仲夏夜之夢

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Publisher: 世界書局

4.3
(6755)

Language: 繁體中文 | Number of Pages: 164 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) English , Spanish , German , Italian , Japanese , Portuguese , Russian

Isbn-10: 957060106X | Isbn-13: 9789570601060 | Publish date: 

Translator: 朱生豪

Also available as: Others , Audio CD , Audio Cassette , Hardcover

Category: Fiction & Literature , Foreign Language Study , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
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  • 4

    Opera comica tra sogno e realtà, intrecci amorosi, litigi e incantesimi.
    L’ho trovato leggero e spensierato e, anche se mi è piaciuto meno di altre sue opere, devo dire che ci sta bene leggerlo come h ...continue

    Opera comica tra sogno e realtà, intrecci amorosi, litigi e incantesimi.
    L’ho trovato leggero e spensierato e, anche se mi è piaciuto meno di altre sue opere, devo dire che ci sta bene leggerlo come ho fatto io: in una sera di mezza estate :) :) :)

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    5

    L’intero Sogno è un vertiginoso gioco di intrecci, scambi, sovrapposizioni in cui il teatro si autoesplica per mezzo di numerosi espedienti sempre diversi. Tutto il play è sviluppato su dicotomie. Cl ...continue

    L’intero Sogno è un vertiginoso gioco di intrecci, scambi, sovrapposizioni in cui il teatro si autoesplica per mezzo di numerosi espedienti sempre diversi. Tutto il play è sviluppato su dicotomie. Classico e folkloristico, giorno e notte, umani e fate, città e bosco, finanche le coppie di personaggi Tisbe – Oberon e Ippolita – Titania rispondono a quella che potremmo definire la dicotomia di grado zero che sottende a tutta la commedia: realtà e finzione o, per meglio dire, vita e teatro. Se tanto frequentemente si sente citare l’atto V ad esemplificazione del concetto di metateatralità in genere, è bene ricordare che sono numerose, e collocate anche altrove, le scene metateatrali del Sogno.
    Il bosco, protagonista indiscusso della commedia, è il luogo in cui si svolgono la maggior parte degli eventi. Qua cercano rifugio gli amanti Lisandro ed Ermia, quasi a voler fuggire la realtà della città e delle regole che proibiscono il loro matrimonio per addentrarsi in un luogo libero dove tutto è possibile, persino il loro amore. Poco dopo sopraggiunge Demetrio che insegue l’amata Ermia, ed Elena che insegue Demetrio. I quattro, immersi in questo bosco onirico, diventano vittime inconsapevoli del gioco di Oberon, re delle fate, e Puck. Quest’ultimo, tramite il succo della viola del pensiero, che ha un potere magico che sfugge alla comprensione umana, trasforma di fatto i protagonisti in personaggi di una sua personale commedia a cui porrà fine solo sul chiudersi dell’atto III:

    (III, 2) Puck: Sul terreno | dormi sereno, | i tuoi occhi | fa’ ch’io tocchi, | dolce amante, col mio farmaco. | E più tardi, | negli sguardi | dell’amante, | tante e tante | gioie al sorger troverai. | E’ il proverbio che va di bocca in bocca | e dà ad ognuno quello che gli tocca. | Questo Puck l’ha detto, | e certo non fa calo. | Ogni vite ha il suo palo, | e tutto è perfetto, | se porta foglia e fioretto .

    Puck e Oberon sono Shakespeare. Sono cioè entrambi drammaturghi capaci di mutare la normale percezione della realtà. Del gioco di Oberon sarà vittima anche Bottom attraverso il quale il re delle fate otterrà dalla sua amata Titania il tanto desiderato paggio. Oberon ordina a Puck di far innamorare, per mezzo del magico elisir, la sua Titania dell’orrendo Bottom, reso ancor più orrendo dell’aspetto da asino che Puck, per puro divertimento, gli conferisce. Quando la finzione sarà svelata, Bottom si troverà a dover ammettere di aver vissuto un sogno che non è in grado di narrare e si riprometterà di far scrivere a Quince una ballata in proposito, ammettendo di fatto che solo un drammaturgo e quindi in definitiva solo il teatro, è in grado di narrare la finzione, il sogno appunto. Bisogna forse ravvisare in questo una parodia, una polemica, che Shakespeare muove nei confronti di un certo tipo di teatro in voga tra i suoi contemporanei. Un teatro che potremmo dire brookianamente mortale .

