1Q84

Books 1, 2 & 3

By

Publisher: Random House

4.0
(584)

Language: English | Number of Pages: | Format: eBook | In other languages: (other languages) Chi traditional , Spanish , Italian , Finnish

Isbn-10: 1446484211 | Isbn-13: 9781446484210 | Publish date:  | Edition 1

Translator: Jay Rubin

Also available as: Hardcover , Audio CD , Paperback , Boxset , Others

Category: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
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  • 2

    Due terzi di Nobel - 04 dic 16

    Diciamo subito che è un libro complesso, soprattutto per la mole di pagine che mette in gioco. Tanto che l’autore decise, con l’editore, di farlo uscire in tre volumi. Anzi, per la precisione, Murakam ...continue

    Diciamo subito che è un libro complesso, soprattutto per la mole di pagine che mette in gioco. Tanto che l’autore decise, con l’editore, di farlo uscire in tre volumi. Anzi, per la precisione, Murakami pare avesse deciso di fermarsi ai primi due (e poteva essere quella una fine possibile) e solo in un secondo momento completò l’opera con il terzo. La scelta multi-volume è ora riproposta anche da Einaudi, dopo una prima uscita in due volumi separati. Si diceva subito, libro complesso e dai molteplici spunti (che spero qualcuno esca fuori da queste righe). Comunque, su tutti, è ovvia la discendenza dalla distopia di Orwell contenuta in “1984”. Tra le molteplici discendenze da Orwell, devo subito fare un plauso a Haruki per l’idea del titolo. In Giapponese (come tutti sanno) 9 si pronuncia “kyuu”, con una dizione molto simile alla Q. Lettera che poi è l’iniziale di “question mark”, punto interrogativo. L’autore quindi, da un lato vuole fare un omaggio – rivisitazione del libro di Orwell, dall’altro si interroga di dove si sia noi realmente (e vedremo che questo non è un aggettivo casuale), mettendo appunto il “?”. Ci sono altri due grandi punti di contatto che citerei subito. L’inizio delle storie, entrambi i libri infatti cominciano nell’aprile del 1984. E la dipendenza, la discendenza della storia da un libro che transita tra le mani del protagonista. Qui c’è “La crisalide d’aria” di cui parlo più estesamente nel proseguo. In Orwell, c’è il libro che Winston legge per iniziare la sua opposizione al regime del “Grande Fratello”: “Teoria e prassi del collettivismo oligarchico”. Non entro maggiormente nella struttura del libro di Orwell che tanti hanno meglio di me letto ed analizzato. Poiché qui ci dedichiamo a questa nostra distopia giapponese. Facendo comunque un’osservazione preliminare: qui, come in molte delle opere di Haruki, il Giappone è in un certo senso “modificato”, influenzato dalle esperienze occidentali che lo stesso autore ha avuto nel corso degli anni. Non è il Giappone di Banana, che mi rimanda quello che ho visitato alcuni anni fa (e dove spero di tornare). È anch’esso una fantasia, un luogo – nonluogo (un’utopia, per chi sa di greco). Ed è per questo che risulta alla fine un posto in cui anche noi, non giapponesi, possiamo stare, possiamo vivere. Un posto dove le nostre fantasie, i nostri momenti reali ed irreali hanno comunque un loro senso. Ma sul senso e sul realismo spero di tornare alla fine di questa storia. Proviamo per ora ad entrare nei diversi libri, cercando di uscirne prima delle più di mille pagine che ci propone l’autore, ricordando solo che nei primi due libri ci sono 48 capitoli, 24 visti dall’ottica di Aomame e 24 in quella di Tengo, mentre nel terzo ci sono 31 capitoli: 10 nell’ottica di Aomame, 10 in quella di Tengo, 10 in quella di Ushikawa ed 1 di coppia. Inoltre ogni capitolo ha un titolo, che sarà poi una frase contenuta nel capitolo stesso. E mi fermo qui nell’analisi meta testuale.
    Libro Primo (Aprile – Giugno)
    [pag. 5 – 393]
    Mi soffermo un attimo ancora sull’attacco del libro che ci dà alcune chiavi importanti per la sua comprensione. Siamo nell’aprile 1984 (data importante come rilevato sopra), ed incontriamo uno dei due protagonisti, la trentenne Aomame Masami. Sta andando ad un importante appuntamento, ma è imbottigliata nel traffico. Sta in un taxi, dalla cui radio esce una musica che lei riconosce subito essere la sinfonietta di Janacek, oscura musica scritta nel 1926. Qui abbiamo il primo colpo dello scrittore alle sicurezze ed al reale. La musica non è particolarmente nota (l’ho ascoltata e non mi ha fatto una impressione stravolgente), ma Aomame la riconosce. Haruki già nelle prime righe ci invita ad una sospensione del reale. Non sappiamo come (né mai lo sapremo) ma Aomame riconosce la musica. Quindi guarda ad un tabellone pubblicitario della Esso, con la famosa “tigre nel motore”. Altro elemento importante: la presenza della pubblicità, che ridà il realismo ad un mondo che potremmo pensare immaginaria. Invece qui, ed in molte parti del romanzo, i marchi, il marketing è presente. Vorrà dire qualcosa? Per non tardare all’appuntamento Aomame scende dall’auto ed imbocca una scala di sicurezza che dalla soprelevata la porterà alla metropolitana. Qui c’è lo spostamento definitivo del reale: come attraversando una porta magica, Aomame entra in una diversa realtà, un mondo parallelo dove tutto è quasi uguale al mondo che lei conosce. Ma solo quasi. Ad esempio i poliziotti hanno armi diverse da quelle standard. Da qui si diparte la storia di Aomame, che in realtà è un killer professionista che per conto dell’anziana e ricca vedova Ogata uccide uomini che hanno commesso atti contro le donne e che sono rimasti impuniti. Parlando con Tamaru, la