精靈寶鑽

中土大陸的神話與傳奇

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Publisher: 聯經出版事業股份有限公司

4.1
(7369)

Language: 繁體中文 | Number of Pages: 568 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) English , Spanish , French , Portuguese , Catalan , Chi simplified , German , Swedish , Italian , Dutch , Finnish , Russian , Polish , Norwegian , Danish , Slovenian , Czech , Romanian

Isbn-10: 9570825243 | Isbn-13: 9789570825244 | Publish date:  | Edition 1

Translator: 鄧嘉宛 ; Curator: 克里斯多福.托爾金 ; Illustrator or Penciler: 泰德.納史密斯 ; Cover Design: 羅秀吉 ; Preface 克里斯多福.托爾金 , 鄧嘉宛

Category: Fiction & Literature , History , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
《精靈寶鑽》於1977年首次出版時,曾獲得以下的佳評:

「這本一個人寫作超過半世紀的作品,竟成為一群人的創作源頭,這是怎麼辦到的?」 ─衛報

「原本抱著創作英文神話的雄心,最後卻成了偉大的真神話!」 ─金融時報

「一部非凡絕美的創作……在其最佳時刻展現壯麗風華。」 ─華盛頓郵報

「一本嚴酷、悲傷、細密構思而又美麗不已的書,充滿著英雄主義與希望。」─多倫多環球郵報

  此書敘述中土世界第一紀元的故事,遠比《魔戒》的時代古老許多,《魔戒》中的人物,如愛隆與凱蘭崔爾,都在這齣古老的戲劇中扮演了重要的角色。

  書名《精靈寶鑽》是「精靈寶鑽爭戰史」的簡稱,描寫最有才能的精靈--費諾所造三顆偉大寶石的故事;他將照亮諸神所居之地維林諾的雙聖樹的光芒收存到寶石之中。當黑暗之王魔苟斯摧毀了雙聖樹後,那璀璨的光芒唯獨活在精靈寶鑽中;魔苟斯奪走了寶石,將它們鑲在他的王冠上,他在中土大陸北方的堡壘,固若金湯的安格班中稱王。《精靈寶鑽》記載費諾與其族人背叛了諸神,流亡到了中土大陸,對魔苟斯這位巨大而可怕的敵人發動戰爭,寫下一連串精靈與人類絕望又英勇的故事。

  本書除了最主要的「精靈寶鑽爭戰史」,還包含其他短篇:敘述創造之始的〈埃努的大樂章〉,描述諸神特性與力量的〈關於維拉與邁雅的記載〉,述說爭戰史之後的短篇〈努曼諾爾淪亡史〉,講述在第二紀元末努曼諾爾島上的王國沈淪滅亡的故事;最後,讓本書大功告成的短篇是〈魔戒與第三紀元〉。

作者簡介

托爾金生於1892年1月3日。在服完第一次世界大戰的兵役後,他展開了一段卓越的學術生涯,並且被推崇為世界上最優秀的語言學家之一。但他最為人所知的是:他是中土世界的創造者,以及《哈比人歷險記》、《魔戒三部曲》、《精靈寶鑽》這三大鉅著的作者。他去世於 1973年9月2日,享年81歲。

* 此書編者克理斯多福‧托爾金為作者的兒子。

畫者

  泰德‧納史密斯,土生土長於加拿大安大略省高德瑞契(Goderich)的泰德‧納史密斯,童年生活大多在搬遷中度過,其間曾在法國居住過三年。他在青少年時期認識了托爾金的作品,從那時開始,便不斷將托爾金所寫的故事畫成圖畫。如今,在他的建築師生涯之外,他也是著名的托爾金詮釋者。他已經繪畫出版了三本托爾金的插畫月曆;能為《精靈寶鑽》一書繪製插圖,是他多年夢想的實現。目前他居住在安大略省得馬克罕(Markham)。

