A la croisée des mondes, tome 3

Le Miroir d'ambre

By ,

Editeur: Gallimard Jeunesse

4.2
(3247)

Language: Français | Number of pages: 472 | Format: Others | En langues différentes: (langues différentes) English , Chi simplified , Italian , Spanish , Catalan , Dutch

Isbn-10: 2070543609 | Isbn-13: 9782070543601 | Publish date: 

Translator: Jean Esch

Category: Fiction & Literature , Religion & Spirituality , Science Fiction & Fantasy

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Description du livre
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  • 3

    ... non mi ha catturato...

    ... forse perchè più lento dei volumi precedenti, forse perchè i personaggi si sono piegati alle necessità della trama o forse solo perchè ho raggiunto un età in cui pur se appassionato di fantasy mi ...continuer

    ... forse perchè più lento dei volumi precedenti, forse perchè i personaggi si sono piegati alle necessità della trama o forse solo perchè ho raggiunto un età in cui pur se appassionato di fantasy mi annoiano le morali e mi interessano solo le buone storie...

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  • *** Ce commentaire dévoile des détails importants de l\'intrigue ! ***

    4

    Questo terzo e ultimo capitolo della saga Queste oscure materie è un'opera che definirei davvero "importante", dal punto di vista della portata degli argomenti e la forza dell'universo che descrive.
    P ...continuer

    Questo terzo e ultimo capitolo della saga Queste oscure materie è un'opera che definirei davvero "importante", dal punto di vista della portata degli argomenti e la forza dell'universo che descrive.
    Philip Pullman si dimostra per la terza volta, infatti, un vero e proprio pittore letterario capace di dipingere quadri e personaggi onirici ma allo stesso tempo realistici e potenti.

    Il libro comincia esattamente dove avevamo lasciato i personaggi ne La lama e di lì parte un lungo viaggio che porta in maniera lineare fino alla ragionevole e inevitabile fine di questa storia, quella di Lyra, Will e tutti gli altri mondi.
    I personaggi li ritroviamo immersi nell'azione e ormai si muovono e interagiscono con naturalezza tra di loro e nell'ambiente che Pullman ha meticolosamente costruito. È tutto immaginifico e vivo, esattamente come il lettore lo ha lasciato negli scorsi libri.
    Solo, leggermente più lento nello svilupparsi.
    Forse è stata una mia impressione, ma questo romanzo mi è sembrato scorrere con una certa lentezza. Alcuni capitoli erano molto più stazionari, descrittivi e a volte, anche se interessanti, di eccessiva precisione e poca valenza a livello di trama. Mentre i primi due libri mi erano sembrati più adatti a un pubblico di lettori giovane, questo mi sembra troppo impegnato e impegnativo per un ragazzino, ad esempio, della stessa età dei protagonisti. Lyra e Will infatti sono molto più maturi di normali dodicenni, e trovo che dei ragazzini potrebbero avere difficoltà a trovare empatia per loro e resistere alla tentazione di saltare alcune righe durante i capitoli in cui l'autore descrive minuziosamente la vita dei mulefa.

    Parlando dei personaggi, ho trovato alcuni comportamenti di Lyra e la signora Coulter particolarmente inverosimili. I ragionamenti altalenanti di Lyra passano da un estremo all'altro, e ciò che le pare ragionevole in un momento le diventa poco opportuno o difficile da sopportare nell'altro (e il suo Daimon Pan, di nuovo, è un personaggio quasi invisibile per quasi tutto il libro, almeno due terzi di esso). La signora Coulter ha un cambio di faccia per me inspiegabile. Pullman riporta le sue motivazioni, ma mi sembra un cambio di personalità troppo repentino, da un opposto all'altro, che mi è sembrato difficile da credere per tutto il libro, fino alla fine (per molto tempo mi sono aspettata un voltafaccia finale, che la confermasse la donna meschina e subdola quale è sempre stata descritta essere). E così poco credibile è stato anche il suo finale assieme a Lord Asriel, che ho trovato inverosimile e anticlimatico. Metatron viene sconfitto in un crescendo ben poco soddisfacente, un climax mai veramente costruito, e l'improvvisa alleanza e l'amore ritrovato tra i genitori di Lyra rimane per me un mistero inspiegato. Forse Pullman si è fatto troppo prendere dal suo simbolismo e dall'allettante idea di far apparire i due come martiri redenti.