guardia del corpo di Ogata, scopre inoltre l’esistenza di avvenimenti che non ricorda, confermando nella sua mente l’irreale passaggio in una realtà diversa. E scopre anche l’esistenza in questa realtà di due lune. Noi scopriamo inoltre che lei non ha legami fissi, essendo ancora innamorata di un ragazzo che le strinse la mano quando aveva 10 anni: Kawana Tengo. Piccola parentesi: soggettivamente rilevo l’importanza del linguaggio dei corpi nei rapporti umani (se ce n’era bisogno). Aomame si fa amica della poliziotta Ayumi, e conosce la bimba Tsubasa, fuggita dalla setta Sakigake dopo essere stata abusata dal Leader della setta stessa. In parallelo alternato seguiamo anche la storia proprio di Kawana Tengo, insegnante di matematica (un punto a suo favore) ed aspirante scrittore (altro punto). Per una serie di vicissitudini viene coinvolto nella riscrittura di un romanzo molto curioso scritto dalla giovane Fukaeri “La crisalide d’aria”. La giovane, essendo dislessica, l’ha dettato alla figlia di un professore ex-amico del padre. Mentre vanno a trovarlo, Tengo ricorda la sua giovinezza, legata ai giri che faceva con il padre esattore delle tasse, e l’incontro con una ragazza che girava con i genitori Testimoni di Geova. Ovvio che la ragazza è Aomame, e che Tengo ne sia ancora innamorato. Il professore racconta che Fukaeri è figlia del suo ex-collega Tamotsu, fondatore di Sakigake, una comune di agricoltura biologica, che pochi anni prima si è trasformata in una setta religiosa chiusa all’esterno. Da dove la ragazza è fuggita. Tengo riscrive, con successo, il libro che narra dell’incontro tra una ragazza e degli esseri misteriosi chiamati “Piccolo popolo”. Mentre Tengo comincia a scrivere un nuovo romanzo nello stesso ambiente del primo, Fukaeri scompare perché si sente minacciata. Sapremo presto che lei è dotata di strani poteri che le fanno intuire cose prima o mentre accadono, in modo che lei possa proteggersi.
    “In ogni caso, non posso fare altro che continuare a vivere questa vita. Non posso restituirla e farmene dare in cambio una nuova. Per quanto atipica o complicata possa essere, è l’espressione di quel veicolo di geni che sono io.” (315)
    Libro Secondo (Luglio – Settembre)
    [pag. 397 – 745]
    Come detto sopra, anche il secondo libro è tutto basato sul dualismo Tengo/Aomame. Tengo è ossessionato dal ricordo della madre, che gli sfugge, e dalla sensazione interna che il proprio padre non sia quello biologico. Per cercare di capire lo va a trovare, senza successo, nella clinica dove è ricoverato. Tornato, in una sera con un terribile temporale, trova Fukaeri ad aspettarlo e decide di tenerla nascosta presso di sé. Lei è convinta che il Piccolo Popolo stia tramando qualcosa. Durante quella notte, Tengo, incapace di muoversi, ha un lungo rapporto sessuale con Fukaeri. Dal giorno successivo Tengo decide di mettersi alla ricerca di Aomame. Ma il padre entra in coma, lui è costretto di nuovo ad andarlo a trovare, e scopre sul letto del padre una crisalide con il corpo di Aomame bambina. Intanto la sua vita si intreccia con Ushikawa, uno strano personaggio, che non ce la conta giusta. In parallelo, Aomame viene a sapere che la sua amica Ayumi è stata uccisa. E che la signora Ogata le sta organizzando un incontro con Tamotsu, il leader di Sakigake, per ucciderlo. Mentre infuria il temporale di cui sopra, Aomame ha un lungo incontro con il Leader, che le fa capire di sapere tutto di lei. Chi è, cosa faccia, ed anche il suo amore per Tengo. Ed il rapporto tra Tengo e sua figlia Fukaeri. Presa dai dubbi non sa cosa fare, ma Tamotsu le pone davanti un ultimatum: o lo uccide salvando Tengo, o se ne va, ma Tengo morirà. Nel primo caso dovrà attendersi una feroce vendetta su di lei. Aomame allora porta a termine la sua missione, ma non entra in clandestinità. Anzi, una notte riconosce la figura di Tengo in un parco. Cerca allora di fuggire dal 1Q84, tornando sulla tangenziale, ma la scala è scomparsa. Sulla sua decisione di togliersi la vita, per mettere fine a tutta la vicenda, si chiude il secondo libro.
    Libro Terzo (Ottobre – Dicembre)
    [pag. 749 – 1157]
    Questo terzo libro sembra non fosse previsto nel piano originale, ma credo che Haruki si sia trovato con tanti dubbi personali che è stato naturale andare avanti, anche se non tutto (anzi molto poco) sarà sciolto. Aomame non si uccide, ed Ushikawa si scopre essere un investigatore al soldo di Sakigake per rintracciare Aomame. Pur essendo antipatico, è bravo e scopre una serie di legami, tanto che capisce di dover tenere sott’occhio Tengo per arrivare ad Aomame. Così facendo scopre anche che Fukaeri è nascosta proprio lì da Tengo. La ragazza, con i suoi poteri “extra” capisce e fugge. Aomame scopre di essere incinta ed è sicura che il padre sia Tengo (il nascituro è stato concepito la famosa notte del temporale). Mentre Aomame continua a vagare alla ricerca di Tengo, si imbatte in Ushikawa che pedina Tengo. Segue l’investigatore scoprendo la casa di Tengo, ma scoprendo anche che Ushikawa si sta avvicinando troppo a lei. Sarà Tamaru a fungere da catalizzatore: uccide Ushikawa e fa in modo che Tengo e Aomame si riuniscano. Insieme capiscono molte cose (che non vi dico) e trovano il modo (ora che sta finendo l’anno 1Q84) di uscirne. Prendo la metropolitana e percorrono la scala (che qui c’è) al contrario sbucando sulla Tangenziale. Guardano il cielo: la luna è una sola, tuttavia la tigre della Esso è girata verso sinistra e non verso destra, come nel primo capitolo.