    (IV, 1) Bottom: Ho fatto un sogno… ma non c’è ingegno d’uomo che sappia spiegare cos’era. Un uomo che vada raccontando un sogno simile non potrebbe essere che un somaro. […] Dirò a Peter Quince di scrivere una ballata su questo sogno: si chiamerà «Il sogno di Bottom», perché non ha fondo .

    Ma chi è Bottom e perché si trova nel bosco? Tessitore improvvisato regista, Bottom si è recato nel bosco con i suoi compagni artigiani, per le prove del “Piramo e Tisbe” che hanno intenzione di presentare al re in occasione delle nozze con Ippolita. Il suo approccio al teatro lo rende incapace di accettarne la sostanziale funzione finzionale ed egli si affretta quindi a cercare soluzioni che ne svelino i meccanismi anche al pubblico:

    (III, 1) Bottom: Scrivetemi un prologo nel quale sia detto che non faremo con le nostre spade male a nessuno e che Piramo non s’ammazzerà sul serio; e, per rassicurare il pubblico anche di più, ditegli addirittura che io, Piramo, non sono Piramo, ma Bottom il tessitore: e nessuno avrà paura .

    E ancora:

    (III,1) Bottom: Devi dire il nome anche dell’uomo che fa da leone, e lasciar vedere metà del suo viso tra la criniera da belva. […] lasciategli dire francamente il suo nome, che è Snug lo stipettaio .

    Tutta la scena prosegue tra discussioni e prove dello spettacolo configurandosi come un dramma nel dramma che svela i meccanismi del dietro le quinte.
    Il V atto, in verità non necessario all’economia della commedia che con il riordino operato da Puck sul finire dell’atto IV poteva in effetti considerarsi conclusa, è l’occasione per Shakespeare di creare un vertiginoso gioco metateatrale che meraviglia e confonde fino a farci chiedere “chi è l’attore?”, “chi il personaggio?”. Filostrato, master of revels di Teseo, propone al re l’opera di Bottom non risparmiandosi dall’esprimere il proprio parere. Teseo la sceglie in virtù della sua bassa qualità che sarà, nelle idee del re, il vero motivo di divertimento. Come di fronte ad un’immensa matrioska lo spettatore elisabettiano, e quello moderno con lui, si trova ad osservare il dramma da quello che potremmo definire un terzo livello di finzione: un dramma in cui si svolge un altro dramma del quale gli attori del primo sono spettatori a loro volta. Ma non basta perché la quarta parete del “Piramo e Tisbe” è ulteriormente sfondata dal continuo dialogare degli artigiani-attori con il loro pubblico:

    (V, 1) Muro: In questo interludio accade che io, di nome Snug, rappresenti il Muro, quel certo Muro, figuratevi, con una crepa o spacco attraverso cui i due amanti, Piramo e Tisbe, bisbigliano spesso molto segretamente. Questo gesso, questa calce e questo sasso vi dimostrano che io sono quel Muro: ecco la verità. E questo spacco, a destra e a manca, è la crepa per la quale sussurrano gli amanti.
    Teseo: Un sasso e un po’ di calce non potrebbero parlar meglio.
    […]
    Teseo: Il muro, secondo me, essendo così assennato, dovrebbe rispondere maledicendoti a sua volta.
    Piramo: No, veramente, signore, non dovrebbe farlo. «Deludono» è l’attacco di Tisbe; ora deve entrare lei, e io devo spiarla attraverso il muro .
    Teseo e Ippolita, nel loro discorrere con i personaggi e dei personaggi, possono forse rappresentare gli estremi opposti delle esigenze del pubblico teatrale. Il primo, tutto logica, non guarda al contenuto ma si ferma alla forma di ciò a cui assiste. La seconda, arriva a commuoversi per quel “Piramo e Tisbe” tanto mal fatto: ennesima dicotomia in chiusura di commedia. In medio stat virtus?
    L’ultima battuta dell’opera è riservata a Puck che, rimasto solo sulla scena, si rivolge direttamente al pubblico invitandolo, qualora si sia sentito offeso, a pensare a ciò a cui ha appena assistito come inganno, come sogno. Potremmo dire come teatro:

    (V, 1) Puck: Se le nostre parvenze offesi v'hanno, | immaginate, e poco sarà il danno, | che quanto vi comparve qui davanti |fu inganno, e che sognaste tutti quanti .

