A sangre fría

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Publisher: Editorial Anagrama, S.A.

4.3
(3735)

Language: Español | Number of Pages: 315 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) English , Portuguese , Chi simplified , Chi traditional , German , French , Italian , Dutch , Catalan , Swedish , Finnish , Czech , Polish , Basque , Greek

Isbn-10: 8433920308 | Isbn-13: 9788433920300 | Publish date:  | Edition 11

Also available as: Leather Bound , Hardcover , Others , Mass Market Paperback

Category: Crime , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Book Description
El 15 de noviembre de 1959, en un pueblecito de Kansas, los cuatro miembros de la familia Clutter fueron salvajemente asesinados en su casa. Los crímenes eran, aparentemente, inmotivados, y no se encontraron claves que permitieran identificar a los asesinos. Cinco años después, Dick Hickcock y Perry Smith fueron ahorcados como culpables de las muertes. A partir de estos hechos, y tras realizar largas y minuciosas investigaciones con los protagonistas reales de la historia, Truman Capote dio un vuelco a su carrera de narrador y escribió A sangre fría, la novela que le consagró definitivamente como uno de los grandes de la literatura norteamericana del siglo xx. Capote sigue paso a paso la vida del pequeño pueblecito, esboza retratos de los que serían víctimas de una muerte tan espantosa como insospechada, acompaña a la policía en las pesquisas que condujeron al descubrimiento y detención de Hickcock y Smith y, sobre todo, se concentra en los dos criminales psicópatas hasta construir dos personajes perfectamente perfilados, a los que el lector llegará a conocer íntimamente. A sangre fría, que fue bautizada, pionera y provocativamente, por Capote como una «non fiction novel», es un libro estremecedor que, desde la fecha misma de su publicación, se convirtió en un clásico.
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  • *** This comment contains spoilers! ***

    4

    Una storia americana.

    Nel Novembre del 1959 l’America venne scossa da un cruento pluriomicidio. In una piccola cittadina del Kansas infatti la famiglia Clutter, padre, madre e due figli, venne totalmente sterminata da due ...continue

    Nel Novembre del 1959 l’America venne scossa da un cruento pluriomicidio. In una piccola cittadina del Kansas infatti la famiglia Clutter, padre, madre e due figli, venne totalmente sterminata da due squilibrati che, entrati in casa per una rapina, finirono per trucidare la famiglia inerme. Capote lesse questo notizia da un trafiletto di un giornale e ne rimase fortemente colpito tanto da iniziare questo romanzo che lo impegno per sei lunghi anni, e dopo di questo smise di scrivere. “Non potrete mai capire quanto questo romanzo mi sia costato, mi ha logorato fino al midollo”, questa è una sua celebre farse al riguardo, ora non si sa se questa sia la motivazione reale o meno, ma sta di fatto che è l’ultima opera portata a termine dallo scrittore.
    Il libro si apre con una profonda descrizione dello scenario, presentato come un classico e rurale villaggio del mid-west, dove le persone sono poche, le capre tante e la gente semplice, burbera ma gentile. Uno dei più ricchi del villaggio è per l’appunto il signor Clutter, che spesso da lavoro a dei forestieri nei suoi campi ed è proprio uno di questi, finito in carcere, che darà poi la falsa notizia agli esecutori materiali del delitto di una cassaforte. I due giovani delinquenti, Perry e Dick, finiscono quindi la detenzione e una volta usciti decidono di andare a fare visita alla famiglia Clutter per quello che sembra un colpo facile facile. In realtà poi la notizia della cassaforte si rivelerà infondata ma i due criminali decisero comunque di non lasciare testimoni uccidendo a sangue freddo l’inter famiglia. Inizia quindi la loro fuga, che terminerà quando goffamente tenteranno di rubare un auto. Capote continuerà poi il racconto anche durante l’interrogatorio dei due giovani, ed è proprio qui che darà il meglio di sé, probabilmente perchè seguito di persona, delineando in maniera perfetta e da vero psicanalista le personalità di entrambi. Il romanzo terminerà poi con la tragica ma evidente unica conclusione.
    Lo stile è prettamente giornalistico, d’altra parte era proprio quello che voleva Capote e cioè scrivere un romanzo-indagine sulla vicenda, di conseguenza ogni posto o personaggio è dettagliatamente descritto, inclusi anche i vari passati dei protagonisti o i loro vizi e abitudini. Il linguaggio è semplice e comune anche se essendo stato scritto 50 anni vi si trovano molti termini ormai desueti. In sostanza è un romanzo molto avvincente ed interessante, sia dal punto di vista letterario che giornalistico, unendo la vicenda di per sé (già tragica e piena di thriller) ad un’ottima analisi giornalistica. Se vi piace il genere non fatevelo scappare.

