A Coisa

Por

Editor: Objetiva

4.4
(8721)

Language: Português | Number of Páginas: 749 | Format: Paperback | Em outros idiomas: (outros idiomas) English , Spanish , Italian , German , Chi traditional , Swedish , Russian , Dutch , Turkish , Polish , Croatian , Czech

Isbn-10: 8573023104 | Isbn-13: 9788573023107 | Data de publicação: 

Translator: Louisa Ibañez

Category: Fiction & Literature , Horror , Science Fiction & Fantasy

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Descrição do livro
Foi em 1958, na pacata Derry, que eles aprenderam o real sentido de algumas palavras. Foi ao longo de junho de 1958, durante as férias escolares, que Bill, Richie, Stan, Mike, Eddie, Ben e Beverly descobriram o que significa amizade, amor, confiança e...medo. O mais profundo e tenebroso medo. Naquele verão, eles enfrentaram pela primeira vez a Coisa, um ser sobrenatural e maligno que deixa em Derry terríveis marcas de sangue. Quase trinta anos depois, eles voltam a se encontrar. Uma nova onda de terror avassala a pequena cidade e somente eles são capazes de enfrentar e vencer a Coisa. O tempo é curto. No entanto, eles vão até o fim, mesmo que isso signifique ultrapassar os próprios limites.
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  • 4

    Ora che mi sto riavvicinando a King mi sono accorta di non aver mai recensito uno dei suoi libri più famosi, che credo di aver letto ormai circa 10 anni orsono. Occorre rimediare!
    Il romanzo di formaz ...continuar

    Ora che mi sto riavvicinando a King mi sono accorta di non aver mai recensito uno dei suoi libri più famosi, che credo di aver letto ormai circa 10 anni orsono. Occorre rimediare!
    Il romanzo di formazione di un gruppo di ragazzini per eccellenza, con una pronunciata vena horror. Imperdibile per chi ha amato il telefilm Stranger Things! Il vecchio film invece non è all'altezza della carta, spero nel prossimo attualmente in realizzazione ^^

    dito em 

  • *** Este comentário contém <i>spoilers</i>! ***

    4

    Ho scoperto che quando sono impegnato nella lettura di un romanzo che mi piace veramente vivo l'idea di portarlo a termine in modo contraddittorio: leggo bulimicamente le pagine per arrivare alla conc ...continuar

    Ho scoperto che quando sono impegnato nella lettura di un romanzo che mi piace veramente vivo l'idea di portarlo a termine in modo contraddittorio: leggo bulimicamente le pagine per arrivare alla conclusione e, di pari passo, vivo ogni pagina come un'altra preziosa giornata consumata dal condannato a morte che attende la data dell'esecuzione. Finire un romanzo, un bel romanzo, è sempre un'esperienza vagamente luttuosa, ma per It è stata più che altro un'esperienza liberatoria. Questo al netto di una lettura bellissima, un testo scritto molto bene e in grado, se non di terrorizzare, quantomeno di solleticare un insensibile come me al genere letterario horror. King scrive un romanzo in cui la paura si manifesta in tutte le sue maschere: da quelle più sottili, di natura psicologica (bullismo, sesso pre-adolescenziale, genitori violenti...) o metafisica (devo riconoscere che l'immagine del clown che si manifesta a Ben in piedi sul canale ghiacciato con in mano i palloncini sospinti controvento mi ha smosso qualche peletto sulle braccia) ai cliché horror che un certo cinema anni 80' ci ha educati ad accettare passivamente (zombie, insetti, bulbi oculari, ragni, ombre nel buio, arti amputati e, ovviamente, cascate di sangue). L'universo di personaggi, storie, intrecci e paure ricreate nel romanzo è vasto e affascinante, ma anche dispersivo, arricchito da un'intreccio narrativo avvincente e ben architettato. King è una fucina di idee e forse il problema di It è un po' questo: ha la pretesa di inglobare più di quello che si può permettere per quella che è la sostanza della sua storia e di conseguenza si giunge alla fine appesantiti, direi grati di avercela fatta. La qualità della lettura è innegabile ma si è voluto raggiungere l'Olimpo del capolavoro con la quantità, con l'aggiunta di episodi e personaggi, se non addirittura di capitoli, un po' fini a sé stessi, compromettendo il risultato finale.

    dito em 

  • 3

    Potenzialmente bello, eccessivamente lungo

    Sicuramente uno dei libri più "importanti" di King. Personaggi ben costruiti, atmosfera tesa ed inquietante, narrazione scorrevole. I punti - per me - dolenti sono la narrazione e la struttura del lib ...continuar

