A sangre fría

By

Publisher: Seix Barral

4.3
(3676)

Language: Español | Number of Pages: 365 | Format: Leather Bound | In other languages: (other languages) English , Portuguese , Chi simplified , Chi traditional , German , French , Italian , Dutch , Catalan , Swedish , Finnish , Czech , Polish , Basque , Greek

Isbn-10: 8432221864 | Isbn-13: 9788432221866 | Publish date: 

Also available as: Paperback , Hardcover , Others , Mass Market Paperback

Category: Crime , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

Do you like A sangre fría ?
Join aNobii to see if your friends read it, and discover similar books!

Sign up for free
Book Description
Parte de la colección "Obras Maestras de la Literatura Contemporanea"
Sorting by
  • 4

    La Bible Belt lacerata

    Questo famoso resoconto di Truman Capote di un efferato fatto di sangue ha fatto storia come il primo caso di romanzo "non-fiction", dato che tutti gli eventi narrati sono veri. Sicuramente Capote sa ...continue

    Questo famoso resoconto di Truman Capote di un efferato fatto di sangue ha fatto storia come il primo caso di romanzo "non-fiction", dato che tutti gli eventi narrati sono veri. Sicuramente Capote sa scrivere perfettamente ed ha la rara capacità di tenere interessato il lettore alle sue pagine - per esempio, nella narrazione a "montaggio incrociato" del primo capitolo, dove le parti dedicate a vittime e carnefici si riducono in estensione via via che ci si avvicina al tragico evento, quasi ad alzare la suspense aumentando la frequenza di stimoli visivi e mentali. Oppure nella descrizione delle vite passate dei due assassini che riesce a renderli umani, senza alcuna nota di giustificazione. E pure le parti dedicate alla pena di morte sono sobrie, misurate e ricche di domande, più che risposte, come sull'annosa questione della responsabilità individuale contro l'infermità mentale.
    Meno riuscite, forse, i piccoli detour in zone oniriche o visionarie dove Capote non trova molto materiale originale, nè una penna capace di invenzioni letterarie degne del suo nome (come nel caso del sogno dell'agente Dewey).

    Alla fine, il punto che mi ha colpito di più e che, forse, Capote ha voluto malignamente lasciare lentamente arrivare alla superficie (almeno 4-5 riferimenti nel testo sono molti!) è il fatto che i buoni cittadini di Holcomb si erano convinti che il mostro fosse uno di loro (al punto di restare delusi nello scoprire due sconosciuti come i colpevoli) - come dire che la cara, fraterna, morale, religiosa e accogliente piccola comunità del Kansas non vede l'ora di trovarsi la serpe che ha covato in seno.

    said on 

  • 0

    cosa significa studiare

    il liceo malignani di cervignano esibisce
    uno striscione per un ragazzo sequestrato

    picchiato e torturato in egitto mesi fa
    studenti rendono omaggio a un altro studente

    said on 

  • *** This comment contains spoilers! ***

    5

    Splendido resoconto di un tragico fatto avvenuto nel 1959 nella tranquilla provincia americana.
    Capote scrive meravigliosamente, le sue parole incidono la realtà descrivendola con puntigliosità, preci ...continue

    Splendido resoconto di un tragico fatto avvenuto nel 1959 nella tranquilla provincia americana.
    Capote scrive meravigliosamente, le sue parole incidono la realtà descrivendola con puntigliosità, precisione e attenzione. Ma senza dare giudizi. Fatti non impressioni o giudizi morali. Un nuovo tipo di romanzo, quello che nasce dal fatto e lo approfondisce, con fatti, indagini della polizia, verbali di interrogatori, incontri con le parti coinvolte.. il romanzo di attualità, di resoconto giornalistico
    Da maestro questa introduzione...

    “Fino a una mattina di metà novembre del 1959 pochi americani, anzi pochi kansaniani,avevano mai sentito parlare di Holcomb. … il dramma, sotto forma di avvenimento eccezionale, non si era mai fermato laggiu'. Gli abitanti del villaggio, che ammontano a duecentosettanta, erano soddisfatti che le cose stessero così e contenti di vivere entro i binari di un'esistenza normale: lavorare, andare a caccia, guardare la televisione, partecipare alle feste della scuola, alle prove del coro, ai raduni del Clunb 4_h. Ma poi, nelle prime ore di quella mattina di novembre, una domenica, certi rumori estranei penetrarono nei normali suoni di Holcomb: il lugubre isterismo dei cojotes, il fruscio secco degli amaranti in fuga, il fischio delle locomotive che si allontanavano veloci. Al momento neppure un'anima di Holcomb, villaggio immerso nel sonno, li udì: quattro colpi di fucile che, a conti fatti, posero fine a sei vite umane”

