在路上

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Publisher: 上海译文出版社

3.7
(13145)

Language: 简体中文 | Number of Pages: 430 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) English , Spanish , Chi traditional , French , German , Italian , Swedish , Portuguese , Catalan , Dutch , Polish , Czech , Japanese

Isbn-10: 7532740269 | Isbn-13: 9787532740260 | Publish date: 

Translator: 王永年

Also available as: Others

Category: Biography , Fiction & Literature , Travel

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Book Description
  《在路上》是杰克·凯鲁亚克的第二部小说,在极度的时尚使人们的注意力变得支离破碎,敏感性变得迟钝薄弱的时代,如果说一件真正的艺术品的面世具有任何重大意义的话,该书的出版就是一个历史事件……[小说]写得十分出色,是多年前凯鲁亚克本人为主要代表,并称为“垮掉的”那一代最清晰、最重要的表述。    他和他的朋友们是“叛逆的一伙”,他们“试图用能给世界一些新意的眼光来看世界。试图寻找令人信服的……价值”。他们认为这一切通过文学都可以实现,产生了要创造一种批判现有一切社会习俗的“新幻象”的念头。    《在路上》里的人物实际上是在“寻求,他们寻求的特定目标是精神领域的,虽然他们一有借口就横越全国来回奔波,沿途寻找刺激,他们真正的旅途却在精神层面;如果说他们似乎逾越了大部分法律和道德的界限,他们的出发点也仅仅是希望在另一侧找到信仰”。    《在路上》可以同马克·吐温的《哈克贝里·芬历险记》和弗·斯科特 ·菲兹杰拉德的《了不起的盖茨比》并列为美国的经典作品,被现为探索个人自由的主题和拷问“美国梦”承诺的小说。
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    Un romanzo che si ama o si odia, simbolo di una generazione che si ama o si odia. Il mio spirito pragmatico non è capace di entare in sintonia con una filosofia di vita che intende la distruzione di s ...continue

    Un romanzo che si ama o si odia, simbolo di una generazione che si ama o si odia. Il mio spirito pragmatico non è capace di entare in sintonia con una filosofia di vita che intende la distruzione di sé come mezzo di rivolta contro la società che la circonda.
    A costo di prendermi dell'imborghesito, del bacchettone, del "vecchio dentro", sono convinto che rubare per noia, drogarsi per sballo, spendere i propri risparmi incautamente o, peggio, non assumersi responsabilità nemmeno di fronte a un figlio, siano qualità di un fancazzista fatto e finito e non certo di un moderno cantore della vita senza costrizioni.
    L'aspetto di questo romanzo che invece mi ha colpito è la crudezza con cui Kerouac descrive l'America (e il Messico, mio Dio, il Messico!) di fine anni '40: una società i cui strati meno abbienti sguazzano nella miseria, una miseria poco immaginabile oggigiorno e che rappresenta il fallimento di quel "grande sogno americano" sbandierato in lungo e largo fin dal 19° Secolo.
    E che dire degli spazi aperti in cui si muovono i protagonisti? Magnifici! Superbi! Che paese selvaggio dovevano essere gli USA centrali a metà secolo! E il Messico descritto? Non potevo che concordare con l'eccitazione di Dean alla vista di tutta quella umanità diversa, così vicina all'America eppure così distante...
    Insomma, un testo che salvo unicamente per l'impianto narrativo e non certo per il messaggio di vita che critici e generazioni di lettori hanno voluto accostargli dopo la sua uscita (cosa che neppure Kerouac aveva in mente di fare durante la stesura).

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  • 2

    Libro letto con grandi aspettative fino all'ultimo ma che non mi ha colpito positivamente quanto credevo. L'unica parte che ho veramente apprezzato è la fine, la lunga descrizione del senso di libertà ...continue

    Libro letto con grandi aspettative fino all'ultimo ma che non mi ha colpito positivamente quanto credevo. L'unica parte che ho veramente apprezzato è la fine, la lunga descrizione del senso di libertà nelle ultime pagine. Ecco, bastano quelle per apprezzare tutto il libro.

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  • 0

    Best part of the novel: when Sal and Dean and their friend cross the magic border and enter Mexican soil, and then begin to see yucca cactus and organpipe on all sides, and begin to see and the white ...continue

    Best part of the novel: when Sal and Dean and their friend cross the magic border and enter Mexican soil, and then begin to see yucca cactus and organpipe on all sides, and begin to see and the white sand of the desert, and then come into the dizzying heights of the Sierra Madre Oriental, and then see Mexico City stretched out in its volcanic crater. Till the end of the road…..

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  • 4

    Be the passenger.