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  • 2

    Bisogna che lo ammetta; a me Capote non è mai piaciuto molto. Cronaca "oggettiva" e dettagliattissima dei giorni precedenti e degli anni successivi a un massacro compiuto, senza motivo, nel Kansas. Af ...continue

    Bisogna che lo ammetta; a me Capote non è mai piaciuto molto. Cronaca "oggettiva" e dettagliattissima dei giorni precedenti e degli anni successivi a un massacro compiuto, senza motivo, nel Kansas. Affascinante opera più simile a un giornalismo con stile che a un romanzo; elegante e particolareggiato fino allo sfinimento, ma manca di nerbo, di significato, di identità.

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  • 5

    Si legge d'un fiato. Capote guida il lettore prima attraverso la vita attutita nel Midwest americano, poi tra i meandri inquietanti della mente di due figli maledetti della provincia. Affascinanti sia ...continue

    Si legge d'un fiato. Capote guida il lettore prima attraverso la vita attutita nel Midwest americano, poi tra i meandri inquietanti della mente di due figli maledetti della provincia. Affascinanti sia la ricostruzione dell'ambiente, sia quella psicologica.

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  • 3

    Partendo da un terribile fatto di cronaca, realmente accaduto, Capote costruisce un romanzo avvincente e ben scritto. Le motivazioni che hanno portato gli assassini ad uccidere quattro persone, per po ...continue

    Partendo da un terribile fatto di cronaca, realmente accaduto, Capote costruisce un romanzo avvincente e ben scritto. Le motivazioni che hanno portato gli assassini ad uccidere quattro persone, per poco più di 40 dollari, sono così incredibili che risultano veritiere sono seguendo la ricostruzione della personalità e della vita di questi criminali. Anche così, però, colpisce una frase all'interno del libro: "migliaia di persone affrontano simili crudeltà e durezze nell'infanzia e nella loro vita, ma non per questo diventano degli assassini"

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  • 4

    Il libro è appassionate e scritto benissimo. Quello che mi è piaciuto di più è che Capote cerca, e per me ci riesce, di descrivere gli avvenimenti in maniera assetica, lo scrittore scompare completame ...continue

    Il libro è appassionate e scritto benissimo. Quello che mi è piaciuto di più è che Capote cerca, e per me ci riesce, di descrivere gli avvenimenti in maniera assetica, lo scrittore scompare completamente, nessun giudizio traspare dalle parole di Capote, ne sui due assasini, ne sulle vittime, ne sulla pena di morte. il lettore è lasciato libero. Il libro è bellissimo e tremento anche se l'autore non si sofferma su dettagli trucidi a renderlo trmento basta il fatto che non si tratta di una storia di fantasia ma di una storia realmente accaduta basata su documenti e dichiarazioni realmente fatte. Assolutamente da leggere.

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  • 5

    Ho letto A sangue freddo di Truman Capote una decina di anni fa (almeno). Capisco perfettamente perché abbia scosso il mondo della letteratura alla sua uscita durante gli anni Sessanta: nonostante fos ...continue

    Ho letto A sangue freddo di Truman Capote una decina di anni fa (almeno). Capisco perfettamente perché abbia scosso il mondo della letteratura alla sua uscita durante gli anni Sessanta: nonostante fossi già avvezzo e direi vaccinato ad ogni tipo di romanzo-reportage, nonostante fossi ormai abituato ai documentari sulle stragi più efferate e nonostante i miei occhi avessero assistito a decine di colpi di scena (anche cruenti) nelle migliori pellicole thrilleristiche, A sangue freddo mi aveva colpito qui, dove in una serie TV compare il puntatore rosso del laser.