    D’altronde, si sa, “tutto il mondo è teatro e tutti gli uomini e le donne non sono che attori ”.

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  • 5

    Commedia fantastica, "Sogno di una notte di mezz'estate" fonde con un'immaginazione sovranamente libera mitologia greca, leggende cavalleresche e folclore celtico, in una vicenda fatta di filtri d'amo ...continue

    Commedia fantastica, "Sogno di una notte di mezz'estate" fonde con un'immaginazione sovranamente libera mitologia greca, leggende cavalleresche e folclore celtico, in una vicenda fatta di filtri d'amore, suggestioni della filosofia neoplatonica e farsesche rappresentazioni teatrali. Scritto negli ultimi anni del XVI secolo, questo insolito e fiabesco dramma intreccia le vicende delle nozze di Teseo, duca d'Atene, e Ippolita, regina delle Amazzoni, con quelle di due coppie di innamorati che si perdono e si inseguono in un bosco-labirinto popolato di fate e folletti. In quel luogo, in quella notte, il mondo dei mortali entra in contatto con quello degli spiriti e le due dimensioni finiscono per rispecchiarsi l'una nell'altra, confondendosi, in un'esaltazione del potere dell'immaginazione e della teatralità della vita nella quale è impossibile capire cosa sia sogno e cosa realtà. E se non sia il sogno la vera realtà.

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  • 4

    Il mio primo approccio alle opere comiche di Shakespeare non è male. Il Sogno è davvero spensierato e leggero come la prima notte d'estate, con i suoi personaggi di varia estrazione che si rincorrono ...continue

    Il mio primo approccio alle opere comiche di Shakespeare non è male. Il Sogno è davvero spensierato e leggero come la prima notte d'estate, con i suoi personaggi di varia estrazione che si rincorrono e si addormentano nei boschi in un carosello di drammi d'amore e situazioni buffe. Ad ogni modo sono curiosa di vederlo rappresentato perchè la sola lettura dà l'idea di un canovaccio, una tela, che attenda il suo completamento in tre dimensioni sulle tavole di un palcoscenico.

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  • 5

    "Le cose che più mi piacciono sono quelle che nascono dall'errore"

    "TITANIA Ti prego, gentil mortale, canta ancora! Il mio orecchio s'è innamorato della tua voce come il mio occhio s'è invaghito del tuo aspetto, e tanto è il potere delle tue doti che t'ho appena vedu ...continue

    "TITANIA Ti prego, gentil mortale, canta ancora! Il mio orecchio s'è innamorato della tua voce come il mio occhio s'è invaghito del tuo aspetto, e tanto è il potere delle tue doti che t'ho appena veduto e già devo dirti, anzi giurarti, che t'amo.
    BOTTOM Io credo, signora, che non abbiate molte ragioni per arrivare a tanto. È anche vero che la ragione e l'amore vanno di rado insieme, al giorno d'oggi. Ed è proprio un peccato che qualche galantuomo non riesca qualche volta a farli andare d'accordo. Del resto, se occorre, io posso anche farci su una bella risata."

    Un'opera che ho sempre amato moltissimo per un'infinità di motivi, come un'infinità sono i temi, gli spunti, gli aspetti, i toni che la attraversano sovrapponendosi e accavallandosi, entro una splendida armonia di dissonanze complessiva ("la più musicale discordia e il più soave rombo che mai avessi udito").
    Un'opera che davvero si legge e si rilegge, si vede e si rivede rappresentata sempre con grande piacere (ed è sempre, in qualche modo, una sorpresa).

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  • 5

    Penso che le persone che non leggono Shakespeare non lo fanno perché temono che sia terribilmente complicato, o noioso, o pesante. A me dispiace per quelle persone, perché se non ci provano almeno una ...continue

    Penso che le persone che non leggono Shakespeare non lo fanno perché temono che sia terribilmente complicato, o noioso, o pesante. A me dispiace per quelle persone, perché se non ci provano almeno una volta non sapranno mai quanto si sbagliavano. Leggere Shakespeare è emozionante, è divertente, è coinvolgente. E' attuale a dispetto dei secoli che ci separano dai suoi testi e son sicura che non smetterà mai di esserlo, perché l'uomo potrà pure trovare il modo di volare un giorno, ma resterà comunque quel centro di tensioni e pulsioni ed emozioni che ha raccontato Il Bardo.

