A cidade e os cães

Por

4.2
(742)

Language: Português | Number of Páginas: 301 | Format: Others | Em outros idiomas: (outros idiomas) Italian , Spanish , German , French , Polish , Dutch , Greek

Isbn-10: 9722021125 | Isbn-13: 9789722021128 | Data de publicação: 

Também disponível como: Softcover and Stapled

Category: Education & Teaching , Fiction & Literature , History

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Descrição do livro
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  • 4

    all'inizio ho fatto un po' di fatica, più che altro perché l'autore fa quella roba anni sessanta - che io detesto - di infilare monologhi modalità flusso di coscienza ancora meno comprensibili perché ...continuar

    all'inizio ho fatto un po' di fatica, più che altro perché l'autore fa quella roba anni sessanta - che io detesto - di infilare monologhi modalità flusso di coscienza ancora meno comprensibili perché si riferiscono a situazioni e circostanze di cui il lettore non è ancora pienamente a parte. Ma i personaggi sono grandiosi e quando la storia prende a delinearsi come si deve non ce n'è per nessuno.
    curiosità: ho trovato in questo romanzo l'antenato (si fa per dire: magari la petrosjan non lo conosceva neppure) di un altro romanzo amatissimo ma di segno completamente diverso, La casa del tempo sospeso. Lo schiavo in particolare è assolutamente il macedone.

    dito em 

  • 5

    bello, bello, bello, non so quante volte lo avrò ripetuto dopo aver terminato questa splendida lettura, ho apprezzato tutto di questo libro, dalla scrittura, allo stile, alle voci narranti, alla trama ...continuar

    bello, bello, bello, non so quante volte lo avrò ripetuto dopo aver terminato questa splendida lettura, ho apprezzato tutto di questo libro, dalla scrittura, allo stile, alle voci narranti, alla trama, alla caratterizzazione dei personaggi e chi più ne ha più ne metta.

    Le prime pagine possono risultare un po'ostiche, dato che cambia punto di vista ogni momento, all'inizio sembra quasi di non capire chi è la voce narrante, ci si perde fra i vari personaggi, ma una volta incalzato il ritmo si va spediti verso la fine.
    Ogni personaggio è ben caratterizzato, uno di loro poi è l'alter ego dell'autore, ognuno proviene da ceti sociali diversi, dalla borghesia fino ai ceti più bassi, chi per un motivo che per un altro vengono sbattuti nel collegio militare Leoncio Prado e qui....beh leggetelo, vale veramente la pena.

    le ultime 100 pagine valgono l'intera opera!!

    dito em 

  • 5

    Minchia signor tenente

    Primo romanzo di Mario Vargas Llosa, “La città e i cani”, fu pubblicato in Spagna nel 1963 dopo aver avuto una lunga gestazione e aver dovuto battagliare contro la censura franchista. Quando finalment ...continuar

    Primo romanzo di Mario Vargas Llosa, “La città e i cani”, fu pubblicato in Spagna nel 1963 dopo aver avuto una lunga gestazione e aver dovuto battagliare contro la censura franchista. Quando finalmente uscì, però, ci mise pochissimo a ergersi al ruolo di opera spartiacque nella letteratura latinoamericana.

    Ambientato nel collegio militare Leoncio Prado e segnato da forti connotazioni autobiografiche (l’autore studiò per due anni in quel collegio di Lima e vari aspetti della sua vita somigliano molto a episodi delle vite di alcuni dei suoi personaggi), “La città e i cani” racconta, attraverso la tecnica del flashback e dando voce a più narratori, le vicende di un gruppo di cadetti provenienti da tutto il Perù, sia geograficamente che socialmente parlando. Il collegio Leoncio Prado, in effetti, assume le sembianze di un “piccolo” Perù nel quale l’autore riesce a rappresentare tutte le contraddizioni del suo Paese. Ci sono ragazzi provenienti dall’alta borghesia e giovani arrivati dalla provincia più profonda, “avanzi di galera”, adolescenti da “raddrizzare” e “deboli” da far diventare “uomini”. Al Leoncio Prado c’è machismo militaresco, violenza sfrenata, onore da quattro soldi, alienazione, prevaricazione e frustrazione.

