仲夏夜之夢

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Publisher: 世界書局

4.3
(6803)

Language: 繁體中文 | Number of Pages: 164 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) English , Spanish , German , Italian , Japanese , Portuguese , Russian

Isbn-10: 957060106X | Isbn-13: 9789570601060 | Publish date: 

Translator: 朱生豪

Also available as: Others , Audio CD , Audio Cassette , Hardcover

Category: Fiction & Literature , Foreign Language Study , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
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  • 4

    sicuramente non si discute sciachespeare.
    c'e tutto quello che si cerca leggendo.
    ma faccio fatica a leggere teatro.
    inciampo, torno indietro.
    mi perdo
    sono un lettore inadatto, anche ad alta voce.
    pr ...continue

    sicuramente non si discute sciachespeare.
    c'e tutto quello che si cerca leggendo.
    ma faccio fatica a leggere teatro.
    inciampo, torno indietro.
    mi perdo
    sono un lettore inadatto, anche ad alta voce.
    preferisco il teatro dalla poltrona.

    said on 

  • 3

    Siate gentili e cortesi con questo gentiluomo.
    Saltategli fra le gambe e fategli capriole davanti agli occhi.
    Nutritelo di albicocche e di lamponi,
    Di uva rossa, di fichi verdi,
    E di mirtilli. Rubate
    ...continue

    Siate gentili e cortesi con questo gentiluomo.
    Saltategli fra le gambe e fategli capriole davanti agli occhi.
    Nutritelo di albicocche e di lamponi,
    Di uva rossa, di fichi verdi,
    E di mirtilli. Rubate alle umili api
    I favi del miele, e delle loro cosce
    Di cera fatene torce e accendetele
    Agli occhi di fuoco delle lucciole
    Quando il mio amore va a letto
    E quando si alza. Strappate le ali
    Alle farfalle variopinte per farne ventagli
    Con cui allontanare dai suoi occhi addormentati
    I raggi della luna. Inchinatevi a lui,
    Voi elfi, e fategli riverenze.
    (p. 75)

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  • 4

    "Turn melancholy forth to funerals"
    Il fascino di Sogno di una notte di mezza estate sta nel fatto che tanto commedia non è. Divertente quanto amara... qui la teatralità e il sogno alzano il velo dell ...continue

    "Turn melancholy forth to funerals"
    Il fascino di Sogno di una notte di mezza estate sta nel fatto che tanto commedia non è. Divertente quanto amara... qui la teatralità e il sogno alzano il velo dell'illusione e sotto si trova di tutto. Dal saggio introduttivo di Anna Luisa Zazo (ed. Classici Mondadori): "la realtà sono gli spiriti irreali a determinarla, o ancora la realtà non ha alcuna realtà, è soltanto un sogno, un capriccio degli spiriti, delle ombre. E infine, tristezza, segreta inquietudine, di Ippolita."
    Ippolita personaggio del cuore.

    said on 

  • 4

    Opera comica tra sogno e realtà, intrecci amorosi, litigi e incantesimi.
    L’ho trovato leggero e spensierato e, anche se mi è piaciuto meno di altre sue opere, devo dire che ci sta bene leggerlo come h ...continue

    Opera comica tra sogno e realtà, intrecci amorosi, litigi e incantesimi.
    L’ho trovato leggero e spensierato e, anche se mi è piaciuto meno di altre sue opere, devo dire che ci sta bene leggerlo come ho fatto io: in una sera di mezza estate :) :) :)

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    5

    L’intero Sogno è un vertiginoso gioco di intrecci, scambi, sovrapposizioni in cui il teatro si autoesplica per mezzo di numerosi espedienti sempre diversi. Tutto il play è sviluppato su dicotomie. Cl ...continue

