隱之書

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Publisher: 南海出版公司

4.0
(1790)

Language: 简体中文 | Number of Pages: 580 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) English , Chi traditional , Italian , German , Spanish , Catalan , Korean , Polish

Isbn-10: 7544245985 | Isbn-13: 9787544245982 | Publish date: 

Translator: 宋瑛堂 , 于冬梅

Category: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers , Romance

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Book Description
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  • 3

    Ammiro l'impegno con cui la Byatt ha costruito due fittizi poeti vittoriani,William Randolph Ash e Christabel LaMotte, plasmandone non solo la personalità, ma addirittura l'ispirazione artistica e pro ...continue

    Ammiro l'impegno con cui la Byatt ha costruito due fittizi poeti vittoriani,William Randolph Ash e Christabel LaMotte, plasmandone non solo la personalità, ma addirittura l'ispirazione artistica e producendo a tale scopo ampi stralci di poemi, poesie, favole gotiche - quest'ultime assai suggestive- oltre ad un discreto numero di epistolari, diari, e annotazioni varie, per dare corpo a questa opera che è paragonabile ad un culturale brodo di coltura dove brulicano insetti, larve, e larvali leggende, dove si riflettono ameni paesaggi marini e dove ogni fronda mossa dal vento, ogni filo d'erba acquisisce una propria identità come fosse uscita dal cesello di un orafo. Certo...va considerato il fatto che l'autrice è anche un'eminente studiosa di letteratura vittoriana, e quindi gioca in casa, ma questo nulla toglie alla mole di lavoro di ricerca messo in campo, cosa che potrebbe assimilarla a una britannica Bellonci nei suoi sterminati saggi e romanzi sul rinascimento italiano, se non fosse che nel suo caso, va riconosciuto un alito di ispirazione e una creatività decisamente superiori a quelli della scrittrice nostrana.
    Ecco...la mia ammirazione termina qua ed è tributata dalle tre onorevoli stellette con cui ho archiviato il libro, infatti molti elementi dell'opera mi hanno convinto assai di meno.
    Prendiamo la sbiadita cornice della vicenda regina, ovvero la famelica ricerca dei due accademici specializzati nei due poeti: lui, Roland, è un incolore studioso di Ash che da uno stralcio di lettera autografa rinvenuta per caso in un libro appartenuto al poeta scopre la destinataria della missiva nella poetessa La Motte , lei è un'algida, stilosa -e manco a dirlo bellissima- ricercatrice femminista appassionata della stessa Christabel , di cui è anche pronipote. I due uniscono le proprie forze e le proprie conoscenze spcialistiche per scoprire la natura degli inediti legami intercorsi fra i due letterati e nascondere le proprie scoperte ad altri studiosi del campo, fra cui un miliardario americano il cui collezionismo di stampo feticista ha come oggetto ogni reliquia di Ash...e quale vittoria sarebbe per l'avido yankee impossessarsi di un epistolario in grado di stravolgere biografie e storie di critica letteraria ...ma i nostri accademici sono pronti a tutto: Il cielo non consenta che debba abbandonare a suon di dollari l'amata terra di Albione mandando in fumo le agognate corone di alloro per cui - ognun per sé e la gloria patria per tutti- lottano strenuamente.

    Questa lunga ricerca, peraltro tutt'altro che ardua, visto che ogni testimonianza e ogni documento sembrano cadere in mano ai due sbiaditi studiosi quasi per caso o sortilegio della fata Melusina, ha fatto si che certa critica abbia bollato il libro come nientemeno che "thriller letterario", laddove non solo mancano brividi, crimini, dubbi e suspense...ma neppure si capisce quale sia la verità da raggiungere.
    Naturalmente una verità ufficiale c'è, e non può che rispondere al quesito di come abbia potuto influire la sconosciuta e arcana storia d'amore fra Ash e Christabel sulla produzione letteraria di entrambi.
    Naturalmente tale verità letteraria, non sarà fatta che di indizi e coincidenze abbastanza pretestuose. L'autrice e i suoi due alacri ricercatori- che per colmo di banalità finiranno per innamorarsi in parallelo ai rispettivi beniamini - saranno ben più colpiti da una scoperta finale che avrà lo stesso valore letterario della copertina di "Novella 2000"
    Qualcuno potrebbe obiettare giustamente che il tema portante del libro- peraltro da sempre una costante nella produzione narrativa della Byatt - è l'evoluzione della condizione femminile e del movimento femminista dall'epoca vittoriana agli anni 80' del secolo passato.
    Verissimo...Christabel La motte, prima di esser colta da attrazione fatale per il barbuto Ash, aveva molto favoleggiato nei suoi scritti di fate bianche e di Melusine...retaggio leggendario di tradizione bretone di una favoleggiata e ancestrale società matriarcale.
    Non solo...nella sua vita privata aveva realizzato il sogno di Virginia Woolf: quello di avere "una stanza tutta per sé", anzi un'autentica casa da dividere con una compagna pittrice.
    Peccato che le poche pagine che la Woolf dedica nel suo saggio ad una ipotetica "sorella di Shakespeare" siano molto più esplicative al proposito di tutte le 600 pagine del romanzo capolavoro della Byatt!

