2666

Por

Editor: Companhia das Letras

4.4
(842)

Language: Português | Number of Páginas: 852 | Format: Paperback | Em outros idiomas: (outros idiomas) Spanish , English , French , Dutch , Italian , Swedish , German , Czech

Isbn-10: 8535916482 | Isbn-13: 9788535916485 | Data de publicação:  | Edition 1

Também disponível como: Others

Category: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers , Travel

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Descrição do livro
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  • 3

    Non so bene come giudicarlo. Sicuramente né una né cinque stelline.
    Se tornassi indietro, però, non credo rileggerei questo libro (forse un altro di Bolaño sì, ma questo no). Per cui stiamo bassi.

    P.S ...continuar

    Non so bene come giudicarlo. Sicuramente né una né cinque stelline.
    Se tornassi indietro, però, non credo rileggerei questo libro (forse un altro di Bolaño sì, ma questo no). Per cui stiamo bassi.

    P.S. È il primo libro della Adelphi in cui ho trovato un certo numero di refusi...

    dito em 

  • 2

    La scrittura, sì, è da capolavoro e alcuni brani sono notevoli, niente da ridire. Ma il libro nel complesso mi ha stremato piuttosto inutilmente. Con uno stile così potente si può scrivere di tutto, m ...continuar

    La scrittura, sì, è da capolavoro e alcuni brani sono notevoli, niente da ridire. Ma il libro nel complesso mi ha stremato piuttosto inutilmente. Con uno stile così potente si può scrivere di tutto, ma qui c'è talmente di tutto che il tutto diventa niente. Secondo me, si è perso.

    dito em 

  • *** Este comentário contém <i>spoilers</i>! ***

    4

    Libro immenso, circolare, cinque storie diverse eppure collegate, scrittura ondivaga ampie digressioni quasi sempre funzionali. Nonostante tutto non ci si perde e si rimane presi non tanto per sapere ...continuar

    Libro immenso, circolare, cinque storie diverse eppure collegate, scrittura ondivaga ampie digressioni quasi sempre funzionali. Nonostante tutto non ci si perde e si rimane presi non tanto per sapere come va a finire (non va a finire) quanto per chiudere i paragrafi.

    dito em 

  • 5

    Capolavoro.

    Straripante capolavoro. Come qualcuno ha scritto giustamente qui sotto: "enorme in tutti i sensi". Centinaia, migliaia di storie e personaggi tenuti insieme da un filo conduttore che si perde, si ritr ...continuar

    Straripante capolavoro. Come qualcuno ha scritto giustamente qui sotto: "enorme in tutti i sensi". Centinaia, migliaia di storie e personaggi tenuti insieme da un filo conduttore che si perde, si ritrova, si frammenta, diventa infinito e alla fine, ma proprio alla fine, si ritrova nuovamente. Ogni piccola parte di cui è composto questo libro ti entra dentro per restarci. Inarrestabile e irrisolto, magnificamente irrisolto, superbamente irrisolto, giustamente irrisolto, come la vita stessa. "2666" dimostra che in mano a un grande scrittore tutto può diventare grande letteratura. Caldamente consigliato a chi ama i libri e a chi adora perdersi dentro ai libri.

    dito em 

  • 5

    Torrenziale, infinito, bellissimo, fantastico, etc. etc. Ha un solo grande difetto, oltre alla mole, che non svelo per evitare spoiler. Leggetelo!!!!

    dito em 

  • 5

    Spaventosamente imperfettibile.

    Il mio romanzo preferito di Roberto Bolaño è e resta “I detective selvaggi”.

    In “2666” Bolaño dimostra di possedere totalmente l’arte della scrittura. La bellezza del romanzo è indubitabile, sarà stat ...continuar

    Il mio romanzo preferito di Roberto Bolaño è e resta “I detective selvaggi”.

    In “2666” Bolaño dimostra di possedere totalmente l’arte della scrittura. La bellezza del romanzo è indubitabile, sarà stato il completo dominio che Bolaño ha della sua materia narrativa a non avermi conquistato come mi ha conquistato in “I detective selvaggi”.

    In “2666” c’è un Bolaño a cui non si può insegnare nulla sulla scrittura che tutto può racchiudere, non per questo mettendo fine a qualcosa. In “I detective salveggi” c’è un Bolaño che vuole scoprire fin dove si può sconfinare, con la scrittura.

    E dopo i romanzi generati dalla vita di Benno von Arcimboldi, ora mi resta da immaginare quelli che Bolaño avrebbe potuto generare intorno agli altri scrittori tedeschi inventati. “2777” su Gustav Heller, “2888” su Rainer Khul, “2999” su Wilhalm Frayn, per raccontare ogni luogo e ogni tempo attraverso l’invenzione di uno scrittore.