    Truman Capote, A sangue freddo

    said on 

  • 4

    Non c'è un vero giudizio nelle parole di Capote e questa è la cosa che più mi ha impressionato. è facile giudicare due assassini che freddano un'intera famiglia senza nessun motivo. Eppure l'autore, c ...continue

    Non c'è un vero giudizio nelle parole di Capote e questa è la cosa che più mi ha impressionato. è facile giudicare due assassini che freddano un'intera famiglia senza nessun motivo. Eppure l'autore, con la stessa freddezza, esamina ogni dettaglio della loro anima e della vicenda, senza giustificarli ma cercando di comprendere.
    Geniale e anche l'incredibile lavoro di documentazione, i dettagli degli avvenimenti sono così veri che risulta impossibile la distinzione tra realtà e finzione.

    said on 

  • 5

    這本小說的特別在於這是一個真實的案件,小說裡的一切都是作者經過長時間的訪談而整理出來的。尤其是對兩位犯案者的家庭、生活經驗還有心理層面鉅細靡遺的描繪。當你走入他們的生活、他們的心中,你會發覺,他們並不冷血。

    但作者畢竟不是當事人,一個人可以走入另一個人的核心多深?透過作者自己的觀感而呈現的人物與現實有多大的差距?或者是我在替自己築防護牆,不願相信他們並不冷血?

    這本書最後的重點還有生與死的拉扯,廢 ...continue

    這本小說的特別在於這是一個真實的案件,小說裡的一切都是作者經過長時間的訪談而整理出來的。尤其是對兩位犯案者的家庭、生活經驗還有心理層面鉅細靡遺的描繪。當你走入他們的生活、他們的心中,你會發覺,他們並不冷血。

    但作者畢竟不是當事人,一個人可以走入另一個人的核心多深?透過作者自己的觀感而呈現的人物與現實有多大的差距?或者是我在替自己築防護牆,不願相信他們並不冷血?

    這本書最後的重點還有生與死的拉扯,廢不廢死的爭論。這竟然是50年前的小說,而我們現在正在上演。我承認裡面某些說法說服了我有關廢死的論點。但當理智與情感悖離,我們真能抽離情感,理智的思考這些問題?因為當恐懼與生命威脅來臨時,本來就不是理智可以面對的。任何的論述、信仰也不該變成把社會推入危險、不安的藉口。

    said on 

  • 4

    Sono andato a cercare Holcomb con google map, un paesotto di poco più di 2000 abitanti nel Kansas occidentale ai confini del Colorado, attraversato dalla fragorosa ferrovia che, come Truman Capote con ...continue

