写作这回事

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Publisher: 上海译文出版社

4.1
(2607)

Language: 简体中文 | Number of Pages: 289 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) German , English , Chi traditional , Italian , Spanish , French , Swedish , Dutch , Thai , Greek , Polish , Czech

Isbn-10: 7532748448 | Isbn-13: 9787532748440 | Publish date: 

Translator: 张坤

Category: Biography , Non-fiction , Textbook

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Book Description
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  • 4

    就是多寫多看

    沒有其他更好的方式了,想到什麼就寫下來,找幾個願意看你文章的夥伴,持續的修改、從其他好作品中獲得靈感。

    said on 

  • 4

    Scrivere è magia

    “On writing” è tanto lontano dall’essere un manuale di scrittura creativa quanto lo è dall’essere un’autocelebrazione di uno dei scrittori più famosi e letti degli ultimi quarant’anni. Sono sicuro che ...continue

    “On writing” è tanto lontano dall’essere un manuale di scrittura creativa quanto lo è dall’essere un’autocelebrazione di uno dei scrittori più famosi e letti degli ultimi quarant’anni. Sono sicuro che può essere apprezzato anche da chi non ha mai letto un romanzo di Stephen King e non ha mai avuto velleità letterarie e questo perché il libro, pur non essendo uno dei tanti romanzi del “Re”, ha lo stesso piglio di tutta la sua produzione e cioè ammaliare il lettore fin dalla prima pagina, rapirlo per tutta la durata del libro, inchiodarlo alla poltrona (o al cesso, al letto, alla panchina di un parco…) per poi liberarlo con una storia in più da portare con sé. E anche se “On writing” non è un romanzo la storia c’è sempre e cioè il romanzo della vita di King e non perché, come dice lui, la sua vita sia un romanzo ma perché la sua vita è scrivere. Ed è questo di sicuro il primo e fondamentale insegnamento che King offe ai suoi lettori e aspiranti scrittori; amare in maniera viscerale e passionale i momenti in cui ci si dedica alla lettura e alla scrittura. Solo un amore sincero ed onesto può portare a dei risultati.

    “On writing” ormai ha i suoi anni dato che è uscito nella prima edizione nel 2000 (ma King iniziò a lavorarci alla fine del 1997) per cui alcuni consigli dell’autore possono risultare un po’ datati ma stiamo parlando solo della fase seguente alla stesura definitiva del romanzo, quella che precede la pubblicazione. Sicuramente le innovazioni tecnologiche (lo sviluppo di internet, i social network, la stampa digitale) che hanno preso piede in questo nuovo millennio hanno mutato radicalmente le metodologie per far conoscere i propri lavori. Come è anche da considerare che King parla del mondo dell’editoria americano molto lontano dalla realtà italiana. Da noi non ci sono possibilità (o sono scarsissime) di inviare racconti a delle riviste, che se decidono di pubblicarle te li pagano, e la figura dell’agente letterario non ha un carattere così determinante come nel mondo anglosassone. Per il resto qualsiasi consiglio che King fornisce ai suoi lettori è oro colato soprattutto perché non è frutto di teorie letterarie lontane dalla realtà ma figlio della sua esperienza.

    Questa edizione (Frassinelli) è del novembre 2015 ed è stata impreziosita dall’introduzione di Loredana Lipperini e da una nuova traduzione di Giovanni Arduino (dopo le fortunate parentesi di Wu Ming 1 per “Notte buia, niente stelle” e “22/11/1963”). Il fatto che abbia anche una copertina molto convincente può indurre all’acquisto anche chi abbia già in casa la prima edizione.
    Se poi nella frase precedente non avessi usato “il fatto che” dimostrerei anche di aver imparato qualcosa dall’autore che si accanisce, spesso in modo anche ironico, contro l’uso improprio di un certo tipo di linguaggio. L’espressione “il fatto che” ad esempio è da evitare ma quello che più fa rizzare i peli a King sono gli avverbi messi a casaccio soprattutto nei dialoghi. Ma King non ci mette davanti a nessun regola ed ad alcun dogma, ci fa solo capire, facendoci sorridere, quanto possa essere inutile e dannoso un certo modo di scrivere soprattutto quello che non dimostra una serietà d’intenti.

    La prima parte del libro, intitolata “Curriculum vitae” è quella più autobiografica e ci racconta gli anni della formazione fino al primo grande successo: “Carrie”, questa è la parte più lontana che si possa immaginare da un manuale di scrittura creativa ma probabilmente conoscendo la vita di King si impara molto di più su quest’arte che leggendo qualsiasi vademecum che promette di svelare i segreti del mestiere.
    Poi c’è la “Cassetta degli attrezzi” la parte più “operativa” del libro dove si capisce che il più delle volte la semplicità è la miglior arma per raggiungere il cuore dei lettori.
    “Sulla scrittura” è il cuore del libro che dà il titolo a tutto il progetto e che narra le fasi del processo creativo fino alla nascita del libro.
    E infine un post scriptum “Sulla vita” dove King ci racconta come abbia visto in faccia la morte e come l’amore per la scrittura lo abbia fatto rinascere come uomo e come autore.

