20th Century Ghosts

By

Publisher: Harper Paperbacks

3.9
(236)

Language: English | Number of Pages: 336 | Format: Mass Market Paperback | In other languages: (other languages) German , Spanish , Italian , Swedish , Portuguese

Isbn-10: 0061147982 | Isbn-13: 9780061147982 | Publish date: 

Preface Christopher Golden

Also available as: Paperback , Hardcover , Audio CD , eBook , Others

Category: Fiction & Literature , Horror , Science Fiction & Fantasy

Do you like 20th Century Ghosts ?
Join aNobii to see if your friends read it, and discover similar books!

Sign up for free
Book Description

Imogene is young, beautiful... and dead, waiting in the Rosebud Theater one afternoon in 1945...

Francis was human once, but now he's an eight-foot-tall locust, and everyone in Calliphora will tremble when they hear him sing. . . .

John is locked in a basement stained with the blood of half a dozen murdered children, and an antique telephone, long since disconnected, rings at night with calls from the dead. . . .

Nolan knows but can never tell what really happened in the summer of '77, when his idiot savant younger brother built a vast cardboard fort with secret doors leading into other worlds. . . .

The past isn't dead. It isn't even past. . . .

Sorting by
  • 4

    Nel complesso davvero una bella raccolta di racconti, alcuni horror altri meno. Scritti in maniera magistrale e in certi versi introspettivi. Di seguito i voti di ogni singolo racconto:

    Best New Horro ...continue

    Nel complesso davvero una bella raccolta di racconti, alcuni horror altri meno. Scritti in maniera magistrale e in certi versi introspettivi. Di seguito i voti di ogni singolo racconto:

    Best New Horror: ***** Davvero un bel racconto dell'orrore; di quelli scritti bene e che ti tengono incollato alla storia fino all'ultima pagine. Inquietante al punto giusto.

    Un fantasma del Ventesimo Secolo: **** Racconto niente male, sicuramente non una storia di fantasmi convenzionale.

    Pop Art: *** All'inizio non comprendevo l'assurdità di un uomo-palloncino; ho cercato di capire le piccole metafore del racconto e spero di esserci riuscito in qualche modo. Comunque il racconto anche se non mi ha colpito particolarmente non è affatto male.

    Il canto della locusta: ** Racconto fondamentalmente splatter; troppo da film horror in bianco e nero, senza una trama coinvolgente. Non mi è piaciuta l'idea di base e dove porta nel finale. La locusta assassina...

    I ragazzi Van Helsing: ***** Racconto stupendo! interessante la trama, i risvolti e il finale è un capolavoro. Pensare a cosa accade ad Abraham Van Helsing dopo la lotta contro il Conte Dracula nel modo in cui ha fatto Joe Hill è geniale.

    Meglio che a casa:** Racconto che no ha nulla a che vedere con l'horror o il fantasy in generale. Ho trovato la storia insipida, come se ti aspetti qualcosa e poi non accade niente.

    Il telefono nero:*** L'idea è bella. L'inquietudine di una storia di rapimento, la possibilità di una miriade di situazioni angoscianti permette di avere un grande potenziale; potenziale che non viene sfruttato al massimo e il finale tende a deludere un po.

    Tra due basi:**** L'idea è ottima, prevedibile ma ottima. Il modo in cui è scritto il racconto ti prende, l'unico difetto è il finale o, per meglio dire, il non finale.

    il mantello: **** Racconto niente male che nel finale fa il suo dovere.

    L'ultimo respiro: *** Bella l'idea, interessanti i risvolti nel finale.

    Il bosco fantasma: ** Troppo breve per definirlo un racconto; hai poco tempo per affezionarti alla storia e far parte di essa.

    La colazione della vedova: **** Ottimo racconto scritto in maniera magistrale. Finale interessate.

    Bobby Conroy ritorna dal mondo dei morti: ***** Anche se il titolo del racconto può ingannare la storia non è horror, ma nonostante tutto è molto carina.

    La maschera di mio padre: **** Racconto davvero strano che ti lascia stordito nel finale. Non so se abbia un significato specifico intrinseco o meno, sicuramente da rileggere più volte.

    Ricovero volontario: ***** Forse tra i migliori racconti di questa raccolta. Inquietante e dall'idea originale.

    Ringraziamenti: ***** i ringraziamenti sono una genialata. Ti permettono di renderti conto del perché dell'immagine di copertina.

    said on 

  • 5

    Davvero bello

    Una raccolta di racconti degna del figlio del Re :)
    A parte gli scherzi, grandi racconti intervallati da storie un pochino più anonime, ma pur sempre godibili. Alcune storie sono assolutamente brillan ...continue

    Una raccolta di racconti degna del figlio del Re :)
    A parte gli scherzi, grandi racconti intervallati da storie un pochino più anonime, ma pur sempre godibili. Alcune storie sono assolutamente brillanti (una su tutte, Pop Art) altre sconvolgenti (Il Telefono Nero, Ricovero Volontario) e meritano di essere lette. Bravo, Joe! Consigliato.

    said on 

  • 0

    Racconti originali tra alti e bassi

    ma sempre meritevoli. Non tutti parlano di fantasmi in senso lato, Joe Hill mi piace anche per questo, mai darlo per scontato.

    said on 

  • 2

    Smentita di "Talis pater, talis filius"

    Ho comprato questo libro x la curiosità di leggere i racconti del figlio di Stephen King e scoprire se Joe abbia ereditato il talento paterno. Nella presentazione non si fa cenno all’illustre genitore ...continue

