3096 giorni

Di

Editore: Bompiani/Rcs

3.9
(514)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 295 | Formato: eBook | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Francese , Chi tradizionale , Spagnolo , Norvegese , Svedese , Olandese

Isbn-10: 8858704703 | Isbn-13: 9788858704707 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: F. Gabelli

Disponibile anche come: Paperback , Altri

Genere: Biografia , Criminalità , Non-narrativa

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Descrizione del libro
Natascha Kampush ha dieci anni quando viene rapita. Troverà la libertà dopo 3096 giorni, oltre otto anni dopo, riuscendo a fuggire dall'appartamento in cui veniva segregata. Il rapitore, disperato per l'abbandono, si suicida. Il loro non era, infatti, un "semplice" rapporto di violenza e sottomissione. Tutta la lunga prigionia alterna momenti di violenza a momenti di tenerezza. Il rapitore vede crescere Natasha, la vede trasformarsi da bambina a ragazza. Le concede a un certo punto di uscire dalla cantina in cui era rinchiusa, per salire nell'appartamento di lui e farsi un bagno, talvolta invitandola nel suo letto per avere affetto e tenerezza, ma poi la picchia e la umilia, arrivando a negarle il cibo. L'atteggiamento dell'uomo (che per altri versi le concede di disegnare, di usare il computer) è simile a quello del mitico Pigmalione, disgustato dalle donne reali e deciso a costruirsene una perfetta con le proprie mani. Il loro lungo rapporto va avanti cos" per più di otto anni: Natasha riesce evidentemente ad avere un ascendente su di lui, in un rapporto di dipendenza reciproca che gli psichiatri conoscono. Fino a che Natasha, dopo molte riflessioni, decide di "abbandonarlo" e di fuggire, trovando finalmente la libertà e, lentamente, una sua nuova vita. Quasi normale.
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  • 4

    Entführung ein Leben

    Recensire questo libro significherebbe recensire un incubo.
    Non desidero farlo, nel rispetto della vittima.
    Non c’entrano i metodi di scrittura, la scorrevolezza delle frasi, la capacità di portare co ...continua

    Recensire questo libro significherebbe recensire un incubo.
    Non desidero farlo, nel rispetto della vittima.
    Non c’entrano i metodi di scrittura, la scorrevolezza delle frasi, la capacità di portare con sé il lettore. No.
    È un libro. Una biografia. La storia di un orrore che ha segnato Natascha Kampusch per sempre.
    Punto.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    IIncredibile che inferno che ha passato...

    Questo è la prima autobiografia che leggo in vita mia, ma avendo seguito con attenzione i fatti di allora, ero molto curiosa di sapere la sua storia.
    Non sarà facile per me mettere tutto su carta, ma ...continua

    Questo è la prima autobiografia che leggo in vita mia, ma avendo seguito con attenzione i fatti di allora, ero molto curiosa di sapere la sua storia.
    Non sarà facile per me mettere tutto su carta, ma naturalmente ci provo.
    Per chi non conoscesse i dettagli del caso:
    Nel 1998 una ragazza di 10 anni viene rapita e tenuta in prigionia da uno psicopatico per 8 lunghi anni, finché non le riesce di scappare da questo incubo.
    Il libro è scritto molto bene, è scorrevole ed è molto dettagliato. Mi ha fatto emozionare, ma anche riflettere su tanti aspetti: dalla famiglia alla società in cui viviamo; su cosa non facciamo per mantenere una facciata integra e ingannare la gente. E sono rimasta a bocca aperta quando ho letto in che modo sono state seguite le indagini sul suo rapimento. Se le forze di polizia fossero state meno negligenti a raccogliere le informazioni, questa storia avrebbe potuto finire molto prima.
    Natascha ti fa vivere la sua prigionia tramite le sue parole e in alcuni parti sono rimasta scioccata leggendo dei maltrattamenti che ha dovuto subire, e mi sono chiesta come un essere umano potesse sopravvivere a un tale Inferno? E’ stata molto coraggiosa, e ha avuto una forza di volontà immensa.
    Ammiro questa ragazza che non solo ha saputo affrontare 8 anni di torture sia fisiche che psichiche, ma è anche riuscita ad andare oltre il semplice concetto del Bene e del Male.
    Ha rielaborato questa terribile esperienza con lucidità e obiettività.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    Se non l'hai vussuto non puoi permetterti di giudicare

    La rabbia e l'impotenza che ho provato durante la lettura del testo è indescrivibile!
    Ho letto anche delle interviste risalenti al 2013 in cui Natascha dichiara di avere avuto rapporti sessuali con il ...continua

