A Tale of Two Cities

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Publisher: PubOne

4.1
(1160)

Language: English | Number of Pages: 548 | Format: eBook | In other languages: (other languages) Chi traditional , Portuguese , Chi simplified , Italian , Spanish , Dutch , Catalan , Finnish , German , French , Turkish , Korean , Farsi

Isbn-10: 2819919944 | Isbn-13: 9782819919940 | Publish date: 

Also available as: Paperback , Hardcover , Audio Cassette , School & Library Binding , Mass Market Paperback , Library Binding , Audio CD , Others , Leather Bound , Unbound , Softcover and Stapled

Category: Fiction & Literature , History , Romance

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Book Description
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  • 5

    Romanzo storico ambientato tra Londra e Parigi, A tale of two cities narra in particolare le vicissitudini di una famiglia francese, i Manette, sullo sfondo della Rivoluzione francese e il periodo del ...continue

    Romanzo storico ambientato tra Londra e Parigi, A tale of two cities narra in particolare le vicissitudini di una famiglia francese, i Manette, sullo sfondo della Rivoluzione francese e il periodo del Terrore.
    Mi aspettavo molto, come sempre nel caso dello scrittore inglese, ma non avrei mai pensato di apprestarmi a leggere un altro suo capolavoro che personalmente si va a collocare tra i miei preferiti dell'autore. Credo che a livello stilistico e narrativo questo sia uno dei romanzi meglio riusciti allo scrittore inglese, sia per la trama perfettamente sviluppata sia per l'eccellente ricostruzione storica.
    Perchè proprio la parte storica rappresenta l'aspetto migliore del romanzo: le descrizioni sono minuziose e realistiche ma non per questo annoiano o fanno calare il ritmo della narrazione. La maniera in cui viene descritta la realtà sociale ed economica del popolo francese è quanto di più reale e crudo ci possa essere, ne vorrei citare un esempio con questo brano:

    "Con un boato che risuonò come se tutto il fiato di Francia prendesse il suono di quell'odiata parola, quella vivente marea iniziò a salire, a ondate, come rovesciate dall'abisso, inondando la città verso quel punto. Fra il suono delle campane che davano l'allarme e il rullio dei tamburi, la risacca furente cominciò ad abbattersi sulla nuova sponda. L'attacco era iniziato."

    Con queste parole Dickens apre le porte alla giornata della presa della Bastiglia e qui, come in altre occasioni, si può notare con quale padronanza ne riporta la rabbia e la foga; perchè proprio in questo particolare mi ha colpita, il modo in cui ha saputo ricostruire e portare a noi tutto il degrado, lo scontento, la miseria che ha portato la popolazione a insorgere e a combattere.
    Di pari passo ovviamente va anche una dura critica sociale, spesso caratterizzata anche da qualche punta di sarcasmo, ad un'aristocrazia corrotta e fatiscente che crede convinta della propria superiorità solo per il "colore" del sangue, esempio lampante sono i due meschini fratelli Evremonde che usano il proprio titolo per approfittarsi di donne di classe inferiore.

    A proposito di personaggi, devo ammettere che questa volta non solo loro il vero punto di forza del romanzo, probabilmente sarà stata una scelta dell'autore stesso ma sta di fatto che la loro caratterizzazione non è di quelle a cui siamo abituati; tra l'altro, nonostante si parli di un secolo prima, i personaggi sembrano essere usciti da un romanzo vittoriano con la solita fanciulla ingenua e dolce, l'innamorato coraggioso e l'apparente rivale che avrà la possibilità di espiare tutte le sue colpe. Non ci sono personaggi particolarmente degni di nota, ad eccezione di uno solo: Madame Defarge, colei che ad inizio romanzo sembra essere solo una semplice donna che passa il suo tempo a fare la maglia nella bottega del marito ma che si rivelerà essere molto di più, è lei la vera antagonista: una donna intelligente e guardinga, sempre pronta alla battaglia e senza un minimo di buon cuore, per lei è tutto bianco o nero, o sei dalla sua parte o sei dalla parte sbagliata, è lei stessa l'incarnazione della rivoluzione. Devo aggiungere però che anche il povero Sidney Carton è un personaggio interessante: avvocato dalla carriera inesistente ma sempre al lavoro per chi carriera la vuole fare senza scomodarsi, è un uomo vinto dall'alcool e dalla depressione, che non fa che sedersi a guardare la vita scorrergli intorno, almeno fino all'incontro con Lucie, la dolce donzella, che lo farà capitolare; interessante perchè è una sorta di doppio di Charles Darnay, il gentiluomo innamorato di cui lo stesso Dickens si farà un po' beffe, la cui somiglianza fisica ci rivelerà già un po' troppo presto la sua scelta finale.

