20000 leguas de viaje submarino

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Publisher: PPP Ediciones

4.0
(4213)

Language: Español | Number of Pages: 208 | Format: Mass Market Paperback | In other languages: (other languages) English , French , Chi traditional , Italian , Japanese , German , Galego , Romanian , Finnish , Latvian , Chi simplified , Dutch , Catalan , Portuguese , Polish , Czech , Russian

Isbn-10: 8478890831 | Isbn-13: 9788478890835 | Publish date:  | Edition 2

Also available as: Paperback , Hardcover , School & Library Binding , Others , Softcover and Stapled , Audio CD , Board Book

Category: Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy , Travel

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Book Description
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  • *** This comment contains spoilers! ***

    3

    算是世界名著了吧這本.

    不過就像其他書友說的, 前半段幾乎都在講一個魚類百科全書的內容. 一直到最後1/4部分, 出現困在南極洲才稍微比較精彩一點.

    但是以那個年代來說, 作者的想像力和科學觀察已經是非常難得的事了(大概是吧), 當年出版時一定是一本震驚世界的小說吧.

    said on 

  • 4

    Una lettura obbligata, qualsiasi sia l'età

    Rilettura su un'edizione completa di tutte le illustrazioni (spesso però riprodotte non tanto bene, purtroppo).
    Scorrevole, appassionante, visionario, dettagliato, avventuroso.

    Due estratti dal bellis ...continue

    Rilettura su un'edizione completa di tutte le illustrazioni (spesso però riprodotte non tanto bene, purtroppo).
    Scorrevole, appassionante, visionario, dettagliato, avventuroso.

    Due estratti dal bellissimo cap. I 10:

    “Perciò lasciatemi dire, signor professore, che non deplorerete il tempo passato a bordo della mia nave. Viaggerete nel paese delle meraviglie. La meraviglia, lo stupore, saranno probabilmente lo stato normale della vostra mente. Non vi stancherete facilmente dello spettacolo che sarà incessantemente offerto ai vostri occhi. Io sto per rivedere in un nuovo giro del mondo sottomarino - chi sa, forse l'ultimo - tutto ciò che ho potuto studiare in fondo a quei mari percorsi tante volte, e voi sarete il mio compagno di studi. A partire da questo giorno voi entrate in un nuovo elemento, voi vedrete ciò che nessun uomo ha ancora visto - poichè io e i miei non contiamo più - e il nostro pianeta, grazie a me, sta per svelarvi i suoi ultimi segreti.”

    “- Voi amate il mare, capitano.
    - Si! l'amo! Il mare è tutto. Copre i sette decimi del globo terrestre; il suo respiro è puro e sano; è l'immenso deserto in cui l'uomo non è mai solo, poiché sente fremere la vita accanto a sé. Il mare non è altro che il veicolo di un'esistenza straordinaria e prodigiosa; non è che movimento e amore, è l'infinito vivente, come ha detto uno dei vostri poeti. Infatti, signor professore, la natura vi si manifesta con i suoi tre regni: minerale, vegetale, animale. Quest'ultimo vi è largamente rappresentato da quattro gruppi di zoofiti, da tre classi di articolati, da cinque classi di molluschi, da tre di vertebrati, dai mammiferi, dai rettili e dalle innumerevoli legioni di pesci, che contano oltre tredicimila specie, di cui un decimo soltanto appartiene all'acqua dolce. Il mare è il grande serbatoio della natura, è dal mare che il globo è, per così dire, incominciato, e chissà che non finisca in lui. Ivi è la calma suprema. Il mare non appartiene ai despoti. Alla sua superficie essi possono ancora esercitare diritti iniqui e battersi, divorarsi, recarvi tutti gli orrori della terra; ma trenta piedi sotto il suo livello, il loro potere cessa, la loro influenza si estingue, tutta la loro potenza svanisce! Ah! signore, vivete, vivete nel seno del mare! Qui soltanto è indipendenza, qui non riconosco padroni, qui sono libero!”

    said on 

  • 3

    Verne riesce sempre a portare il lettore in mondi straordinari, ed è notevole!
    Rispetto a "Dalla Terra alla Luna" ho trovato questo un po' più pesante e a tratti poco coinvolgente..

    said on 

  • 3

    La bussola impazzita

    Verne è, a parer mio, nel suo genere immenso. Credo di aver sognato da bambino, letteralmente a livello di visione, sulle sue pagine come su poche altre.

    La sua capacità di squarciare il velo del (suo ...continue

    Verne è, a parer mio, nel suo genere immenso. Credo di aver sognato da bambino, letteralmente a livello di visione, sulle sue pagine come su poche altre.

    La sua capacità di squarciare il velo del (suo) presente ed intuire la forma, la sostanza, ed anche la meta-sostanza a volte, di come si sarebbe configurato il mondo, sono col senno di poi strabilianti.

    Le argomentazioni scientifiche a supporto di molti dei suoi romanzi, hanno un rigore, storicizzandole, veramente “impressive”.

