2001太空漫遊

2001: A Space Odyssey

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Publisher: 遠流出版事業股份有限公司

4.2
(1953)

Language: 繁體中文 | Number of Pages: 365 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) English , Spanish , Italian , French , Catalan , Chi simplified , Russian , German , Portuguese , Dutch , Japanese , Polish , Czech , Romanian

Isbn-10: 9573258935 | Isbn-13: 9789573258933 | Publish date:  | Edition 1

Translator: 郝明義

Category: Fiction & Literature , Philosophy , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
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  • 4

    Un viaggio verso Saturno.

    Come l’essere umano sia riuscito a compiere il primo passo dell’evoluzione che lo ha portato a diventare la specie dominante del pianeta resta ancora oggi un mistero...
    http://forestadicarta.altervist ...continue

    Come l’essere umano sia riuscito a compiere il primo passo dell’evoluzione che lo ha portato a diventare la specie dominante del pianeta resta ancora oggi un mistero...
    http://forestadicarta.altervista.org/2001-odissea-nello-spazio-arthur-c-clarke/

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  • 4

    L'evoluzione

    Il libro conserva intatte le atmosfere che si riscontrano nel film, aggiungendo particolari ed emozioni che la pellicola non riesce, a mio avviso, a rendere al meglio (anche se la trasposizione cinema ...continue

    Il libro conserva intatte le atmosfere che si riscontrano nel film, aggiungendo particolari ed emozioni che la pellicola non riesce, a mio avviso, a rendere al meglio (anche se la trasposizione cinematografica è tra le più fedeli che si possano trovare, probabilmente perché Kubrick e Clarke lavorarono insieme per 3 o 4 anni per dare forma al film e anche al romanzo). La narrazione è estremamente realistica, in alcuni punti talmente dettagliata da sembrare un trattato scientifico, ma mai pesante. Clarke ci trasporta con l'equipaggio della navicella in un viaggio nel sistema solare affascinante, lento, musicale, descrivendo con grande abbondanza di particolari gli incredibili scenari che scorrono sotto agli occhi dell'equipaggio (anche solo leggendo, ci rendiamo conto di quanto sia azzeccata la colonna sonora del film, melodiosa, sognante ma a tratti energica). Benissimo viene trasmessa l'angoscia della terribile situazione nella quale si viene a trovare l'equipaggio della Discovery, quando dovrà fare i conti con il "permaloso" Hal9000, intelligenza artificiale talmente evoluta che sembra poter provare sentimenti umani. E mi ha colpito particolarmente il tratto in cui Clarke parla dell'evoluzione dell'intelligenza, che aveva spinto degli esseri (umani o no non ha importanza) ad un abbandono del loro corpo, dapprima divenuto il gran parte artificiale, poi totalmente artificiale, infine completamente inutile. Tutto il romanzo è pervaso dal mistero dell'inspiegabile significato del monolito, apparso prima sulla terra, poi sulla luna, quindi su una luna di Saturno, e poi chi sa dove. Al contrario del film, il libro spiega più dettagliatamente l'origine del monolito ed il suo scopo, nulla togliendo però a quella sensazione di impossibilità a coglierne il pieno significato. E' un romanzo stupendo, che fa sognare e pensare tantissimo su quale potrà essere il possibile destino dell'intelligenza umana, su quali trasformazioni subirà l'uomo, nella mente e nel corpo (sempre che sia necessario conservarlo!!).

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  • 5

    克拉克帶我們穿越了科學,一點數學,最後來到哲學的邊界,在宇宙的前哨站發出一些感知的電波,呈現一場複雜而迷人的科幻預言。本書大概會成為我此生最愛的科幻小說,沒意外的話。

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  • 2

    Finalmente ho trovato un caso in cui il libro non è migliore del film.
    Per carità, la storia è interessante e la parte finale potrebbe essere bella, ma è scritta male, l'autore sembra un dilettante, n ...continue

    Finalmente ho trovato un caso in cui il libro non è migliore del film.
    Per carità, la storia è interessante e la parte finale potrebbe essere bella, ma è scritta male, l'autore sembra un dilettante, non uno scrittore.
    Il libro è stereotipato in alcune parti, piatto sempre (sia che si parli degli stati d'animo dei personaggi sia di un evento), non c'è spessore, quasi superficiale; ci sono pagine e pagine che non servono a nulla, nè per la trama nè per la caratterizzazione dei personaggi nè per sviluppare dei temi nè per nient'altro, come le pagine in cui si descrive tutto il viaggio di Floyd verso la Luna (di routine nell'epoca in cui è ambientata la storia), che avrebbero potuto essere sostituite da un " Floyd arrivò sulla Luna" senza perdere nulla, e che invece sono ben dettagliate perchè l'unico scopo è poter dire "guardate, questa è una storia fantascientifica!". Grazie, avevo già inteso.
    Il film è migliore e contrariamente allo squallido libro dev'essere stata una rivoluzione ai suoi tempi, ma considerato anche che dura due ore e mezza che potevano essere molto ridotte per i miei gusti, vederlo subito dopo aver finito il libro è stata una cattiva idea.

