卡拉馬助夫兄弟們

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Publisher: 志文出版社

4.6
(5032)

Language: 繁體中文 | Number of Pages: 877 | Format: Hardcover | In other languages: (other languages) English , Spanish , German , Italian , Swedish , French , Dutch , Portuguese , Catalan , Polish , Finnish

Publish date:  | Edition 1

Translator: 耿濟之

Also available as: Others , Paperback

Category: Fiction & Literature , Philosophy , Religion & Spirituality

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Book Description
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  • 5

    Che dire di questo romanzo,sconfinato e vasto come la Russia stessa? I temi trattati e la loro complessità sono tali per cui io,di fronte al genio di Dostoevskij,mi sento solo di tacere. In questo rom ...continue

    Che dire di questo romanzo,sconfinato e vasto come la Russia stessa? I temi trattati e la loro complessità sono tali per cui io,di fronte al genio di Dostoevskij,mi sento solo di tacere. In questo romanzo,secondo me,c'è il ritratto dell'umanità,quella più autentica,in cui ancora oggi è in parte possibile riconoscersi. Il dubbio,la fede,la ragione,il nichilismo,l'ipocrisia e il perbenismo,ma anche l'amore,l'affetto,l'odio,l'invidia,la giustizia e la sua negazione; qui dentro c'è tutto. E Dostoevskij,come al solito per me,di conferma come l'autore che meglio tratteggia l'animo umano nella sua ricchezza e molteplicità di sfumature.

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  • 5

    Tutti noi siamo dei Karamazov

    Non voglio spendere troppe parole su questo libro, in primo luogo perché non sarei in grado vista la difficoltà di esso... questo libro é un capolavoro che va letto e riletto, i temi trattati sono inf ...continue

    Non voglio spendere troppe parole su questo libro, in primo luogo perché non sarei in grado vista la difficoltà di esso... questo libro é un capolavoro che va letto e riletto, i temi trattati sono infiniti : il bene e il male, la giustizia, l'esistenza di Dio, la religione, la morte... il tutto con una sfumatura di romanzo giallo... la mole del libro dunque é giusta in proporzione ai temi trattati e Dostoevskij é maestro anche nel narrare... Notevoli sono le parti di riflessione su Dio, una tra tutte il "Grande inquisitore"... Questo romanzo infine analizza così a fondo ogni personaggio che vi sarà impossibile non immedesimarsi in uno di loro.
    Il mio consiglio finale é quello di leggere questo libro che é e rimarrà un capolavoro assoluto irrinunciabile!

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  • 0

    Un classico. Cos'altro potrei aggiungere? La capacità fluida di Dostoevskij di narrare anche dei più banali avvenimenti della vita ti offre una visione familiare e cara dei suoi personaggi storici com ...continue

    Un classico. Cos'altro potrei aggiungere? La capacità fluida di Dostoevskij di narrare anche dei più banali avvenimenti della vita ti offre una visione familiare e cara dei suoi personaggi storici come se li conoscessi da tempo immemore. Non sono mai macchiette, e anche quando devono esserlo per ragioni di trama hanno una profondità immensa, invidiabile. Ogni personaggio di Dostoevskij è un protagonista, a suo modo.

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  • 4

    Di perché I Fratelli Karamazov sono uno dei più grandi serial

    Quando, qualche anno fa, è arrivato il peer to peer, prima, e Netflix poi, si è iniziato a parlare di una rivoluzione nella visione dei serial: dalle puntate settimanali alle maratone (binge watching) ...continue

