厨房

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Publisher: 上海译文出版社

3.8
(13309)

Language: 简体中文 | Number of Pages: 150 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) English , Spanish , French , Chi traditional , Japanese , Portuguese , German , Italian , Finnish , Dutch , Galego , Hungarian , Korean , Danish

Isbn-10: 7532734919 | Isbn-13: 9787532734917 | Publish date: 

Translator: 李萍

Also available as: Others

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Teens

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Book Description
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  • 1

    Avevo letto parecchi libri di Banana Yoshimoto da ragazzina, e li avevo trovati affascinanti, misteriosi, spirituali. Rileggo questo oggi e mi appare semplice, banalotto, noioso. Proprio niente di spe ...continue

    Avevo letto parecchi libri di Banana Yoshimoto da ragazzina, e li avevo trovati affascinanti, misteriosi, spirituali. Rileggo questo oggi e mi appare semplice, banalotto, noioso. Proprio niente di speciale. Si può apprezzare a quindic'anni, ma poi più

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    5

    キッチン - Kitchin

    Questo è stato il primo libro in assoluto che ho letto di Banana Yoshimoto ed è stato amore a prima lettura.
    Un amore che mi ha portato ad approfondire ancora di più la mia passione per il Giappone e ...continue

    Questo è stato il primo libro in assoluto che ho letto di Banana Yoshimoto ed è stato amore a prima lettura.
    Un amore che mi ha portato ad approfondire ancora di più la mia passione per il Giappone e a farmi scoprire altri scrittori giapponesi a cominciare da Haruki Murakami e Yukio Mishima.
    Circa vent’anni dopo questa prima lettura mi sono ritrovata a rileggerlo per due motivi:
    1) perché ogni tanto vengo presa da un’irrefrenabile voglia di rileggere i libri che amo
    2) perché gli ultimi libro che ho letto della Yoshimoto mi hanno delusa profondamente e dovevo capire se sono io quella che è così cambiata da non riuscire più ad apprezzare questa scrittrice o se è la Yoshimoto che ha perso la sua magia.
    Ebbene senza dubbio il problema è la Yoshimoto perché Kichen e Moonlight Shadow (l’altro racconto del libro che amo anche più di Kitchen) sono magici!
    Ho ritrovato tutti quegli elementi che mi hanno fatto tanto amare questa scrittrice:
    1) la scrittura così visiva ed evocativa.
    Attraversando il parco, il profumo del verde era quasi soffocante. Camminavo attraverso i riflessi iridescenti che emanavano dal vialetto bagnato e luccicante.
    Come si fa a non essere trasportati in quel parco, su quel vialetto?
    2) nonostante la malinconia che traspare dai suoi racconti, riesce a donarti un senso di pace e serenità straordinari.
    Tanti anni fa ho riletto Kitchen dopo la perdita di mia mamma ed è riuscito a darmi una relativa pace e tranquillità; mi ha fatto stare un pochino meglio.
    3) ogni pagina è intrisa di poeticità.
    Il tempo scorreva trasparente, silenzioso, goccia a goccia, accompagnato dal rumore della penna. Fuori un vento caldo soffiava, come in una tempesta di primavera. Anche il panorama notturno sembrava vibrare.
    4) con la sua leggerezza narrativa ti comunica tristi perle di verità.
    Però, chi nella vita non conosce almeno una volta la disperazione e non capisce quali cose valgano veramente, diventa adulto senza aver mai capito che cosa sia veramente la gioia. Io sono stata fortunata.
    Mi spiace tantissimo non aver più ritrovato questi elementi nei suoi scritti recenti, Banana dove sei!

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    4

    C'è ancora tanta strada. Forse nel susseguirsi delle notti e dei risvegli che verranno, uno dopo l'altro, anche questo momento diventerà un sogno.