    Sicuramente uno dei libri più "importanti" di King. Personaggi ben costruiti, atmosfera tesa ed inquietante, narrazione scorrevole. I punti - per me - dolenti sono la narrazione e la struttura del libro: 1300 pagine sono sicuramente troppe per la materia di It, che a mio parere non avrebbe chiesto più di cinquecento, seicento pagine al massimo. Non voglio dire che 1300 pagine siano troppe in generale, ma per questo libro, e quindi per questa storia e questa narrazione, probabilmente sì. Narrazione che ritengo prolissa e ricca di "punti morti" (un esempio: le molte pagine dedicate alla coltivazione dei campi di Mike Hanlon) che fanno pensare a un "riempimento" volontario, quasi che l'autore abbia voluto "scrivere tanto per produrre un mattone". Di conseguenza ne risente poi anche la struttura, che è fatta di capitoli secondari che hanno poi riscontro con la trama dei protagonisti solo per una minima parte. Sicuramente piacerà a chi ama leggere molto per molto tempo; ripeto ancora una volta che io - e magari solo io - ho trovato questo libro bello ma noioso, interessante ma sfiancante. Avrei preferito la lunghezza "standard" delle produzioni di King: quattro, cinque, seicento pagine.

    dito em 

  • 1

    C’è chi dice che questo libro è un capolavoro

    C’è chi dice che questo libro è un capolavoro, che parla delle paure di ognuno di noi, che riporta su carta i nostri pensieri più reconditi, traducendoli in una realtà che solo pochi riescono a esplic ...continuar

    C’è chi dice che questo libro è un capolavoro, che parla delle paure di ognuno di noi, che riporta su carta i nostri pensieri più reconditi, traducendoli in una realtà che solo pochi riescono a esplicitare…..
    Cavolate.
    Questo libro è una palla!
    Pagine e pagine di racconti che non si concretizzano in niente.
    Non ho visto il film e per tutta la prima parte del libro ho continuato a chiedermi come poteva esisterne una trasposizione cinematografica. Perché, di fatto… a parte l’immagine “mitica” del pagliaccio coi palloncini … c’è poco altro….
    Sarà che ultimamente ho letto pagine e pagine sprecate…sarà che l’horror (ma è davvero horror ?) non è il mio genere…sarà quel che sarà..ma io penso che non possa essere così faticoso leggere un libro…
    Secondo me, chiunque dica che lo ha letto, almeno 300-400 pagine le ha saltate…
    Ne dedurrete che anche io l’ho fatto…. Beh, no….quindi, forse, questa è una contraddizione in termini…. Però resta il fatto che mi sono annoiata a bestia! Dopo le prime 100 pagine, secondo me, tutto perde il suo senso…
    Di King avevo letto solo “La bambina che amava tom Gordon” e lo avevo trovato fantastico. Dopo It, non leggerò mai più niente di suo…scusate ma ho già dato…..
    Che il clown sia con voi!
    1 stella su 5

    dito em 

  • 5

    Quello che per me resta il più bel romanzo del Re compie trent'anni e non li dimostra affatto.
    Desideravo rileggerlo da molto tempo, anche se lo ricordavo benissimo nonostante lo avessi letto a dicias ...continuar

    Quello che per me resta il più bel romanzo del Re compie trent'anni e non li dimostra affatto.
    Desideravo rileggerlo da molto tempo, anche se lo ricordavo benissimo nonostante lo avessi letto a diciassette anni, proprio perché speravo di ritrovarne la magia e non mi ha deluso, anzi: mi sono ritrovata di nuovo nei Barren con il Club dei Perdenti, incollata alla pagina, ipnotizzata dal susseguirsi degli eventi, il passato e il presente che si intrecciano con precisione chirurgica, svelando al lettore la più appassionante storia mai raccontata.
    It non è un "romanzo dell'orrore", It è la più grande e realistica storia di amicizia, infanzia, crescita che sia mai stata raccontata.
    Ci sono tutto il coraggio e la paura che si possono provare da bambini, insieme a quel volersi bene totalizzante che nasce nel giro di due giorni, tipico di quell'eta, e c'è l'essere disposti anche a morire - e a morire davvero - per i propri amici, "che hanno costruito la propria casa nel tuo cuore".
    Grazie, zio Stephen.

    dito em 

  • 5

    Capolavoro per eccellenza di Stephen King, IT è la storia di sette ragazzini ambientata a Derry, piccola cittadina nel Maine. Il romanzo si sviluppa in due periodi diversi, nel 1958 e 1983, e la maest ...continuar

    Capolavoro per eccellenza di Stephen King, IT è la storia di sette ragazzini ambientata a Derry, piccola cittadina nel Maine. Il romanzo si sviluppa in due periodi diversi, nel 1958 e 1983, e la maestosità di King è stata di riuscire a scriverlo portando avanti i due periodi parallelamente per tutto il romanzo, senza una netta separazione tra i due, ma soprattutto senza che il lettore ne rimanga in qualche modo appesantito o confuso. IT è sicuramente un romanzo che merita di essere riletto più di una volta, e che alla fine di ogni lettura lascia un piccolo vuoto.

    dito em 

  • *** Este comentário contém <i>spoilers</i>! ***

    4

    Metodo narrativo meraviglioso come sempre (King non delude mai) ma gli ultimi capitoli mi hanno lasciata davvero perplessa. In tutto il libro si è accennato al primo incontro nelle fogne con It nel lo ...continuar

    Metodo narrativo meraviglioso come sempre (King non delude mai) ma gli ultimi capitoli mi hanno lasciata davvero perplessa. In tutto il libro si è accennato al primo incontro nelle fogne con It nel lontano 1958 e per tutto il libro ho atteso di sapere cos'era successo... lo si scopre solo negli ultimi capitoli... ma non me ne faccio una ragione! Come può quell'incontro essere finito in un'orgia tra dodicenni?! Ma cos'è??? E come può l'immortale It farsi uccidere da un gruppetto di trentenni disarmati che lo prendono per la lingua???