    Una serie di viaggi folli che attraversano tutti gli Stati Uniti, una scrittura travolgente e vorticosa come il jazz di quegli anni, che tiene il lettore incollato alla pagina: vietato scendere finché ...continue

    Una serie di viaggi folli che attraversano tutti gli Stati Uniti, una scrittura travolgente e vorticosa come il jazz di quegli anni, che tiene il lettore incollato alla pagina: vietato scendere finché non si arriva a destinazione.

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  • 4

    "Correvano insieme per le strade, assorbendo tutto in quella primitiva maniera che avevano, e che più tardi diventò tanto più triste e ricettiva e vuota. Ma allora danzavano lungo le strade leggeri co ...continue

    "Correvano insieme per le strade, assorbendo tutto in quella primitiva maniera che avevano, e che più tardi diventò tanto più triste e ricettiva e vuota. Ma allora danzavano lungo le strade leggeri come piume, e io arrancavo loro appresso come ho fatto tutta la mia vita con la gente che mi interessa, perché per me l’unica gente possibile sono i pazzi, quelli che sono pazzi di vita, pazzi per parlare, pazzi di essere salvati, vogliosi di ogni cosa allo stesso tempo, quelli che mai sbadigliano o dicono un luogo comune, ma bruciano, bruciano, bruciano come favolosi fuochi artificiali color giallo che esplodono come ragni traverso le stelle e nel mezzo si vede la luce azzurra dello scoppio centrale e tutti fanno Ohhhhh."

    Un susseguirsi frenetico di persone, viaggi, strade, paesaggi e città. Un flusso di pensieri continuo, che va oltre ogni possibile trama, da cui spesso emergono concetti concreti e attuali che scavano dentro il lettore anche a distanza di 65 anni.

    “«Se continuate così diventerete pazzi tutti e due, però fatemi sapere quel che succede mentre procedete.»”

    Per una persona che scrive e ama creare personaggi veri e imperfetti, questo libro è una miniera di spunti e ispirazioni, perché sono inverosimili al punto da essere veri, ed è inquietante e bellissimo.

    "Non è forse vero che si comincia la vita come un dolce fanciullo che crede in tutto ciò che sta sotto il tetto paterno ? Poi viene il giorno dei Laodicei, quando si sa che si è distrutti e miserabili e poveri e ciechi e nudi, e con l'aspetto di uno spettro repellente e oppresso ci si incammina tremando attraverso una vita piena d'incubi."

    È un libro sulla libertà, in tutte le sue forme: Mentale, fisica, spirituale ed espressiva. Non posso fare altro che consigliarlo. Immergetevi nel mondo On the road, e provate a sentirvi liberi.

    "E solo per un attimo avevo raggiunto quell'apice d'estasi che avevo sempre desiderato raggiungere, che era il completo passaggio attraverso il tempo cronologico nelle ombre senza tempo, e stupore nella desolazione del regno mortale, e la sensazione di morte che mi batteva ai calcagni perché andassi avanti, con un fantasma che stava alle calcagna di se stesso, e io che correvo verso un trampolino dal quale si tuffavano tutti gli angeli per volare nel vuoto sacro della vacuità non creata, le potenti e inconcepibili radiazioni che splendono nella luminosa Essenza Mentale, innumerevoli regioni del loto che sbocciavano in un magico sciamare di falene nel cielo. Potevo sentire un indescrivibile rombo ribollente che non era nelle mie orecchie ma dovunque e non aveva niente a che fare col suono. Capii che ero morto ed ero tornato alla luce innumerevoli volte ma solo non me lo ricordavo, soprattutto perché i passaggi dalla vita alla morte e di nuovo alla vita sono così fantomaticamente facili, una magica azione per nulla, come cadere addormentati e svegliarsi di nuovo un milione di volte, la pura casualità e la profonda ignoranza di ciò. Capii che era solo a causa della stabilità della Mente intrinseca che aveva luogo questo lieve ondeggiare del nascere e del morire, come l'azione del vento su una distesa di acqua pura, serena, simile a uno specchio. Provavo un senso di benedizione dolce, travolgente, come un grosso getto di eroina nella vena principale; come un sorso di vino nel tardo pomeriggio che ti fa rabbrividire; i piedi mi formicolavano. Mi pareva che sarei morto da un momento all'altro. Ma non morii..."

    “«Dopo questo, non ci rimane più nulla».
    «Suoniamo lo stesso.»
    Qualcosa ne sarebbe pur venuto fuori. C’è sempre qualcosa di più, un po’ più in là… non finisce mai.”

    "«Qual è la tua strada, amico?... la strada del santo, la strada del pazzo, la strada dell'arcobaleno, la strada dell' imbecille, qualsiasi strada. È una strada in tutte le direzioni per tutti gli uomini in tutti i modi. Che direzione che uomo che modo?»"

