終極奇兵

Eaters of the Dead

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Publisher: 輕舟出版社

3.6
(894)

Language: 繁體中文 | Number of Pages: 221 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) English , French , Italian , Korean , Chi simplified , Spanish , German , Croatian , Portuguese , Polish , Dutch , Czech , Turkish

Isbn-10: 9578411855 | Isbn-13: 9789578411852 | Publish date: 

Translator: 鍾良弼

Category: Fiction & Literature , History , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
在古老的北歐,有一種嗜血兇殘,會吃人肉的怪物。這些怪物身上長滿了毛,渾身散發出令人作嘔的惡臭。他們兇暴且狡猾,隨著夜霧而來,天一亮便消失不見,沒有人敢尋覓他們的蹤跡……。

某天,「和平之城」巴格達的統治者應薩加利巴國王的要求,派遣使臣前往該國,然而該名使臣卻在出使途中預見了一群北歐海盜,並因緣際會地隨著他們前往遙遠的北國拯救正受怪物蹂躪的族人,從而展開了一場慘烈的生死之鬥……。
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  • 5

    Un altro inganno del maestro

    Spesso Crichton si è divertito a scrivere i propri libri in modo che sembrassero delle storie vere di cui stesse facendo un puro resoconto. L’attenzione che pone nelle finte introduzioni o prefazioni ...continue

    Spesso Crichton si è divertito a scrivere i propri libri in modo che sembrassero delle storie vere di cui stesse facendo un puro resoconto. L’attenzione che pone nelle finte introduzioni o prefazioni è tale che alla prima lettura non ci si accorge che esse stesse sono l’inizio del romanzo.
    È quello che accade anche in “Mangiatori di morte”, in cui l’autore finge di tradurre il manoscritto del protagonista, Ibn Fadlan. Il suo intento è perfettamente riuscito. Il testo sembra davvero scritto dal personaggio storico, che in realtà non è mai esistito, sia per lo stile sia per le parti mancanti, che vengono spiegate come se davvero il libro fosse frutto di un lavoro di ricostruzione. Si tratta in realtà di un’opera di finzione in parte ispirata alla storia di Beowulf.
    Nonostante lo stile reso volutamente datato, la trama è avvincente e apre uno squarcio di conoscenza sulla civiltà dei normanni, vista da quella allora più civilizzata di un arabo proveniente da Badhgad. Dopo il tempo necessario a adattarsi è questo tipo di narrazione, a un certo punto riuscivo addirittura a vedere le scene formarsi davanti agli occhi, tale era l’interesse che suscitavano in me.
    All’interno della storia l’autore riesce anche a inserire qualcosa di scientifico che la rende ancora più affascinante: l’incontro con un ominide (forse) ancora esistente a quei tempi.
    Il finale troncato è una genialata e aggiunge ulteriore credibilità all’inganno di Crichton, che con questo romanzo mostra ancora una volta, se ce ne fosse bisogno, di essere un grande narratore.
    L’unico aspetto negativo di questo libro è che, avendolo letto, si è ridotto ulteriormente il numero delle opere che mi sono rimaste da leggere di questo autore che ci ha lasciato troppo presto.

    said on 

  • 2

    Poco entusiasmante

    Un libro breve e poco entusiasmante, il problema è che sono piu' interessanti le note che libro le stesso (fra l'altro sarebbe stato molto piu' furbo metterle a margine o a piè di pagina, perché messe ...continue

    Un libro breve e poco entusiasmante, il problema è che sono piu' interessanti le note che libro le stesso (fra l'altro sarebbe stato molto piu' furbo metterle a margine o a piè di pagina, perché messe tutte alla fine rendono la lettura abbastanza scomoda). Un Crichton che esce dal suo genere, con cattivi risultati.

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  • 3

    Se Crichton decide di scrivere un romanzo storico lo fa alla sua maniera facendo sembrare tutto vero, un po' come i pochi lettori che il Manzoni cita nei suoi "Promessi Sposi".
    Ci regala un pezzo di s ...continue

    Se Crichton decide di scrivere un romanzo storico lo fa alla sua maniera facendo sembrare tutto vero, un po' come i pochi lettori che il Manzoni cita nei suoi "Promessi Sposi".
    Ci regala un pezzo di storia infarcito di elementi non storici, fantasiosi, ma nello stesso motivo altamente emotivi, portando il lettore a credere a ogni cosa che legge, sopportando anche le note a piè di pagina; ci regala personaggi credibili e superiori alla media umani, con regole e morali completamente differenti, lasciandoci, forse, a parteggiare per l'arabo ed estraneo ibn Fadlan.
    Libro che va letto se si è adorato il film da cui è stato tratto ("Il 13 guerriero").