    L’attenzione per le vittime e il loro ambiente, quella sorta di rispetto profondo per la comunità, il profilo psicologico dei due assassini tracciato con la mano sapiente del capace osservatore e dello scrittore di grande talento rendono A sangue freddo un libro imperdibile, non a caso inserito nella (ormai mitologica) lista dei 1001 libri da leggere a ogni costo. Nel rimetterlo sul comodino e nel rileggerlo, mi ha quasi sconvolto la capacità di sintesi fotografica di Truman Capote: il suo sguardo attraversa un obiettivo che passa con facilità dallo zoom al grandangolo, dalla definizione del dettaglio ad una apertura di visuale immensa. Il tutto, mantenendo una messa a fuoco perfetta, dal primo piano allo sfondo. Potessi dotare la Nikon di uno strumento simile senza dover vendere un rene, sarei già in negozio.

    Credo si capitato a chiunque abbia affrontato A sangue freddo di cercare le immagini dei protagonisti: non certo una foto della scena del delitto, caratterizzata da una efferatezza insensata, ma gli sguardi degli assassini in carcere o una foto della famiglia prima della tragedia. Non ero rimasto particolarmente soddisfatto delle trasposizioni filmiche (si, lo so, Oscar per il miglior attore protagonista a Philip Seymour Hoffman, ma quando ami un libro è così, nessuno può superare la pellicola che hai girato nella tua mente). Grazie al test di Kindle Unlimited (che qualche bella sorpresa la riserva) ho scoperto una trasposizione a fumetti delicata, coinvolgente, persino disturbante senza mai trascendere nel voyeurismo o nel pietismo. Si intitolata Truman Capote in Kansas ed è edito da Panini Comics. Mi sento di consigliarlo.

    http://capitolo23.com/2016/10/02/a-sangue-freddo-truman-capote/

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  • 3

    Lettura molto interessante, che consiglio. L'autore ricostruisce con minuzia in modo oggettivo l'omicidio di una famiglia abbiente in Kansas ad opera di due giovani sbandati, che uccisero a sangue fre ...continue

    Lettura molto interessante, che consiglio. L'autore ricostruisce con minuzia in modo oggettivo l'omicidio di una famiglia abbiente in Kansas ad opera di due giovani sbandati, che uccisero a sangue freddo senza un vero motivo. Oltre a descrivere nei particolari le ultime ore di vita della famiglia l'autore si sforza di fornirci un quadro del contesto familiare e sociale in cui crebbero i due giovani "mostri" per farli conoscere meglio, senza mai esprimere giudizi. In particolare ci fa conoscere Perry, mezzo indiano e irlandese con una vita difficile alle spalle( madre alcolizzata, due fratelli suicidi, collegi con personale sadico) sognatore e amante della cultura, pur non avendo studiato, ma anche capace di uccidere senza provare la minima emozione, piuttosto che Dick, biondo ragazzone americano con un passato da spacciatore di assegni a vuoto. Ben riuscita anche la figura del funzionario di polizia Dewey, personalmente coinvolto nella ricerca del colpevole per la sua conoscenza delle vittime e segnato fisicamente e psicologicamente dallo svolgersi dell'inchiesta. L'autore si interroga molto anche sul concetto di sanità mentale adottato dallo Stato del Kansas per cui era sufficiente che l'agente sapesse distinguere il bene dal male e sapesse che la sua azione era deplorevole per condannarlo a morte. L'autore pone implicitamente la domanda se non sia riduttivo tale regolamento per persone come Perry, che, sottoposto all'esame di un medico specializzato era apparso affetto da probabile schizofrenia, non sapendo discernere situazioni reali da proiezioni mentali. Ovviamente come tutti penso che non dovessero essere lasciati impuniti per l'orribile crimine che avevano commesso ma come spesso mi capita quando si parla di esecuzioni capitali mi chiedo se sia opportuno riservare a psicolabili la pena di morte ( ammesso e non concesso che si possa ammettere che lo Stato privi un uomo della propria vita) piuttosto che l'ospedale psichiatrico con cure adeguate, non potendo essi sempre comprendere le loro azioni. Capote è stato molto criticato per questo libro anche per la sua vicinanza con gli assassini, che ha seguito durante il processo fino all'esecuzione; tuttavia dal libro non traspare certo una giustificazione per le loro azioni, posto che il volume si compendia in un tentativo di viaggio nella mente umana dei due assassini e nei suoi recessi più oscuri. Si può comprendere ma non giustificare. Non vedo nemmeno molto voyeurismo cinico sinceramente: Capote non insiste sui particolari più cruenti se non il minimo indispensabile per comprendere la dinamica dei fatti.