    "Io attaccai discorso con una splendida ragazza di campagna che portava una camicetta di cotone molto scollata e rivelava la sommità abbronzata del suo bel seno. Era ottusa. Parlò di serate in campagna passate a fare il popcorn sotto il portico. Un tempo ciò mi avrebbe rallegrato il cuore ma poiché il cuore di lei non se ne rallegrava mentre lo diceva, capii che in esso non c'era altro che l'idea di ciò che si dovrebbe fare. «E in quale altro modo si diverte?» Cercai di tirar nel discorso le amicizie maschili e il sesso. I suoi grandi occhi scuri mi scrutarono vacui e con una specie di dolore nel sangue che risaliva a generazioni addietro per non aver fatto ciò che urgeva venisse fatto... qualsiasi cosa fosse, e tutti sanno cosa sia. «Cos'è che esige dalla vita?» Volevo prenderla e spremere da lei la risposta. Non aveva la minima idea di quel che volesse. Farfugliò di impieghi, di film, di andare da sua nonna durante l'estate, del desiderio di recarsi a New York a vedere il Roxy, di che specie di completo avrebbe indossato: qualcosa di simile a quello che portava la Pasqua scorsa, cappellino bianco, rose, scarpine pure rosa, e un soprabito di gabardine color lavanda. «Cosa fa la domenica pomeriggio?» domandai. Stava seduta sotto il portico. I suoi amici passavano in bicicletta e si fermavano a chiacchierare. Leggeva giornaletti umoristici, si sdraiava nell'amaca. «Cosa fa in una calda notte d'estate?» Sedeva sotto il portico guardava le macchine sulla strada. Lei e sua madre facevano il popcorn. «Cosa fa suo padre in una notte d'estate?» Lavora, fa il turno di notte in una fabbrica di caldaie, ha passato la sua vita intera a mantenere una donna e i suoi rampolli e senza credito né adorazione. «Cosa fa suo fratello in una notte d'estate?» Va in giro in bicicletta e passeggia davanti al chiosco delle bibite. «Cos'è che egli muore dalla voglia di fare? Cos'è che tutti noi moriamo dalla voglia di fare? Cosa vogliamo?» Non lo sapeva. Sbadigliò. Aveva sonno. Era troppo. Nessuno poteva dirlo. Nessuno avrebbe potuto dirlo mai. Tutto era finito. Aveva diciott'anni ed era estremamente adorabile, e mancata."

    “Dean tirò fuori altre fotografie. Mi resi conto che queste erano tutte le istantanee che i nostri bambini avrebbero guardato un giorno con stupore, convinti che i loro genitori avessero vissuto una vita liscia, ben ordinato, delimitata nella cornice di quelle fotografie e si fossero alzati al mattino per incamminarsi orgogliosi sui marciapiedi della vita, senza mai sognare la stracciata pazzia e la ribellione della nostra vita reale, della nostra notte reale, l’inferno di essa, l’insensata strada piena di incubi. Tutto questo dentro un vuoto senza principio e senza fine. Compassionevoli forme di ignoranza.”

    Per altre recensioni: http://www.landeincantate.it/author/phedre-banshee/

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  • 3

    Se si legge questo libro per quello che rappresenta e non per quello che è, si perde tutto il fascino delle pagine di Kerouac.
    Quello che rappresenta è l'idea del viaggio, della libertà e del desideri ...continue

    Se si legge questo libro per quello che rappresenta e non per quello che è, si perde tutto il fascino delle pagine di Kerouac.
    Quello che rappresenta è l'idea del viaggio, della libertà e del desiderio di provare ogni volta emozioni diverse, forti e al limite della follia. Di libri così ne hanno scritti mille e forse questo non è uno dei migliori.
    Quello che, invece, a parer mio, è il nucleo centrale del racconto è un'infinita, decadente e paranoica dedica di amicizia verso Dean Moriarty. Leggerlo sotto questa luce regala al libro tutto un altro fascino (e lo rende forse meno noioso).

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  • 5

    Noi sentiamo il tempo.

    Un libro emozionante che trasporta nel cuore degli Stati Uniti, in un epoca cruda e reale di cui resta solamente un (nostalgico) ricordo. Dean Moriarty incarna lo spirito di quell'epoca, e di quelle c ...continue

    Un libro emozionante che trasporta nel cuore degli Stati Uniti, in un epoca cruda e reale di cui resta solamente un (nostalgico) ricordo. Dean Moriarty incarna lo spirito di quell'epoca, e di quelle convinzioni: lui vive sulla strada, lui diventa la strada. Il ritmo è incalzante, incessante, e le miglia percorse aumentano ad ogni voltar di pagina. L'obiettivo è raggiungere la COSA: si è spinti, insieme ai febbricitanti protagonisti, verso una ricerca esistenziale che non avrà mai fine.

    "Dobbiamo andare e non fermarci mai finché arriviamo."
    "Finché arriviamo dove, amico?"
    "Non lo so, ma dobbiamo andare."

    said on 

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