    Il resto della recensione nel mio blog https://amacadieuterpe.wordpress.com/2015/08/10/mangiatori-di-morte-di-m-crichton/

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  • 5

    Tra arabo e vichingo mai mettere il dito

    Voglia fare una precisazione prima di partire con la recensione: questo è il primo libro che leggo di Crichton. Lo so, lo so. Sono una buzzurra, ma per lo meno ho visto molti dei film tratti dai suoi ...continue

    Voglia fare una precisazione prima di partire con la recensione: questo è il primo libro che leggo di Crichton. Lo so, lo so. Sono una buzzurra, ma per lo meno ho visto molti dei film tratti dai suoi libri.
    Uno di questi è, per l’appunto, Il tredicesimo guerriero. Ho amato quel film e quando ho scoperto che c’era pure un libro, mi sono messa a cercarlo come una dannata.
    Posticipando la lettura per una serie d’innumerevoli ragioni che non sto a citarvi, alla fine mi sono decisa a leggero, ritrovando ciò che mi era piaciuto nel film.
    A dire il vero, sono rimasta stupita dei molti commenti negativi.
    Ripeto: è il primo libro che leggo di questo scrittore, quindi non posso fare una vera e propria comparazione, ma questo non è un vero e proprio romanzo di narrativa; si tratta di un documento vero e proprio. Ammetto che questa scoperta mi ha stupito un pochino, visto che a quanto pare il personaggio di Ibn Fadlan è esistito davvero. Quindi, il fatto che sia scritto come un diario di bordo senza una vera nota di narrazione poetica, non deve suscitare molto stupore. Dopotutto, Crichton ci riporta ciò che le varie testimonianze e le varie traduzioni hanno salvato del manoscritto originale, e quindi non poteva certo aggiungere dettagli o scene come meglio gli girava. Certo, le varie versioni alle volte sono discordanti, come le annotazioni del romanzo lasciano intendere, ma leggere le varie vicende con l’occhio e la mentalità dell’epoca è davvero interessante.
    Detto questo, una delle cose che mi è piaciuta per eccellenza, è l’incontro tra la cultura araba e quella nordica. Due popoli così diversi che si ritrovano uniti contro la stessa minaccia. Come già scritto nel romanzo, Ibn Fadlan si distingue dagli altri viaggiatori dell’epoca, perché riporta le vicende con occhio curioso e non accusatore nei confronti i vichinghi blasfemi. Ed è proprio questo il punto di forza del manoscritto. Grazie a lui, si possono confrontare le due culture senza abbellimenti o esagerazioni. E, a dire il vero i suoi “scontri” morali sono piuttosto divertenti.
    Il testo si dimostra interessante sia dal punto di vista storico, che sociale. Mi è piaciuto imparare qualcosa di più sulle tradizioni delle due culture e sulle loro credenze, sulla loro vita quotidiana. Inoltre, ci sono molti esempi di modi di dire o storielle popolari che arricchiscono il testo.
    Davvero un’ottima lettura per chi ama i romanzi storici.

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  • 3

    Mangiatori di morte

    Sconsigliato a chi conosceva l'ultimo Crichton e non sia appassionato di storia o di antropologia. Più che un romanzo è una ricostruzione storica di epoca vichinga, raccontata attraverso gli occhi di ...continue

    Sconsigliato a chi conosceva l'ultimo Crichton e non sia appassionato di storia o di antropologia. Più che un romanzo è una ricostruzione storica di epoca vichinga, raccontata attraverso gli occhi di un arabo lì catapultato. Non molto scorrevole e anzi noiosetto all'inizio, pian piano prende il lettore (che ha resistito) e lo accompagna fino alla fine del (più o meno veritiero) viaggio.

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  • 3

    Mangiatori di morte

    Decisamente differente dagli strepitosi libri che il compianto Crichton scriverà successivamente. Più che ltro si tratta di una cronaca, di una storia ambientata in epoca medievale, dall'altra parte d ...continue

    Decisamente differente dagli strepitosi libri che il compianto Crichton scriverà successivamente. Più che ltro si tratta di una cronaca, di una storia ambientata in epoca medievale, dall'altra parte del mondo, tra realtà e finzione.

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  • 2

    Qualche tempo fa mi è capitato di guardare il film Il tredicesimo guerriero. Avevo la sensazione di averlo già visto, ma se l’ho fatto l’ho completamente rimosso. Non è questo il luogo per discutere d ...continue