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  • 5

    Di tanto in tanto ci sono letture che fanno rizzare e tremare i peli sul collo, il nostro vello inesistente, quando ogni parola brucia e splende aspra e chiara e infinita ed esatta, come pietre di fuo ...continue

    Di tanto in tanto ci sono letture che fanno rizzare e tremare i peli sul collo, il nostro vello inesistente, quando ogni parola brucia e splende aspra e chiara e infinita ed esatta, come pietre di fuoco, come stelle puntiformi nel buio - letture in cui la consapevolezza che conosceremo ciò che è scritto in maniera diversa o migliore o soddisfacente, precorre qualsiasi capacità di dire ciò che sappiamo, o come lo sappiamo. In tali letture, la sensazione che il testo sia interamente nuovo, mai visto prima, è seguita, quasi immediatamente, dalla sensazione che sia sempre stato là, che noi lettori sapevamo che c'era, e abbiamo sempre saputo che era così com'era, benché ora per la prima volta abbiamo riconosciuto, diventandone pienamente consapevoli, la nostra coscienza. (pag.470)

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  • 1

    Assolutamente da evitare

    Non è mia consuetudine scrivere recensioni di libri perché credo che ognuno colga nella lettura piaceri e aspetti diversi e catalogarli sia difficile e limitativo.
    Ma ci tengo in questo caso a sconsig ...continue

    Non è mia consuetudine scrivere recensioni di libri perché credo che ognuno colga nella lettura piaceri e aspetti diversi e catalogarli sia difficile e limitativo.
    Ma ci tengo in questo caso a sconsigliare caldamente questo libro soprattutto per chi come me quando inizia una lettura deve necessariamente concluderla.
    Una perdita di tempo preziosissima data pure l'inutile prolissita' del romanzo.
    La storia è minuziosamente pedante, mai nemmeno lontanamente empatica nell'intreccio o nel coinvolgimento dei 2 protagonisti che rimangono quasi del tutto attori non protagonisti di questa vicenda che vorrebbe alludere al passionale e travolgente ma risulta semplicemente tiepida, noiosissima e didascalica.
    Sembra l'interminabile asettico racconto di una vecchia zia inglese.terribile.

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  • 2

    Un romanzo non è un compito in classe.

    Ammetto che sono molto in difficoltà nel commentare questo libro. In parte perchè non sono abituato a scrivere commenti negativi (mi sforzo istintivamente di cercare quello che di buono un'opera ha da ...continue

    Ammetto che sono molto in difficoltà nel commentare questo libro. In parte perchè non sono abituato a scrivere commenti negativi (mi sforzo istintivamente di cercare quello che di buono un'opera ha da offrire), in parte perchè non sono sicuro di poter essere obiettivo, in quanto "Possessione" riesce a condensare tutto quello che detesto in letteratura con ammirevole precisione.

    Cosa ci può essere di peggio di un pantagruelico, smielato romanzo sentimentale, ottocentesco? Un pantagruelico (seicento pagine), smielato romanzo sentimentale SULL'OTTOCENTO. Antonia Byatt è la classica intellettuale da biblioteca, che si dedica per tutta la vita ad un argomento di pensiero, lo elegge a centro dell'universo e dà per scontato che debba essere così anche per tutti i suoi lettori: e ovviamente ne nasce un romanzo come questo che, detto a chiare lettere, è una palla assoluta.

