搏击俱乐部

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Publisher: 上海人民出版社

4.2
(9415)

Language: 简体中文 | Number of Pages: 234 | Format: Others | In other languages: (other languages) English , French , Chi traditional , Spanish , Portuguese , German , Italian , Czech , Japanese , Catalan , Latvian , Finnish , Dutch , Polish

Isbn-10: 7208083959 | Isbn-13: 9787208083950 | Publish date: 

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Philosophy

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Book Description
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  • 3

    “Che cos'è peggio, l'inferno o niente?”

    "Voglio che mi tiri un cazzotto più forte che puoi”.
    E' l'inizio di un'amicizia (se così vogliamo chiamarla senza spoilerare) e di una sorta di furia anarchica e autolesionista che si espande a macchi ...continue

    "Voglio che mi tiri un cazzotto più forte che puoi”.
    E' l'inizio di un'amicizia (se così vogliamo chiamarla senza spoilerare) e di una sorta di furia anarchica e autolesionista che si espande a macchia d'olio e tutto annienta per tutto ricostruire, fomentata da odio di classe, assenza di figure genitoriali, ingiustizie sociali, consumismo.
    Colpisce il ritmo della narrazione, sonoro e rockeggiante, con frasi a cadenza martellante che trascinano il lettore quasi suo malgrado, e colpisce quel gusto per lo splatter tipico di Palahniuk, tra facce gonfie di botte e appagate, denti che saltano e sangue che sprizza catarticamente fuori nei momenti più improbabili, perché “forse l'automiglioramento non è la risposta... forse la risposta è l'autodistruzione”.
    Toccare il fondo per risalire, attirare l'attenzione di Dio per essere puniti e salvati (“che cos'è peggio, l'inferno o niente?”) e nel frattempo pestare il prossimo tuo come te stesso, o meglio ancora, farsi pestare secondo regole prestabilite, in un combattimento dove alla fine senti che niente è risolto ma poco importa, perché niente conta.
    Le ferite diventano stimmate laiche da sfoggiare con orgoglio, segni attraverso cui gli appartenenti al Fight Club si riconoscono strizzandosi a vicenda l’occhio tumefatto, mentre le pagine più cruente o demenziali sono talmente sopra le righe da sembrare quasi fumettistiche.
    Il punto più alto del romanzo, che potrebbe persino costituire un racconto a sé, è il capitolo venti, asciutto (se si escludono le copiose lacrime di uno dei personaggi) e senza eccessi: solo una pistola contro la tempia pronta e sparare e uno scambio di battute - più vicino, in effetti, ad un monologo - che scuote ed emoziona.
    Al lettore attento non sfuggirà che trattasi di nichilismo per molti versi moderato, dove la si butta in cagnara e si sbandiera la dissacrazione di concetti come bellezza e amore senza peraltro perderli mai di vista.
    E’ uno spirito da figliol prodigo che scaglia la prima pietra e si crogiola nel peccato:
    “Brucia il Louvre e pulisciti il culo con la Gioconda. Almeno così Dio saprà come ci chiamiamo”.

    said on 

  • 4

    Un approccio più che positivo verso questo autore un po' sui generis ed il suo più noto romanzo. Niente sorprese per uno che, come me, ha già visto e rivisto la pellicola tratta da questo libro. La mi ...continue

    Un approccio più che positivo verso questo autore un po' sui generis ed il suo più noto romanzo. Niente sorprese per uno che, come me, ha già visto e rivisto la pellicola tratta da questo libro. La mia impressione finale è comunque positiva, perchè Palahniuk è riuscito con il suo stile e la sua bravura ad intrattenermi nonostante conoscessi già la trama. Sicuramente iniziare la lettura senza conoscere nulla del romanzo avrebbe sortito un effetto sorpresa che, forse, avrebbe potuto farmi urlare al miracolo.

    said on 

  • 3

    correva il 1996..