    Un libro in cui traspare la frustrazione, la disperazione, e la solitudine più che mai. Ma anche la necessità di sorreggersi da soli. Abbiamo due storie: una ambientata nella cucina come luogo di rifu ...continue

    Un libro in cui traspare la frustrazione, la disperazione, e la solitudine più che mai. Ma anche la necessità di sorreggersi da soli. Abbiamo due storie: una ambientata nella cucina come luogo di rifugio e di ricordo della morte della nonna, unica persona rimasta al mondo per Mikage; nella seconda, una storia sempre di morte, dove la protagonista perde il suo fidanzato in un incidente d'auto e non riesce a farsene una ragione.
    Personalmente ho preferito la prima storia. Mikage perde tutto dalla vita, continua a credere di essere circondata dalla morte, ma trova un amico in questo momento oscuro, Yuichi, che la prende con sè, che in quei pochi attimi le fa dimenticare tutto il dolore e, direi, l'apatia che questa ragazza ha nei confronti della vita. La sofferenza è tangibile ad ogni parola messa per iscritto, ti colpisce con un pugno nello stomaco e ti lascia spiazzato.
    Il secondo racconto, più breve, mi è sembrato quasi un racconto ambientato in un'atmosfera onirica, io stessa credevo di sognare. Satsuki non riesce ad andare avanti dopo la morte del suo fidanzato, fino a che non incontra Urara, una misteriosa ragazza che sembra essere molto più triste e disperata di lei, e che si scoprirà aver perduto anche essa il proprio ragazzo vicino al ponte. Il tutto condito da una leggenda giapponese in cui, ogni tot anni, al di là del fiume, se stai attenta, puoi vedere un'ultima volta la persona amata che hai perduta e, in questo caso, dirgli addio e continuare con la tua vita.
    Due racconti estremamente intimi e sofferenti, che in ogni caso mi hanno appassionato e incantato.

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    4

    La lettura, in genere, è tra le poche cose che possono soffocare le sensazioni esterne: emoziona, delizia, annoia, tormenta. Questa è, invece, una storia singolare, almeno per la nostra cultura occide ...continue

    La lettura, in genere, è tra le poche cose che possono soffocare le sensazioni esterne: emoziona, delizia, annoia, tormenta. Questa è, invece, una storia singolare, almeno per la nostra cultura occidentale, che rispecchia molteplici modi d’essere e d’intendere la vita, attraverso gli occhi di una ragazza triste. L’ambientazione orientale offre uno spaccato di società orientale in cui la protagonista Mikage, restata priva di tutta la sua famiglia, si rifugia in un luogo, la cucina, a lei molto caro, accogliente e sicuro, per meditare e raccogliere tutti i suoi pensieri. Per alleviare la solitudine della protagonista, un amico, Yuichi le offre la possibilità di trasferirsi presso casa sua. Mikage accetta e trova conforto soprattutto nella mamma dell’amico, Eriko, in realtà persona ambigua, che le ridarà, con i suoi modi affabili ed i suoi discorsi, la gioia di vivere accogliendola come una persona di famiglia e facendole nuovamente tornare il sorriso. Pare che tutto vada per il meglio per Mikage, sino a quando i meccanismi vitali s’interrompono: lei ricade nuovamente in quella solitudine che non l’aveva mai abbandonata. Il rapporto poco chiaro con l’amico e il forte carattere della ragazza che ha subito la perdita degli affetti familiari, sono le tematiche principali del romanzo che vengono narrate affrontando con serenità valori e sentimenti di amicizia, amore, omosessualità, solitudine e tristezza con uno stile schietto, semplice, profondo, intenso e commovente allo stesso tempo dalla Yoshimoto la quale ci presenta una donna che con una grande forza e coraggio affronta varie vicende rifugiandosi in tutto ciò che è elevato e sublime nelle meravigliose forme dell'esistenza e adattate a tutti i possibili servizi ed esigenze.

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  • 4

    Kitchen è stato il primo libro che ho letto di Banana Yoshimoto e ne sono rimasta soddisfatta al cento per cento! Una storia maliconica dove la protagonista, Mikage, nonostante i lutti che costellano ...continue

    Kitchen è stato il primo libro che ho letto di Banana Yoshimoto e ne sono rimasta soddisfatta al cento per cento! Una storia maliconica dove la protagonista, Mikage, nonostante i lutti che costellano la sua vita,trova la forza di vivere attraverso la sua passione: la cucina. Un libro allo stesso tempo malinconico e divertente!

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  • 4

    Conservo in me una sensazione indefinibile, che le parole potrebbero dissolvere. C'è ancora tanta strada. Forse nel susseguirsi delle notti e dei risvegli che verranno, uno dopo l'altro, anche questo momento diventerà un sogno.