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  • 4

    NON SIAMO SOLI NELL’ETERNITÀ

    LETTO IN EBOOK
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    Leggere un libro o vedere il film che ne è stato tratto è quasi sempre un’esperienza molto diversa. Vidi per la prima volta “2001 odissea nello spazio” poco dopo la sua ...continue

    LETTO IN EBOOK
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    Leggere un libro o vedere il film che ne è stato tratto è quasi sempre un’esperienza molto diversa. Vidi per la prima volta “2001 odissea nello spazio” poco dopo la sua uscita in Italia, dunque quando ero ancora bambino e fu il film che più mi ha impressionato in tutta la mia vita. Certo le emozioni di un bambino sono molto diverse da quelle di un adulto, ma ancora mi porto dentro certe immagini di quel film, visto quando avevo forse sei o otto anni. Incredibilmente a impressionarmi tanto fu la sua velocità: la velocità con cui si passava dalla scena con gli uomini primitivi agli scenari spaziali, ma, soprattutto, la velocità con cui passava il tempo per il protagonista una volta raggiunto il monolite su Saturno. Non ricordavo, dal film, che fosse in realtà su uno dei suoi satelliti, Giapeto. L’invecchiamento del protagonista rimase a lungo il mio incubo prediletto.
    Ho scritto che “incredibilmente” del film mi impressionò la velocità, perché rivedendolo anni fa, da adulto, ne notai l’incredibile lentezza!
    Il cinema nel frattempo era cambiato molto! I ritmi dei film degli anni ’60, oggi ci paiono terribilmente lenti, anche di un film come questo, che segnò un grande passo avanti verso il cinema moderno, con i suoi effetti speciali.
    Oggi ho finito di rileggere il romanzo scritto dall’inventore britannico Sir Arthur Clarke e pubblicato nel 1968. Si tratta di un’opera nata assieme al film, di cui Clarke curava la sceneggiatura per il regista Stanley Kubrick, ispirandosi al proprio racconto “La sentinella”. Un romanzo nato in tal modo dovrebbe allora essere molto simile al film, ma i due mezzi sono così diversi che le due storie differiscono non poco, nonostante la trama comune. Diverse sono le emozioni che generano.
    Sono vari anni che ho visto il film, per cui la memoria potrebbe ingannarmi, ma non ricordo che nel film venisse spiegato come nel libro il modo in cui il monolite interagiva con i così detti uomini-scimmia, facendo esperimenti con loro, fino a portarli a scoprire come manipolare gli oggetti.
    Anche l’attraversamento del monolite sul satellite di Saturno fu reso da Kubrick grazie a effetti visivi all’epoca di grande impatto mentre nel romanzo vi è una maggior speculazione “filosofica”, se così si può dire. In sostanza il film è più indeterminato e lascia maggior spazio alle ipotesi. Questo se vogliamo è quasi strano, perché di solito si dice che è il romanzo a lasciar più spazio all’immaginazione, dato che tocca al lettore tradurre le parole in immagini. Questa presumo sia la grandezza di registi come Kubrick, che fanno del cinema “letteratura”.
    Una cosa che film e romanzo hanno in comune è una descrizione secondo me troppo prolissa della stazione spaziale e delle manovre dell’astronave. Clarke, come altri autori di fantascienza con formazione scientifica, ha il difetto di voler mettere nei suoi libri troppe descrizioni tecnico-scientifiche, che con il progredire delle conoscenze rischiano di diventare superate e che comunque annoiano chi non sia un fisico o un chimico.
    Comunque è un romanzo con ben tre parti di un notevole fascino: l’incontro degli uomini primitivi con il primo monolite, la follia del computer Hal 9000 e l’attraversamento di quella sorta di warm-hole che pare essere il monolite giapetiano. Tre episodi che da soli riscattano tutte le debolezze del romanzo che, sebbene breve, avrebbe potuto essere scremato di varie parti.
    In ogni caso un libro e un film da cui non si può prescindere: due classici da conoscere anche se non si amano.

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  • 4

    Muy recomendable para los que no entendieron la película

    Este es un libro que atrapa desde el principio, aunque juega con la baza a su favor de que casi todo el mundo ha visto o conoce la película de Kubrik. Y que pocos la entendieron. La novela de Clarke e ...continue

    Este es un libro que atrapa desde el principio, aunque juega con la baza a su favor de que casi todo el mundo ha visto o conoce la película de Kubrik. Y que pocos la entendieron. La novela de Clarke esclarece los puntos más abstrusos de la versión cinematográfica, pero con un lirismo y conocimiento de la materia muy naturales, entendibles por (casi) todo el mundo. No debe faltar en la estantería de todo buen aficionado a la sci-fi.

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  • 4

    Forma è sostanza

    La sostanza di questo romanzo è il silenzio interstellare e la sensazione di allontanamento inesorabile da ciò che è familiare, approssimandosi all'Ignoto. La forma è splendidamente cristallina, come ...continue

    La sostanza di questo romanzo è il silenzio interstellare e la sensazione di allontanamento inesorabile da ciò che è familiare, approssimandosi all'Ignoto. La forma è splendidamente cristallina, come la notte interstellare. Una roba che trovo spesso in autori british.
    Finale stucchevole. Lo preferisco all'osannato film, cui manca la compattezza del romanzo.

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