    Quando, qualche anno fa, è arrivato il peer to peer, prima, e Netflix poi, si è iniziato a parlare di una rivoluzione nella visione dei serial: dalle puntate settimanali alle maratone (binge watching). Il che è tutto molto bello, molto interessante, ma niente affatto nuovo. Cosa sono, infatti, i grandi classici che leggiamo ora dell'800 se non binge reading? I Karamazov sono stati pubblicati nell'arco di quasi due anni (dal gennaio 1879 al novembre 1880). Io, per leggerli interamente, c'ho impiegato manco 12 giorni (sì, lo so, avrei potuto centillinare, leggere con più calma. Va bene. Poniamo anche che io avessi da fare qualcosa nella vita e non passassi tutta la giornata a leggere: un mese. Avrei letto quello che è stato pubblicato in due anni, in un mese). E ovviamente leggere un capitolo a settimana per due anni (ipotizzo, eh, non ho idea di quale fosse la cadenza) o un intero libro in una dozzina di giorni portano a una fruizione totalmente differente. Insomma, avrete fatto qualche maratona di quelle truci in vita vostra, no? Quelle che non guardate una serie, la divorata. Ecco, il discorso, in pratica, è lo stesso. Il binge reading permette, soprattutto, di seguire con più attenzione la trama e gli eventi. Di notare eventuali ripetizioni, parallelismi, e simili. Insomma, favorisce la parte intellettuale mnemonica. I fili degli eventi difficilmente si perdono. La parte negativa, o, meglio, che risalta maggiormente in una lettura settimanale è quella introspettiva. Di dubbio. Quindi, da una parte, i cliffhanger. Che ok, "not Penny's boat" ti lascia con il fiato sospeso, ma è tutta una tradizione che affonda le radici nella letteratura ottocentesca (devo vendere anche il prossimo capitolo, come assicurarmi che andrà a ruba? Lascio tutti con il fiato sospeso alla fine di questo). Dall'altra, lo sviluppo dei personaggi. La lettura cadenzata permette una visione più attenta, ragionata e approfondita della psicologia dei singoli. Soprattutto nel caso di un grande lavoro di costruzione verso tutti i comprimari della scena, come nei Karamazov, dove chiunque appaia, anche per poche pagine, risulta un individuo complesso e stratificato. Di riflesso a questo aspetto, vi è anche una maggiore elaborazione dei temi, del loro interagire e del loro rapportarsi. Creando un vero e proprio mondo, Dostoeveskij non spinge il lettore a una ricezione più o meno passiva, quanto più a un'analisi della realtà. Gli eventi che sconvolgono i fratelli sono eventi reali e concreti. Non allegorici, non metaforici. Il lettore è, però, spinto a ricercarne il senso (così come dovrebbe ricercare il senso degli eventi che accadono a lui). Questa ricerca è, ovviamente, possibile soltanto con la riflessione e la calma. Meglio: è possibile soltanto con la rilettura. Una delle grande innovazioni portate alla narattiva seriale (telefilmica) è stata la possibilità di scomporre la visione della singola puntata decine e decine di volte: la sua analisi compulsiva e ossessiva. Ecco. Una roba che in letteratura è sempre stata, ovviamente, possibile. Certo, se non si sta facendo una mega-maratona di lettura. Che poi. L'estrema fruibilità del romanzo spinge a questo binge reading. I Fratelli Karamazov sono la versione letteraria di un telefilm di Netflix per quanto riguarda la fruibilità: scorre via che è un piacere. Ne leggeresti per delle ore senza (troppa) fatica. La grandezza dei Karamazov, inoltre, sta nell'unire questa estrema fruibilità e costruzione profana a una logica sacra, sia nelle riflessioni, sia nella costruzione di molti aneddoti, versione moderne delle parabole. Insomma. Quando la costruzione del cliffhanger e della serialità si basa sulla domanda del perché Dio fa l'infame con i bambini, non ci si può che trovare di fronte a qualcosa di importante.

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  • 5

    Ah, i due abissi dell'uomo! Dostoevskij li conosce a menadito. Sa benissimo quali squilibri alimentino la lotta tra il bene e il male, sa benissimo il modo in cui una grande mente può essere sedotta e ...continue

    Ah, i due abissi dell'uomo! Dostoevskij li conosce a menadito. Sa benissimo quali squilibri alimentino la lotta tra il bene e il male, sa benissimo il modo in cui una grande mente può essere sedotta e, in virtù di questa conoscenza, ci propone un romanzo che non ha eguali nella storia della letteratura. Nella produzione dostoevskijana, i Karamazov sono l'orgasmo alla fine di un rapporto sessuale travolgente e meraviglioso; sono il parto alla fine di un travaglio durato una vita; sono il non plus ultra, en fin bref.
    Ci sarebbero tante, TROPPE, cose da evidenziare, cosa che è impossibile in una recensione sul web (cosa che è impossibile in una vita intera), eppure il commento che voglio lasciare è il seguente: i FK sono la parte di noi che ha paura, che striscia nel fetido e nell'ipocrita cercando costantemente di tendere a Dio. Un Dio che ci tormenta con il dubbio e che, seppur ritenuto da qualcuno inesistente e astratto, è un tarlo quanto mai concreto.