譯者簡介

  鄧嘉宛,1962年生,英國新堡大學社會語言學碩士。從事翻譯工作多年,譯作十數本,另與康來昌合著有《與我共遊奇幻國度──魔戒導讀》(校園出版)
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  • 4

    Libro di più faticosa lettura rispetto a "Il signore degli anelli", perché non incentrato sulle vicende di pochi personaggi prescelti dal narratore ma su quelle di vari personaggi, le cui storie si in ...continue

    Libro di più faticosa lettura rispetto a "Il signore degli anelli", perché non incentrato sulle vicende di pochi personaggi prescelti dal narratore ma su quelle di vari personaggi, le cui storie si intersecano a quelle di altri personaggi, con uno stile che ricorda più la narrazione cronichistica che il romanzo, ma non meno affascinante. Nella prima parte dell'opera Tolkien ci illustra la creazione del mondo, che avviene attraverso i canti degli Ainur, esseri beati diretti dall'unico Dio, Iluvatar, che poi li manda ad abitare nella nuova terra, Arda,per farla prosperare. Non manca l'angelo caduto, Melkor, Ainur tra i più potenti, che desidera sottrarsi alle direttive di Iluvatar per troppa superbia e brama per impadronirsi di Arda, spodestando il fratello, nominato re supremo dal Dio stesso; così si origina la guerra tra bene e male, che porta gli Ainur infine a rifugiarsi in un'isola, che non conosce il male, Aman. Inizia a tal punto la parte più interessante dell'opera, il Quenta Silmarilion, incentrato sul racconto dei Silmaril, gemme di squisita fattura, robustezza e lucentezza, che provocano guerre fratricide tra gli Eldar e infinite tragedie a chi desidera impossesarsene. Gli Eldar sono gli Elfi, figli di Iluvatar, immortali se non vengono uccisi, che gli Ainur( o Valar) avevano voluto condurre in Aman perché dimorassero con loro in eterna letizia. Le sciagure iniziano quando Melkor, catturato e poi liberato, comincia a mettere zizzania tra i Noldor, una delle stirpi di Elfi piu importante, e i Valar, accusando questi ultimi di tenere gli elfi come prigionieri nell'isola per permettere agli uomini ( di prossima venuta) di impadronirsi del dominio della Terra-di-mezzo. A ciò si aggiunge la sottrazione dei Silmaril, che Melkor ruba al proprietario, Feanor, il figlio di Ingwe re dei Noldor, che li amava come nessun'altra cosa. A seguito di tale sottrazione ( e dell'uccisione del padre) Feanor, esacerbato, decide di abbandonare assieme a gran parte dei Noldor Aman e far rotta per la Terra-di-mezzo, per vendicarsi di Melkor e sconfiggerlo e recuperare le preziose gemme, e lega i figli ad un terribile giuramento, per cui avrebbero dovuto combattere contro chiunque detenesse i Silmaril. Durante la fuga combattono contro un'altra stirpe di Elfi, i Teleri, che non volevano cedere le loro navi, uccidendone una gran parte, e si guadagnano così la maledizione dei Valar. Tra la maledizione e il giuramento muoiono di mala morte quasi tutti gli esponenti di spicco dei Noldor, ossia Feanor, suo fratello Fingolfin, i suoi figli e i figli del terzo fratello di Feanor, Finarfin( eccetto Galadriel, la stessa che incontrerà Frodo nell'altro libro e qui non appare particolarmente saggia ma certo molto fortunata) e i regni da loro costituiti vanno in rovina, compresa la bellissima Gondolin, la città nascosta, a cui si ispirerà poi Minas Tirith. È impossibile sintetizzare tutte le vicende intricate tra i vari figli e parenti di Feanor, Fingolfin e Finarfin. A me personalmente sono piaciuti molto i racconti relativi a Beren e Luthien, sulla prima unione tra uomini ed elfi, quello dei figli di Hurin, esponente di un'altra casata degli uomini e quello di Earendil ed Elwing, entrambi nati da un'unione tra uomini ed elfi, il cui figlio sarà proprio il famoso Elrond padre di Arwen. Earendil ottiene il perdono dei Valar per i Noldor e i Valar stessi intervengono per porre fine al dominio di Melkor nella Terra-di-mezzo, poi definitivamente esiliato nel Vuoto: il bene sembra trionfare. L'ultima parte concerne il racconto delle vicende degli Edain, gli uomini, a cui i Valar avevano fatto dono di un'isola, Numenor, governata per primo proprio dal fratello di Elrond. A causa della loro superbia e delle astuzie di Sauron, uno dei servi più potenti di Melkor, gli uomini si volgono contro i Valar, che provocano una terribile inondazione, in cui perdono la vita quasi tutti. Infine sono narrati gli eventi antecedenti a "Il Signore degli anelli": la fabbricazione degli anelli, il tentativo di Sauron di soggiogare uomini ed altre creature, l'inizio dei regni di Anor e Gondor, fondati da esuli di Numenor, la sconfitta di Sauron ad opera di un'alleanza tra uomini ed elfi. L'ultimo capitolo, che racconta del ritorno di Sauron, di misteriosi movimenti nel Bosco Atro e del tradimento in nuce di Saruman, potrebbe essere l'ideale preambolo de "Il signore degli anelli". Da leggere assolutamente per tutti quelli che hanno amato l'opera più famosa.

