A tres metros sobre el cielo

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Publisher: Editorial Planeta

3.0
(7023)

Language: Español | Number of Pages: 464 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Italian , German , Catalan , French , Chi traditional , Portuguese , English

Isbn-10: 8408082388 | Isbn-13: 9788408082385 | Publish date:  | Edition 1

Also available as: Mass Market Paperback , Others

Category: Fiction & Literature , Romance , Teens

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Book Description

Babi es una estudiante modelo y la hija perfecta. Step, en cambio, es violento y descarado. Provienen de dos mundos completamente distintos. A pesar de todo entre los dos nacerá un amor fuera de todas las convenciones. Un amor controvertido por el que deberán luchar más de lo que esperaban. Babi y Step se erigen como un Romeo y Julieta contemporáneos en Roma, un escenario que parece creado para el amor.

A tres metros sobre el cielo es la primera obra de Federico Moccia. Publicado por primera vez en 1992 en una edición mínima pagada por el propio autor y que se agotó inmediatamente, fue fotocopiado una y otra vez, y circuló de mano en mano hasta que se reeditó en 2004 y se convirtió en un espectacular éxito de ventas. Se han vendido más de un millón de ejemplares en Italia.

Sorting by
  • 1

    "Sanità Mentale"

    Apelle, figlio d'Apollo, fece una PALLINA di pelle di POLLO. Tutti i pesci vennero a galla per vedere la PALLINA di pelle di POLLO, fatta da BABI, figlia di STEP.

    said on 

  • 3

    Libro adolescenziale

    Un racconto piacevole e una lettura scorrevole, ma che può coinvolgere principalmente chi ama i libri dedicati alla fascia d'età 15-25.
    Non è un capolavoro, ma si fa leggere bene ed è scorrevole, già ...continue

    Un racconto piacevole e una lettura scorrevole, ma che può coinvolgere principalmente chi ama i libri dedicati alla fascia d'età 15-25.
    Non è un capolavoro, ma si fa leggere bene ed è scorrevole, già di per sè un miracolo per un libro di autore italiano.
    Consigliato in spiaggia e per svago, ma non di più.

    said on 

  • 2

    Ma sì quando si era quattordicenni era carino leggerlo seppure riguardava una fetta di società adolescenziale non troppo perbene...

    said on 

  • 5

    Excelente

    Es un libro que me gustó mucho, al principio no me logró capturar tan rápido pero conforme avanzaba la historia me lleno, es un romance juvenil excelente para disfrutarse y quedarse con las ganas de l ...continue

    Es un libro que me gustó mucho, al principio no me logró capturar tan rápido pero conforme avanzaba la historia me lleno, es un romance juvenil excelente para disfrutarse y quedarse con las ganas de leer la segunda parte.

    said on 

  • 2

    Bye bye Moccia...

    2 stelle solo perchè mi resta il dubbio di come avrebbe potuto essere leggendolo da ragazzina...ma a quei tempi i libri di Moccia non esistevano. Per fortuna. :)

    said on 

  • 1

    Dura lex sed lex

    - Avvocato, avvocato c'è speranza?
    - Devo essere sincero? Poca. Se siamo fortunati un anno con la condizionale.
    - Ma ignoravo chi fosse e come scrivesse, lei lo sa! Il giudice anche...
    - La legge non ...continue

    - Avvocato, avvocato c'è speranza?
    - Devo essere sincero? Poca. Se siamo fortunati un anno con la condizionale.
    - Ma ignoravo chi fosse e come scrivesse, lei lo sa! Il giudice anche...
    - La legge non ammette ignoranza.
    - Però è ingiusto. Nemmeno avessi rubato un litro di latte al supermercato. Quelli dovrebbero essere processati per direttissima, non io...
    - Mia cara ancora non si rende conto? Lei ha letto Moccia. Moccia!
    - Ma solo due pagine, poi l'ho abbandonato.
    - Il reato comunque c'è. Speriamo che il tribunale, nonostante la gravità del misfatto, sia clemente. In fondo lei è incensurata.
    - Ma "La Recherche, Borges, DFW, Bolaño, Keats, L'Ulisse non contano nulla?
    - E' il normale curriculum di un bibliofilo medio.
    - Devo rassegnarmi, allora?
    - Sì e veda di nascondere in fondo alla borsa quella Ferrante, altrimenti la condizionale ce la scordiamo. Lei tende a reiterare, stia attenta.
    - Va b... bene (singulto). Però la Scuola Holden la consigliava.
    - Signorina non deve dare retta né alle Scuole né ai suggerimenti. Si concentri sugli scrittori veri e segua l'istinto. Vedrà che non sbaglierà più.
    - Farò così, avvocato. Sì, grazie. Avrebbe un kleenex? Ho finito i miei.
    Mestamente il biondo legale porge alla sciagurata un pacchetto di fazzolettini. Due pentiti con relativa scorta passando accanto alla coppia reprimono a stento un moto di disgusto: nei corridoi del Palazzo di Giustizia la voce si è sparsa in fretta.
    Anche l'avvocato non è molto fiero di sé: di quella cliente avrebbe volentieri fatto a meno, ma è duro sfuggire ai doveri dell'amicizia.
    charta ha scritto il  9 mag 2015 21:30

