensare a una sceneggiatura di mestiere (l'ennesima) già pronta per il prossimo telefilm. Devo dire inoltre che apprezzo sempre meno la "sicilianizzazione" forzata che Camilleri ormai opera su qualunque testo con metodi simili al "search & replace".