    Io di mio andrò a scoprire chi sono Anna_Seghers, Lion Feuchtwanger, Johannes Becher, Ricarda Huch, Oskar Maria Graf.

    Gli scrittori spagnoli e tedeschi contemporanei che nomina Bolaño li conosco, i francesi no, quindi leggerò Pierre Michon e Olivier Rolin. Nomi di scrittori italiani non mi sembra ne abbia fatti.

    Benito Juárez, per chi volesse saperlo, è stato il primo presidente indio del Messico e del continente tutto.

    E per chi non ha tempo o non sa trovare la voglia, che legga da pagina 811 a pagina 829 le gesta di Leo Summer, per capire come Bolaño sia riuscito a condannare chiunque non lo legga.

    dito em 

  • 5

    La vita, l'universo e tutto quanto

    La prima cosa che voglio dire su questo romanzo è che non finisce. E questo non significa solo che è un romanzo dal finale aperto, ma che l'opera in sé è virtualmente infinita. Bolaño racconta come se ...continuar

    La prima cosa che voglio dire su questo romanzo è che non finisce. E questo non significa solo che è un romanzo dal finale aperto, ma che l'opera in sé è virtualmente infinita. Bolaño racconta come se avesse intenzione di narrare ogni cosa, ogni singola cosa del nostro mondo, presente, passato e futuro, ogni oggetto esistente, ogni spazio e luogo. E' cose se qualcuno si fosse fitto in mente di descrivere ad uno ad uno ogni granello di sabbia del deserto.
    Praticamente da ogni momento del romanzo potrebbero generarsi infinite trame, come da un punto si dipartono infinite rette. E l'ambizione mostruosa è quella di raccontare quante più rette sia possibile, ambizione convulsa e affamata. Affamata di realtà, di storie, di mondi, di processi, di vita e di morte, di dolore, disperazione, risate, sesso, sogni, incubi, illusioni...
    Una cosa così potrebbe finire per sfiancare il più paziente dei lettori, e invece dopo quasi mille pagine di narrazioni e digressioni, chiudi il libro e la fame non si è saziata.
    Il fatto è che Bolaño è un mago dalla scrittura ipnotica. A me gli occhi, ti dice, tu lo guardi e sei soggiogato. Ti porta dove gli pare, verso luoghi dove, non solo non sei mai stato, ma dove non saresti mai voluto andare. E invece di esserne nauseato, lo ripeto, ne vorresti ancora.
    Credo che ogni scrittore di romanzi si prefigga segretamente di scrivere un'opera totale, perché il romanzo in fondo vorrebbe essere la forma finita dell'infinito. Naturalmente questa totalità non è che un ideale, a cui ci si può solo indefinitamente avvicinare. 2666 questa totalità la sfiora, non dirò più di qualsiasi romanzo abbia mai letto, ma sicuramente in un modo tra i più originali e visionari. Il fatto è che Bolaño non ci prova neppure a creare una sintesi della complessità del mondo, piuttosto si abbandona ad essa e in essa si immerge, con un coraggio che lascia senza fiato. Ed il miracolo è che non ne viene ingoiato, perché in un qualche modo, assolutamente rocambolesco, la controlla. Lo fa con una scrittura meticolosa e precisa, apparentemente oggettiva, ma che restituisce una realtà deformata, onirica, come immersa in un perenne incubo.
    Tutto questo, però, non è fine a se stesso, intendo che 2666 non è un autocompiaciuto esercizio di stile. E' invece un romanzo profondamente etico, che tratta del male in modo lucido e spietato, e nonostante l'apparente oggettiva freddezza, lo sguardo è disperatamente solidale con l'innocenza violata e il dolore inesauribile del mondo.
    Va bene, non è una lettura amena, non è il libro che consiglierei di leggere sotto l'ombrellone, non solo non è facile, non è neppure lontanamente piacevole. Ma è un'esperienza, estetica ed etica. E vale la pena.

    dito em 

  • 0

    Un romanzo fondamentalmente è una serie di informazioni che l'autore struttura col suo stile personale in maniera da raccontare una serie di avvenimenti, i personaggi che li vivono e gli ambienti in c ...continuar

    Un romanzo fondamentalmente è una serie di informazioni che l'autore struttura col suo stile personale in maniera da raccontare una serie di avvenimenti, i personaggi che li vivono e gli ambienti in cui si svolgono.

    "2666" asciugato all'essenza del romanzo così definito occuperebbe una trentina di pagine. Tutto il resto, le altre 970 pagine e rotti, è costituito da informazioni non essenziali che non aggiungono niente né ai personaggi, né alla storia, né agli ambienti.

    Si può leggere un libro così? No e infatti non so come abbia fatto a resistere centocinquanta pagine.

    Una grande tritata di palle. Almeno, questo è il mio punto di vista, poi....

    dito em 

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