A Náusea

Por

Editor: Nova Fronteira

4.1
(4668)

Language: Português | Number of Páginas: 224 | Format: Mass Market Paperback | Em outros idiomas: (outros idiomas) English , Spanish , French , German , Italian , Catalan , Finnish , Polish , Norwegian , Basque , Dutch , Swedish

Isbn-10: 8520918751 | Isbn-13: 9788520918753 | Data de publicação:  | Edition 1

Category: Fiction & Literature , History , Philosophy

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Descrição do livro
"A Náusea", publicado originalmente em 1938, é o primeiro romance de Sartre. Nele estão presentes, de forma ficcional, todos os princípios do existencialismo que seriam mais tarde postulados em "O Ser e o Nada", principal obra filosófica do autor. Escrito sob a forma de diário íntimo, o autor constrói seu romance filosófico a partir dos sentimentos e da observação de ações banais de Antoine Roquentin, o protagonista, que, ao perambular por uma cidade desconhecida, é confrontado com o absurdo da condição humana.
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  • 3

    Antoine Roquentin...che pesantezza d'uomo!

    Ho fatto molta fatica a leggere questo libro e temo di non essere riuscito a comprenderlo o farlo mio appieno. Ne sono un po' dispiaciuto, perché avrei voluto apprezzarlo di più, o forse meritava di e ...continuar

    Ho fatto molta fatica a leggere questo libro e temo di non essere riuscito a comprenderlo o farlo mio appieno. Ne sono un po' dispiaciuto, perché avrei voluto apprezzarlo di più, o forse meritava di essere apprezzato di più. E' un libro dominato da uno spleen così forte da soffocarti. Ogni tanto afferravo riflessioni e stati d'animo davvero interessanti, ma poi il tutto si mischiava e veniva portato via dallo scorrere confuso dei pensieri del protagonista. Alla fine non sono riuscito a capire granché del sig. Roquentin. Chi è costui? Un depresso? Un folle? Un maniaco? Un nichilista? Non lo so, alla fine mi ha riempito la testa solo di irritazione per non essere riuscito a seguire il filo delle sue paturnie (ho sfogliato pagine senza capire nulla) e di un senso di nausea...ah già, proprio quella. E' un libro che, pur essendo di solo 200 pagine mi ha davvero nauseato

    dito em 

  • 5

    Sconvolgente.

    Uno dei tre-quattro libri che hanno cambiato il corso della mia vita interiore, che mi hanno spinto a cercare attraverso il Viaggio, facendone una ragione di vita, e attraverso cui ho rifiutato il Sis ...continuar

    Uno dei tre-quattro libri che hanno cambiato il corso della mia vita interiore, che mi hanno spinto a cercare attraverso il Viaggio, facendone una ragione di vita, e attraverso cui ho rifiutato il Sistema.

    dito em 

  • 3

    Entre ensayo y novela

    Una novela filosófica con mucho más de "ensayo" que de novela. Repleta de pensamientos que invitan a cuestionar la existencia y que te abren los ojos a nuevas perspectivas. Pero la estructura de novel ...continuar

    Una novela filosófica con mucho más de "ensayo" que de novela. Repleta de pensamientos que invitan a cuestionar la existencia y que te abren los ojos a nuevas perspectivas. Pero la estructura de novela deja mucho que desear. Esas mismas ideas brillantes, presentes en la novela, podrían haberse presentado en un ensayo, siendo, tal vez, más esclarecedores aún. Pesada y cansadora en gran parte.

    dito em 

  • 5

    Un diario interiore

    Questo libro è stato per me come una sfida con me stesso, perché mai avrei pensato che mi sarebbe piaciuto un testo così profondamente interiore e filosofico al tempo stesso. E invece mi è piaciuto mo ...continuar

    Questo libro è stato per me come una sfida con me stesso, perché mai avrei pensato che mi sarebbe piaciuto un testo così profondamente interiore e filosofico al tempo stesso. E invece mi è piaciuto molto, forse non mi conosco così bene come credevo. Roquentin altri non è che uno di noi, perché credo che tutti abbiamo vissuto momenti di solitudine estrema, rifugiati nel nostro disco preferito, in un progetto che poteva valere tutta, o quasi, la nostra vita, o nell'illusione di un amore ormai finito. Roquentin è simbolo della condizione umana, dell'uomo che ormai ha raggiunto un livello tale di benessere e intelligenza che non può far altro che finire in una Nausea perenne, accettando a fatica la propria stessa esistenza e il panico che a volte ne può derivare.

    dito em 

  • 4

    Lettura interessante e disorientante. Si é totalmente trasportati nella mente del protagonista e si dirige l'attenzione ora ai dettagli del mondo esterno, adesso alle circonvoluzioni del mondo interio ...continuar

    Lettura interessante e disorientante. Si é totalmente trasportati nella mente del protagonista e si dirige l'attenzione ora ai dettagli del mondo esterno, adesso alle circonvoluzioni del mondo interiore, fino ad oltrepassare la soglia del delirio. Dal momento in cui si prova lo sgomento della presa di coscienza dell'esistenza, si inizia a ruotare velocemente come l'ago di una bussola impazzita, fino alla confortante distensione delle pagine finali, che mi ha lasciato una sensazione di sollievo simile a quella provata portando a termine la lettura di "Il male oscuro" di Giuseppe Berto. Un romanzo che permette di percepire il vuoto. Il personaggio di Anny é detestabile.