    “La città e i cani” andrebbe letto non soltanto per la sua importanza nella storia della letteratura latinoamericana ma anche se non soprattutto perché è bello. Lo stile con il quale è scritto e i tanti personaggi richiedono, almeno inizialmente, un piccolo sforzo di concentrazione da parte del lettore, ma vi garantisco che mai piccolo sforzo fu meglio ripagato. Inoltre, se non siete ancora convinti di leggerlo, sappiate che, dopo la sua pubblicazione, al Leoncio Prado organizzarono un bel party in piazza d’armi dove i cadetti furono “invitati” a bruciarne svariate copie…

    dito em 

  • 4

    Nell'Esercito si danno lezioni di regolamento ai subordinati, non ai superiori

    Non immaginavo che i cani del titolo fossero ciò che in aeronautica erano i missili e nell'esercito le burbe. La città è Lima, i cani sono le reclute del Collegio Militare Leoncio Prado. E' all'intern ...continuar

    Non immaginavo che i cani del titolo fossero ciò che in aeronautica erano i missili e nell'esercito le burbe. La città è Lima, i cani sono le reclute del Collegio Militare Leoncio Prado. E' all'interno del collegio che è ambientata la quasi totalità della vicenda. Il primo problema che si presenta al lettore è prendere confidenza con la narrazione; finisce un periodo e senza preavviso, in quello successivo, il narratore varia. Affidarsi ad una pluralità di voci consente all'autore molteplicità di punti di vista, la scelta sarebbe interessante se non venisse complicata dai salti temporali. Il percorso disegnato da Llosa sembra un elettrocardiogramma sotto sforzo.
    Il poeta, lo schiavo, il giaguaro, il boa, con il passar delle pagine si tende ad immedesimarsi nei personaggi e nelle logiche che si scatenano. I protagonisti sono degli adolescenti, ma lo si dimentica
    Ma qui sei militare anche se non vuoi. E quello che importa nell'Esercito è essere un duro, avere un paio di coglioni d'acciaio, capisci? O fotti o ti fottono, non c'è rimedio.
    Il ritmo ad un certo punto diventa incalzante, sarà che la confidenza con la narrazione è stata acquisita? Di fronte ad un fatto tragico, la corporazione militare, emblema di tutte le corporazioni, difende se stessa innalzando muri di omertà e connivenza. Il concetto di giustizia viene accartocciato, solo il tenente Gamboa, uno alto, robusto, che porta spavaldamente il basco di traverso, tenta di recuperarlo dal cestino dove è stato gettato accettando di mettersi in conflitto con la corporazione.
    E' una storia di amicizia e di compromesso, una storia che probabilmente piacerà alla maggior parte di coloro che leggono per passione.

    Poi mi batteva sulla spalla: «attento a non ubriacarti.» Il pisco mi bruciava la gola e mi faceva venire le lacrime agli occhi.
    Tutte le volte che incontravo il termine pisco, lo sostituivo mentalmente con piscio e il discorso filava ugualmente. Il pisco è una cosa seria, è un liquore conteso fra due nazioni confinanti, ognuna delle quali ne rivendica la paternità
    https://it.wikipedia.org/wiki/Pisco_(distillato)

    Llosa sebbene meno onirico, è caracollante come ogni autore sudamericano.

    dito em 

  • 5

    La scuola giusta per miss Italia 2015

    Un libro che ha fatto infuriare i militari e chi considera la loro disciplina necessaria per diventare "uomo".
    La città e i cani racconta in modo esemplare, come solo Mario Vargas Llosa sa fare, la vi ...continuar

    Un libro che ha fatto infuriare i militari e chi considera la loro disciplina necessaria per diventare "uomo".
    La città e i cani racconta in modo esemplare, come solo Mario Vargas Llosa sa fare, la vita degli studenti nel collegio militare Leoncio Prado di Lima mettendo in evidenza la violenza la e rabbia dei ragazzi che lo frequentano. Quando le leggi di uno stato o le regole di una scuola o anche di una famiglia si impongono con violenza, generano a loro volta in chi la subisce, il desiderio di violare la legge o le regole e di fare violenza su qualcuno più debole.

    dito em 

  • 4

    Mio padre pensava che Leoncio Prado avrebbe fatto di me un uomo, ma per me fu come scoprire l’inferno.