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  • 5

    null

    Dostoevskij è un genio della letteratura, ciò è innegabile e innegabile è il fatto che "I fratelli Karamazov" sia un capolavoro assoluto! Una prima vista del libro può scoraggiare il lettore... il let ...continue

    Dostoevskij è un genio della letteratura, ciò è innegabile e innegabile è il fatto che "I fratelli Karamazov" sia un capolavoro assoluto! Una prima vista del libro può scoraggiare il lettore... il lettore svogliato e non appassionato; non concepisco come questo romanzo possa esser stato definito "noioso": lunghezza non equivale a noia.
    Dostoevskij non stufa mai, coinvolge, indaga le menti, rende partecipe il lettore delle riflessioni che ogni personaggio compie, scava dell'intimità umana.
    È un libro che sicuramente va letto più di una volta nella vita.

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    5

    Non sto qui a negare che sia un incredibile mattonazzo, però che libro! I personaggi de "I fratelli Karamazov" sono pieni di spessore psicologico, sono vivi e incasinati e pesanti, qualche volta, ma s ...continue

    Non sto qui a negare che sia un incredibile mattonazzo, però che libro! I personaggi de "I fratelli Karamazov" sono pieni di spessore psicologico, sono vivi e incasinati e pesanti, qualche volta, ma sempre notevoli. Non riesco a non cercare di immaginare lo scrittore dietro le parole, che lo so che non si dovrebbe fare e che l'opera è solo l'opera, però sarà che ho letto troppo Freud ultimamente, ma questo Dostoevskij nevrotico, geniale e delinquente non può sfuggire alla regola di Holden, quella sui libri che ti sono veramente piaciuti e vorresti tirare su la cornetta del telefono...

    Spesso quando un romanzo mi ha colpito veramente tanto finisco per non scrivere alcun commento, almeno in un primo momento, perché mi sento sopraffatta, allora magari trascrivo una citazione, chessò, qualcosa che mi pare abbia un senso particolare o al quale questo senso lo do io. Eppure su i Karamazov vorrei dire di più oggi, a rischio della piccolaggine, della banalità e dell'imprecisione.

    Ho amato la rappresentazione del reale che ne emerge, soprattutto in Ivan, quel geniaccio che ha scritto "Il grande inquisitore" e ci ha detto che il prezzo da pagare per prendere questo treno è troppo alto e allora al diavolo, lui scende. Che poi in fondo si capisce che i viaggi in treno gli piacciono un botto, soprattutto quando li deve fare in piedi e c'è odore di cibo di sporco e di vita. Voglio dire che è molto frustrante accorgersi che la vita ti piace anche se - proprio se - è corrotta. Ecco che in conclusione ti appare satana in persona che ti sbeffeggia e ti mette di fronte al tuo profilo peggiore...e io ho adorato quel passaggio, sul serio sul serio.

    E poi succede che l'autore soffre di epilessia, o isteroepilessia ma chi lo sa, e allora va a finire che il parricida è proprio l'epilettico, come se Dostoevskij per tutto il tempo ci avesse gridato: "l'assassino sono io, l'ho ucciso io il Padre". E Freud aggiungerebbe: "neanche tutti voi siete innocenti, belli de mamma". Però Dostoevskij è anche il Padre, voglio dire, è anche Fedor, quel maiale lussurioso nel quale in fondo pare si identifichi un poco. Dosto avevo proprio questo difetto penso, era sempre, almeno in parte, anche dalla parte delle brutte facce; sarà stato per via di quei suoi dannati sensi di colpa.

    Freud ci sguazzava dentro tutte queste belle nevrosi di D., così poteva definirlo masochista e anche sadico, dato che era un giocatore di quelli del jeu pour le jeu, che dopo aver perso tutto scriveva come un Dio, che gli piaceva autopunirsi e che insomma aveva avuto una vita abbastanza burrascosa, dicono.

    Insomma non riesco proprio mai a resistere al fascino dei cattivi ragazzi. Chapeau!