    Peccato, perchè il talento universalmente riconosciuto della Byatt come critica letteraria emerge in quest'opera, che si fa notare sia per il rigore assoluto della ricostruzione storica che per la perfezione delle citazioni e dei riferimenti: la coerenza interna del romanzo pala di una donna dalla competenza impressionante.
    La competenza però può bastare per scrivere un saggio, se si vuole scrivere un thriller letterario occorre molto di più, non ultima una non comune capacità di affabulazione e di "vedere" l'umanità dei propri personaggi: invece il grande poeta romantico Randolph Ash, protagonista del romanzo ed oggetto delle indagini di una improbabile coppia di investigatori (i ricercatori letterari Roland e Maud), nelle sue azioni e nelle sue poesie riesce solo ad essere un personaggio da antologia delle scuole di liceo, un personaggio Byroniano nel senso più cartaceo del termine, insomma. Che poi la cartaceità romantica mi faccia venire l'orticaria, è un problema mio (e di tanti altri: Ned Ludd e Karl Marx questi preraffaelliti da operetta li avrebbero ammazzati tutti - avevano ragione).

    Non mancano spunti ed idee interessanti: da femminista degli anni '90 nel senso più alto e culturale del termine, l'autrice si spinge coraggiosamente ad indagare lo spirito del mondo lesbo nell' ottocento (quando questa tendenza sessuale veniva vista come così ripugnante che la regina Vittoria semplicemente si rifiutava di considerarne l'esistenza) nonchè il modo come nel dibattito letterario contemporaneo quello spirito venga recuperato. E' un elemento che sarebbe stato più interessante sviluppare, così come la denuncia della controversa azione dei collezionisti mliardari stranieri che fanno incetta di materiale letterario prezioso per arricchire le loro vetrine private anzichè lasciarlo a disposizione di tutti nelle università.

    Alla fine, Antonia S. Byatt è un Dan Brown al contrario. Mentre quest'ultimo ha scritto un romanzo da grande affabulatore, romanzo che ha avuto un grande successo ma essendo Brown un perfetto asino è anche pieno di castronerie, la prima ha scritto un tomo impressionante storicamente e letterariamente perfetto, ma essendo lei una critica e non una scrittrice è una palla assoluta. Adesso, io non so se è una palla assoluta solo perchè la Byatt non sa scrivere romanzi o anche perchè io ODIO il romanticismo (devo ammetterlo, alcune descrizioni di panorami tipicamente sublimi ricordano piacevolmente alcune opere di John Atkinson Grimshaw o simili), forse agli appassionati di quell'epoca e di quel genere questo libro ha molto da dare.
    Ma da un romanzo che parla dei tempi della rivoluzione industriale, io mi aspetto altro. Due stelle.

    PS: ma davvero Antonia Byatt è il più autorevole candidato britannico al Nobel? Se è così, secondo me stanno messi male.

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  • 3

    Trasmettere impressioni di lettura attorno a questo romanzo è complicato. Salvo che nelle cinquanta pagine finali, tese, belle coinvolgenti devo confessare che nonostante l’indubbia qualità di stile e ...continue

    Trasmettere impressioni di lettura attorno a questo romanzo è complicato. Salvo che nelle cinquanta pagine finali, tese, belle coinvolgenti devo confessare che nonostante l’indubbia qualità di stile e schema narrativo, mi ha coinvolto poco. A tratti ho fatto fatica ad andare avanti e ci sono riuscito ricorrendo qua e là alla marcia veloce. L’appesantimento (nelle descrizioni, nelle digressioni, nell’insertare di tutto nel racconto: lunghe lettere, poemetti e pezze documentali varie solo per farti fare piccoli passetti i in avanti nella ricostruzione dei fatti) mi pare un difetto evidente e grave del romanzo.
    Al di là dell’abilità in cui cuce il falso col vero il contenuto, la sostanza a fronte di questo gran lavoro di costruzione del mondo di Ash e della Lamotte, del loro modo di vederlo e di vivere si riduce in fondo a poca roba. Attorno all’amore, alla morte, alle tematiche di genere, al senso della ricerca letteraria tra esegesi dei testi e ricerca biografica, alla religiosità mi pare che metta a cuocere tanta carne, che faccia tanto fumo, ma di sostanza alla fine te ne resta poca.
    Resta il gran lavoro di architettura narrativa certo. Poi la Byatt è bravissima nel disegnare atmosfere e caratteri e se il libro lo finisci è per il piacere di percorrere ed abitare le strade e le stanze del racconto, incontrando figure sempre ben disegnate, spesso fascinose.
    Però a fronte di questo gran lavoro di abilità di architettura narrativa, la sensazione che a conti fatti sia una cosa un po’ vana e un po’ pretenziosa resta.

