1984

With an Afterword by Erich Fromm

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Publisher: The new American Library

4.5
(32787)

Language: English | Number of Pages: | Format: Mass Market Paperback | In other languages: (other languages) French , Spanish , Russian , Chi simplified , Chi traditional , Portuguese , Italian , German , Norwegian , Catalan , Dutch , Japanese , Swedish , Hungarian , Polish , Slovenian , Greek , Basque , Galego , Czech , Danish , Indian (Hindi) , Turkish

Isbn-10: A000094531 | Publish date: 

Also available as: Paperback , Hardcover , Audio Cassette , Library Binding , Softcover and Stapled , Audio CD , Others , eBook , Leather Bound

Category: Fiction & Literature , Political , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
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  • 5

    Stupendo!

    Orwell, in questo capolavoro, ci presenta la tematica della lotta del singolo contro il suo ambiente opprimente che purtroppo lo destina alla sconfitta (vedi finale). Una storia in cui in ogni riga em ...continue

    Orwell, in questo capolavoro, ci presenta la tematica della lotta del singolo contro il suo ambiente opprimente che purtroppo lo destina alla sconfitta (vedi finale). Una storia in cui in ogni riga emerge la lotta di Orwell contro ogni tipo di totalitarismo, quello che lui era andato a combattere e che aveva incontrato. Se nella Fattoria degli animali l'autore attaccava al cuore (Ramon!) la politica stalinista, in 1984 egli crea una vera e propria parabola apocalittica delle sue grandi paure (il totalitarismo, la falsificazione e la perdita di memoria storica indotta dai mezzi d'informazione, la corruzione del linguaggio, l'annullamento dell'identità individuale), convogliate in una raggelante descrizione di società del futuro contro cui combatte l'ultimo eroe, ovvero Winston Smith. La storia di 1984 non dobbiamo interpretarla come una visione profetica, ma più come un monito, come un esempio da non seguire.

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    4

    Una limpida profezia

    Molto spesso, al tramonto della vita e all'apice della maturità, un autore emana al mondo il proprio canto di cigno, un'opera struggente e incantevole, colmo di quel sublime kantiano, che fa rabbrivid ...continue