    A tale of two cities è un romanzo storico ben documentato e che appassiona grazie ad una trama ricca di dettagli e colpi di scena, lo humour che caratterizza l'autore inglese non manca anche qui andando così a spezzare un po' la drammaticità degli eventi narrati, senza dimenticare il fatto che molte riflessioni scaturite dalle sue pagine lo collocano indubbiamente tra i romanzi che, nonostante siano stati scritti secoli prima, ancora oggi possono definirsi attuali.
    Immergermi nuovamente nelle pagine dickensiane è come tornare a casa da una giornata uggiosa e trovare il calore del camino già acceso ad aspettarmi.

    said on 

  • 5

    Premessa: potendo, certi libri non dovrebbero mai essere letti nella traduzione italiana, soprattutto se si tratta di grandi classici della letteratura, e soprattutto se sono in inglese. Non avevo ma ...continue

    Premessa: potendo, certi libri non dovrebbero mai essere letti nella traduzione italiana, soprattutto se si tratta di grandi classici della letteratura, e soprattutto se sono in inglese. Non avevo mai letto questo meraviglioso romanzo di Dikens, ed essendo stata tediata, come quasi tutti, dalle pretenziose e praticamente incomprensibili traduzioni che piagano la scuola italiana, mi ero detto che mai lo avrei fatto. E invece qualche giorno fa, girellando nel reparto di letteratura inglese della biblioteca berlinese che frequento, me lo sono trovato in mano e, sorpresa: l'antiquato inglese di Dickens non è poi così antiquato, e si legge che è un piacere.
    Il racconto si svolge tra Londra e Parigi, nei terribili anni che precedettero la rivoluzione francese e nel corso della stessa, e gli eventi vengono descritti non solo con maestria, ma con finezza e persin con umorismo. I personaggi sono tutti, indistintamente, profondi e vivi. Tra di essi spicca nella sua folle, maestosa tragicità, di Madame Defarge, vittima dei misfatti dei nobili francesi e ormai incapace di valutare gli effetti della sua sete di sangue. Lucie Manette, la bella figlia del dottor Manette, colui che ha ritrovato a Londra la sanità mentale dopo essere stato per anni chiuso nella Bastiglia, è il contraltare di Madame Defarge, ed è giusto che quest'ultima venga uccisa dal più stravagante personaggio femminile del romanzo, Miss Pross, devota alla sua sua protetta Lucie fino all'omicidio.
    Tra i personaggi maschili spicca Carton, un uomo che ha ormai raggiunto il fondo della depravazione, e che ha riacquistato un barlume di umanità attraverso l'amore che prova per Lucie, e che arriva al punto sfruttare la propria vaga somiglianza col marito di lei e di salire al suo posto alla ghigliottina, salvando la famiglia della sua amata.
    Come dicevo si tratta di un romanzo straordinario, nel quale fatti storici terribili descritti in maniera cruda sono alleggeriti da dolci scene domestiche, da vivaci scene di vita quotidiana popolare e da intermezzi morali, che hanno però il pregio di non essere mai pesanti.
    Da leggere (in inglese eh)

    Premise: being able, certain books should never be read in the Italian translation, especially when it comes to the great classics of literature, and especially if they are in English. I had never read this wonderful novel of Dikens, and having been bored, as almost everyone from the pretentious and virtually incomprehensible translations that plague the Italian school, I never thought I was going to do it. But a few days ago, hanging out in the Department of English literature of the Berlin library I frequent, I found myself it in hand and, surprise: the antiquated English of Dickens is not so outdated, and reads that is a pleasure.
    The story takes place between London and Paris, in the terrible years that preceded the French Revolution and in the course of the same, and the events are described not only with skill, but with finesse and even with humor. All the character are, without exception, deep and alive. Between them stands out in his mad, majestic tragedy, Madame Defarge, victim of the misdeeds of the French nobility and now unable to assess the effects of her thirst for blood. Lucie Manette, the beautiful daughter of Dr. Manette, who has regained his mental sanity in London after being for years locked up in the Bastille, is the counterpart of Madame Defarge, and it is rightful that the latter is killed by the most extravagant female character in the novel, Miss Pross, devoted to her protégée Lucie up to murder.
    Between the male characters stood out Carton, a man who has now reached the bottom of depravity, and has regained a glimmer of humanity through the love for Lucie, and appeling his vague similarity to her husband he gets to the point to rise in his place to the guillotine, saving the family of his beloved.
    As I said this is an extraordinary novel, in which horrific historical events described in harsh tone are lightened by gentle domestic scenes, lively rappresentation of daily popular life and moral interludes, which, however, have the advantage of not ever being heavy.
    To read (in English huh)

    said on 

  • 3

    La lettura restituisce, in modo evidente, una costruzione funzionale al fatto che il romanzo dovesse esser pubblicato a puntate.
    Un discreto esempio di letteratura popolare, tanti buoni sentimenti, un ...continue