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  • 5

    La bellezza di un lungo e comodo viaggio in treno è che ti consente di leggere un libro tutto d'un fiato senza distrazioni, se non le chiacchiere qua e là di chi viaggia con te e magari legge altretta ...continue

    La bellezza di un lungo e comodo viaggio in treno è che ti consente di leggere un libro tutto d'un fiato senza distrazioni, se non le chiacchiere qua e là di chi viaggia con te e magari legge altrettanto; per me me stavolta, nel tragitto Napoli - Montreux, ho scelto "Sogno di una notte di mezza estate" dell'inimitabile William Shakespeare. L'avevo letto a spezzoni al liceo e non ricordavo niente, o comunque ricordavo davvero poco, e invece oggi l'ho divorato: farmi trascinare dall'irruenza amorosa di Lisandro e Demetrio, trovarmi a sorridere per i pasticci combinati da Puck, sperare che Teseo non sia brutale, maledire Oberon che inganna Titania, tifare per Ermia ed Elena e invocare la giustizia per i loro amori contrastati, mi ha regalato momenti di vera e purissima emozione. E se penso che quel testo sia della fine del 1500, le emozioni immediatamente si raddoppiano, perché le parole del Bardo sono di un'attualità incredibile, frutto di una mente di sicuro geniale e premonitrice. Ho letto l'edizione supereconomica della Newton, quella da 1,90 con copertina rigida, copertina molto carina tra l'altro, e per un prezzo davvero irrisorio come questo c'era non solo l'edizione integrale del testo, ma anche un'accuratissima introduzione e un bell'apparato di note esplicative. Un applauso alla Newton che pubblicando i grandi classici in una maniera così accattivante, invoglia un pubblico più vasto a leggerli e stuzzica pure il palato dei lettori più esigenti e rompiscatole, di cui mi fregio con onore di far parte.

    (recensione di A.)

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  • 5

    Lo Shakespeare della mia adolescenza

    In assoluta l'opera di Shakespeare che in adolescenza mi ha colpita di più. Atmosfere fiabesche, storie intricate, fuga dalla realtà.
    Tutti dovrebbero leggere Shakespeare non solo una volta ma più vol ...continue

    In assoluta l'opera di Shakespeare che in adolescenza mi ha colpita di più. Atmosfere fiabesche, storie intricate, fuga dalla realtà.
    Tutti dovrebbero leggere Shakespeare non solo una volta ma più volte nella vita per apprezzarne le sfumatura che nel tempo assumono significati sempre nuovi e diversi.

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  • 4

    "L'amore non guarda con gli occhi ma con la mente e perciò l'alato Cupìdo viene dipinto bendato."

    Secondo approccio con l'immenso Shakespeare, questa volta con una commedia. Una storia in cui si intrecciano amore, follia, magia, odio e riconciliazione. Personaggi indimenticabili, come il folletto ...continue

    Secondo approccio con l'immenso Shakespeare, questa volta con una commedia. Una storia in cui si intrecciano amore, follia, magia, odio e riconciliazione. Personaggi indimenticabili, come il folletto Puck o Bottom con la testa d'asino, e situazioni tragicomiche rendono questa pièce estremamente godibile e leggera. E rappresentata sarà sicuramente un incanto per gli occhi e per il cuore.

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  • 5

    inutile dire che questo libro è un capolavoro, uno di quei libri che rileggerei mille e mille volte. L amore in sé infatti è un bellissimo sentimento che, però, incontra spesso degli ostacoli e qui in ...continue

    inutile dire che questo libro è un capolavoro, uno di quei libri che rileggerei mille e mille volte. L amore in sé infatti è un bellissimo sentimento che, però, incontra spesso degli ostacoli e qui infatti si trovano due storie con avvenimenti diversi ma che hanno in comune la difficoltà di trovare una soluzione per il loro problema. Questo libro, secondo me, non va letto in un qualsiasi momento delle nostra vita, ma in situazioni particolari, momenti in cui rifletti sull'amore, o momenti in cui non ci credi..

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