A ciascuno il suo

Di

Editore: Adelphi (Gli Adelphi, 162)

4.0
(4243)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 151 | Formato: Copertina morbida e spillati | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Catalano

Isbn-10: 884591514X | Isbn-13: 9788845915147 | Data di pubblicazione:  | Edizione 7

Disponibile anche come: Paperback , Altri , Copertina rigida , Copertina rinforzata scuole e biblioteche , Tascabile economico , eBook

Genere: Criminalità , Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
Il romanzo dell'oscura, crudele Sicilia. Il dramma di un investigatore lucido che, quanto più indagava, tanto più "nell'equivoco, nell'ambiguità, moralmente e sensualmente si sentiva coinvolto".
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  • 5

    il mio primo libro di Sciascia. E' incredibile quante cose ci siano in questo libro: l'intrigante mistero del giallo, lo spaccato di un popolo e di un paese, psicologia e letteratura. Mi ha davvero so ...continua

    il mio primo libro di Sciascia. E' incredibile quante cose ci siano in questo libro: l'intrigante mistero del giallo, lo spaccato di un popolo e di un paese, psicologia e letteratura. Mi ha davvero sorpreso in positivo.

    ha scritto il 

  • 4

    La sicilia

    Uno spaccato della sicilia di fine anni 60. Si gioca tutto sulle atmosfere, sui dialoghi e sulle cose sospettate ma non dette. Molto belli i personaggi. Un classico. Consigliato chi vuole respirare l' ...continua

    Uno spaccato della sicilia di fine anni 60. Si gioca tutto sulle atmosfere, sui dialoghi e sulle cose sospettate ma non dette. Molto belli i personaggi. Un classico. Consigliato chi vuole respirare l'atmosfera di una sicilia di (forse) una volta.

    ha scritto il 

  • 5

    Qualche tempo fa, parlando con una conoscente - laureanda in giurisprudenza - scoprii che non solo non aveva mai letto Sciascia, ma che non aveva la più pallida idea di chi fosse. Davanti al mio stupo ...continua

    Qualche tempo fa, parlando con una conoscente - laureanda in giurisprudenza - scoprii che non solo non aveva mai letto Sciascia, ma che non aveva la più pallida idea di chi fosse. Davanti al mio stupore, reagì dicendo: "Se non lo conosco, è perché sicuramente è uno scrittore minore". Ecco, questa per me è una bestemmia.

    ha scritto il 

  • 5

    "E che ne sa lei di quello che un uomo può nascondere?"

    Tutto comincia con una lettera anonima.Una minaccia di morte che si realizza con un duplice omicidio e che solletica lo spirito indagatore del professor Laurana.
    Tuttavia, è sempre una questione di sg ...continua

    Tutto comincia con una lettera anonima.Una minaccia di morte che si realizza con un duplice omicidio e che solletica lo spirito indagatore del professor Laurana.
    Tuttavia, è sempre una questione di sguardi, di prospettive.
    Perchè, spesso, verità e menzogna si vestono di simili colori: è una questione di sfumature.

    "Una volta, in un libro di filosofia, a proposito del relativismo, ho letto che il fatto che noi, ad occhio nudo, non vediamo le zampe dei vermi del formaggio non è ragione per credere che i vermi non le vedano..."

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

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    *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    Quanta roba, quanti temi in poche pagine. E che lezione di stile. Il massimo della complicazione nascosta di ...continua

    Mostra questa recensione
    *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    Quanta roba, quanti temi in poche pagine. E che lezione di stile. Il massimo della complicazione nascosta dietro il massimo della semplicità.
    (Chi non l'ha letto si fermi qui perchè svelo tutto. O quasi)

    Un farmacista tranquillo e benvoluto riceve una lettera anonima. Una minaccia di morte. Ci pensa, ma non trova motivi. Quindi, decide che è uno scherzo. Pochi giorni dopo va a caccia con un amico, medico. E vengono assassinati; tutti e due.
    Nell’assenza di altre spiegazioni domina l’assioma per cui la verità è che alla minaccia è seguita la messa in atto. E da quella discendono le ipotesi, i sospetti, la rivisitazione alla luce del fatto nuovo di una vita, di un contesto, di una storia.
    Un professore, un umanista, indaga, da dilettante. Scopre che quel che appariva certo e documentato era falso e falsificato secondo un piano preciso. Il bersaglio era l’altro, il medico e non il farmacista. Poi, una donna, la moglie del medico, lo confonde e lo trascina fuori strada. Anche la verità, quella più vera, ha sempre un altro volto, nascosto. E’ lei, la donna, al centro dell’intrigo: passione e mafia si saldano in una morsa mortale attorno al povero professore. Ed è lui alla fine la terza vittima.

    C'è Il tema del “cangiare”, intanto. Cangiano le prospettive in cui i fatti si inquadrano. Cangia il modo in cui le persone appaiono a chi le osserva, le pensa, le immagina. E cangia il modo in cui essi stessi si vedono. Cangia il significato dei fatti, il loro senso, la direzione in cui si muovono. Nulla è alla fine come appare. È la negazione sicula dell’oggettività. I fatti non parlano mai da soli (quelli sono i matti) e non dicono mai a tutti e sempre la stessa cosa. La lezione di Pirandello.
    C'è il tema della sensualità, della pulsione dominante della concupiscenza. È la passione che arma gli assassini e rende inermi le vittime. La lezione di Brancati.
    C'è il tema della giustizia, infine. Una sfiducia atavica verso il potere di indagare, svelare la verità, punire. Gli investigatori di professione sono ai margini, distratti, ignavi prima che ignari. Il professore, l'intellettuale "puro", quello che più cerca di capire indaga per pura curiosità intellettuale. Senza nessuna velleità di affermare una giustizia nella quale semplicemente non crede. La lezione di Sciascia.
    Non è straordinario che tutto stia in ottanta pagine? E filano dritte come pallottole.

    ha scritto il 

  • 5

    Ogni volta che leggo qualcosa di Sciascia mi chiedo perché accidenti non l’ho fatto prima. Stessa sensazione di quando lessi “Una storia semplice”.
    Eccezionale scrittura la sua, semplice e potentissim ...continua

    Ogni volta che leggo qualcosa di Sciascia mi chiedo perché accidenti non l’ho fatto prima. Stessa sensazione di quando lessi “Una storia semplice”.
    Eccezionale scrittura la sua, semplice e potentissima.

    Il protagonista di questo libricino è tale professor Laurana, timido insegnante di mezza età, la cui curiosità lo spinge a non credere alle apparenze di un delitto doppio, le cui motivazioni sembrerebbero chiare, e invece chiare non sono per niente.
    Un giallo-non-giallo che lascia l’amaro in bocca, di quell’amarezza caratteristica di una realtà che spesso – ahimè – supera la finzione.

    Da leggere, assolutamente.

    "Ma la Sicilia, forse l'Italia intera, è fatta di tanti personaggi simpatici cui bisognerebbe tagliare la testa."

    -“Una volta, in un libro di filosofia, a proposito del relativismo, ho letto che il fatto che noi, ad occhio nudo, non vediamo le zampe dei vermi del formaggio non è ragione per credere che i vermi non le vedano... Io sono un verme dello stesso formaggio, e vedo le zampe degli altri vermi”.
    -“Divertente”.
    -“Non tanto. Siamo sempre vermi”.

    ha scritto il 

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