1Q84

Book 1 & 2

By

Publisher: Harvill Secker

4.0
(7534)

Language: English | Number of Pages: 624 | Format: Hardcover | In other languages: (other languages) Spanish , Chi traditional , Dutch , German , Catalan , Galego , Italian

Isbn-10: 1846554071 | Isbn-13: 9781846554070 | Publish date:  | Edition 1

Also available as: eBook , Paperback

Category: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
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  • 5

    E mi era piaciuto "Kafka sulla spiaggia"? Questo è molto di più, un capolavoro, un volo pindarico che attraversa l'universo, una montagna russa che sorvola paesaggi onirici e insieme simbolici, un lib ...continue

    E mi era piaciuto "Kafka sulla spiaggia"? Questo è molto di più, un capolavoro, un volo pindarico che attraversa l'universo, una montagna russa che sorvola paesaggi onirici e insieme simbolici, un libro che quando lo leggi ti cambia. Corro a leggere il libro 3...

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  • 4

    libro particolare, con 2-300 pagine di troppo

    lettura particolare, autore particolare, inizi a leggerlo senza ben comprendere cosa ne verrà, la struttura del libro che si svolge in parallelo tra due personaggi che si incroceranno, tu lo comprendi ...continue

    lettura particolare, autore particolare, inizi a leggerlo senza ben comprendere cosa ne verrà, la struttura del libro che si svolge in parallelo tra due personaggi che si incroceranno, tu lo comprendi molto prima che l'autore lo dica, è interessante. i capitoli a volte sono lunghi, il personaggio della giovane autrice strana ed eccentrica desta un po di nervosismo - in me soprattutto - ha un ritmo un po lento che però rende bene l'atmosfera orientale.... il libro mi è piaciuto, il finale mi ha lasciato come un baccalà e secondo me poteva farcela togliendo 2-300 pagine inutili che hanno richiesto molta attenzione e forza per nulla....
    credo leggerò altro di questo autore, ché nonostante le mie "critiche" scrive bene, in modo piacevole... e poi ogni autore si valuta almeno su 3 prove non meno

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  • 3

    Una luna (e almeno quattrocento pagine) di troppo

    Tokyo, 1984. Abbandonato in tenerissima età dalla madre, e figlio di un uomo che con ogni probabilità nemmeno è suo padre, Tengo è un trentenne soddisfatto della propria modesta routine. Appassionato ...continue

    Tokyo, 1984. Abbandonato in tenerissima età dalla madre, e figlio di un uomo che con ogni probabilità nemmeno è suo padre, Tengo è un trentenne soddisfatto della propria modesta routine. Appassionato da sempre della matematica, per lui autentica comfort zone mentale, si tiene a galla grazie al magro stipendio di insegnante in una scuola superiore, grazie alla consolazione di fugaci incontri erotici – a cadenza settimanale – con una donna sposata che ha diversi anni più di lui, e al sogno, a lungo coltivato, di diventare uno scrittore. Per tecnica, nulla da eccepire, si è sempre rivelato molto più che dotato, ma è l’ispirazione vera, quella bruciante, a fargli difetto. Così i libri che da tempo presenta al concorso nazionale per romanzieri emergenti, del quale è anche selezionatore, non hanno ottenuto ancora nulla più che vaghe attestazioni di stima e richieste di collaborazione da parte dell’esigente – e alquanto controverso – editor Komatsu. E’ poi proprio quest’ultimo a commissionare a Tengo la riscrittura, in chiave migliorativa, de “La Crisalide D’Aria”, opera prima a dir poco sorprendente della misteriosa (quanto acerba) diciassettenne Fukada Eriko, detta Fukaeri. Il mite professore si trova quindi a dover fare i conti con un dilemma morale per un incarico, quello del ghost writer tecnico, che reputa evidentemente una frode. Lo scenario cambia tuttavia non appena il Nostro conosce di persona Fukaeri, idiot savant dal magnetismo evidente e dalla non meno irresistibile avvenenza, intuendo che le vicende da lei narrate nel testo potrebbero non essere semplicemente il frutto di una fervida immaginazione. Strane manifestazioni, in forma di minacciose epifanie, si faranno largo nell’esistenza del giovane dando via via concretezza ad alcune visionarie bizzarrie di un romanzo – “una François Sagan che ha assorbito le atmosfere del Realismo Magico”, nientemeno – destinato a tramutarsi subito in bestseller, assieme a un’accresciuta consapevolezza di sé come autore e come individuo bisognoso d’amore, guidato a riallacciare un legame di due decenni prima rimasto, purtroppo, solo un’inespressa trama del destino.

    Scappata ancora bambina dalla casa dei genitori, insofferente ai rigidi dettami di una fede impostale senza riguardo alcuno, la timorosa Aomame si è tramutata nell’arco di vent’anni in uno spietato quanto inesorabile angelo della morte. Armata solo di un rompighiaccio di sua invenzione, al soldo di una donna benestante che con lei condivide i medesimi, dolorosi, “buchi nell’anima”, la ragazza si cimenta nei panni del killer seriale apparentemente privo di emozioni, “portando dall’altra parte” tutta una serie di individui dalla comprovata brutalità nei confronti delle donne, e implicitamente vendicando la morte violenta della sola vera amica che abbia mai avuto. Quando nel mirino finisce il Leader dell’oscura setta Sakigake, pederasta impunito, numerosi foschi segnali le si presentano, facendole intuire di essere stata schiantata – non si sa bene da quale forza sconosciuta o da quale scherzo del fato – in una sorta di mondo parallelo nel cui cielo risplendono due lune e dove il presente che conosceva ha lasciato il posto a una nuova e più subdola realtà, da lei chiamata per pura ipotesi 1Q84. Nel portare a termine quella che ha già deciso sarà la sua ultima missione, cosciente di condannarsi a un’esistenza di solitudine e fuga senza più legami, Aomame si mostra pronta al suicidio ma è scossa nel contempo dal conforto di una storia d’amore che ha radici profonde e che all’improvviso sembra essere diventata ben più che una remota chimera.