    ... e chuck, senza saperlo, scrive la storia del M5S: Tyler Durden, alter ego di beppe grillo, e il suo esercito di scimme spaziali, i grillini, che alla fine si liberano di lui.
    profetico. ...continue

    ... e chuck, senza saperlo, scrive la storia del M5S: Tyler Durden, alter ego di beppe grillo, e il suo esercito di scimme spaziali, i grillini, che alla fine si liberano di lui.
    profetico.

    said on 

  • *** This comment contains spoilers! ***

    5

    Illuminante

    Premessa: ho guardato il film ben prima di aver letto questo libro ed è la seconda volta che mi affaccio all'universo Palahniuk dopo "Portland Souvenir"

    Un ragazzo sui 30 anni (è stato omesso il nome ...continue

    Premessa: ho guardato il film ben prima di aver letto questo libro ed è la seconda volta che mi affaccio all'universo Palahniuk dopo "Portland Souvenir"

    Un ragazzo sui 30 anni (è stato omesso il nome per tutto il libro) soffre di insonnia e sente che la sua vita è "vuota", non si identifica nella società odierna e trova conforto (e sonni tranquilli, poi) solo durante le sedute di psicoterapia di gruppo, fra alcolisti, persone con malattie incurabili o altro ancora.
    La sua vita verrà sconvolta quando incontrerà l'eccentrico Tyler Durden, un uomo disinibito e anche un po' nichilista che aprirà gli occhi all'autore portandolo allo stato brado, senza aver bisogno delle inutili cose che ci dà la vita moderna, ossia una casa, un bell'arredamento, un bel vestiario, un buon lavoro.
    Per far questo, Tyler e il protagonista fondano un Fight Club, chiunque può aderirvi (anche se secondo le regole uno e due, non bisognerebbe parlarne...) e può dar sfogo in un combattimento uno contro uno per "evadere" dalla vita quotidiana. Tutto nasce quando Tyler chiede al protagonista "hit me as hard as you can" nel retrobottega di un bar.
    Lo scopo di Tyler è quello di azzerare il capitalismo moderno e portare tutti a vedere la propria vita sotto un punto di vista differente.
    Le vicissitudini che seguiranno saranno "pazze", sconvolgenti, pulp e abbastanza violente, prima di arrivare al finale a sorpresa che comunque rimane abbastanza aperto ma "irreversibile".

    Avendo visto prima il film (tra l'altro è fatto benissimo, molto fedele al libro e la trasposizione è seriamente degna) diciamo che mi ero già spoilerato tutto, ma la lettura è stata sicuramente meritevole e nonostante un po' pesante, mi è piaciuta tanto (l'ho letto in lingua originale).

    Il libro fa sicuramente pensare, non penso che Palahniuk voglia una società nichilista, ma abbia voluto mettere questo azzeramento del capitalismo e dei beni comuni come monito, come un ammonimento verso la vita di tutti i giorni dove "le cose che possiedi alla fine ti possiedono" (cit.).
    Ovviamente, il libro è diventato fenomeno di culto solo dopo il film e questo un po' mi dispiace, dispiace pure a me che non ho mai avuto occasione di leggerlo se non fino ad oggi, dove a brevissimo uscirà la graphic novel Fight Club 2.

    Lo consiglio vivamente, la lettura può essere a tratti caotica o poco scorrevole, ma a mio parere ne vale la pena, soprattutto perchè lo considero davvero un libro illuminante a cui tutti dovrebbero dargli una chanche.

    said on 

  • 3

    Ho preferito "Soffocare"... ehm... no, non intendo dire che la morte per soffocamento è un'alternativa migliore alla lettura di Fight Club... Intendo dire che il primo libro che ho letto, di questo au ...continue

    Ho preferito "Soffocare"... ehm... no, non intendo dire che la morte per soffocamento è un'alternativa migliore alla lettura di Fight Club... Intendo dire che il primo libro che ho letto, di questo autore, Palahniuk, è stato "Soffocare" e che, a memoria, lo gradisco di più.
    Perché il problema di questa opera prima di Chuck Palahniuk è un po' il medesimo di quello che, solitamente, riscontro con un altro autore, ovvero Goethe: ottime idee, ma svoglimento non dei migliori. Almeno secondo i miei gusti.
    Fight Club è un'opera intelligente, nelle intenzioni, probabilmente, merita davvero il successo che ha avuto. Però non mi piace come è stato scritto. Ci sono alcune parti che saranno ottime fonti da cui attingere per orde di amanti delle citazioni (me compreso), ma tante altre parti che ho trovato noiose.
    Per cui, per me, è un libro "medio"... nè brutto, nè bello... con spunti interessanti.
    Avrebbe potuto essere di più.

    said on 

  • 3

    Fight club.