    La visione malinconica di alcuni romanzi giapponesi mi ha sempre affascinato. Offre, anche se non molto a dire il vero, un'idea delle condizioni fisiche o morali dei protagonisti. E ti permette di non ...continue

    La visione malinconica di alcuni romanzi giapponesi mi ha sempre affascinato. Offre, anche se non molto a dire il vero, un'idea delle condizioni fisiche o morali dei protagonisti. E ti permette di non correre il rischio di dipingere, mediante scrittura, un soggetto che alla fine del romanzo si rivelerà molto poco appropriato. Ciononostante restare seduta più di qualche minuto ad accertarsi che quello che ci troviamo davanti è esattamente quello che cercavamo, non trascurando nulla, è sempre una sensazione molto bella ed emozionante. Come con Il lago, in Kitchen ho avuto davanti un disegno che ha emanato malinconia. Intriso di speranza, di felicità, distinguendo i contorni di quella che era ancora un'immagine vaga. Una storia di alti e bassi, che ha brillato in silenzio come se stesse per dissolversi nell'oscurità della sera.
    Andando avanti nella lettura, fra le vecchie mura di una casa malridotta, con la mente che fluttuava senza alcuna stabilità, senza requie, in una confusa desolazione, ho sottoposto la mia coscienza a degli esami, dubbi, perplessità, e pensavo... alle moltitudini di esperienze che ci attraversano nella vita e di cui ci si augura di poter evitare: l'abbandono, la solitudine. Alla possibilità di rinunciare a un tetto sopra la testa e alle sue terribili conseguenze.
    Lo scenario severo e limpido in cui presto mi sono sentita a mio agio e che avevo avvertito così intensamente già al tempo della prima fatica letteraria dell'autrice, fra la sensazione di toccare e vedere con i propri occhi constatando quanto fosse immenso il mondo e profonda l'oscurità e l'infinito fascino della solitudine, tornò ad invadere i miei sensi, specie in quest'ultimo periodo che dalla landa deserta della mia coscienza avevo intravisto come un alternativa: un alternativa per constatare se quel qualcosa di forte e malinconico che celava il suo aspetto fosse tangibile. Se l'opera ancora acerba dell'autrice fosse in grado di appiccicarmi addosso, interpretandola nel modo più giusto ed entrando in sintonia con la storia.
    E' ovvio che un romanzo riflette esattamente ogni espressione e arte dell'anima di chi l'ha scritto, e Kitchen sebbene non perfetta è una compressione di sentimenti che affioreranno solo molto dopo. Mi sono limitata ad andare avanti, su una strada che ha tuttavia unito due binari i quali ignorano la possibilità di potersi toccare, decidendo sul momento quali emozioni estrapolare. Era una questione di sentimenti, non potevo comportarmi diversamente!
    Sino a qualche mese fa c'era solo Murakami - un autore che si limita a seguire il filo delle emozioni quotidiane ad annotarle in una forma più perfetta ed onirica: la scrittura -, ad essere piuttosto . Non avevo mai visto nessuno suscitare così tanta protezione, quasi fosse un compagno segreto, di notte, sul davanzale di una finestra che si affaccia su un mondo. Eppure con la Yoshimoto è accaduto qualcosa di simile: ho passeggiato in sua compagnia consapevole della mia naturale capacità di essere ciò che sono, senza una particolare attenzione per il divenire, accettando di privarmi degli occhi e lasciarmi condurre dal flusso incontenibile delle emozioni. Uno straordinario viaggio romantico, sentimentale, tragico, drammatico in cui sono nata. Cresciuta. Svanita.
    Questa è stata l'ennesima meravigliosa esperienza del mio stare . Quello che ho avuto davanti ai miei occhi, dinanzi alle tenebre del tempo, è il libro della solitudine. Della maturità. Dell'amore. Nato lentamente dal bisogno di rifugiarsi per non poter scomparire, che sedimenta nel cuore e affiora in superficie. Così sensibile e sentimentale da scalfire persino l'anima dei più coriacei; semplice come digitare il nostro nome sulla tastiera di un computer, o guardare un terribile acquazzone farsi strada da una coltre di nubi e pioggia.
    C'è stato qualcosa di sacro, onnisciente, fra le sue pagine, in cui ho saputo cogliere questa magia semplicemente osservando, interpretando modi o costumi, leggendo. Delimitandone le forme, donando la capacità a chi legge di capire se stessi. Con parole che sono state una scialuppa di salvataggio dinanzi a un mare in tempesta. Con sfumature dalle tonalità più chiare a quelle più scure, che hanno dato un senso ad ogni cosa. Interpretando il linguaggi segreto della vita.
    Una storia intensa, ma evanescente che nasconde l'oscurità più profonda. Una ragazza che nessuno capisco fino in fondo in questo avverso universo. Una porta che si spalancherà su diversi mondi, e che poi svanirà così com'è apparsa. Kitchen è un romanzo che non parla solo di cucine, checché dice il titolo. Piuttosto è il ricordo di un amore sopito dal tempo, che l'autrice evoca quando era una giovane cameriera. Ricco di belle e toccanti perle di saggezza che, solo a guardarlo, c'è da perdersi di meraviglia.