    Dalla terra alla luna il mio preferito in assoluto. E credo d'esser stato almeno un milione di volte a bordo del Nautilus, per dare una mano a Nemo con la bussola in quegli abissi profondissimi e blu.

    Riletto in età adulta, “Ventimila leghe sotto i mari” racconta altro. E’ il dramma della rivolta assoluta, della negazione totale. Il mare è l’ultima barriera, l’estrema ridotta a difesa della libertà dell’uomo contro l’attacco mortale perpetrato dall’uomo stesso.

    La profilatura del Capitano Nemo nei suoi tratti costitutivi si delinea netta, forte, senza tentennamenti. Credo che soltanto in Melville, (altro amante del mare, ci deve essere un fil rouge da qualche parte, non saprei dire dove, nella percezione dell’immenso forse…) soltanto in Melville dicevo, troviamo personaggi altrettanto potenti per forza del rifiuto (Bartleby) e per inscalfibile ossessione (Achab).

    Ci sono mari in cui la bussola impazzisce ed il sestante falla, fare il punto è impossibile, perfino sul Nautilus.

    Nemo affronta le tempeste degli oceani, s’immerge negli abissi e lancia ai flutti una sfida disperata. Ma non riesce ad annegare il suo tormento.

    said on 

  • 2

    Può capitare di non apprezzare i grandi classici...

    Questa volta, mi sono concessa a Verne, scrittore francese conosciuto per essere il padre della moderna fantascienza, nonché scrittore di romanzi scientifici e per ragazzi. Egli nacque a Nantes nel 18 ...continue

    Questa volta, mi sono concessa a Verne, scrittore francese conosciuto per essere il padre della moderna fantascienza, nonché scrittore di romanzi scientifici e per ragazzi. Egli nacque a Nantes nel 1828 e morì nel 1905 ad Amiens dopo aver passato una vita “movimentata” fin da piccolo: ad 11 fuggì di casa imbarcandosi su una nave diretta nelle Indie per regalare una collana di coralli a sua cugina di cui era follemente innamorato. Un bambino dalle idee chiare, direi. Con una padre magistrato, il giovane Verne si dovette dedicare agli studi di giurisprudenza, nonostante il suo interesse per la poesia, la filosofia e la letteratura in generale, fosse molto spiccato. Studiò a Parigi, dove ebbe modo di frequentare circoli letterari (dove conobbe Dumas Junior) e la Biblioteca Nazione. Vivendo una vita divisa tra teatro, scrittura e le leggi, nel 1850 abbandonò la carriera giuridica definitivamente, per dedicarsi alla letteratura. Purtroppo il successo non venne fin da subito, ma ebbe la fortuna di firmare un contratto di 20 anni con l’editore Pierre-Jules Hetzel, riuscendo ad abbandonare l’impiego di agente di cambio per dedicarsi completamente alla produzione letteraria. Il romanzo letto da me, in questi mesi, nacque nel 1870, periodo in cui Verne si dedicò al mare, se così si può dire. Infatti, scrisse questo e “Una città galleggiante” durante il suo viaggio con il fratello Paul, sul piroscafo Great Eastern, la nave più grande del mondo.

    Ecco qui una breve trama del romanzo “Ventimila leghe sotto i mari”: tutta la vicenda si svolge in mare, raccontata in prima persona da dal Professor Pierre Arronax, un celebre naturalista parigino. Egli viene chiamato a prendere parte ad una spedizione per svelare quale animale mastodontico potesse esserci dietro l’affondamento di una nave, un essere gigantesco, secondo i vari avvistamenti. Le supposizioni erano molte, il professore stesso, pensava che fosse un narvalo dalle notevoli dimensioni, con un corno perforante e dalla velocità estrema. Parte con il suo fedele cameriere, Conseil e, sulla nave “Abraham Lincoln”, conosce il fiociniere canadese, Ned Land. Passerà molto tempo in navigazione prima di imbattersi nel “mostro” famigerato, scoprendo poi essere un sottomarino all’avanguardia (il Nautilius). I nostri tre protagonisti lo scopriranno a loro malgrado: una volta finiti in mare dopo il conflitto tra il Nautilius e la loro nave, verranno presi come ostaggi dal comandante del sottomarino, dopo aver però nuotato fino allo stremo delle forze. Nel loro viaggio sottomarino, in compagnia del Capitano Nemo e dello strano equipaggio di bordo, faranno incredibili scoperte, rischieranno la vita e condurranno un’esistenza al limite delle leggi della natura, lontano dalla terraferma.