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    5

    Il cristallo era, per i Silmaril, null'altro che ciò che il corpo è per i figli di Iluvatar: la dimora del suo fuoco interiore, che è in esso e insieme in ogni parte di esso, e che ne costituisce la vita...

    Il Silmarillion è un libro che raccoglie vari racconti che narrano dell'Universo di Arda, il mondo creato da Tolkien, dalla sua nascita alla Terza Era. E' stato definito dallo stesso figlio di Tolkien ...continue

    Il Silmarillion è un libro che raccoglie vari racconti che narrano dell'Universo di Arda, il mondo creato da Tolkien, dalla sua nascita alla Terza Era. E' stato definito dallo stesso figlio di Tolkien, l'opera centrale e più importante scritta dal padre, l'opera che fa da preambolo alla storia più famosa che tutti conosciamo piuttosto bene. Il Silmarillion è composto da una serie di racconti, quindi non va considerato un vero e proprio romanzo ma piuttosto una sorta di epopea mitologica. Il libro, pubblicato postumo, è così diviso:

    Ainulindalë o La musica degli Ainur, in cui si narra della creazione di Eä.
    Valaquenta, in cui si parla dei Valar.
    Il Quenta Silmarillion, corpo centrale del libro, in cui si narra di eventi avvenuti nella Prima Era, tra cui la ricerca dei Silmaril.
    Akallabêth, in cui si racconta della caduta di Nùmenor.
    Infine Gli anelli del potere e la Terza Era, parte conclusiva del volume che riassume eventi della Seconda e Terza Era che fanno da introduzione al Signore degli Anelli.