    said on 

  • 1

    BAH!

    Mi è stato detto che non potevo giudicare senza leggere e quindi, armato di pazienza e soprattutto coraggio, ho aperto questo libro finendolo in un giorno e mezzo. Ora posso esprimermi: 'na schifiezz! ...continue

    Mi è stato detto che non potevo giudicare senza leggere e quindi, armato di pazienza e soprattutto coraggio, ho aperto questo libro finendolo in un giorno e mezzo. Ora posso esprimermi: 'na schifiezz!!

    said on 

  • *** This comment contains spoilers! ***

    2

    CELEBRITY DEATHMATCH: MOCCIA vs D'AVENIA

    Dunque, la mia opinione su Alessandro D'Avenia e Bianca come il latte, rossa come il sangue è chiaramente espressa qui http://benzinaenocciole.blogspot.it/2013/10/bianca-come-il-latte-alle-ginocchia.h ...continue

    Dunque, la mia opinione su Alessandro D'Avenia e Bianca come il latte, rossa come il sangue è chiaramente espressa qui http://benzinaenocciole.blogspot.it/2013/10/bianca-come-il-latte-alle-ginocchia.html
    Però, poiché autore e libro hanno avuto e hanno ancora grande successo, mi capita abbastanza spesso, sui social network o anche sul blog (ad esempio, nei commenti a questo post), di discuterne ancora. Ed in queste discussioni il nome di D'Avenia viene spesso associato, talvolta per similitudine dai detrattori, talvolta per contrasto dagli estimatori, a quello di Federico Moccia. Dunque, siccome sono come San Tommaso, e se devo parlare di un libro voglio farlo con cognizione di causa (e poi l'avevo promesso a dolcezzedimamma), mi ci sono messa di buzzo buono e ho letto Tre metri sopra il cielo.
    Cominciamo dicendo che l'ho trovato decisamente bruttino, anche se non orripilante come Bianca come il latte, ed ora vi spiegherò perché.
    Come piuttosto noto, la vicenda è quella della storia d'amore che nasce tra la giovane e bella Babi, studentessa, figlia e amica-modello, appartenente alla ricca borghesia romana, e Step, specie di teppistello motomunito (in realtà proveniente anch'egli dallo stesso milieu), bello e tenebroso.
    Lo stile, sarebbe quasi superfluo dirlo, fa piangere. Credo di non aver trovato una sola subordinata in tutto il romanzo. Il lessico è quanto di più monotono, banale, infarcito di luoghi comuni e frasi fatte si possa trovare su piazza (qualunque cosa si riferisca alla protagonista è dolce, tenero, morbido. Stop.). Decisamente irritante è l'enfasi posta, a tutti i livelli, sull'apparire: su quanto sono fighi i protagonisti, le loro case, le loro cose, su quanto sia importante essere fighi. Sintomo evidente di ciò è la sostituzione di tutti i nomi comuni afferenti al campo semantico dell'abbigliamento, dei mezzi di trasporto, ecc ecc, con i nomi delle marche (tutte, ovviamente, di lusso e supercool): non occhiali da sole ma Ray-Ban, non jeans ma Levi's, non auto ma Mercedes XYZsticazzi.
    Detto questo, però, siore e siori, abbiamo (quasi) dei personaggi plausibili e, incredibile dictu, una storia che regge.
    Infatti, per la maggior parte, i personaggi sono personaggi tout-court, che pensano, agiscono e parlano in maniera coerente rispetto alla propria età e connotazione socio-culturale: i ragazzi si pompano in palestra, dicono cazzo e culo e hanno voglia di scopare; le ragazze pensano di essere grasse e adorano borse e scarpe. Possiamo accusarli di essere vanesi e superficiali e materialisti, ma santiddio, un ventenne vanesio, superficiale e materialista si comporta esattamente così. Chiaramente, è impossibile non trovare elementi sterotipici in ognuno di essi, in particolare negli adulti: la madre benpensante, ansiosa e perfezionista, il padre in crisi di mezz'età che subisce il fascino di sentirsi di nuovo giovane e gajardo, la professoressa zitella inacidita. Però, di nuovo, sono stereotipi usati con cognizione di causa e, soprattutto, privi di ogni connotazione moralistica, tanto che è francamente difficile non trovare almeno un po' spiacevoli e fastidiosi tutti i personaggi.
    La vicenda sfrutta a piene mani tutti i clichés della feuilletonistica rosa: la brava ragazza portata sulla via della perdizione, l'iniziazione sessuale, il bello e dannato che nasconde un doloroso trauma (edipico, ça va sans dire), l'amica sciocca ma fedele, la morte prematura trovata sfidando il pericolo, il duello, il senso dell'onore, la disubbienza alle regole imposte. Ovviamente, è tutto abbassato di grado: i destrieri sono moto potenti, l'offesa da lavare col sangue una questione futile, la disubbidienza si riduce ad un paio di bigiate* o a feste con rissa e furtarello annesso. Però, bisogna ammetterlo, è una vicenda che funziona, con tempi ben calibrati e che rivelano anche una certa consapevolezza narrativa e capacità di gestire tecniche non scontate: ad esempio, il lungo episodio delle corse in moto, centrale ai fini della storia d'amore tra Babi e Step, è raccontato in montaggio parallelo (provate a chiedere a D'Avenia anche un solo flashback e poi ne riparliamo); le descrizioni sono spesso esornative e fastidiose in quell'elogio del dettaglio lussuoso a cui accenavo prima, ma hanno l'immediatezza e la chiarezza realistica di sequenza cinematografiche.
    Infine, sia ringraziato il cielo, il finale non è per nulla scontato, buonista o conciliante, anzi, ha una schiettezza quasi neorealista nel mettere a nudo le falle di una storia d'amore da film.
    Insomma, il buon Moccia, almeno in questo primo romanzo (mi risparmierò molto volentieri i successivi), mostra una consapevolezza narrativa e "sociologica", rispetto alla sua materia, da far impallidire il melenso, buonista ed "educativo" D'Avenia.
    Dunque, tamarrello motorizzato batte aspirante poeta stilnovista con un secco 1 a 0.
    Palla al centro.