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  • 5

    Questa frase

    Se avrò veramente la forza di guardare le foglioline tenere – riprese Ivan – sarà solo ricordandomi di te, Alioscia, che le amerò. Mi basterà sapere che in un angolo di mondo esisti tu per non perdere ...continue

    Se avrò veramente la forza di guardare le foglioline tenere – riprese Ivan – sarà solo ricordandomi di te, Alioscia, che le amerò. Mi basterà sapere che in un angolo di mondo esisti tu per non perdere la voglia di vivere, per non considerare il mondo con disgusto. Ti basta? se vuoi, prendi pure le mie parole per una dichiarazione d’amore, mi è rimasta per lunghi anni. L'ho scritta e riscritta dappertutto, sui banchi, sui libri, nei miei diari di scuola, finché un giorno l'ho scritta sul quaderno di mio fratello, perché sapesse quanto l'amavo.

    said on 

  • 5

    Ah! Dosto, Dosto! Cosa vuoi che scriva, cosa mai potrei dire, e in che modo? Hanno scritto di te e delle tue opere penne blasonate, grandi menti capaci di penetrare ogni parola, d’interpretare ogni pe ...continue

    Ah! Dosto, Dosto! Cosa vuoi che scriva, cosa mai potrei dire, e in che modo? Hanno scritto di te e delle tue opere penne blasonate, grandi menti capaci di penetrare ogni parola, d’interpretare ogni pensiero. Come potrei?
    Sto qua, seduta e muta cercando di raccogliere i cocci del caos. Si sono mescolati tutti i contrari, si sono toccati gli estremi; si sono mostrati simultaneamente i due abissi, quello dei più alti ideali e quello della più vergognosa bassezza.
    In questo caos hai messo l’uomo e tutto ciò che lo rappresenta. E hai messo Dio. E hai messo l’immortalità dell’anima.
    E hai messo la condizione più grande, più ambita e temuta: la libertà. Ecco, il dono più grande che l’uomo possa ricevere. Il Creatore l’ha offerta agli uomini. Cristo l’ha resa ancora più grande. Tragico dono, greve fardello. Lo sa bene l’inquisitore, che essi "nella loro semplicità e innata sregolatezza, non possono nemmeno concepire, una libertà che temono e paventano, giacché non c’è mai stato nulla di più insopportabile, per l’uomo e per la società umana, della libertà! ". E rivela a Cristo d’aver corretto la Sua opera fondandola sul miracolo, sul mistero e sull’autorità rendendo lieti gli uomini d’essere condotti come un gregge, e liberati del terribile dono, frutto di tanti tormenti.
    Dio e l’immortalità dell’anima esistono? Lo sa il diavolo: “dal momento che Dio e l’immortalità non esistono, all’uomo nuovo è permesso di diventare un uomo-dio, anche se dovesse essere l’unico in tutto il mondo, e, promosso alla sua nuova posizione, a cuor leggero scavalcherà tutte le barriere della vecchia morale di uomoschiavo, se sarà necessario. Per un dio non c’è legge che tenga!”
    E il diavolo, esiste? Lo chiede Fëdor Pavlovič a Ivan, che risponde:
    «No, non esiste neanche il diavolo».
    «Peccato. Al diavolo! Che cosa gli farei a quello che ha inventato Dio, se stanno così le cose! Neanche essere impiccato a una tremula gli basterebbe».
    «Non ci sarebbe stata la civiltà se non avessero inventato Dio».

    Dosto, riusciremo mai a trovare il senso dell’esistenza?
    Sai, ho provato tanto affetto per Ivan. Abbraccialo per me.
    Ora continuo a raccogliere i cocci.
    Grazie, Dosto.

    said on 

  • 5

    La "Bibbia " dei romanzi

    Un solo filo d'erba, un solo scarabeo, una sola formica, un'ape dai riflessi d'oro... testimoniano d'istinto il mistero divino

    Più di romanzo; in queste pagine c'è l'Uomo in tutte le sue sfumature. ...continue

    Un solo filo d'erba, un solo scarabeo, una sola formica, un'ape dai riflessi d'oro... testimoniano d'istinto il mistero divino

    Più di romanzo; in queste pagine c'è l'Uomo in tutte le sue sfumature.

    said on 

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