    Vargas Llosa scrive così della sua esperienza nel collegio militare di Lima. Un luogo in cui si dovrebbe studiare, imparando un po’ di disciplina, ordine e puntualità. Invece, come del resto in molti ...continuar

    Vargas Llosa scrive così della sua esperienza nel collegio militare di Lima. Un luogo in cui si dovrebbe studiare, imparando un po’ di disciplina, ordine e puntualità. Invece, come del resto in molti altri collegi (anche non militari), al Leoncio Prado vige la sopraffazione del più forte sul più debole, quella sorta di nonnismo che tutt’ora esiste in molte caserme, ma soprattutto la crudeltà mentale e fisica. Adulti e adolescenti ribelli, immaturi, gonfi di ormoni, li veicolano in maniera impazzita e senza regole. Chi non è sufficientemente forte, cinico, in grado di difendersi, soccombe portandosi dietro il peso di quell’esperienza per tutta la vita, o potrebbe trasformarsi,per rivalsa ,in un altrettanto cinico aguzzino, gravato di insoddisfazioni e di rancore da scaricatre sulla vittima di turno.
    E un libro-denuncia che a suo tempo fece scalpore, tant’è che venne bruciato nelle piazze, di difficile lettura, non solo per il contenuto duro e violento, ma anche proprio per come è scritto; si fatica, a volte, a tener dietro alla narrazione per i diversi salti temporali e i continui cambi di prospettiva, ma sicuramente un libro da leggere.

    dito em 

  • 4

    Passaggio per gradi

    Non sempre un romanzo che parla di un inferno terreno si limita a descriverne la forma primaria. In qualche caso, ne racconta su un altro piano la duplicità e il contenuto recondito e vi insedia persi ...continuar

    Non sempre un romanzo che parla di un inferno terreno si limita a descriverne la forma primaria. In qualche caso, ne racconta su un altro piano la duplicità e il contenuto recondito e vi insedia persino la storia di un amore condiviso, in attesa di un possibile ribaltamento. Nel romanzo d'esordio dello scrittore di Arequipa, conosciamo una donna amata da tre giovani uomini, cadetti del medesimo collegio militare: e sono drammi. In questo romanzo autobiografico, l'adolescenza attraversa un territorio oscuro e conflittuale da un'innocenza, vissuta come ambigua alterità e debolezza, ad una maturità fatta di indipendenza, trasgressione e libertà: laddove questo rituale di trasformazione e passaggio compiuto dal Giaguaro, il Boa e il Poeta presenta i caratteri di violenza, sopraffazione, virilità, vessazioni e cameratismo tipiche delle istituzioni normative. Sempre in bilico tra lealtà e tradimento, gli allievi del Leoncio Prado di Lima sono dominati, in reazione alla disciplina, dalla pulsione sessuale e dal sadismo di una gerarchia crudele e insensata e finiscono per distruggersi l'un l'altro con modalità impersonali e spietate, in una polifonia di voci che rivela l'impronta di modelli disumani, innaturali e fittizi provenienti dall'universo adulto. Qui si mostra il volto del potere e dell'autorità che sconfigge e manipola il corpo dei soggetti vivi e responsabili, che non si piegano a logiche di morte. L'autore con stile cristallino mette in luce le trame oscure dietro ai rapporti di forza tra padroni e schiavi, potenti e fragili, adattati e irrisolti (non a caso il soprannome della vittima è Lo Schiavo e il vero antieroe è un solitario), dominati da un codice di comportamento morale che ha fondamenta dispotiche, irrazionali e inique. Realismo e poeticità si uniscono in una prosa mimetica e aggressiva, così sapientemente articolata da sfociare in numerose e polivalenti superfici narrative. Qui Vargas Llosa, giocando con i punti di vista e le linee temporali, intrattiene un discorso interno sulla relazione tra scrittura e creazione, incastonato in una dimensione di memoria e flusso di coscienza, dove l'immaginazione è il bene più prezioso. La creazione letteraria è qualcosa che coinvolge il lettore ed essendo il lettore un essere plurale e mai definitivo, la natura del significato di ciò che viene raccontato è soggetta a un'interpretazione aperta e molteplice, che nasconde sorprese e rivelazioni a volte sconosciute e inedite persino per l'autore stesso. E' questo il senso disperato di quanto scritto da Vargas Llosa in un articolo apparso recentemente quando dichiara di avere scoperto una nuova verità sul proprio romanzo in seguito ad una lettura illuminante del critico Roger Caillois: un dato romanzesco che pertiene niente meno che l'identità e il riscatto dell'ipotetico assassino.

    dito em