    Il Silmarillion è un'opera di una complessità e di una bellezza uniche. Come si fa a restare indifferenti al genio di un uomo che creò tutto un mondo fantastico ricco di particolari e di personaggi?
    Credo che per apprezzare un volume del genere sia necessario aver letto almeno Lo Hobbit e Il Signore degli Anelli, perchè in questo caso pur trovandoci a leggere di un mondo che in parte abbiamo già imparato a conoscere ed amare, stavolta Tolkien ne parla in tono molto più complesso e dettagliato, le vicende narrate, i personaggi, sono molto più complessi rendendo il libro più simile ad un racconto mitologico che a un fantasy puro.
    Il libro è diviso in 5 sezioni, di cui la terza costituisce la parte centrale e più corposa della storia. In Ainulindalë e Valaquenta si narra della nascita del mondo di Arda ad opera dei Valar e successivamente vengono descritti i Valar stessi. Nel Quenta Silmarillion l'attenzione si concentra principalmente sulla Prima Era e sui Silmaril, le gemme che racchiudono la luce degli alberi di Valinor. Infine abbiamo il racconto in cui si parla dell'ascesa e della caduta della stirpe dei Nùmenòreani, da cui discende Aragorn, e il racconto conclusivo che narra sotto forma di riassunto gli eventi che conducono alla storia del Signore degli Anelli.
    Il Silmarillion mi è piaciuto moltissimo, nonostante abbia più volte sentito che si trattasse di una lettura pesante, io personalmente l'ho trovato molto scorrevole e di facile comprensione, credo sia un must per gli amanti dell'universo creato da Tolkien e per chi sente costantemente la mancanza della Terra di Mezzo.
    Lo stile di Tolkien qui si fa più maturo, più complesso, ma allo stesso tempo mantiene quel fascino e il tono poetico che lo contraddistinguono e che in alcuni passaggi è di una bellezza assurda. Non posso non menzionare fra tutti il racconto di Beren e Lùthien, una delle storie più belle e poetiche che abbia mai letto!
    Ho amato la dovizia di particolari e le tante nozioni su Arda e sui personaggi. I particolari, i dettagli, che si notano anche dalla mappa, dagli alberi genealogici e dal lessico contenuti alla fine del volume, sono gli elementi che fanno del Silmarillion una vera e propria epopea, il fantasy al suo meglio.
    Non vedo l'ora di continuare a leggere gli scritti di Tolkien che ormai è diventato uno degli scrittori che porto nel cuore. Se avete voglia di entrare in un mondo fantastico, ricco di dettagli, di personaggi indimenticabili e di racconti meravigliosi, allora leggete Tolkien, vi assicuro che vi conquisterà!

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  • 5

    Ainulindalë

    Poema epico essenziale per conoscere e capire la mitologia tolkeniana.
    All'inizio ho fatto un po' di fatica a districarmi tra tutti quei nomi ma via via che andavo avanti l'ho amato sempre di più.

    vi ...continue

    Poema epico essenziale per conoscere e capire la mitologia tolkeniana.
    All'inizio ho fatto un po' di fatica a districarmi tra tutti quei nomi ma via via che andavo avanti l'ho amato sempre di più.

    vi lascio con il fantastico incipit

    Esisteva Eru, l’Uno, che in Arda è chiamato Iluvatar; ed egli creò per primi gli Ainur, I Santi, rampolli del suo pensiero, ed essi erano con lui prima che ogni altro fosse creato. Ed egli parlò loro, proponendo temi musicali; ed essi cantarono al suo cospetto, ed egli ne fu lieto. A lungo cantarono soltanto uno alla volta, o solo pochi insieme, mentre gli altri stavano ad ascoltare; ché ciascuno di essi penetrava soltanto quella parte della mente di Iluvatar da cui proveniva, e crescevano lentamente nella comprensione dei loro fratelli: ma già solo ascoltando pervenivano a una comprensione più profonda, e s’accrescevano l’unisono e l’armonia.

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  • 5

    Per veri appassionati

    Lettura complessa e a tratti pesante, ma molto interessante e appagante. Consigliato solo ai veri appassionati del mondo di Tolkien, di cui questo libro d'epica fantasy svela tutti i segreti e i retro ...continue

    Lettura complessa e a tratti pesante, ma molto interessante e appagante. Consigliato solo ai veri appassionati del mondo di Tolkien, di cui questo libro d'epica fantasy svela tutti i segreti e i retroscena. Non molti possono affrontare questo libro (io ho mollato al mio primo tntativo e sono riuscito solo anni dopo a leggerlo interamente), ma solo chi riesce ad arrivare in fondo potrá comprendere davvero "Lo Hobbit" e "Il Signore degli Anelli".