    L’intero Sogno è un vertiginoso gioco di intrecci, scambi, sovrapposizioni in cui il teatro si autoesplica per mezzo di numerosi espedienti sempre diversi. Tutto il play è sviluppato su dicotomie. Classico e folkloristico, giorno e notte, umani e fate, città e bosco, finanche le coppie di personaggi Tisbe – Oberon e Ippolita – Titania rispondono a quella che potremmo definire la dicotomia di grado zero che sottende a tutta la commedia: realtà e finzione o, per meglio dire, vita e teatro. Se tanto frequentemente si sente citare l’atto V ad esemplificazione del concetto di metateatralità in genere, è bene ricordare che sono numerose, e collocate anche altrove, le scene metateatrali del Sogno.
    Il bosco, protagonista indiscusso della commedia, è il luogo in cui si svolgono la maggior parte degli eventi. Qua cercano rifugio gli amanti Lisandro ed Ermia, quasi a voler fuggire la realtà della città e delle regole che proibiscono il loro matrimonio per addentrarsi in un luogo libero dove tutto è possibile, persino il loro amore. Poco dopo sopraggiunge Demetrio che insegue l’amata Ermia, ed Elena che insegue Demetrio. I quattro, immersi in questo bosco onirico, diventano vittime inconsapevoli del gioco di Oberon, re delle fate, e Puck. Quest’ultimo, tramite il succo della viola del pensiero, che ha un potere magico che sfugge alla comprensione umana, trasforma di fatto i protagonisti in personaggi di una sua personale commedia a cui porrà fine solo sul chiudersi dell’atto III:

    (III, 2) Puck: Sul terreno | dormi sereno, | i tuoi occhi | fa’ ch’io tocchi, | dolce amante, col mio farmaco. | E più tardi, | negli sguardi | dell’amante, | tante e tante | gioie al sorger troverai. | E’ il proverbio che va di bocca in bocca | e dà ad ognuno quello che gli tocca. | Questo Puck l’ha detto, | e certo non fa calo. | Ogni vite ha il suo palo, | e tutto è perfetto, | se porta foglia e fioretto .

    Puck e Oberon sono Shakespeare. Sono cioè entrambi drammaturghi capaci di mutare la normale percezione della realtà. Del gioco di Oberon sarà vittima anche Bottom attraverso il quale il re delle fate otterrà dalla sua amata Titania il tanto desiderato paggio. Oberon ordina a Puck di far innamorare, per mezzo del magico elisir, la sua Titania dell’orrendo Bottom, reso ancor più orrendo dell’aspetto da asino che Puck, per puro divertimento, gli conferisce. Quando la finzione sarà svelata, Bottom si troverà a dover ammettere di aver vissuto un sogno che non è in grado di narrare e si riprometterà di far scrivere a Quince una ballata in proposito, ammettendo di fatto che solo un drammaturgo e quindi in definitiva solo il teatro, è in grado di narrare la finzione, il sogno appunto. Bisogna forse ravvisare in questo una parodia, una polemica, che Shakespeare muove nei confronti di un certo tipo di teatro in voga tra i suoi contemporanei. Un teatro che potremmo dire brookianamente mortale .

    (IV, 1) Bottom: Ho fatto un sogno… ma non c’è ingegno d’uomo che sappia spiegare cos’era. Un uomo che vada raccontando un sogno simile non potrebbe essere che un somaro. […] Dirò a Peter Quince di scrivere una ballata su questo sogno: si chiamerà «Il sogno di Bottom», perché non ha fondo .

    Ma chi è Bottom e perché si trova nel bosco? Tessitore improvvisato regista, Bottom si è recato nel bosco con i suoi compagni artigiani, per le prove del “Piramo e Tisbe” che hanno intenzione di presentare al re in occasione delle nozze con Ippolita. Il suo approccio al teatro lo rende incapace di accettarne la sostanziale funzione finzionale ed egli si affretta quindi a cercare soluzioni che ne svelino i meccanismi anche al pubblico:

    (III, 1) Bottom: Scrivetemi un prologo nel quale sia detto che non faremo con le nostre spade male a nessuno e che Piramo non s’ammazzerà sul serio; e, per rassicurare il pubblico anche di più, ditegli addirittura che io, Piramo, non sono Piramo, ma Bottom il tessitore: e nessuno avrà paura .

    E ancora:

    (III,1) Bottom: Devi dire il nome anche dell’uomo che fa da leone, e lasciar vedere metà del suo viso tra la criniera da belva. […] lasciategli dire francamente il suo nome, che è Snug lo stipettaio .