    La lettura restituisce, in modo evidente, una costruzione funzionale al fatto che il romanzo dovesse esser pubblicato a puntate.
    Un discreto esempio di letteratura popolare, tanti buoni sentimenti, un velo di amor patrio (la moderna e borghese Inghilterra che, senza vantarsene, si distingue sia dalla decadente Francia aristocratica che dalla Francia violenta in balia delle vendette personali dopo la rivoluzione), un intreccio complesso che si spiana con il colpo di scena finale che va a svelare la trama che tiene i diversi personaggi nello stesso arazzo. Da rileggere in lingua originale.

    said on 

  • 5

    Difficile dire cose davvero nuove su un classico, poi questo Una storia tra due città del sommo Charles Dickens l´ho consumato in una buona edizione Oscar Classici Mondadori, curatela e traduzione di ...continue

    Difficile dire cose davvero nuove su un classico, poi questo Una storia tra due città del sommo Charles Dickens l´ho consumato in una buona edizione Oscar Classici Mondadori, curatela e traduzione di Mario Domenichelli, ricco apparato di note e addirittura una postfazione di Stefan Zweig.

    Ma il lettore si appassiona e allora vuole lasciare le proprie impressioni e sensazioni, perché parliamo secondo me di un grandissimo libro, insieme romanzo storico e melodramma, romanzo-città e romanzo-mondo e per mondo intendiamo quello in cambiamento, in tragica evoluzione dal predominio delle aristocrazie alla nascita e prevalenza del ceto borghese, il tutto passando dal terrore.

    Ci troviamo davanti alla "take" dickensiana sulla rivoluzione francese, e con i suoi aristocratici assuefatti ad agi e potere e ormai orbi di fronte alla prossima sollevazione del popolo troppo a lungo sottomesso, la descrizione degli eccessi "della canaglia", due città (appunto) da rendere teatro di scontri, crudeltà, amori, giudizi sommari, crampi di fame e di violenza, e ancora gli esponenti di quel popolo che oppresso fino allo sfinimento si fa vendicatore e a sua volta oppressore. E la saggezza della borghesia, nuovo ceto che stava per sbocciare, per cui lo scrittore parteggia.
    Tutti temi, scenari, uomini, caratteri direi ideali per lo scrittore inglese, Dickens ci si appoggia, ci sguazza, la sua grande arte sbozza e plasma, gli originali a cui si era ispirato (l´opera di Carlyle) vengono saccheggiati per creare una sequenza di quadri e scene madri spesso indimenticabili per espressività e potenza, alcune scene di massa sono tanto plastiche e presenti da uscire dalla pagina - come si suol dire - come se fossimo al cospetto dell´opera di un grande regista (cosa che a modo suo credo Dickens fosse).

    Non credo sia utile parlare della trama, che è nota ma comunque non teme spoiler (è il come sta scritta e dispiegata sulla pagina), vado per squarci e suggestioni: il notissimo possente incipit; i parallelismi tra personaggi e situazioni, i simbolismi e la ieraticità di alcune ripetizioni, attraverso le quali Dickens con un solo termine e in un solo personaggio (o una serie di essi) dischiude la sua visione del mondo (la canaglia - Jacques - il Monseigneur - la Vendetta). O bastano le pagine dove si descrive il cucire indefesso di Madame Defarge, di fronte ai suoi occhi bui e assetati di sangue, o ancora il più struggente e nobile dei protagonisti, l´avvocato Sidney Carton (a cui vengono affidati i ganci di dialogo più spassosi e vivaci).

    Come dire: non servivo io e non serviva Recensireilmondo a dare ulteriori conferme sulla grandezza di Charles Dickens. Ma a volte nelle pieghe dell´attuale e dello stare sulla notizia a tutti i costi, magari il rischio di trascurare un classico può esserci. E sarebbe un peccato (non per Dickens, chiaramente, che sapeva di esserlo, ma per il povero lettore privato di tanto piacere).

