死のロングウォーク

バックマン・ブックス〈4〉

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発行元: 扶桑社

4.0
(2989)

Language: 日本語 | Number of Pages: 412 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) English , German , French , Italian , Spanish , Dutch , Polish , Norwegian , Czech

Isbn-10: 4594004539 | Isbn-13: 9784594004538 | Publish date: 

Translator: 沼尻 素子

Category: Fiction & Literature , Horror , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
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  • 3

    passo dopo passo dopo passo ...

    Questo è un vecchio romanzo di Stephen King che ha firmato con un pseudonimo per tutta una serie di motivi che vengono spiegati bene nella prefazione.

    Per uno che corre è comunque interessante trovare ...続く

    Questo è un vecchio romanzo di Stephen King che ha firmato con un pseudonimo per tutta una serie di motivi che vengono spiegati bene nella prefazione.

    Per uno che corre è comunque interessante trovare una storia che parla della propria passione e di come questa possa in realtà essere ad alta tensione.

    Quello che ho particolarmente apprezzato è il ritmo narrativo che mi ha ricordato il ritmo lento della camminata e ha permesso di vivere la storia alla stessa velocità dei protagonisti.
    Quello che non ho apprezzato è che è troppo facile capire chi avrebbe vinto, e da un libro di King non mi aspetto l'ovvio. Comunque un colpo di scena finale c'è ma …

    Condivido il motivo per cui ho riletto questo libro (letto la prima volta 20 anni fa): ho fatto la corsa Wings for Life che, secondo me, è fortemente ispirata a questa storia. Spoiler?
    Inoltre nella nostra epoca di grande fratello in varie salse, questa si presenta come una salsa pesante ma non così lontana dalla realtà; io me la spetto una cosa del genere di qui a qualche anno...

    Lettura consigliata anche se secondo me il ritmo lo rende molto invernale la storia in effetti non lo è). Per altro si può pensare di leggerla a pezzi (tipicamente la sera prima di addormentarsi) perché la storia è molto a episodi.

    said on 

  • 3

    Rabbia!

    Nel corso della vita ho letto oltre trenta romanzi di King e diverse volte ho trovato il finale deludente.
    The long walk è senza dubbio tra questi: ho trascorso tre giorni a “marciare” con Ray, quasi ...続く

    Nel corso della vita ho letto oltre trenta romanzi di King e diverse volte ho trovato il finale deludente.
    The long walk è senza dubbio tra questi: ho trascorso tre giorni a “marciare” con Ray, quasi sentivo i colpi di carabina fischiarmi accanto alla testa e poi….? Poi ancora ricordo (non la scrivo, qualcuno potrebbe non averla ancora letta) l’ultima frase…. il romanzo che finisce e mi lascia lì. A bocca asciutta. L’ho tirato contro il muro.

    said on 

  • 3

    disposti a tutto per vivere, anche a morire

    mi ha fatto pensare a "la notte " di Wiesel. Mi ero chiesta come potessero correre per chilometri nel gelo i denutruti, esausti ebrei, e il premio era una sopravvivenza di stenti.

    said on 

  • 3

    Il libro di cui vi parlo oggi è "La lunga marcia" di Richard Bachman pseudonimo di Stephen King.
    In un era in cui la morte è diventata ormai un "cult" vedremo una sfida mortale tra giovani ragazzi.
    Tu ...続く