    Molto spesso, al tramonto della vita e all'apice della maturità, un autore emana al mondo il proprio canto di cigno, un'opera struggente e incantevole, colmo di quel sublime kantiano, che fa rabbrividire le nostre emozioni più profonde: è, in sostanza, la più sublime testimonianza del proprio cammino sulla terra. Questo è "1984", l'ultimo romanzo scritto da George Orwell.
    Lo lessi, perché ero incuriosito dal "Grande Fratello", collegandomi immediatamente con l'omonimo (triste) reality show: volevo capire che cosa avesse ispirato un tale scempio, trovare le origini del male. E queste origini non sono mai state tanto sensazionali; è un libro talmente ben fatto e così tremendamente moderno da essermelo riletto più di una volta, volendo rivivere quel brivido lungo la schiena, che solo i migliori romanzi sanno suscitare.
    E' un romanzo del genere dispotico, ovvero un libro, che rappresenta una realtà immaginaria, nella quale non vorremmo mai vivere. In questo caso, nel continente di Oceania, il Grande Fratello controlla tutto e tutti attraverso microfoni e telecamere nascoste, è una presenza che è visibile (sui poster disseminati ovunque) e invisibile al tempo stesso (le manovre di arresto, il lavaggio del cervello), come se fosse George Orwell stesso, in quanto incarna finalmente l'ideale dell'artista perfetto secondo Gustave Flaubert. In questa realtà vive Smith, che trova la forza di reagire e a usare liberamente il proprio pensiero attraverso la stesura di un diario, attraverso cui comprende le torbide dinamiche del potere, volte a riscrivere la storia. In questo fatto sta la prima grandezza di Orwell: egli non comunica le proprie idee in modo esplicito e forzato, come nella moda seguita dalla grande maggioranza degli autori ottocenteschi, bensì in modo appena percettibile, lasciando la libertà - la stessa libertà che i cittadini di Oceania non hanno mai avuto - di fare 2 + 2 = 4, la stessa uguaglianza che sarà distrutta, quando Smith si arrenderà al regime, consegnando ogni libertà fisica e intellettuale.
    Le descrizioni sono vivide, attente e dettagliate (probabilmente talvolta un po' statiche) quanto bastano per catapultare il lettore in una dimensione alternativa; soffre insieme al protagonista, sente i rumori e gli odori delle case fatiscenti, si sente braccato dai servizi segreti, sobbalza dalla sedia, quando scopre il tradimento di O'Brian, si dispera dinanzi alla superiorità titanica del sistema.
    I personaggi sono tutti ben fatti, perché non solo hanno una caratterizzazione propria, ma compiono una metamorfosi psicologica più o meno graduale, allo scopo di incantare il lettore: riuscitissimo è quello di O'Brian, figura fortemente ambigua e affascinante come il male, Smith, che si ribella fino all'ultimo ma finisce con l'arrendersi, rappresentando la debolezza dell'umanità e, infine, Julia, che trova la libertà nell'amore anticonvenzionale.
    Il sistema del mondo immaginato da Orwell è comunicato in modo naturale, senza che suoni artificioso al lettore, in modo tale che assorba le informazioni naturalmente e fluidamente. La più grande pecca (ma in questo caso sono soltanto nei che non scalfiscono affatto in modo irrevocabile la bellezza dell'insieme) è il grosso debito nei confronti di romanzi precedenti, come il "Mondo nuovo" di Aldous Huxley.
    Un altro elemento, che manca effettivamente nell'opera orwelliana, è la mancanza di polifonia: purtroppo, forse a causa della natura del genere o della gerarchia presente nella storia, non ho notato un vero e proprio confronto di idee; mi sono appena ricreduto durante l'interrogatorio di O'Brian con Smith, benché la chiave di lettura sia, a mio dispiacere, univoca.
    La prosa è semplice, elegante, magari non sempre perfetta, ma permette di comunicare in modo intuitivo e intelligente, senza porsi al di sopra dei personaggi e a sperperare giudizi: questo è sicuramente uno delle più grandi realizzazioni dell'artista perfetto flaubertiano, grazie a cui è possibile comporre il romanzo perfetto.

    Il libro di George Orwell è una pietra miliare della letteratura mondiale del Novecento, un magistrale esempio di eccellente narrativa, che comunica in modo intelligente, non lasciando però spazio a un dialogo a tutto campo, una cosa non così ovvia, visto che al mondo vi sono molteplici punti di vista: talora alcune persone potrebbero né confrontarsi né essere d'accordo con le idee espresse nel romanzo ed è un peccato, dal momento che l'opera d'arte perfetta, viva, ha una portata universale; comunque, è e resterà una parabola moderna per il mondo moderno sulla pericolosità della disinformazione, sull'importanza del libero pensiero, sulla tirannia dei pensieri dominanti e sulla necessità della libertà.

    said on 

  • 5

    "Stampati in eleganti caratteri sulla bianca facciata, i tre slogan del Partito:
    LA GUERRA È PACE,
    LA LIBERTÀ È SCHIAVITÙ,
    L'IGNORANZA È FORZA."

    Illuminante. Attuale. Meraviglioso. ...continue

    "Stampati in eleganti caratteri sulla bianca facciata, i tre slogan del Partito:
    LA GUERRA È PACE,
    LA LIBERTÀ È SCHIAVITÙ,
    L'IGNORANZA È FORZA."