    Tutta la scena prosegue tra discussioni e prove dello spettacolo configurandosi come un dramma nel dramma che svela i meccanismi del dietro le quinte.
    Il V atto, in verità non necessario all’economia della commedia che con il riordino operato da Puck sul finire dell’atto IV poteva in effetti considerarsi conclusa, è l’occasione per Shakespeare di creare un vertiginoso gioco metateatrale che meraviglia e confonde fino a farci chiedere “chi è l’attore?”, “chi il personaggio?”. Filostrato, master of revels di Teseo, propone al re l’opera di Bottom non risparmiandosi dall’esprimere il proprio parere. Teseo la sceglie in virtù della sua bassa qualità che sarà, nelle idee del re, il vero motivo di divertimento. Come di fronte ad un’immensa matrioska lo spettatore elisabettiano, e quello moderno con lui, si trova ad osservare il dramma da quello che potremmo definire un terzo livello di finzione: un dramma in cui si svolge un altro dramma del quale gli attori del primo sono spettatori a loro volta. Ma non basta perché la quarta parete del “Piramo e Tisbe” è ulteriormente sfondata dal continuo dialogare degli artigiani-attori con il loro pubblico:

    (V, 1) Muro: In questo interludio accade che io, di nome Snug, rappresenti il Muro, quel certo Muro, figuratevi, con una crepa o spacco attraverso cui i due amanti, Piramo e Tisbe, bisbigliano spesso molto segretamente. Questo gesso, questa calce e questo sasso vi dimostrano che io sono quel Muro: ecco la verità. E questo spacco, a destra e a manca, è la crepa per la quale sussurrano gli amanti.
    Teseo: Un sasso e un po’ di calce non potrebbero parlar meglio.
    […]
    Teseo: Il muro, secondo me, essendo così assennato, dovrebbe rispondere maledicendoti a sua volta.
    Piramo: No, veramente, signore, non dovrebbe farlo. «Deludono» è l’attacco di Tisbe; ora deve entrare lei, e io devo spiarla attraverso il muro .
    Teseo e Ippolita, nel loro discorrere con i personaggi e dei personaggi, possono forse rappresentare gli estremi opposti delle esigenze del pubblico teatrale. Il primo, tutto logica, non guarda al contenuto ma si ferma alla forma di ciò a cui assiste. La seconda, arriva a commuoversi per quel “Piramo e Tisbe” tanto mal fatto: ennesima dicotomia in chiusura di commedia. In medio stat virtus?
    L’ultima battuta dell’opera è riservata a Puck che, rimasto solo sulla scena, si rivolge direttamente al pubblico invitandolo, qualora si sia sentito offeso, a pensare a ciò a cui ha appena assistito come inganno, come sogno. Potremmo dire come teatro:

    (V, 1) Puck: Se le nostre parvenze offesi v'hanno, | immaginate, e poco sarà il danno, | che quanto vi comparve qui davanti |fu inganno, e che sognaste tutti quanti .

    D’altronde, si sa, “tutto il mondo è teatro e tutti gli uomini e le donne non sono che attori ”.

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  • 5

    Commedia fantastica, "Sogno di una notte di mezz'estate" fonde con un'immaginazione sovranamente libera mitologia greca, leggende cavalleresche e folclore celtico, in una vicenda fatta di filtri d'amo ...continue

    Commedia fantastica, "Sogno di una notte di mezz'estate" fonde con un'immaginazione sovranamente libera mitologia greca, leggende cavalleresche e folclore celtico, in una vicenda fatta di filtri d'amore, suggestioni della filosofia neoplatonica e farsesche rappresentazioni teatrali. Scritto negli ultimi anni del XVI secolo, questo insolito e fiabesco dramma intreccia le vicende delle nozze di Teseo, duca d'Atene, e Ippolita, regina delle Amazzoni, con quelle di due coppie di innamorati che si perdono e si inseguono in un bosco-labirinto popolato di fate e folletti. In quel luogo, in quella notte, il mondo dei mortali entra in contatto con quello degli spiriti e le due dimensioni finiscono per rispecchiarsi l'una nell'altra, confondendosi, in un'esaltazione del potere dell'immaginazione e della teatralità della vita nella quale è impossibile capire cosa sia sogno e cosa realtà. E se non sia il sogno la vera realtà.

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  • 4

    Il mio primo approccio alle opere comiche di Shakespeare non è male. Il Sogno è davvero spensierato e leggero come la prima notte d'estate, con i suoi personaggi di varia estrazione che si rincorrono ...continue

    Il mio primo approccio alle opere comiche di Shakespeare non è male. Il Sogno è davvero spensierato e leggero come la prima notte d'estate, con i suoi personaggi di varia estrazione che si rincorrono e si addormentano nei boschi in un carosello di drammi d'amore e situazioni buffe. Ad ogni modo sono curiosa di vederlo rappresentato perchè la sola lettura dà l'idea di un canovaccio, una tela, che attenda il suo completamento in tre dimensioni sulle tavole di un palcoscenico.

    said on 

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