    Il libro di cui vi parlo oggi è "La lunga marcia" di Richard Bachman pseudonimo di Stephen King.
    In un era in cui la morte è diventata ormai un "cult" vedremo una sfida mortale tra giovani ragazzi.
    Tutti tra i 12 e i 18 anni, cento ragazzi possono partecipare al programma televisivo "La Marcia", dal confine con il Canada fino a Boston a piedi e senza soste, il tutto da volontari.
    Una sfida luttuosa e feroce, con un regolamento implacabile, dopo tre ammonizioni ovvero "avvertimenti" si ha il "congedo" ossia l'abbattimento.
    Non sono concessi passi falsi, cadute e malori, si è in balia di sé stessi e della strada, lunga, dritta e infinita davanti a sé e l'unica via d'uscita mentale possono essere solo i compagni con cui però, si creano rapporti di solidarietà, sfida e una singolare follia.
    Chi riesce a tagliare il traguardo avrà il Premio.
    Un incubo sulla strada, spietato e crudele che tiene incollato alle pagine, con un tocco inconfondibile e un tratto psicologico assurdo, che solo il Re poteva dare, è uno dei migliori libri dell'autore che ho letto perché ci fa molto riflettere: a quali limiti può arrivare la mente umana?
    Voto 7/10 - Voto copertina 9/10

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    Grazie lettori 💜

    said on 

  • 0

    La via

    Non saprei come classificare questo genere di libro, forse è una "parabola" della vita, la via come cammino in cui cercare soprattutto il "perché" e camminare vicino ad altri che pure sono in ricerca, ...続く

    Non saprei come classificare questo genere di libro, forse è una "parabola" della vita, la via come cammino in cui cercare soprattutto il "perché" e camminare vicino ad altri che pure sono in ricerca, disponibili anche a cambiare opinione su noi stessi e sugli altri. Può servire anche per ricordarci di gustare il bene delle cose belle e buone che abbiamo e che magari non vediamo....

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  • 3

    Devo fare subito due premesse. La prima è che aspettavo di leggere questo autore da circa 25 anni, ma per un motivo o per l'altro ho sempre rimandato.
    Da ragazzo ricevevo pressioni inaudite da amici e ...続く

    Devo fare subito due premesse. La prima è che aspettavo di leggere questo autore da circa 25 anni, ma per un motivo o per l'altro ho sempre rimandato.
    Da ragazzo ricevevo pressioni inaudite da amici e compagni che dovevo assulutamente leggere tutto di King ma forse per puntiglio ho sempre deciso di fare il bastian contrario.
    Ma poi non potevo assolutamente non incontrare quello che è considerato il maggior narratore americano dei nostri tempi. Diciamo che le aspettative erano molto alte.

    Poi c'è stato il difficile compito di scegliere il romanzo con cui iniziare; mi ero quasi deciso di partire con "Shining" quando la fratellanza della fantascienza mi ha fornito l'occasione di leggere "La lunga marcia".

    E qui è nato subito il problema. Infatti nella mia edizione c'è una prefazione dello stesso King che spiega i motivi per cui ha utilizzato uno pseudonimo per alcune opere, e in questa prefazione bello tranquillo dice che il libro che sto per leggere è buoni si, ma niente di speciale.

    Ops, da qui la mia valutazione non può essere certo obiettiva, chi sono io per giudicare un libro meglio dell'autore stesso.
    Per essere sinceri il libro mi è sembrato più che buono, molto di quello che mi aspettavo c'è, soprattutto l'affresco di una America provinciale e profonda pennellata con freschezza tramite le storie,, i volti, i luoghi più comuni.
    Forse si è un po' sottratto nel finale, che per una gara e comunque fondamentale.

    Detto tutto questo non posso che dargli un 6 politico.

    said on 

  • 4

    Tutti i giochi sembrano onesti se ci si lascia imbrogliare una volta sola.

    La lunga marcia è un percorso, una lettura che accompagna il lettore attraverso vari stati d'animo: curiosità, ansia, paura, terrore...
    E' avvincente, ma incredibilmente doloroso.

    said on 

  • 4

    Pur essendo datato, non dimostra i suoi anni e nemmeno l'immaturità di King come scrittore. Cinico e spietato, questo breve libro mi ha tenuta incollata fino all'ultima pagina, nonostante la trama si ...続く

    Pur essendo datato, non dimostra i suoi anni e nemmeno l'immaturità di King come scrittore. Cinico e spietato, questo breve libro mi ha tenuta incollata fino all'ultima pagina, nonostante la trama sia "monotona", se così si può dire, come solo un autore così riesce a ottenere dai sui scritti

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