    Quando io mi innamoravo partivo sempre con un grande slancio, ma sentivo che avrei anche potuto innamorarmi, a poco a poco, in conversazioni come quella, come quando le stelle appaiono da qualche spiraglio di un cielo coperto di nuvole.

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  • 4

    從來不會專程找吉本芭娜娜的書來看,覺得被冠上「療癒」這個詞的作品應該很好睡,事實上小時候隨手讀了其中一本真的很好睡,後來在很多時間可以看閒書的時候,看了《甜美的來生》,逐漸找到她能帶來「療癒」的頻率,當時我記下自己的感受:「許多過去都像一張張白紙,其實上面沒寫什麼,只是安靜的躺在底層的抽屜裡。」吉本芭娜娜的特色是一直傳達出一種認同的聲音,像是輕輕地在另一個人的夢中,點醒他說「會有人理解你的喔」。當 ...continue

    從來不會專程找吉本芭娜娜的書來看,覺得被冠上「療癒」這個詞的作品應該很好睡,事實上小時候隨手讀了其中一本真的很好睡,後來在很多時間可以看閒書的時候,看了《甜美的來生》,逐漸找到她能帶來「療癒」的頻率,當時我記下自己的感受:「許多過去都像一張張白紙,其實上面沒寫什麼,只是安靜的躺在底層的抽屜裡。」吉本芭娜娜的特色是一直傳達出一種認同的聲音,像是輕輕地在另一個人的夢中,點醒他說「會有人理解你的喔」。當時也想起失去重要的人是什麼感受:「有一段時間會錯覺,醒來的時候還以為某個重要的人還在身邊,從未離去,隨著感官漸漸甦醒,又重新想起,已經不在了,這種隱隱作痛的感覺在閱讀過程中感到被理解了,光是這樣就覺得可以抽出那些藏在底層抽屜裡的白紙,真正拿來寫下新的旅程。」雖然這些當時的感想跟《廚房》沒有關係,但終於讀了《廚房》才找到這種「療癒」的源頭:認清人永遠都不被理解的事實。

    《廚房》裡御影這個角色就是如此孤單,儘管我們會忍不住嘗試找她與雄一所擁有的連結,但始終只有聽見御影內在的思想,她一直都抗拒去跟世界產生連結,彷彿不想跟其它人一樣,連情緒都顯得較為冷靜,她在內心設定了一種安全機制,她說「我很早就體認到那永遠也填不滿的空間之存在」(29頁,〈廚房〉),不論如何她都將面對孤獨,「儘管在家人的關愛中成長,卻一直擺脫不掉孤獨。──任誰都一樣,總有一天我們會在時間的深淵中化為微塵。」(29頁,〈廚房〉)失去家人的悲傷同時帶有解脫,比如她和祖母生活得背負一直深深害怕她會死這件事情,這種複雜的情緒獨自面對時總難以言說,更準確來說,吉本芭娜娜有在往後的作品陸續專住在把這種情緒講清楚,但在《廚房》裡只是去體驗,在那個情緒當下的過程,自溺於孤獨當中,那種凌駕於悲傷的巨大孤獨。

    死亡絕對是相對重的事情,因為它可以從你意識到人會死,就開始成為你的不安,反而這件事在坦然面對後會慢慢變輕,如御影自己說:「不管如何,我都要讓自己隨時意識到死亡的無所不在,不如此我無以為生。因此,這就成了我現在的人生。」(81頁,〈滿月〉)她從學習做新的料理的過程中面對更多的死去,更多的自己都在過去,後來我才感受到也許每一次新的口味都是重生,從前也有過因好奇路人手中拿的飲料,突然對生活的好奇感又拉長了一些,原本抑鬱的情緒就被更新,後來御影也是這麼想著吧,在吃到特別好吃的炸豬排蛋飯,不顧一切要讓雄一也嘗到那份重生的滋味。

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