    Qui finisce il libro, o i libri. Qui rimangono ancora in sospeso domande su domande. Al solito, Haruki non svela tutta, i suoi non sono romanzi “realisti”. C’è sempre spazio per l’immaginazione, il lato onirico di ognuno di noi. E noi rimaniamo con tante domande. Chi sono i “Little People”? Quanti sono i mondi paralleli (anche se a questa domanda un attento lettore di fantascienza darebbe una risposta sicura)? Quant’è forte l’amore? Dove sta il Giappone? Che setta è Sakigake? Chi è Fukaeri? Vogliamo continuare, potendolo con una domanda quasi per ogni riga dello scritto. Ma ne riporto un’altra sola: perché lo scrittore ha chiesto di scrivere per una trentina di pagine il numero delle pagine dispari al contrario, poi per una nuova trentina quello delle pagine pari, e così via per tutte le quasi 1200 pagine del romanzo? C’è un algoritmo dietro a tutto ciò? Mi rendo conto, rileggendo gli spunti tramatori che, così riportato, sembrerebbe quasi un thriller americano. In realtà, è un lungo viaggio. Dentro di noi, dentro le nostre paure, sorretti dalle nostre convinzioni. Haruki è assolutamente convinto della potenza dell’amore per sconfiggere i mali del mondo. Vedremo (e vedremo cosa ne dicono le spesso consultate libropeute). Io ne faccio una fede, ma anche una domanda. Come altri e con ben altro spazio e capacità hanno detto, c’è molto altro dentro questo mondo 1Q84 (e dentro tutti i mondi possibili). C’è Dostoevskij e Bulgakov, ci sono i Sette Nani e la Strega Cattiva, c’è Frazer (quello del “Ramo d’oro”) e Farrell (quello della “Vita di Studs Lonigan”). Ci sono le riflessioni sulle sette e sul terrorismo. C’è il sesso ed il femminicidio. C’è, come detto fin dall’inizio, Orwell. Forse, per me, c’è troppo. Che non riesco ad uscirne indenne. Che non riesco ad andare sopra un’onesta sufficienza come gradimento. Anche se so che Haruki è più di quanto io possa sostenere (e non è un caso che venga nelle mie prime posizioni per un Nobel, sempre però dopo Amos Oz). Riesco solo a pensare che sono contento alla fine che Aomame e Tengo vengano in contatto. E mi domando, sarà finita qui?