    Ho comprato questo libro x la curiosità di leggere i racconti del figlio di Stephen King e scoprire se Joe abbia ereditato il talento paterno. Nella presentazione non si fa cenno all’illustre genitore, ma poiché la cosa è nota, lo pseudonimo è un vezzo che non evita il confronto. Raramente i figli d’arte superano i genitori, e qui purtroppo la somiglianza è solo nella foto sul rivolto di copertina. Il tema generale è lo stesso, horror, thriller, soprannaturale, fantasy, con un tocco innovativo nei finali a sorpresa, ma anche tanto, troppo splatter. Colpisce il contrasto fra la delicatezza e la sensibilità di alcuni racconti sul tema surreale e paranormale e il cattivo gusto da film del terrore di serie B di altri. Il confine tra horror e splatter è sottile e Joe non ha la capacità di Steve di affascinare descrivendo la banalità del quotidiano. Il filo conduttore è abbastanza monocorde: i protagonisti sono quasi tutti adolescenti disadattati o ritardati mentali. Sono racconti sgradevoli che creano disagio, ma non avvincenti. Hill non scrive bene di horror: la cattiveria è infantile e forzata. Molte sono le storie da fuoco di campeggio estivo dei Lupetti, ma una è un’autentica gemma: Pop Art. Per una strana mutazione genetica Art ha il corpo di un pupazzo gonfiabile, ma agisce e pensa come un ragazzo. Storia surreale e delicata sulla diversità e il rispetto reciproco venato di piacevole ironia. Uno dei migliori racconti mai letti. Poi, da 4/5: Un fantasma del ventesimo secolo, delicata storia attraverso due generazioni; Il telefono nero: un ragazzino è rapito da un serial killer, ma un vecchio telefono scollegato porta la voce dei morti ed un prezioso consiglio; Il bosco fantasma: e se anche gli alberi potessero diventare fantasmi? Delicato fantasy di una pagina; Ricovero volontario: un ragazzo difficile ha un fratello ritardato che fabbrica in cantina inquietanti bellissime e gigantesche costruzioni con i cartoni. Un labirinto di cartone è anche magico.

    said on 

  • *** This comment contains spoilers! ***

    0

    [Lettura in corso]
    Best New Horror: Wow. Ottimo aggancio. Stilisticamente impeccabile, le immagini erano vivide e reali, mi è piaciuta l'idea del racconto-nel-racconto, e il loop che ne deriva. E il f ...continue

    [Lettura in corso]
    Best New Horror: Wow. Ottimo aggancio. Stilisticamente impeccabile, le immagini erano vivide e reali, mi è piaciuta l'idea del racconto-nel-racconto, e il loop che ne deriva. E il finale. Wow.
    Un Fantasma del Ventesimo Secolo: poetico più che spaventoso, con un finale dolceamaro che pareva quasi un remake soprannaturale di Nuovo Cinema Paradiso; un vecchio mondo che sta morendo, e una ragazza il cui destino l'ha costretta a rinunciare ai suoi sogni che intesse una tela per mantenerlo in vita. Wow.
    Pop Art: l'ho capito? No. Mi è piaciuto? Sì, ma mi sa che dovrò rileggerlo quando sarò più vecchia e più saggia. Punto a favore: Hill è così bravo che ho smesso di considerare assurda l'idea di una persona gonfiabile dopo poche righe. È diventata semplicemente reale, la mia sospensione dell'incredulità non ha vacillato neanche un secondo.
    Il Canto della Locusta: WTF?!
    I ragazzi Van Helsing: curioso. Non ho capito dove volesse andare a parare fino al finale, forse anche perché Dracula l'ho letto veramente troppi anni fa. Ma è guardato da una prospettiva interessante, e lascia un finale aperto all'interpretazione.
    Meglio che a casa:[...]
    [IN CORSO]

    said on 

  • 3

    Due racconti salvano la baracca....

    I racconti che salvano da un rovinoso tracollo questa raccolta sono "La maschera di mio padre" e "Ricovero volontario" che da soli riescono a risollevare il giudizio non certo lusinghiero su tutti gli ...continue

    I racconti che salvano da un rovinoso tracollo questa raccolta sono "La maschera di mio padre" e "Ricovero volontario" che da soli riescono a risollevare il giudizio non certo lusinghiero su tutti gli altri...
    Non che lo stile o le idee facciano difetto al figlio del Re ma a volte si ha l'impressione che dietro ad un ottima idea ci sia uno svolgimento da classico "compitino" se non addirittura pedestre (Pop art, il canto della locusta, Bobby Conroy torna dal mondo dei morti) gli ultimi due racconti a mio avviso sono eccezionali, ben scritti, stranianti, con atmosfere abbastanza malsane da catturarti letteralmente dentro le pagine (soprattutto "La maschera di mio padre).
    Tutti i rimanenti o raggiungono a malapena la sufficienza o ne restano ben lontani ("Un fantasma del Novecento" raramente ho letto un racconto più banale)
    Insomma, le vette compositive del padre negli anni della sua giovinezza restano al momento ben lontane...

    said on 

  • 4

    Ah, l'evoluzione della specie, che bella cosa!

    Una bellissima raccolta di racconti, non tutti horror ma sempre molto inquietanti. Joe Hill mi piace molto! Ricorda la bravura di King e mi azzardo a dire che è forse pure un passo avanti al padre. Ki ...continue

    Una bellissima raccolta di racconti, non tutti horror ma sempre molto inquietanti. Joe Hill mi piace molto! Ricorda la bravura di King e mi azzardo a dire che è forse pure un passo avanti al padre. King ha due grandi difetti, a mio parere, è spesso prolisso e non è forte sui finali, cosa che invece a Hill riesce terribilmente bene in questi racconti.

    said on 

Sorting by