    Qualche tempo fa mi è capitato di guardare il film Il tredicesimo guerriero. Avevo la sensazione di averlo già visto, ma se l’ho fatto l’ho completamente rimosso. Non è questo il luogo per discutere del film e dei suoi svariati difetti. Discutiamo invece sul libro che ho voluto leggere subito dopo per un confronto.
    Ahmad Ibn Fadlan, ambasciatore in viaggio verso la terra dei Bulgari, viene rapito da un gruppo di Vichinghi. Anch’essi sono in viaggio verso il Nord, verso un’altra tribù che ha chiesto il loro aiuto in seguito agli attacchi di esseri misteriosi e portatori di morte. Fadlan verrà coinvolto nella spedizione - come tredicesimo guerriero, appunto.
    Il libro mi è piaciuto di più rispetto al film, scadente nella trattazione dei personaggi e spesso troppo indulgente verso scene “epiche” che tanto piacciono al pubblico dei blockbuster. Nel romanzo è tutto descritto con precisione, meticolosità, a volte risultando pedante, ma sempre fedele al genere che si sta scrivendo: una cronaca. Cronaca che Chricton cerca in tutti i modi di farci apparire come veritiera (e ci crederemmo, se non fosse per qualche espediente narrativo un po’ troppo moderno). Diciamo che possiamo crederci, a patto di ammettere che è uno di quei manoscritti tipici del Medioevo in cui realtà e fantasia/ignoto/credenze si mescolano.
    Non ho mai letto altro di questo autore, ma vedendo che Mangiatori di morte è uno dei libri probabilmente meno apprezzati, mi fa ben sperare per il futuro.

    said on 

  • 1

    Questa NON è narrativa e NON è un libro di Crichton. E' un racconto di viaggio sullo stile di Marco Polo. Arrivato a pagina 71 ho interrotto la lettura. Non per lo stile e non per la narrazione, entra ...continue

    Questa NON è narrativa e NON è un libro di Crichton. E' un racconto di viaggio sullo stile di Marco Polo. Arrivato a pagina 71 ho interrotto la lettura. Non per lo stile e non per la narrazione, entrambi ottimi, ma se ho voglia di leggere un racconto di viaggi esotico e medievaleggiante compro e leggo un libro del genere, non un Crichton.
    Il voto di 1 stellina è riconducibile a questa ragione, altrimenti ne meriterebbe tranquillamente 3 o addirittura 4. Riprenderò la lettura in futuro, quando avrò voglia di leggere un libro del genere.

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    3

    L'ho letto in soli 4 giorni, non e' lunghissimo e la lettura e' abbastanza godibile e non impegnativa.
    E' una sorta di diario di viaggio del X secolo, redatto da Ibn Fadlan, inviato del califfo di Bag ...continue

    L'ho letto in soli 4 giorni, non e' lunghissimo e la lettura e' abbastanza godibile e non impegnativa.
    E' una sorta di diario di viaggio del X secolo, redatto da Ibn Fadlan, inviato del califfo di Baghdad presso il re dei Bulgari, a quel tempo stanziati presso il fiume Volga.
    Il manoscritto in questione e' realmente esistito ma non e' giunto fino a noi, se non in svariati spezzoni di traduzioni, rinvenuti in biblioteche ed archivi privati.
    Il libro rielabora in parte le varie fonti fino a produrre un corpus unico.
    Nella seconda meta' l'autore riporta invece (in maniera del tutto fantasiosa, non supportata dall'evidenza storica delle fonti e attingendo al materiale del poema epico Beowulf) come Ibn Fadlan sia distolto dalla sua ambasciata e venga costretto a seguire dei guerrieri vichinghi, insediati per fini commerciali lungo il Volga, nel loro ritorno nelle terre scandinave, dove insieme lotteranno contro dei loro acerrimi nemici.
    Mi e' piaciuto anche se non e' uno di quei libri che si ricordano estasiati; ritengo sia stata una lettura interessante, che descrive bene nella prima parte usi e costumi (talvolta lugubri e raccapriccianti) delle popolazioni asiatiche del tempo e dei cosiddetti "Rus", tribu' vichinghe a cui alcuni storici attribuiscono l'etimologia della parola Russia.

    said on 

  • 2

    “O Buliwyf, tu sei un grande guerriero, ma hai incontrato degni avversari nei mostri della bruma, nei mangiatori dei morti. Sarà una lotta mortale e ti occorreranno tutta la tua forza e la tua saggezza per respingere i loro attacchi.”

    "Ecco là io vedo mio padre, ecco là io vedo mia madre e le mie sorelle e i miei fratelli, ecco là io vedo tutti i miei parenti defunti, dal principio alla fine. Ecco, ora chiamano me, mi invitano a pr ...continue

    "Ecco là io vedo mio padre, ecco là io vedo mia madre e le mie sorelle e i miei fratelli, ecco là io vedo tutti i miei parenti defunti, dal principio alla fine. Ecco, ora chiamano me, mi invitano a prendere posto in mezzo a loro nella sala del Valhalla, dove l'impavido può vivere per sempre"

    Non dir bene del giorno finché non è venuta sera; di una donna finché non è stata bruciata; di una spada finché non è stata provata; di una ragazza finché non si è sposata; del ghiaccio finché non è stato attra- versato; della birra finché non è stata bevuta.

    Il male è di antica data.

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