    Post-Scriptum: il titolo originale A tale of two cities già nella sua allitterazione è potente e più evocativo di quello italiano.

    http://www.recensireilmondo.com/

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  • 3

    M'immagino i lettori di Dickens, medio-ricchi borghesotti, nei loro salotti, con il buon padre di famiglia che, appena comprato il giornale con la nuova puntata, raccoglie tutti intorno al caminetto, ...continue

    M'immagino i lettori di Dickens, medio-ricchi borghesotti, nei loro salotti, con il buon padre di famiglia che, appena comprato il giornale con la nuova puntata, raccoglie tutti intorno al caminetto, la moglie, i due bambini piccoli, quello un po' più grande, il primogenito, e si mette a leggere ad alta voce le disgrazie dei Manette. Con i brividi che scorrono potenti quando ci sono le diverse descrizioni delle atrocità compiute nella Francia Repubblicana e poi nel Terrore. Oh! Ma proprio che tutti rimangono agghiacciati e i più piccolini, insieme alla buona moglie, si stringono vicini. Che, insomma, dobbiamo trattarli bene 'sti poveracci che se no, poi si incazzano di brutto e ci danno tante di quelle ghigliottinate alla cieca che addio proprio. Anzi. Fai venire qua la domestica pure. Almeno si legge tutti insieme. La nostra cara signora Pross.

    Comunque. La traduzione è veramente tanto arzigogolata e per niente scorrevole. Anzi, molto ferraginosa. Dickens, in ogni caso, ha l'enorme capacità di farti interessare a quello che succede, ai suoi personaggi e alle loro vicende, nonostante tutto urli RACCONTO MORALE. D'altronde, il vero insegnamento morale può giungere soltanto attraverso un percorso emozionale, no?

    said on 

  • 4

    Forse nella costellazione delle opere dickensiane Le due città splende un po’ più appartata, ma non per questo appassiona poco o scalda meno il cuore. Ambientata tra Londra e Parigi narra le vicende p ...continue

    Forse nella costellazione delle opere dickensiane Le due città splende un po’ più appartata, ma non per questo appassiona poco o scalda meno il cuore. Ambientata tra Londra e Parigi narra le vicende private di un gruppo di persone sullo sfondo della Rivoluzione francese e il periodo del Terrore. I temi cari a Dickens come la povertà, l’oppressione degli afflitti e degli indifesi, la giustizia, la redenzione, l’amore e la devozione filiale li troviamo anche qui, benissimo amalgamati con l’avventura, gli intrighi, i misteri, gli innocenti buttati in carcere senza un chiaro motivo, la suspence che ti tiene incollato alla pagina col forte desiderio di scoprire “come va a finire”, ecco, son questi gli ingredienti di questo appassionante e toccante romanzo storico. Forse la Storia con la S maiuscola è un po’ meno approfondita per lasciar più spazio alle storie dei personaggi, ma io non ne ho sentito molto la mancanza, preferisco di gran lunga questo sapore d’avventura e l’emozione che porta con sé.

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  • 4

    Dickens una garanzia...

    Bellissimo racconto in cui il grande Dickens si pone come l'ago della bilancia e porta il lettore a simpatizzare col popolo oppresso ma nello stesso tempo condanna il suo atteggiamento esasperato e la ...continue

    Bellissimo racconto in cui il grande Dickens si pone come l'ago della bilancia e porta il lettore a simpatizzare col popolo oppresso ma nello stesso tempo condanna il suo atteggiamento esasperato e la sua sete di vendetta. Come sempre gli eccessi non portano nulla di buono e questo lo si percepisce molto bene nel libro in cui si arriva a non distinguere più i persecutori dai perseguitati.
    E alla fine c'è chi si sacrifica...

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  • 4

    Ohoh, Dickens! Dopo tanti anni, rieccomi ad assaporare un suo romanzo (ahimè, l'ultimo che mi restava), a confrontarmi con un modo di raccontare che vira abbondantemente verso il grottesco, ma riesce ...continue

    Ohoh, Dickens! Dopo tanti anni, rieccomi ad assaporare un suo romanzo (ahimè, l'ultimo che mi restava), a confrontarmi con un modo di raccontare che vira abbondantemente verso il grottesco, ma riesce a strappare un sorriso proprio nel cuore delle situazioni più drammatiche. Sono rimasta quasi senza fiato davanti ai capitoli che raccontano la Francia della rivoluzione e del Terrore, dedicati, forse con maggior serietà che altrove, agli strani, spaventosi, mutevoli umori delle folle.

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  • 3

    Come negli altri romanzi di Dickens, i personaggi più riusciti e memorabili non sono mai i protagonisti. E' sicuramente più portato al genere contemporaneo, l'ambientazione storica risulta un po' soff ...continue

    Come negli altri romanzi di Dickens, i personaggi più riusciti e memorabili non sono mai i protagonisti. E' sicuramente più portato al genere contemporaneo, l'ambientazione storica risulta un po' soffusa e distante (se non fosse per la presenza della Ghigliottina parrebbe di essere, senza alcuno sforzo mentale, nell'Ottocento).
    Il romanzo, pur avendomi appassionato, mi è sembrato tuttavia più una imitazione che un vero, originale, romanzone dickensiano.

    said on 

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