    “On writing” non può mancare nella libreria del lettore, anche occasionale come lo sono io, di Stephen King ma può essere anche un’occasione per avvicinarsi al mondo di questo autore e, perché no, una spinta a buttar giù quella storia che ci girava in testa e che non avevamo mai avuto il coraggio di scrivere.

    http://www.giuseppevergara.com/recensioni/

    said on 

  • 3

    La scrittura è telepatia

    Mi è piaciuto il modo in cui King ci (di)mostra come la scrittura sia, in un certo senso, telepatia. Quanto allo stile, è divertente e leggero. King sa come non tediare il lettore (il che è precisamen ...continue

    Mi è piaciuto il modo in cui King ci (di)mostra come la scrittura sia, in un certo senso, telepatia. Quanto allo stile, è divertente e leggero. King sa come non tediare il lettore (il che è precisamente l'argomento della seconda parte del libro).

    Nella prima parte, così come nel post-scriptum, si legge più una piccola collezione di aneddoti che un'autentica autobiografia, e senza nemmeno troppe pretese. C'è qualche retroscena su Carrie, Shining e Misery. La seconda parte - l'avevo anticipato - è invece estremamente interessante. Una sfilza di consigli e condivisibili punti di vista. Belle le pagine sull'autodisciplina e la routine dello scrittore, così come i capitoli sulla non-creazione di trame ("E se...?") , su narrazione descrizione dialogo, sui personaggi, sui temi, etc.

    Consigliato anche anche a chi non ama particolarmente questo sfornatore seriale di storie.

    said on 

  • 3

    Stephen King

    Autobiografia letteraria nella prima parte, diventa manuale di scrittura nella seconda. La scrittura creativa è una materia insegnata da quasi un secolo negli USA, e, sebbene non sia una scienza esatt ...continue

    Autobiografia letteraria nella prima parte, diventa manuale di scrittura nella seconda. La scrittura creativa è una materia insegnata da quasi un secolo negli USA, e, sebbene non sia una scienza esatta, ha i suoi criteri generali. I consigli di Stephen King, ragionevolissimi, sono tutto sommato pochi, riassumibili in qualche pagina. Il resto è contesto ed esperienza, è il racconto di come King è arrivato a vendere tanto – col duro lavoro, senza arrendersi alle difficoltà, con determinazione – e la descrizione del suo metodo – ancora il duro lavoro, la determinazione. Inoltre troviamo la contestualizzazione della nascita di alcune idee, il percorso che l'autore fa per mettere a fuoco le sue storie.

    Emerge una certa boria dello scrittore, coperta dal vittimismo verso la critica letteraria “alta” che discrimina la letteratura di genere: il punto di King è giusto e condivisibile, ma ogni tanto lo esprime con un tono da contadino tamarro, qualcosa del tipo: “Io sì che sono un vero uomo, altro che paroloni e frocerie politically correct!”.

    È un libro che sarà particolarmente gradito a chi ama le biografie letterarie, oppure ai fan dello scrittore che cercano informazioni sulla sua vita privata. Io, che leggo King ogni tanto, ma non sono una sua fan, l’ho trovato prolisso. D’altra parte, mi accade spesso la stessa cosa coi suoi romanzi.

    said on 

  • 4

    K

    "Sono un milione le cose di questo mondo che non so fare. Non ho mai saputo colpire d'effetto una palla, nemmeno quando giocavo al liceo. Non so riparare un rubinetto che perde. Non so andare sugli sc ...continue

    "Sono un milione le cose di questo mondo che non so fare. Non ho mai saputo colpire d'effetto una palla, nemmeno quando giocavo al liceo. Non so riparare un rubinetto che perde. Non so andare sugli schettini o cavare da una chitarra un accordo in fa che non dia il mal di pancia. Due volte ho cercato di avviare una relazione coniugale e non ce l'ho fatta, né la prima né la seconda. Ma se volte che io vi porti via, che vi spaventi o vi avvinca o che vi faccia piangere o ridere, allora sì, posso. Posso farlo."

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  • 0

    Una deliziosa e divertente autobiografia sul mestiere di scrivere. Con rassicurante semplicità, il Re illustra, passo passo, i segreti della sua scrittura... dimostrando che la scrittura non ha segret ...continue

    Una deliziosa e divertente autobiografia sul mestiere di scrivere. Con rassicurante semplicità, il Re illustra, passo passo, i segreti della sua scrittura... dimostrando che la scrittura non ha segreti e che una storia è ovunque la nostra fantasia ci porti. Consigliatissimo

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  • 5

    「副詞是通往地獄的道路」這句話,太擊中我的罩門了,就好像史蒂芬金就在我面前拿著我以往的文章在看一樣,讓我有種大徹大悟的感覺。

    said on 

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