    Illuminante. Attuale. Meraviglioso.

    said on 

  • *** This comment contains spoilers! ***

    4

    Questo libro mi è risultato ostico in alcune parti, perfettamente comprensibile in altre; tremendo, crudele, brillante, assolutamente attualizzabile. Mi sono soffermata sulla parte in cui si parla del ...continue

    Questo libro mi è risultato ostico in alcune parti, perfettamente comprensibile in altre; tremendo, crudele, brillante, assolutamente attualizzabile. Mi sono soffermata sulla parte in cui si parla della realtà esterna all'individuo, alla impossibilità di determinarla per certo una volta che le menti e gli strumenti del comunicare vengono manipolati come descritto nel libro. 2+2=5
    Che pensiero angosciante e, tuttavia, non lontano dalla nostra realtà.

    said on 

  • 5

    ECCEZIONALE

    Mi ha rapita dalla prima all'ultima pagina, come ogni opera di Orwell che mi è capitato di poter leggere.
    Questo volume mi è stato imposto a scuola come lettura del mese, ma non finirò mai di ringrazi ...continue

    Mi ha rapita dalla prima all'ultima pagina, come ogni opera di Orwell che mi è capitato di poter leggere.
    Questo volume mi è stato imposto a scuola come lettura del mese, ma non finirò mai di ringraziare la mia professoressa. Mai dimenticato e i continui parallelismi con i tempi moderni lo rendono un testo sempre attuale.

    said on 

  • 3

    È un grande classico e quindi sicuramente deve essere letto almeno una volta nella vita. Non "almeno": una volta sola e basta!
    Il mio consiglio è di leggerlo in un momento in cui si è sereni, felici e ...continue

    È un grande classico e quindi sicuramente deve essere letto almeno una volta nella vita. Non "almeno": una volta sola e basta!
    Il mio consiglio è di leggerlo in un momento in cui si è sereni, felici e non stressati, altrimenti può essere autodistruttivo: è un libro psicologicamente pesante, va letto a piccole dosi, soprattutto la terza parte, che è decisamente inquietante.
    Leggendo, non bisogna scordare il contesto storico di quando l'autore l'ha scritto (1948, dopo il nazismo) ed allora il libro appare per quello che è: una denuncia ai totalitarismi.
    Devo dire, che nel complesso, non mi è piaciuto molto.

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    4

    Orribilmente illuminante

    Con libri come questo non so mai che voto dare. Mi è piaciuto? NO. La storia è qualcosa di angoscioso (giuro, ho un senso di ansia assurdo), schiacciante, opprimente, persino triste.
    Ma è un libro che ...continue

    Con libri come questo non so mai che voto dare. Mi è piaciuto? NO. La storia è qualcosa di angoscioso (giuro, ho un senso di ansia assurdo), schiacciante, opprimente, persino triste.
    Ma è un libro che fa riflettere, scritto bene, quindi un buon libro. A livello personale credo di odiarlo, di odiare tutto ciò che rappresenta, qualcosa che non è poi così lontano dalla realtà, certo viene estremizzato con l'intallazione di schermi dentro le case, censura totale sulla stampa e sul cinema (nelle prime pagine ricordo si parlava di un film sulla guerra, qualcosa di orrendo che nessuno sano di mente - e che non avesse subito un totale lavaggio del cervello - potrebbe mai andare a vedere), totale diniego delle libertà personali di pensiero e parola, ma soprattutto di amare.
    Nelle prime pagine, leggendo lo slogan “La guerra è pace. La libertà è schiavitù. L’ignoranza è forza” mi chiedevo "ma chi diavolo potrebbe mai acclamare uno slogan simile? E' totalmente sbagliato! Poi è stato introdotto il concetto del bipensiero e allora ho cominciato a capire perché frasi simili erano accettate dalla popolazione, perché nessuno si ribellava: non ne avevano non solo la forza, ma nemmeno la comprensione! Il lavaggio del cervello eseguito dalla psicopolizia è un qualcosa che estirpa l'anima dal tuo corpo ed è così spaventosa l'idea che mi ha lasciato proprio l'amaro in bocca.
    Chiedo scusa se non è molto chiaro il mio discorso, ma a mente calda non riesco a riordinare bene le idee XD magari sistemerò questo commento più avanti, riflettendoci con calma xD

    said on 

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