    Trama probabilmente scritta male e fin troppo breve, ma non volevo dilungarmi troppo. Che dire, complessivamente sono rimasta delusa da questo libro, pur riconoscendogli una certa importanza letteraria. Sono rimasta delusa perché sono veramente milioni ed interminabili le parti in cui Verne si dilunga nel nominare tutte le cose che vengono viste dal professore, usando la nomenclatura scientifica. Un po’ va bene, ma dopo un centinaio di pagine, non se ne può più. Si vede che c’è della passione in ciò che è stato scritto, si vede che c’è molto dello scrittore stesso, ma è lento, scorre bene solo verso la fine, ma senza esagerare. Mi è piaciuta la caratterizzazione dei personaggi, ognuno aveva il suo bel caratterino, il suo spessore psicologico ed una coerenza dall’inizio alla fine. Senza dubbio, la tematica è tutt’ora affascinante, l’idea di visitare le profondità marine e di vivere isolati dal mondo, è senza dubbio intrigante e dubito che nessuno abbia desiderato, almeno una volta, di trovarsi lontano da tutti. In questo, mi sono immedesimata molto in Arronax, perché comunque ha sempre trovato l’aspetto positivo anche quando la situazione si stava facendo pesante, inoltre è un eremita “moderato”. Stare da soli piace a tutti, chi più, chi meno, ma ci vuole sempre del contatto con l’esterno e con il mondo che ci circonda. Non fosse stato per la pesantezza di questo romanzo, non avrei faticato a valutarlo meglio. Purtroppo è stata dura finirlo, è lungo e lento, sicuramente ne è complice il fatto di essere ambientato in due location per la maggior parte del tempo, il Nautilius ed il mare. Per il resto, se è stato definito come “uno dei libri di maggior successo di Verne”, un motivo ci sarà, forse non l’ho letto con il giusto spirito o con la giusta prospettiva. Non lo consiglio comunque, devo essere coerente con ciò che penso, per chi lo vorrà leggere però, auguro buona fortuna!

    said on 

  • 3

    作者你不要寫小說寫海洋生物圖鑑好不!
    扣掉對魚類的的介紹頁數可以少一半=_=
    而且劇情也沒啥張力,只能說當時是"空想"的東西現在都變成"現實"了。

    said on 

  • 4

    ha un solo difetto: quelle informazioni un pò troppo scientifiche, che spezzano la narrazione. ci stanno è normale. in quel periodo avere un sottomarino era semplicemente fantascienza, ma tutte quelle ...continue

    ha un solo difetto: quelle informazioni un pò troppo scientifiche, che spezzano la narrazione. ci stanno è normale. in quel periodo avere un sottomarino era semplicemente fantascienza, ma tutte quelle informazioni spezzano il filo. è come se Verne mettesse queste informazioni per dimostrare che fosse edotto, ma questo rende pesante la narrazione. comunque visto che il nautilus per quei tempi fosse fantascienza, il romanzo è comunque bello.

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  • 3

    Libro letto insieme a mia figlia (11anni) per la scuola..
    Abbiamo fatto molto fatica a leggerlo e non credo lei ci sarebbe riuscita da sola..
    Arronax, Conseil, Ned Land e il capitano Nemo ci hanno fat ...continue

    Libro letto insieme a mia figlia (11anni) per la scuola..
    Abbiamo fatto molto fatica a leggerlo e non credo lei ci sarebbe riuscita da sola..
    Arronax, Conseil, Ned Land e il capitano Nemo ci hanno fatto compagnia per diverse sere nell'ultimo mese, ogni sera prima di dormire qualche paginetta...
    Ci abbiamo messo piu di un mese, ma non importa lo abbiamo finito.....◕‿◕
    Viene classificato come un libro per ragazzi, ma ci sono tantissimi termini, parole difficili, che rendono la lettura ostica e poco scorrevole, che hanno fatto in modo che mia figlia non si appassionasse al libro...
    Personalmente lo ritengo un buon libro, un libro che tutti dovrebbero leggere, scritto in modo egregio dal grande Jules Verne

    said on 

  • 3

    quasi 3

    In realtà non mi è piaciuto tantissimo..è il secondo grande classico dell'avventura che mi delude in poco tempo.
    L'inizio promette bene, in realtà anche verso la fine migliora e sicuramente Verne era ...continue

    In realtà non mi è piaciuto tantissimo..è il secondo grande classico dell'avventura che mi delude in poco tempo.
    L'inizio promette bene, in realtà anche verso la fine migliora e sicuramente Verne era un visionario e questo è da apprezzare. Però in generale non posso dire che mi abbia entusiasmato granchè; e poi il fatto di lasciare sia Nemo che la sorte del Nautilus avvolti nel mistero non so ancora se considerarla un buona trovata, per mantenere intorno a Nave e Capitano questo "fascino" dell'ignoto, oppure una bella fregatura perchè alla fine sappiamo più su flora e fauna che sull'uomo che ha reso possibile il viaggio.

    said on 

  • 4

    Un grande classico che mi ispira sempre nostalgia

    Non era possibile non commentare questo che è stato il primo libro che ricordo di aver letto. Per il resto nulla da dire, un grande classico, scritto da un autore che con il senno di poi è stato ricon ...continue

    Non era possibile non commentare questo che è stato il primo libro che ricordo di aver letto. Per il resto nulla da dire, un grande classico, scritto da un autore che con il senno di poi è stato riconosciuto come visionario per le sue idee che anticiparono i tempi. Un libro che scorre via piacevoli fatta eccezzione forse per alcuni monologhi del capitano Nemo che forse vista l'età che avevo quando ho letto il libro, non ho saputo apprezzare.

    said on 

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