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  • 4

    Bella scoperta, un romanzo che e' insieme mystery, love story e la ricerca di una verita' letteraria. Ma e' anche un coming of age, la crescita spirituale, professionale e umana dei protagonisti. Anch ...continue

    Bella scoperta, un romanzo che e' insieme mystery, love story e la ricerca di una verita' letteraria. Ma e' anche un coming of age, la crescita spirituale, professionale e umana dei protagonisti. Anche un intenso intreccio di sentimenti passati ma ancora attuali. Ancora, un fitto rimando di echi letterari. Il mondo dei ricercatori ed accademici e' descritto come non lo leggevo dai tempi del mio primo Lodge. Unico, perdonabile difetto: le parti poetiche, a volte troppo lunghe e un poco tediose in un racconto che altrimenti scivola senza battute di arresto.

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  • 5

    Questo è un romanzo ricco, articolato, perfetto nella sua minuziosità e nelle descrizioni aderenti ad un immaginario ben preciso: quello inglese ottocentesco, ma anche quello inglese degli anni '80 (c ...continue

    Questo è un romanzo ricco, articolato, perfetto nella sua minuziosità e nelle descrizioni aderenti ad un immaginario ben preciso: quello inglese ottocentesco, ma anche quello inglese degli anni '80 (che potrebbe tranquillamente suonare contemporaneo). Anne Byatt ci mette fra le mani una storia d'amore tra un'uomo e una donna, ma con ancor più originalità ci restituisce un rapporto di passione con lo studio di un autore. Rupert Michell indaga Randolph Henry Ash, Maud Bailey passa le notti china sulle opere di Christabel LaMotte. Una corrispondenza segreta viene alla luce dopo alcune goffe ricerche dello studioso, e cosa c'è più di romantico che approfondire la conoscenza di un autore defunto nutrendosi dei suoi sentimenti più scoperti e vulnerabili infusi nella carta? Entrambi gli studiosi si osservano con reciproca sospettosità ed entrambi rivendicano una sorta di tenera proprietà nei confronti del proprio oggetto di studio.

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  • 5

    Colto e poetico

    Poetico in tutti i sensi....
    Bellissimo..parte un pò lento ma man mano diventa sempre più interessante e le annotazioni che inizialmente sembravano noiose ripetizioni o approfondimenti pedanti dell'au ...continue

    Poetico in tutti i sensi....
    Bellissimo..parte un pò lento ma man mano diventa sempre più interessante e le annotazioni che inizialmente sembravano noiose ripetizioni o approfondimenti pedanti dell'autrice prendono significato. Tutta la storia è un continuo richiamo di citazioni e poesie che svelano un romantico segreto all'inseguimento del quale nasce la piccola avventura dei due protagonisti...che si fondono e diventano parte di ciò che inseguono.

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  • 3

    Amore e morte, possesso e libertà, lealtà e tradimento, sacrificio e diritto alla felicità, omosessualità, eterosessualità e asessualità, poesia e arte, sono gli ingredienti di questa sofisticata e do ...continue

    Amore e morte, possesso e libertà, lealtà e tradimento, sacrificio e diritto alla felicità, omosessualità, eterosessualità e asessualità, poesia e arte, sono gli ingredienti di questa sofisticata e dotta storia d'amore che torna da un passato lontanissimo per farne germogliare un'altra, alla luce di felicità possibile. Una lettura non facilissima per la cospicua quantità di lettere e di poesie - e dunque doppiamente brava l'A. - ma dotata di una certa coerenza estetica. Un buon lavoro e una storia affascinante, che difetta solo dell'estenuante freddezza di alcuni personaggi femminili. Non poco se si tratta di protagoniste di storie d'amore.

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