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  • 4

    La Bible Belt lacerata

    Questo famoso resoconto di Truman Capote di un efferato fatto di sangue ha fatto storia come il primo caso di romanzo "non-fiction", dato che tutti gli eventi narrati sono veri. Sicuramente Capote sa ...continue

    Questo famoso resoconto di Truman Capote di un efferato fatto di sangue ha fatto storia come il primo caso di romanzo "non-fiction", dato che tutti gli eventi narrati sono veri. Sicuramente Capote sa scrivere perfettamente ed ha la rara capacità di tenere interessato il lettore alle sue pagine - per esempio, nella narrazione a "montaggio incrociato" del primo capitolo, dove le parti dedicate a vittime e carnefici si riducono in estensione via via che ci si avvicina al tragico evento, quasi ad alzare la suspense aumentando la frequenza di stimoli visivi e mentali. Oppure nella descrizione delle vite passate dei due assassini che riesce a renderli umani, senza alcuna nota di giustificazione. E pure le parti dedicate alla pena di morte sono sobrie, misurate e ricche di domande, più che risposte, come sull'annosa questione della responsabilità individuale contro l'infermità mentale.
    Meno riuscite, forse, i piccoli detour in zone oniriche o visionarie dove Capote non trova molto materiale originale, nè una penna capace di invenzioni letterarie degne del suo nome (come nel caso del sogno dell'agente Dewey).

    Alla fine, il punto che mi ha colpito di più e che, forse, Capote ha voluto malignamente lasciare lentamente arrivare alla superficie (almeno 4-5 riferimenti nel testo sono molti!) è il fatto che i buoni cittadini di Holcomb si erano convinti che il mostro fosse uno di loro (al punto di restare delusi nello scoprire due sconosciuti come i colpevoli) - come dire che la cara, fraterna, morale, religiosa e accogliente piccola comunità del Kansas non vede l'ora di trovarsi la serpe che ha covato in seno.

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  • 0

    cosa significa studiare

    il liceo malignani di cervignano esibisce
    uno striscione per un ragazzo sequestrato

    picchiato e torturato in egitto mesi fa
    studenti rendono omaggio a un altro studente

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    5

    Splendido resoconto di un tragico fatto avvenuto nel 1959 nella tranquilla provincia americana.
    Capote scrive meravigliosamente, le sue parole incidono la realtà descrivendola con puntigliosità, preci ...continue

    Splendido resoconto di un tragico fatto avvenuto nel 1959 nella tranquilla provincia americana.
    Capote scrive meravigliosamente, le sue parole incidono la realtà descrivendola con puntigliosità, precisione e attenzione. Ma senza dare giudizi. Fatti non impressioni o giudizi morali. Un nuovo tipo di romanzo, quello che nasce dal fatto e lo approfondisce, con fatti, indagini della polizia, verbali di interrogatori, incontri con le parti coinvolte.. il romanzo di attualità, di resoconto giornalistico
    Da maestro questa introduzione...

    “Fino a una mattina di metà novembre del 1959 pochi americani, anzi pochi kansaniani,avevano mai sentito parlare di Holcomb. … il dramma, sotto forma di avvenimento eccezionale, non si era mai fermato laggiu'. Gli abitanti del villaggio, che ammontano a duecentosettanta, erano soddisfatti che le cose stessero così e contenti di vivere entro i binari di un'esistenza normale: lavorare, andare a caccia, guardare la televisione, partecipare alle feste della scuola, alle prove del coro, ai raduni del Clunb 4_h. Ma poi, nelle prime ore di quella mattina di novembre, una domenica, certi rumori estranei penetrarono nei normali suoni di Holcomb: il lugubre isterismo dei cojotes, il fruscio secco degli amaranti in fuga, il fischio delle locomotive che si allontanavano veloci. Al momento neppure un'anima di Holcomb, villaggio immerso nel sonno, li udì: quattro colpi di fucile che, a conti fatti, posero fine a sei vite umane”

    Truman Capote, A sangue freddo

    said on 

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