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    Stanno stretti sotto ai letti sette spettri a denti stretti

    Quasi per caso, mi sono trovata immersa in IT nel contesto perfetto per lasciarmi suggestionare a dovere: un albergo in riva al mare, ricoperto da minacciose nuvole grige, che crede ancora di vivere i ...continuar

    Quasi per caso, mi sono trovata immersa in IT nel contesto perfetto per lasciarmi suggestionare a dovere: un albergo in riva al mare, ricoperto da minacciose nuvole grige, che crede ancora di vivere i fulgenti anni ottanta, conditi da insalata russa e primi piatti flambè. Letteralmente un salto nel tempo, in quegli anni nei quali divoravo King e mi lasciavo trasportare senza nessun condizionamento in qualunque dimensione altra. Il problema è che oggi “altra” sono io e ritrovarmi in una storia come questa, mi ha suscitato tutta una serie di considerazioni che naturalmente non sarebbero state le stesse se lo avessi letto nell’estate dei sedici anni, allontanando il mio sguardo. Forse non sarebbero le stesse nemmeno per lo stesso King... La trama palleggia principalmente su due periodi precisi l’uno, il passato, è l’anno tra il 57 e il 58, nella provincia dell’America perbenista, l’altro, il presente, è nel 1985, nel moderno edonismo dell’era reganiana, ma sempre a Derry, nel Maine. Quello che più colpisce è lo spaccato sociale che riesce a disegnare perfettamente il Re per entrambi i due periodi, che si stagliano come due mondi completamente separati, ma identificabili con precisione. Sentire raccontare un viaggio in Concorde conduce ad uno status che nel 58 sarebbe stato fantascienza e che paradossalmente lo è anche oggi, perché non è più possibile viaggiare a quelle velocità, ma che esprime in un batter d’occhi la velocità e la modernità che cavalcavano gli anni Ottanta. Purtroppo, ieri e oggi, si rincorrono l’indifferenza, la paura, l’omofobia, il razzismo, le violenze domestiche… non c’è solo It ad animarle, ma anche gli uomini, gli adulti, quelli che It non vedono, ma che ad un tempo evidentemente li anima. Mi sono chiesta se King abbia voluto in un certo senso trovare il modo di esorcizzare il male, concentrandolo in un unico elemento, un qualcosa di preciso contro cui lottare, o abbia voluto dare un’arma alla fantasia, all’innocenza, all’amicizia, che era in tutto il gruppo di Bill Tartaglia, per eliminare dalla Terra tutto quello che c’è di negativo e dare una speranza all’umanità. Forse anche le mie sono semplicemente fantasie e tutto è stato pensato come un enorme ottovolante di momenti horror, drammatici e ironici, per puro ed unico divertimento, intrattenimento.
    Anche identificare il male con un luogo ha un che di salvifico. Solo tornando a Derry ci si può ricollegare al passato e ai propri ricordi, solo tornando al male, ma per continuare ad andare avanti, dimenticare è l’unica possibilità… non è quello che cerchiamo di fare tutti, seppellire il male? A King perdono ogni eccesso e ogni mostruosità, meno una: le sue scene di sesso (specie tra ragazzini). Esagerato su più fronti, anche nel creare filoni che si intrecciano e allentano e allungano il passo, nei quali è maestro, è un grande narratore, ma credo che il fantasma più grosso con cui abbia a che fare sia quello nella sua mente e mi piacerebbe tanto sapere come è nato il suo odio per i clown (che mi hanno sempre fatto tanta tristezza...ora un po’ meno :D).
    Lo vuoi un palloncino? I palloncini volano e anche tu volerai...qui sotto!

    [Non mi sono lasciata suggestionare? No, se non fosse che quando nel cuore della notte mi alzavo a far pipì (maledetti consommé!), senza accendere le luci mi chiedevo: e se dovesse spuntare It dal lavandino? Siamo seri… non sono a Derry!]

    dito em 

  • 5

    La coralità dell'esistenza

    Non avevo mai letto King avendolo sempre derubricato a "letteratura commerciale", quindi la mia sorpresa è stata ancora più grande nel trovarmi davanti a un capolavoro assoluto.
    "It" è, prima che un l ...continuar

    Non avevo mai letto King avendolo sempre derubricato a "letteratura commerciale", quindi la mia sorpresa è stata ancora più grande nel trovarmi davanti a un capolavoro assoluto.
    "It" è, prima che un libro dell'orrore, un panorama di esistenze, pensieri, luoghi. Nelle sue mille e più pagine scorrono i vissuti e le azioni dei protagonisti, prendendo per mano i nostri stessi pensieri e tirandoli letteralmente con loro nei cunicoli di Derry, in un ritmo narrativo che fa mancare il respiro.
    Niente da aggiungere, un capolavoro.

    dito em 

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