    Due storie corrono parallele sullo sfondo della Tokyo impassibile del 1984, apparentemente slegate l’una dall’altra eppure destinate a incontrarsi dopo gli innumerevoli avvicendamenti in montaggio alternato orchestrati dall’abile sceneggiatore Murakami Haruki. Che si rivela impeccabile nel dispensare in maniera omeopatica un piccolo indizio dietro l’altro, come molliche di pane sul sentiero, così da alimentare l’interesse del lettore su due vicende in cui davvero poco di sostanziale accade in oltre settecento pagine, e ci si perde semmai nei vertiginosi labirinti del passato di Tengo e Aomame. La scrittura appare però troppo algida, lenta, ingessata, il ricorso alla distopia mostra presto la corda come vuoto espediente di scena mentre la commistione tra noir e fantastico ha più il sapore dell’artificio irrisolto che non del colpo di genio assai spesso evocato (a vanvera) da critica e pubblico. Così l’uso dell’inserto perturbante – i fantomatici Little People – si rivela vincente solo fin quando non viene esplicitamente svelato e scade suo malgrado nel ridicolo involontario, a metà strada tra i nani di Biancaneve e degli elfi con il vizietto del Grand Guignol. Il talento descrittivo resta innegabile, seppur vanificato dalla prolissità e da una reiterazione persino snervante, ma l’aura di mistero e misticismo, così come i velleitari richiami a “1984” di Orwell, si rivela un make-up posticcio che appesantisce una narrazione troppo schiacciata sulle facili suggestioni. Non funziona granché meglio la resa dei due protagonisti, tratteggiati minuziosamente ma in fin dei conti pallidi e immobili nella loro emotività negata, in quello stoicismo poco credibile fatto di eterne rinunce e di passioni infantili, ancorate a un passato comune francamente risibile. Si capisce subito che i loro destini saranno collegati. Peccato che per centinaia di pagine non si vada al di là di uno stucchevole sfiorarsi, che non ripaga il lettore della pazienza e rimanda in modo scaltro a un ulteriore capitolo. Quel “Libro terzo” che – almeno per chi scrive qui – non si muore certo dalla voglia di leggere.

    (6.1/10)

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  • 3

    1q84 libro 1 e 2 il dopo lettura mi dice che...

    Ho cominciato a leggere questo tomo il 2 giugno 2016 e oggi 18 luglio 2016 l'ho finito. Sono rimasta sgomenta. E soddisfatta. Soddisfatta per avercela fatta. Non è facile portare a termine una lettur ...continue

    Ho cominciato a leggere questo tomo il 2 giugno 2016 e oggi 18 luglio 2016 l'ho finito. Sono rimasta sgomenta. E soddisfatta. Soddisfatta per avercela fatta. Non è facile portare a termine una lettura di un libro (in questo caso di due libri in uno) di 718 pagine. Il risultato è che ora m'incuriosisce iniziare il successivo e l'ultimo, il terzo, la parte conclusiva di questa saga che è 1q84. L'autore, a mio avviso, è dotato di grande capacità immaginifica, questo libro è l'esempio di come abbia creato un mondo parallelo. Per questo molto bravo. La storia e i racconti che s'intecciano tra loro sono originali e il modo in cui divide le due storie principali, quella di Aomame e quella di Tengo, è avvincente, perché ti tiene attaccato al libro come se stesse narrando un giallo, vuoi sapere cosa accadrà. Secondo me però questa caratteristica ad un certo punto risulta poco proficua. In alcuni momenti ho scorso velocemente le frasi con gli occhi, per superare le montagne di periodi che si ripertevano, che non mandavano avanti la storia, ma che invece secondo me la rallentavano, appesantendola. Oltre alle ripetizioni ho trovato superfluo il troppo materiale narrativo presentato quasi tutto inieme, come se non si volesse mai finire un discorso, ma aprirne nuovi di continuo, ciò a volte mi portava "nausea" e confusione, anche se capivo essere una scelta di stile. Lo stile di Murakami in questi due libri però non mi è piaciuto molto. Ho trovato faticosa la lettura dei "pensieri" dei personaggi messi lì per aiutare il narratore a spiegare la storia, mi sembrava un metodo artificioso, pesante, elementare, inoltre di psicologia dei personaggi ne ho vista poca, a tratti. Senza dubbio è un libro che colpisce per la fantasia, per l'originalità dei contenuti, ma anche per il numero delle pagine che incessanti arrivavano ed arrivavano, ma che oggi per fortuna ho portato a termine. Ora mi aspetta il terzo volume, non posso non leggerlo, Murakami ha chiuso il secondo libro con una grande "freccia fluorescente" che ti indica di continuare il cammino per di là, altrimenti si rischierebbe di perdere il terreno sotto ai piedi, e rimanere"letteralmente" in uno stato confusionale. Forse è proprio questo ciò che l'autore vuole suscitare nel lettore, incertezza, vacuità. Ecco la sensazione che mi ha regalato questa saga di Murakami. Buona lettura ai coraggiosi e agli amanti della lettura, ai temerari, quelli veri. Chiara Elia

    said on 

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