    Peccato anche per la poca rilevanza data all'oggetto che dà il titolo al romanzo, ovvero il cannocchiale d'ambra. Insomma, è un oggetto che Malone pian piano costruisce e utilizza per notare i movimenti della Polvere, ma in verità non serve a nulla ai fini della trama, perché non è Mary a carpire la ragione per cui la Polvere si comporta in un certo modo e trovarne anche la soluzione, bensì usa il cannocchiale per rendere consapevole il lettore del problema che coinvolge i mondi, ma quello rimane il suo semplice ruolo, e nient'altro. Perché poi non è nemmeno Mary a risolvere tutto, bensì Lyra e Will, e in maniera del tutto inconsapevole. Tutti i personaggi in generale sono spinti dall'istinto e la vicenda si muove grazie a elementi casuali pilotati dal "destino", dalle "profezie". È tutto al di sopra di loro, Pullman ci tiene a evidenziare l'inevitabilità delle cose in tutti i modi possibili, e quindi la costruzione dei personaggi e tutto il lavoro fatto dall'autore sembra voler essere fine e portare a una conclusione che è una gigantesca metafora e morale. Il che mi è sempre sembrato il suo obiettivo finale, quindi è stato coerente, ma allo stesso tempo mi è sembrato un po' uno spreco di ottimo worldbuilding e creazione di personaggi con una personalità interessante. Alla fine mondi e personaggi sembrano appiattirsi e piegarsi ai fini della trama, per cui il messaggio spodesta e minimizza anche un po' troppo il suo mezzo.

    Nonostante questi difetti, che più che veri difetti potrebbero anche essere visti come un semplice dissenso di gestione narrativa da parte mia, il romanzo è uno scritto "importante", come ho detto prima. Pullman è un abile scrittore che ha portato tematiche a volte scomode nella letteratura fantastica, e soprattutto in quella per ragazzi; il tutto è accompagnato da un mondo (o mondi) unico e dall'immaginario che cattura. Indimenticabili i Daimon e il loro modo di esistere, la Oxford di Lyra dalle vene steampunk e il susseguirsi di riferimenti culturali e religiosi, mischiati in maniera convincente tra loro.

    La trilogia è una lettura che dovrebbe risiedere nel bagaglio culturale di tutti i lettori di fantasy appassionati e non solo, anche solo per la sua rilevanza religiosa e politica così ben mescolata agli eventi, creando un sottotesto molto ricco (seppur troppo prevaricante in questo ultimo capitolo, come ho osservato).
    Per questo il mio voto finale rimane comunque alto, seppur alcune parti mi abbiano lasciata perplessa. Consigliato, assolutamente.

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  • 3

    «Quando hai smesso di credere in Dio» continuò Will, «hai smesso di credere al bene e al male?»
    «No. Ma ho smesso di credere che ci fossero una forza del bene e una forza del male fuori di noi. E son
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    «Quando hai smesso di credere in Dio» continuò Will, «hai smesso di credere al bene e al male?»
    «No. Ma ho smesso di credere che ci fossero una forza del bene e una forza del male fuori di noi. E sono giunta alla convinzione che bene e male sono nomi per ciò che fanno le persone, non per quello che sono. La sola cosa che possiamo dire è che questa è una buona azione perché aiuta qualcuno, o che quest'altra è cattiva perché fa male a qualcuno. Le persone sono troppo complesse perché le si possa etichettare».

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  • 4

    Degna conclusione di questa originalissima trilogia che mi aveva catturato fin dal primo volume. Una storia fantasy molto particolare ambientata in un mondo creato in maniera dettagliata e con protago ...continuer

    Degna conclusione di questa originalissima trilogia che mi aveva catturato fin dal primo volume. Una storia fantasy molto particolare ambientata in un mondo creato in maniera dettagliata e con protagonisti delineati alla perfezione a cui non si può non affezionare. La protagonista Lyra lascia il posto in questo romanzo, ai vari personaggi che ci sono stati introdotti nei volumi precedenti, rivestendo quasi un ruolo secondario fino agli ultimi capitoli. La trama complessa al punto giusto, giunge ad una conclusione soddisfacente ed emozionante. Un merito per le bellissime descrizioni con cui Philip Pullman tratteggia i vari mondi da lui immaginati.

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  • 3

    L'ho trovato a tratti lento, altre volte frettoloso.
    Non mi è sembrato che i richiami ai simboli e ai miti siano stati sempre ragionati e necessari, con una certa perdita di significato (insomma, tant ...continuer

    L'ho trovato a tratti lento, altre volte frettoloso.
    Non mi è sembrato che i richiami ai simboli e ai miti siano stati sempre ragionati e necessari, con una certa perdita di significato (insomma, tanto per fare un esempio, il lettore deve chiedersi qual è il motivo per cui a un certo punto si incontrano proprio le arpie, oppure deve accettare che ci siano e basta?) e un finale moralistico che - per quanto condivisibile - banalizza un po' tutto.
    Peccato, perché è una storia DAVVERO ambiziosa.