    Sono andato a cercare Holcomb con google map, un paesotto di poco più di 2000 abitanti nel Kansas occidentale ai confini del Colorado, attraversato dalla fragorosa ferrovia che, come Truman Capote continuamente ricorda, rimbomba e fischia per i treni che la percorrono giorno e notte e che raramente vi si fermano. Sulla mappa satellitare è visibile un reticolo regolare, assolutamente geometrico, di grossi quadrati con delle circonferenze inscritte, a volte verdi, a volte un po’ meno, a volte marroni o grigi. Sono il reticolo degli appezzamenti agricoli irrigati con l’acqua presa dal vicino fiume Arkansas o dalle falde freatiche. Siamo infatti nelle grandi pianure del Midwest, dal clima semiarido, con inverni rigidi e estati secchissime. È grosso modo lo stesso ambiente in cui Steinbeck colloca “Furore” trent’anni prima. Il Kansas come l’Oklahoma negli anni Venti e Trenta del XX secolo fu flagellato dalle terribili dust bowl storms, dovute principalmente al forte impatto antropico su un ambiente semiarido e fragile. Questo è dunque il “teatro” ove Truman Capote colloca la tragedia della famiglia Cuttler sterminata da due balordi: un immensa estensione di campi coltivati, un agricoltura estensiva e estremamente meccanizzata, case fattoria sparpagliate e isolate, un piccolo centro abitato toccato dalla ferrovia e dall’autostrada, la vicina città di Garden City che appare come il cuore dell’intero territorio circostante, il centro amministrativo, commerciale, sociale, culturale. È l’America profonda, ancora agricola, fortemente religiosa. Truman Capote ricorda appunto la Bible Belt, la cintura della Bibbia, l’area culturale degli States fortemente religiosa, protestante, intrisa di evangelismo, che guarda caso coincide con quella che fu la Confederazione sudista.
    La particolare fascinazione che esercita su di me questo libro è data dalla narrazione-indagine di un delitto che non è assolutamente svolta come thriller (sappiamo già tutto infatti), ma come scavo-ricostruzione psicologica dei protagonisti (gli assassini, le vittime, gli investigatori, i parenti degli assassini e delle vittime, i vicini…). E dalla ricostruzione- esposizione dell’ambiente fisico, sociale, e culturale. Ne viene fuori l’America profonda di allora, alla fine degli anni Cinquanta, laboriosa, positiva, pragmatica, socievole, ancora profondamente religiosa, non toccata ancora da alcun dubbio sulla sua identità e sul suo ruolo, immersa ancora nella fascinazione dell’american dream, oserei dire ancora ingenua e innocente. Nulla traspare nella narrazione del maccartismo ancora imperante; ci sono accenni alla guerra di Corea, buttati lì; di lì a poco sarebbe arrivato Kennedy. La contestazione, il movimento hippy, la guerra del Vietnam e la perdita dell’innocenza sono ancora di là da venire. È l’America tradizionalista, che fa perno sulla famiglia, sull’autorità paterna e sul rispetto dei figli, sul lavoro, sulla solidarietà della comunità. Non c’ancora traccia alcuna della droga. Il femminismo non si sa cosa sia; il modello di donna è tutto ancora casa-famiglia. Una tranquilla mediocritas, un’aurea regola di conformismo rendono tutto tranquillo, ordinato; una normale routine nel benessere. A parte alcuni “balordi”... E si scopre allora l’altra faccia della medaglia, il lato meno solare dell’american dream, le contraddizioni della società apparentemente armoniosa. C’è la povertà economica e sociale delle famiglie dei piccoli farmers che a malapena si possono sfamare (vedi ancora “Furore”), del disagio economico che confina e sconfina nel disagio sociale e nella miseria morale e spirituale. Senza fare facile sociologismo, i due “devianti” Perry e Dick che massacrano a sangue freddo e senza alcun motivo apparente, vengono da storie e famiglie disagiate, abbondoni, solitudine, violenza. Disagio economico, miseria spirituale e morale fortemente intrecciate possono produrre la devianza e l’estrema violenza. C’è sempre comunque il gioco del caso. C’è la personale storia, la biografia psicologica e affettiva che fa si che si passi da un semplice furto alla violenza omicida senza un perché. Capote ricostruisce in modo magistrale le biografie di Perry e Dick, in maniera oggettiva, senza cedere al facile perdonismo pur restando comprensivo. C’è sempre un giusto e difficile equilibrio in questa ricostruzione: non c’è simpatia, ma comprensione. Egualmente per il finale, sull’applicazione della pena di morte, Capote non si schiera apparentemente sul pro o contro, si limita e registrare i dati, i fatti; descrive una serie di assassini feroci e spietati, compagni di Perry e Dick nell’Angolo (il braccio della morte) pur mostrando comprensione umana per gli assassini-vittime (il Kansas tolse la pena di morte all’inizio del XX secolo, poi la rimise per argina l’estrema violenza scatenatasi negli anni Venti).
    Un libro bellissimo, un affascinante e suadente scrittore Truman Capote, letto anche dopo circa un anno l’aver visto l’omonimo film di Bennet Miller, con Philip Seymour Hoffman.

    said on 

  • 5

    bestemmierò, perché la qualità letteraria del romanzo è eccezionale, ma non ho potuto non sorridere considerandolo il capostipite degli orrendi docufiction televisivi sui delitti famosi di cui si nutr ...continue

    bestemmierò, perché la qualità letteraria del romanzo è eccezionale, ma non ho potuto non sorridere considerandolo il capostipite degli orrendi docufiction televisivi sui delitti famosi di cui si nutrono le mie notti insonni. Blasfemia a parte un non romanzo (? di questo ci sarebbe da dire per ore) incredibile che regala l'immortalità, e sul piano empatico è la cosa che più mi ha smosso, soprattutto a Perry Smith, omicida psicotico, aspirante artista e sognatore fallito dotato di piedi da fanciulla e insondabili profondità d'animo.