    dito em 

  • 5

    L'aspettativa che avevo su questo romanzo-diario non ha coinciso perfettamente con le impressioni a posteriori: si tratta di una storia irregolare e assolutamente poco nauseante, che rispecchia l'epoc ...continuar

    L'aspettativa che avevo su questo romanzo-diario non ha coinciso perfettamente con le impressioni a posteriori: si tratta di una storia irregolare e assolutamente poco nauseante, che rispecchia l'epoca in cui fu scritta ma che parla alla nostra società se solo essa gli prestasse attenzione. Dopo la morte di tutte le illusioni, Sartre trova che l'arte potrebbe essere uno dei farmaci contro la dissoluzione individuale.

    dito em 

  • 4

    Di solito l'esistenza si nasconde.

    La Nausea è un romanzo scritto da Jean-Paul Sartre filosofo, scrittore, drammaturgo, critico letterario e attivista francese. Egli viene considerato uno dei più importanti esponenti dell‘Esistenzialis ...continuar

    La Nausea è un romanzo scritto da Jean-Paul Sartre filosofo, scrittore, drammaturgo, critico letterario e attivista francese. Egli viene considerato uno dei più importanti esponenti dell‘Esistenzialismo. Il romanzo è stato scritto nel 1932 e pubblicato nel 1938.
    Il libro è intriso di filosofia e più che un romanzo, lo si può considerare un diario scritto da Antoine Roquentin il protagonista.
    Proprio per queste sue caratteristiche – romanzo-diario ricco di filosfia – è difficile fornire una trama precisa, degna e dettagliata.
    L’intera vicenda si svolge a Bouville – città francese fittizia – dove Roquentin si è stabilito da tre anni per concludere ricerche storiche su un personaggio del settecento: il marchese di Rollebon. E’ proprio durante questo soggiorno a Bouville che Roquentin sperimenterà per la prima volta la Nausea: che dapprima si presenterà come semplice sensazione, ma che diverrà assoluta e inevitabile consapevolezza.
    La Nausea, come lo stesso Sartre intende, non è altro che consapevolezza della propria esistenza. Una cognizione che pervade completamente la persona e non solo: ogni cosa nel mondo suscita ribrezzo, tutto tocca e tutto opprime.
    Roquentin mi è sembrato un personaggio molto abitudinario: dorme, si sveglia, osserva, scrive, ascolta musica. Un giorno, però, prende coscienza della sue esistenza, capisce che la vita non è nulla di astratto ma è qualcosa che scorre dentro. Questa intima consapevolezza lo mette in profondo contatto con l’assurdità e l’incontrollabilità dell’esistenza. La Nausea non colpisce solo i sensi e la coscienza dell’individuo, ma anche tutto quello che lo circonda: gli oggetti quotidiani risultano esser pieni e gonfi di qualcosa che l’opprime e che lo disgusta, perdono ogni loro giustificazione, vengono spogliati di ogni aggettivo, di ogni abbellimento, per mostrare la loro vera e nauseante natura. L’individuo, nauseato dalla consapevolezza della propria esistenza, è solo, è stomacato dal mondo e incapace di agire nella maniera corretta. Solo un comportamento sembra poter porre un certo limite alla Nausea: la libertà delle proprie azioni. Accettare la libertà e, allo stesso tempo, l’imprevidibilità del proprio agire e, quindi, della propria esistenza. Prender coscienza che ogni cosa sul nostro cammino sia incontrollabile: tutto sfugge al nostro controllo perché la natura delle cose ha voluto e vuole così.
    Sartre, per il tutto il romanzo-diario, non fa altro che comunicare e sottolineare la disarmonia presente nel mondo e nella nostra vita e, a mio parere, questa idea è sostenuta egregiamente dalla narrazione. Difatti, durante il racconto, l’autore non segue nessuno schema fisso, ripetibile e prevedibile: alcuni giorni sembrano esser lunghissimi, quasi infiniti; altri, invece, son così corti da poter essere narrati e racchiusi in un sol rigo, ogni giorno deve esser vissuto per poterne misurare la sua effettiva durata.
    Sono rimasta terribilmente affascinata da questo libro, non solo perché il senso di nausea e di stordimento trasmessi dalla consapevolezza della propria esistenza vanno oltre qualsiasi tipo immaginazione; ma anche, soprattutto, perché lo trovo molto attuale. Il sentirsi soli anche quando si è tra una marea di gente, il riuscir a slegarsi dalla concezione che ogni momento della propria vita sia prevedibile, il rendersi conto di esser qualcuno e il sentir la propria esistenza vivere e scorrere dentro di noi, mi sembrano temi che rimangono ancorati al mondo nonostante le diverse epoche.
    Sicuramente un testo impegnativo ma per nulla pesante o tedioso, una lettura che consiglio per scoprire la meraviglia della nauseante consapevolezza dell’esistenza.

    dito em 

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