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  • 5

    In una valle ombreggiata e ricoperta di rododendri, dentro una grotta usata molti anni prima da un eremita, Lyra è tenuta prigioniera e addormentata dalla madre grazie ad una pozione che le somministr ...continuer

    In una valle ombreggiata e ricoperta di rododendri, dentro una grotta usata molti anni prima da un eremita, Lyra è tenuta prigioniera e addormentata dalla madre grazie ad una pozione che le somministra ogni giorno. Nessuno deve sapere dove è nascosta, ne vale della sua stessa vita perché il Magisterium la sta ancora cercando. Lì, al buio e aiutata da una bambina che la rifornisce di cibo e di acqua, la signora Coulter osserva Lyra profondamente addormentata e si accinge a lavarla e pettinarla sotto lo sguardo di disapprovazione del suo daimon, lo scimmiotto dorato che non la perde un attimo di vista. Non sa che mentre si agita nel sonno sudando copiosamente, Lyra sogna (o forse incontra?) un vecchio amico: “Roger...oh, Roger, dove sei? Che posto è mai questo? É il mondo della morte, Lyra...Non so cosa fare...Non so se sarò qui in eterno, e non so cosa posso aver fatto di male, dal momento che ho sempre cercato di essere buono, ma detesto tutto questo, ne sono spaventato...”. - See more at: http://www.mangialibri.com/bambini-ragazzi/il-cannocchiale-dambra#sthash.pXEgybit.dpuf

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  • 3

    Ho appena finito il libro. Ci sono stati alcuni capitoli che ho fatto fatica a leggerli. Ma gli altri li ho letti bene ed erano scorrevoli. Le lacrime sono scese. Però devo dire che speravo in un fina ...continuer

    Ho appena finito il libro. Ci sono stati alcuni capitoli che ho fatto fatica a leggerli. Ma gli altri li ho letti bene ed erano scorrevoli. Le lacrime sono scese. Però devo dire che speravo in un finale diverso....non mi è piaciuto molto. Nell'insieme è stata una lettura piacevole.

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  • 3

    Finalmente sono riuscita a finire, dopo anni, la saga della Bussola d'oro. Devo dire che l'ultimo libro mi è proprio piaciuto anche se, a mio avviso, ha una fine tristissima. Nel complesso, una bella ...continuer

    Finalmente sono riuscita a finire, dopo anni, la saga della Bussola d'oro. Devo dire che l'ultimo libro mi è proprio piaciuto anche se, a mio avviso, ha una fine tristissima. Nel complesso, una bella storia.

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  • 5

    Sono passati ormai diversi giorni da quando ho finito il terzo e ultimo libro della saga "Queste oscure materie" e ancora mi manca passare il tempo nel mondo di Lyra (e di Will e dei mulefa ecc.). Que ...continuer

    Sono passati ormai diversi giorni da quando ho finito il terzo e ultimo libro della saga "Queste oscure materie" e ancora mi manca passare il tempo nel mondo di Lyra (e di Will e dei mulefa ecc.). Questo ultimo libro e la saga in generale non sono perfetti: alcune scene e descrizioni troppo prolisse, altre tirate via, avvenimenti un po' improvvisi e anticlimatici, ma i mondi inventati da Philip Pullman mi sono rimasti dentro, così come i personaggi di Lyra, Will, Mrs. Coulter, Mary Malone... Ancora mi chiedo che forma potrebbe avere il mio daimon e ho apprezzato la scelta di Dio (o meglio dell'Autorità) come antagonista. Mi manca soprattutto Lyra, ragazzina coraggiosa e selvaggia, che forse compie azioni e scelte troppo grandi per la sua età, ma che è cresciuta e cambiata nel corso della saga; ma anche Mrs. Coulter, donna calcolatrice e personaggio davvero inquietante, una dei cattivi migliori che abbia trovato in un libro, ma che rivela anche un lato umano senza tradire la propria natura. Interessante anche Will, ragazzo che ha avuto una vita difficile e pertanto dal carattere complesso e a volte misterioso. Bellissime anche le ambientazioni che troviamo nel corso della saga: il circolo polare artico, il mondo dei mulefa, il mondo della morte, Cittagazze, lo stesso mondo di Lyra...
    Ci sarebbe molto altro da dire, ma preferisco non fare spoiler e consigliare questa trilogia che, pur non priva di difetti, rimane nel cuore di chi la legge.

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