    said on 

  • 4

    «Forse la pistola non sparerà un solo colpo fino alla fine. Con buona pace della regola di Čechov»

    Io amo i libri visionari, onirici, surreali. Li amo davvero. E da questo punto di di vista 1Q84 non d ...continue

    «Forse la pistola non sparerà un solo colpo fino alla fine. Con buona pace della regola di Čechov»

    Io amo i libri visionari, onirici, surreali. Li amo davvero. E da questo punto di di vista 1Q84 non delude. Delude su altri fronti e pertanto, nonostante abbia letto questo romanzo con grande entusiasmo fino alle ultime pagine, la quinta stella non si accende.
    La storia è innovativa, originale, ben strutturata e Murakami è davvero bravo a incasinare il più possibile la trama, costringendo il malcapitato lettore a spremersi le meningi e ad elaborare le più strampalate teorie per spiegarsi il dove, il come e il perché di certi fatti raccontati nel libro.
    Leggere 1Q84 è intellettualmente stimolante, ma attenzione a non commettere un grosso errore: essere convinti che ci debba sempre essere una spiegazione più o meno logica per tutto. O, semplicemente, una spiegazione.
    L'autore, infatti, si sgancia totalmente da questo cliché: tesse molti fili (come i Little People) ma ne lascia cadere intenzionalmente molti per strada. Scelta narrativa che personalmente posso anche accettare, ma che non gradisco più di tanto.
    Resto dell'idea che la pistola, alla fine, dovrebbe sempre sparare.

    said on 

  • 5

    Libro Fantasy? Romanzo surreale? Direi un po e un po, c'è azione fantasia lettura piacevole anche se nel libro 3 tende a rallentare ... non manca il lieto fine come d'uopo, l'amore e la giustizia(?) v ...continue

    Libro Fantasy? Romanzo surreale? Direi un po e un po, c'è azione fantasia lettura piacevole anche se nel libro 3 tende a rallentare ... non manca il lieto fine come d'uopo, l'amore e la giustizia(?) vincono e a pagare di più sono altri (come "Nel segno della pecora"). Se volte una profonda morale cercatevela da soli ... io mi son limitato a leggere un buon libro di fantasia che mi ha fatto passare ore in piacevole lettura.

    said on 

  • 0

    venga il tuo regno

    "non c'era quasi niente, della scuola, che ricordasse con piacere"
    vol.1, p.232

    e ti tocca vivere con gente così, e ti toccherà anche morire
    con gente così

    said on 

  • 5

    Potete trovare la mia recensione copiando ed incollando il seguente link

    Libro 1
    http://leggoquandovoglio.it/libro/570b98695c822c5841c61d5b

    Libro 2
    http://leggoquandovoglio.it/libro/573452ca777ccd4b74 ...continue

    Potete trovare la mia recensione copiando ed incollando il seguente link

    Libro 1
    http://leggoquandovoglio.it/libro/570b98695c822c5841c61d5b

    Libro 2
    http://leggoquandovoglio.it/libro/573452ca777ccd4b746c84fd

    Libro 3
    http://leggoquandovoglio.it/libro/5774ffb1a01f2ab21a9a60b3

    said on 

  • 5

    1Q84

    E' un libro inquietante che ti fa riflettere e ora sono ossessionata dai Little people e se esistono veramente! e se esiste la crisalide d'aria ! e secondo me esiste un altro mondo parallelo al nostr ...continue

    E' un libro inquietante che ti fa riflettere e ora sono ossessionata dai Little people e se esistono veramente! e se esiste la crisalide d'aria ! e secondo me esiste un altro mondo parallelo al nostro. E la nostra vita che noi viviamo o crediamo di vivere è solo un bel romanzo che dovrà finire...

    said on 

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