    said on 

  • 4

    Fratelli della razza di Caino

    I retroscena di un massacro fanno sempre presa sulla curiosità morbosa della gente, ma “A sangue freddo” è molto più di questo. E' un libro di non-fiction che si può leggere come un romanzo, è il tent ...continue

    I retroscena di un massacro fanno sempre presa sulla curiosità morbosa della gente, ma “A sangue freddo” è molto più di questo. E' un libro di non-fiction che si può leggere come un romanzo, è il tentativo riuscito di elevare al rango di letteratura la cronaca.
    Si può spiegare razionalmente l'omicidio efferato di una famiglia indifesa? Qual è la pena appropriata per i colpevoli? E poi, la domanda più scomoda di tutte: è davvero così netto il confine tra Bene e Male?
    Con una scrittura elegante e apparentemente asettica, e persino con un briciolo di ironia che si intravede a tratti, Truman Capote sviscera l'argomento da vari punti di vista, attraverso testimonianze dirette e indirette.
    Conosciamo la normale quotidianità degli abitanti di Holcomb, nel Kansas occidentale, le “pungenti risonanze di prateria” del loro accento, l'economia piuttosto florida della zona, basata prevalentemente su agricoltura e sfruttamento del metano.
    Nessuno sbarra la porta di casa a Holcomb, perché nessun avvenimento eccezionale aveva mai turbato la tranquilla esistenza delle sue duecentosettanta anime fino a quella notte di novembre del 1959.
    La tragedia che colpisce i Clutter, famiglia stimata da tutti, scuote ogni certezza e mette paura:
    “...è come sentirsi dire che Dio non esiste. Fa apparire inutile la vita”. Inutile come la gentilezza e la generosità dei coniugi Clutter e come i sogni spezzati dei loro due figli adolescenti.
    Agghiaccianti le parole di chi li uccide senza un motivo, senza provare nulla né durante né dopo, con l'indifferenza di chi colpisce dei bersagli ad un tiro a segno:
    “Mi pareva un signore molto simpatico. Cortese. La pensai così fino al momento in cui gli tagliai la gola”.
    Quello che lo scrittore intraprende è un viaggio in fondo ad un abisso da cui lui stesso non si riprenderà mai del tutto (dopo i fatti narrati i suoi problemi di alcolismo peggiorarono).
    Traccia un approfondito ritratto psicologico dei due assassini, e negli anni che passano nel Penitenziario di Stato in attesa dell'esecuzione della pena capitale diventa il loro confidente e amico.
    Scopre una certa affinità con Perry, quello con velleità culturali e un'infanzia traumatica “...perché la vita di Perry Smith non era stata un letto di rose, ma una misera, laida, solitaria corsa verso un miraggio dopo l'altro”.
    Ma non dimentica che sono soprattutto spietati criminali, “fratelli della razza di Caino”, e nel libro Bene e Male si fronteggiano restando ben distinti.
    Eppure non mancano zone d'ombra, passaggi significativi che mostrano il lato oscuro degli esseri umani, al di là del comprensibile desiderio di vedere i colpevoli pendere da una forca.
    Per esempio, la delusione provata da molti dopo la cattura, quando si scopre che non si è trattato della vendetta di un abitante del villaggio (la storia sarebbe stata più interessante), o la folla di curiosi (oltre cinquemila persone) che presenziarono all'asta per la vendita della fattoria dei Clutter.
    E non sembrano troppo lontane dalla verità le parole di Perry sui giurati: “Guardagli gli occhi. Mi venga un accidenti se sono l'unico assassino nell'aula”.
    Rabbia, orrore, raccapriccio, pietà sono i sentimenti che suscita a fasi alterne la lettura di questo libro, consigliato a chi crede che la pena di morte sia un modo per ottenere giustizia ma anche a chi, al contrario, vede nel perdono l'unica possibile via d'uscita.

    said on 

  • 5

    It is warm too...

    I started it hating this 'poor' murderers, however, I ended up feeling sympathy for them. Capote marvellously explores the characters, giving a chance to the readers to understand what did exactly hap ...continue

    I started it hating this 'poor' murderers, however, I ended up feeling sympathy for them. Capote marvellously explores the characters, giving a chance to the readers to understand what did exactly happen in that house and, I'd say, in those lives too. The fiction surrounding the real facts is lovely and contributes to create a masterpiece. I found it cold, as it defines itself, but warm at the same time. I've loved it!

    said on 

Sorting by
Sorting by
Sorting by