    Fight Club è il primo romanzo dello scrittore statunitense Chuck Palahniuk pubblicato nel 1996, in Italia edito Mondadori.
    Il regista David Fincher ne ha tratto l’omonimo film di culto, il quale conse ...continue

    Fight Club è il primo romanzo dello scrittore statunitense Chuck Palahniuk pubblicato nel 1996, in Italia edito Mondadori.
    Il regista David Fincher ne ha tratto l’omonimo film di culto, il quale consegnò il libro alla fama di cui gode tutt’ora.

    Il protagonista è un anonimo impiegato trentenne che, pur godendo di un buon lavoro, non ha più fiducia nel genere umano e nella società. Oltre a sentirsi passivo nei confronti di tutto ciò che lo circonda, soffre di una terribile insonnia che lo costringe a partecipare a svariati gruppi di sostegno per persone con malattie terminali: qui trova il conforto che il resto del mondo gli nega.
    E’ in questi luoghi che conoscerà Marla Singer. Ma l’evento che porterà alla distruzione di ogni sua prospettiva, sarà l’incontro con Tyler Durden. Tyler è un guru moderno, disilluso della cultura del consumismo, auspica la distruzione del mondo capitalistico.
    I due, uniti dal senso di vuoto della proprio esistenza, trovano la loro valvola di sfogo negli incontri clandestini di boxe che si tengono nei sotterranei di bar: è così che nasce il primo Fight Club, il primo passo del più ampio desiderio di distruggere l’intera società.

    "Se puoi svegliarti in un luogo diverso.
    Se puoi svegliarti in un fuso orario diverso.
    Perché non ti puoi svegliare diverso tu stesso?"

    E’ stato il primo libro di Palahniuk che ho letto.
    Quello che salta subito all’occhio è senza dubbio il suo stile difficile da digerire, frammentato ma che racchiude in sé un messaggio molto chiaro ed esplicito. L’autore non utilizza mezzi termini: il linguaggio è crudo, violento così come sono crude e violente le immagini che ci racconta. La narrazione sembra volerci disorientare di proposito, pieno di flashback e di sottili metafore, la prospettiva cambia in continuazione.
    Con il suo stile martellante, Palahniuk riesce a criticare aspramente la società capitalistica e il consumismo sfrenato che sembra aver inghiottito l’ultimo briciolo di umanità.

    Disseminato di metafore e allusioni, quella che sicuramente mi ha colpita di più è stata quella del sapone. Tyler, per finanziare il progetto ancor più grande e ambizioso – quello di distruggere l’intera società- , produce saponette con “il grasso più ricco e più cremoso del mondo, il grasso della terra”.

    Il sapone da sempre simbolo dell’igiene, in questo romanzo, diviene merce che finanzia la distruzione. Distruzione che, in questo caso io, ho associato all’idea di pulire una società malata e sporcata dal consumismo, dal capitalismo, dall’inumanità che nega ogni conforto emotivo; quasi a voler eliminare da una bellissima e candida camicia bianca un alone di sporco ostinato.
    Ma è davvero così che si fa pulizia, eliminando, distruggendo dalla radice tutto ciò che per noi è impuro e sporco?
    Forse sì, forse no.
    Qualsiasi sia la prospettiva adottata troveremo, sicuramente, dei pro e dei contro. L’incerto, la doppiezza del romanzo si riflette nella risposta.

    Pur riconoscendo l’originalità stilistica e narrativa, il romanzo non è riuscito ad entusiasmarmi più di tanto forse perché caricato di troppe aspettative.
    Il mio consiglio comunque è quello di leggerlo perché è un romanzo che nel bene o nel male incuriosisce, smuove qualcosa nella mente di ognuno.

    said on 

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