    La rabbia e l'impotenza che ho provato durante la lettura del testo è indescrivibile!
    Ho letto anche delle interviste risalenti al 2013 in cui Natascha dichiara di avere avuto rapporti sessuali con il rapitore, particolare fondamentale che Natascha ha omesso, per motivi personali,
    Nonostante questa omissione il libro è ugualmente raccapricciante!
    Mi sono fatta una idea, per sommi capi di come ci si possa sentire ad essere così ferocemente strappati dalla propria vita e dalla propria libertà ma non mi sento ingrado di giudicare i suoi comportamenti soprattuto il legame psicologico creato inconsciamente con Prilopil.
    La lettura è consigliata ai più curiosi!

    ha scritto il 

  • 0

    3096 giorni

    Ogni libro risponde ad una domanda implicita.
    questo libro risponde a questa: cosa avresti fatto se un uomo ti avesse rapito per otto anni, vessata, picchiata e violentata?
    In questi otto anni, dai 10 ...continua

    Ogni libro risponde ad una domanda implicita.
    questo libro risponde a questa: cosa avresti fatto se un uomo ti avesse rapito per otto anni, vessata, picchiata e violentata?
    In questi otto anni, dai 10 ai 18, l'autrice entra in ogni girone dell'inferno, dove Caronte è il rapitore.
    Un libro pesante, che fa riflettere. Un libro che ti lascia quel pizzico di curiosità sul perché, quando ne ha avuto la possibilità, non sia fuggita.
    Semplicemente perché è facile parlare quando siamo seduti su una poltrona a leggere, magari con della musica in sottofondo e qualcosa da sgranocchiare e bere...

    ha scritto il 

  • 0

    non ho dato stelle a questo libro perchè è impossibile giudicarlo sotto questo punto di vista....

    Ricordo con grande chiarezza il giorno in cui la tv diede la notizia della liberazione di Natasha.
    Ricordo la sua intervista con una camicia lilla e un viso che mi parve bellissimo.
    Questo dettaglio m ...continua

    Ricordo con grande chiarezza il giorno in cui la tv diede la notizia della liberazione di Natasha.
    Ricordo la sua intervista con una camicia lilla e un viso che mi parve bellissimo.
    Questo dettaglio mi inquietò.Strano pensiero il mio:come se la bellezza non potesse essere toccata dal male.......Quando ho scelto di leggere questa biografia sono stata spinta da quella curiosità, che a volte (ma è sempre e comunque troppo spesso) si ha nei confronti dei fatti di cronaca. Sottovalutando il violentissimo impatto emotivo che mi avrebbe causato.Spesso durante la lettura ho dovuto convincere la mia mente di non essere di fronte a un thriller,il mio personale vissuto non mi consentiva di accettare questa storia come una realtà.
    Anni segregata,picchiata,lasciata in balia della fame,abusata.
    Una vita che per quanto recuperata e recuperabile è violentata per sempre,fisicamente e psicologicamente......Un libro che che colpisce dritto al cuore....

    ha scritto il 

  • 2

    Voglio esprimere la mia opinione solo sulla scrittura, perché , essendo molto perplessa sul contenuto, e dovendo essere questo il resoconto di una storia vera, non mi permetto di giudicarlo. Lo stile ...continua

    Voglio esprimere la mia opinione solo sulla scrittura, perché , essendo molto perplessa sul contenuto, e dovendo essere questo il resoconto di una storia vera, non mi permetto di giudicarlo. Lo stile è quanto di meno adatto io abbia mai visto con un argomento del genere: piatto, monocorde, senza sfumature, senza partecipazione, la qual cosa può essere ammissibile per mantenere emotivamente le distanze, ma narrativamente riesce poco coinvolgente e convincente.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    Empowering, self-respectful and progressive. Natascha has shared a map for healing.

    Nota bene - I published this review elsewhere on February 11, 2016

    I have a read a number of captivity narratives and this one is by far the most profound, insightful, empowering, and aware.
    It still ...continua