    *seghe, forche, filoni, buche, tagli: marinare la scuola, per intenderci.

    said on 

  • 1

    Dura lex sed lex

    - Avvocato, avvocato c'è speranza?
    - Devo essere sincero? Poca. Se siamo fortunati un anno con la condizionale.
    - Ma ignoravo chi fosse e come scrivesse, lei lo sa! Il giudice anche...
    - La legge non ...continue

    - Avvocato, avvocato c'è speranza?
    - Devo essere sincero? Poca. Se siamo fortunati un anno con la condizionale.
    - Ma ignoravo chi fosse e come scrivesse, lei lo sa! Il giudice anche...
    - La legge non ammette ignoranza.
    - Però è ingiusto. Manco avessi rubato un litro di latte al supermercato. Quelli dovrebbero essere processati per direttissima, non io...
    - Mia cara ancora non si rende conto? Lei ha letto Moccia. Moccia!
    - Ma solo due pagine, poi l'ho abbandonato.
    - Il reato comunque c'è. Speriamo che il tribunale, nonostante la gravità del misfatto, sia clemente. In fondo lei è incensurata.
    - Ma "La Recherche, Borges, DFW, Bolaño, Keats, L'Ulisse non contano nulla?
    - E' il normale curriculum di un bibliofilo medio.
    - Devo rassegnarmi, allora?
    - Sì e veda di nascondere in fondo alla borsa quella Ferrante, altrimenti la condizionale ce la scordiamo. Lei tende a reiterare, stia attenta.
    - Va b... bene (singulto). Però la Scuola Holden la consigliava.
    - Mia cara non deve dare retta né alle Scuole né ai suggerimenti. Si concentri sugli scrittori veri e segua l'istinto. Vedrà che non sbaglierà più.
    - Farò così, avvocato. Sì, grazie. Avrebbe un kleenex? Ho finito i miei.
    Mestamente il biondo legale porge alla sventurata un pacchetto di fazzolettini. Due pentiti con relativa scorta passando accanto alla coppia reprimono a stento un moto di disgusto: nei corridoi del Palazzo di Giustizia la voce si è sparsa in fretta.
    Anche l'avvocato non è molto fiero di sé: di quella cliente avrebbe volentieri fatto a meno, ma non poteva negare un favore al suo migliore amico, sebbene la patrocinata sia solo (deo gratias!) una sua ex.

    said on 

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