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  • 5

    Un vero capolavoro! Non è facile da leggere, ci sono tantissimi nomi da ricordare (le tabelle aiutano molto!) di personaggi e luoghi, ma vale veramente la pena leggerlo!
    Più volte mi sono chiesta come ...continue

    Un vero capolavoro! Non è facile da leggere, ci sono tantissimi nomi da ricordare (le tabelle aiutano molto!) di personaggi e luoghi, ma vale veramente la pena leggerlo!
    Più volte mi sono chiesta come un solo uomo possa essere riuscito a creare un simile universo fantasy!! Praticamente è una "bibbia" fantasy, la creazione di ogni cosa fino alla Terra di mezzo. Magistrale!
    Tanto di cappello!!

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  • 2

    Magifica la storia. Ho però fatto fatica a legerlo a causa dellos tile di scrittura veramente diverso spespetto a quello de "Il signore degli anelli".

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  • 1

    Creo que haber estado dos meses para acabarlo es reseña suficiente; sin embargo, supongo que no es tan horrible cuando es tan aclamado. No había conseguido terminar nada de Tolkien, lo admito, esto ya ...continue

    Creo que haber estado dos meses para acabarlo es reseña suficiente; sin embargo, supongo que no es tan horrible cuando es tan aclamado. No había conseguido terminar nada de Tolkien, lo admito, esto ya era personal. Creo que hay dos diálogos en toda la novela, se hace insoportable y cuesta mucho de seguir. Hay algún trozo mejor que otro pero me quedo únicamente con el primer capítulo.

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  • 4

    Abitare nel mito

    Il Silmarillon è il sostrato mitologico da cui nascono e si sviluppano i romanzi e i racconti di Tolkien. Nel corso di una vita, questo tizio qui ha costruito un universo fantastico, con la sua cosmog ...continue

    Il Silmarillon è il sostrato mitologico da cui nascono e si sviluppano i romanzi e i racconti di Tolkien. Nel corso di una vita, questo tizio qui ha costruito un universo fantastico, con la sua cosmogonia, i suoi dei, la sua religione, i suoi riti, la geografia, la storia, la lingua, gli usi e i costumi e ci ha abitato. E sono certa che ci sono stati momenti in cui Tolkien ha sentito più reale il mondo di Arda di qualunque realtà del nostro mondo - universo. D'altro canto il mondo-della-realtà-così-com'è doveva subirlo, invece la sua Arda poteva plasmarla a suo piacimento, esserne il supremo demiurgo, Iluvatar, il signore del tema primigenio. E quando si è il dio supremo dev'essere davvero difficile, che so, fare la fila alla posta per pagare la bolletta della luce.
    Per quanto mi riguarda, io, da atea convinta, provo un profondo rispetto per questi personaggi della letteratura che non si sono limitati a descrivere il mondo, o a interpretarlo, ma l'hanno ricreato, sotto forma di un universo coerente e compiuto. Tolkien, Lovecraft, Asimov e altri. Che invidia provo per i demiurghi che possono rifugiarsi nei loro mondi più veri del vero e che nostalgia per tutto ciò che di incompiuto e di non narrato si sono lasciati dietro.
    Bisognerebbe continuare ad abitare in Arda, continuare a narrare storie della Terra di Mezzo, bisognerebbe inventarsi altre Tinuviel, e Turin e Tinghol, e Galadriel e bisognerebbe ancora dare la caccia a Melkor, nuotare con Ulmo, vivere un istante a Valinor e svanire nelle nebbie delle aule di Mandos.
    Bisognerebbe, insomma, che la vita avesse un senso, e un tempo, quando gli uomini inventavano i miti, erano i miti a fondare il senso.
    Che fortunato Tolkien, ma anche che sfortunato: un uomo del senso mitico destinato a nascere nell'epoca e nella civiltà più profana della storia del mondo, nell'epoca senza senso e senza mito.

    said on 

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