    Nota bene - I published this review elsewhere on February 11, 2016

    I have a read a number of captivity narratives and this one is by far the most profound, insightful, empowering, and aware.
    It still haunts me in a way that few works have. Perhaps it is her candor. Perhaps it is her intelligence. Perhaps it is her steadfast will to honour humanity, in herself and others. All others. Perhaps it is the moving power of self-love and the belief in one's own self.
    To thine own self be true. Few words are as meaningful to those struggling to find themselves after experiencing oppression and trauma.
    She teaches us that that can be enough. If all the world is lost, there is still that inner spark: precious, inspiring, definitive and loving.
    If you believe in yourself, sometimes that can be enough.
    Natascha Kampusch's "full story of [her] ... abduction" contains not only the harrowing, agonizing account of her survival but reveals how her resilience, pragmatism, observational powers all contributed to her belief in herself and which eventually manufactured the opportunity for her courageous escape.
    To provide a glimpse into the elegant beauty of this young woman’s perspicacious mind, let me recount one moment in the memoir.
    There is a key moment years into her captivity when, starved of human feeling, she asked her captor for a hug.
    It seems so irrational and counter-intuitive that she would want this of the very person who violated her. But the human mind and heart know truth and love. In her request there is the brilliance of thousands of years of human evolution and survival, all working quietly, yet powerfully, deep within her.
    That request is nothing short of how the subconscious works: in desiring a hug, physical contact being so essential for human beings, it also in addition to giving Natascha some solace and connection to humanity did something remarkably similar to/for her captor. For in being asked to hug her – a request conveying nothing more than simple humanity from him and meaning that he was actually humanly capable of it- his own humanity was validated and confirmed. Is this not a message so desperately needed in our world? That those considered evil monsters could be transformed into loving beings by being themselves loved?
    The likes of the great Alice Miller taught decades ago that people like Hitler and Stalin were themselves abused children, whose feelings never were validated. That is why they took their vengeance out on the rest of the world, to get back at their own abusive parents. This is how sociopaths and psychopaths learn to operate in the world, by predation. And this is what probably happened in the case of Natscha's own captor.
    Natascha seems to intuitively have known this, just like she had come to learn before her abduction about the spate (or rings?) of other abductions that immediately preceded her own, as though she knew.

    Could it be that in the act of reaching out to her captor she was unwittingly causing the effects of trauma he experienced at the hands of abusive parents to thaw? Was that reaching out to him in effect the first step towards his own unravelling as a captor, freeing him to move into a sense of self-knowledge and self-love? I believe so. It is a fascinating possibility. If it is the case, it reveals how wrong punishment is for the long-term wellness of all societies.
    But there is more here, the author shows herself-in telling her story-to do so in a non-re-victimizing manner, non-exploitative and non self-demeaning way and in embracing her own humanity (and others) she blossoms into a powerful, breath-taking advocate for all victims-at all levels. She dismisses labels like Stockholm Syndrome as overly reductive and simplistic and makes a very convincing case of it, thank you very much.

    If you are expecting a book of binarisms, of polarized thinking and dichotomies where there are clever and neat little categories like bad and good, hero and villain, black and white, etc., go watch propaganda, however persuasively, entertainingly attired and presented-this is a nuanced work that exposes deep hypocrisies in her (and our) world. She tells us, "Nothing is all black or all white. And nobody is all good or all evil.” This is higher order and very perceptive thinking (Mellissa Fung’s ‘Under an Afghan Sky’ also touches upon this recognition). And society would do well to learn this lesson so that we can begin to fashion a new social language of honesty and humanity and in doing so to prevent in the future the poisonous circumstances that lead to all captivities and enslavements, at all levels.

    ha scritto il 

  • 0

    Mi hanno chiesto perché, con millemila libri che ho in libreria ad aspettarmi, io abbia scelto di leggere questo. Il sottinteso è che, voyerismo macabro a parte, da una storia del genere non si potess ...continua

    Mi hanno chiesto perché, con millemila libri che ho in libreria ad aspettarmi, io abbia scelto di leggere questo. Il sottinteso è che, voyerismo macabro a parte, da una storia del genere non si potesse prendere molto. Non è vero. E lo si capisce fin dalle prime pagine, quando Natasha Kampusch bimba, nella vita normale di tutti i giorni, risulta umiliata e vittima come lo sarà poi, nei maledetti 3096 giorni.
    Quello che mi ha spinto a leggere questo libro è esattamente quello che mi spinge a leggere libri di alpinismo estremo o di viaggi in solitaria nel deserto o per mare: la curiosità di capire come un essere umano di fronte alle privazioni più assolute possa sopravvivere, da dove ne tragga la forza.
    Io, paurosa di natura, leggo di questo tipo di esperienze e il come sia possibile andare avanti è un mistero, ma è di conforto. L'essere umano, benchè bambino, può.

    ha scritto il 

  • 4

    奧地利少女10歲就被綁匪抱走,18歲才逃離。

    太慘了!這位奧地利少女10歲就被綁匪抱走,18歲才逃離。在悲慘的監禁歲月中常常遭到毆打與飢餓,一個人被關在地牢中。在逃離之後,他寫下自己的遭遇,為自己發聲,並且重建自己。

    ha scritto il