A un cerbiatto somiglia il mio amore

Di

Editore: Mondadori (Grandi Bestsellers)

4.1
(1782)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 781 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo , Inglese , Greco , Francese

Isbn-10: 8804592745 | Isbn-13: 9788804592747 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Alessandra Shomroni

Disponibile anche come: Copertina rigida , eBook , Altri

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Storia

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  • 2

    Questo è il secondo libro di Grossman che ho letto e l'ho scelto sia per i numerosi commenti positivi al riguardo sia per dare una seconda possibilità ai lavori di questo autore. Premetto che questo è ...continua

    Questo è il secondo libro di Grossman che ho letto e l'ho scelto sia per i numerosi commenti positivi al riguardo sia per dare una seconda possibilità ai lavori di questo autore. Premetto che questo è un bel libro. La storia è molto profonda, sentita e dolorosa. La descrizione dei personaggi è approfondita ma impiega molte pagine per essere ben definita al lettore. La complessità dei caratteri e delle esperienze vissute dai diversi protagonisti è notevole ma penalizza la comprensione della trama. A volte si perde il filo logico del discorso. Le pagine sono prolisse e cariche di avvenimenti che non sempre apportano valore significativo alla storia. Questo carico verbale rende faticosa e poco scorrevole la lettura sebbene il tema trattato sia complesso.

    ha scritto il 

  • 3

    Bello, ma noioso

    Bello. ma decisamente troppo lungo e noioso in troppe parti, anche qui l'autore ha voluto (narcisisticamente) fare un esercizio affabulatorio oltre i limiti del consentito, ma almeno ha il pregio di r ...continua

    Bello. ma decisamente troppo lungo e noioso in troppe parti, anche qui l'autore ha voluto (narcisisticamente) fare un esercizio affabulatorio oltre i limiti del consentito, ma almeno ha il pregio di raccontare una storia e delle emozioni coinvolgenti ed originali.

    ha scritto il 

  • 5

    Ci sono libri che ti scelgono e scelgono il momento in cui essere letti. Questo era sulla libreria da mesi e si è fatto leggere in un momento particolare dove i ricordi saltano fuori anche dal muro pe ...continua

    Ci sono libri che ti scelgono e scelgono il momento in cui essere letti. Questo era sulla libreria da mesi e si è fatto leggere in un momento particolare dove i ricordi saltano fuori anche dal muro per farmi agguati. E questo è un libro di ricordi ed è una cima da scalare. Le prime 250 pagine ti fanno venir  voglia di abbandonarlo per altri mesi o forse anche per sempre, ma quando inizia il viaggio e il racconto dei ricordi leggi le 500 pagine che rimangono tutte d'un fiato. È un libro di dettagli che formano una vita concepita per sfida e con un uomo che è un personaggio immenso. Come l'uomo che ha scritto queste pagine, perché questa è una storia vera e ciò ti provoca ancora più brividi. E se riuscirete a mantenere le lacrime fino alle ultime pagine, chiuso il libro fisserete il soffitto e sentirete un  solletico bagnato sulle guance...

    ha scritto il 

  • 4

    Lungo è lungo. Le prime pagine sono difficili e qualche tentazione di abbandonarla, l'ho avuta. Mi ha salvato un'osservazione marginale, sul come si guardano - o no - tra di loro i rossi. Continuare è ...continua

    Lungo è lungo. Le prime pagine sono difficili e qualche tentazione di abbandonarla, l'ho avuta. Mi ha salvato un'osservazione marginale, sul come si guardano - o no - tra di loro i rossi. Continuare è valsa la pena. L'ho amato mio malgrado. C'è molto amore e molte - viscere? - in questo libro. Memorabile la parte della lunga gita a piedi di Orah ed Avram.

    ha scritto il 

  • 5

    Come parlare della morte in guerra del proprio figlio, una guerra assurda, una morte assurda, senza scrivere qualcosa di insopportabile, di troppo tragico, di troppo personale, senza far chiudere il l ...continua

    Come parlare della morte in guerra del proprio figlio, una guerra assurda, una morte assurda, senza scrivere qualcosa di insopportabile, di troppo tragico, di troppo personale, senza far chiudere il libro al lettore o calarlo nella disperazione? Come scrivere qualcosa che non parli di morte ma in qualche modo renda vivo e presente quel figlio? David Grossman ci riesce a fare tutte queste cose, in un romanzo bellissimo, toccante, geniale, intenso. Un romanzo che non parla mai di morte, quasi mai, ma di ciò che c'è di più vivo nell'uomo: l'amore, l'amicizia, i sentimenti vissuti in modo assoluto, nella ricerca di limpidezza, di sacrificio per l'amico, nella generosità e nella preoccupazione per l'altro.
    Perciò la morte è relegata all'ultima pagina, mezza pagina, come l'ultimo ostacolo, quello che non si può saltare da soli ma che richiede di tenere per mano l'amico per potercela fare.
    Con quella mano magari chissà, anche la morte è un sonno provvisorio da cui c'è un risveglio, è una pausa come lo stato di Ilan (uno dei due amici) all'inizio del romanzo molto simile alla morte anche se non vera morte
    Il romanzo ha un incipit e un excipit bellissimi.Racconta una storia d'amore, ma soprattutto d'amicizia, David fa sempre un po' di confusione tra le due cose. Due amici sono innamorati della stessa donna e a loro volta anche il loro rapporto è un po' più che amicizia (questo più è nascosto tra le pagine ma visibile come nelle braci di Marai) componendo così un triangolo equilatero perfetto. Per amor di simmetria la donna ha un figlio con entrambi gli amici. Il figlio di Avram, Ofer(il cerbiatto) è in guerra. Avram non ha mai voluto conoscere il figlio. Nel romanzo Orah, la madre di Ofer fa un viaggio con Avram e durante il viaggio racconta a Avram la sua vita e il figlio facendo entrare Ofer (e non solo) nel cuore del lettore. Il libro è bellissimo e anche se David fa una grande confusione sentimentale, nel senso che ogni amico si innamora un po' dell'amico, i rapporti tra le persone sono così belli e profondi, i personaggi così vivi che viene voglia di trasferirsi dentro il romanzo. Certe pagine sono bellissime e in generale tutto il romanzo è molto, molto bello. E incredibilmente non è il suo capolavoro, ha fatto di meglio! Non ci posso credere!

    ha scritto il 

  • 4

    Faticosissimo ma bello

    Secondo libro che leggo di Grossman ed è sempre una fatica incommensurabile. Ci sono dei momenti che sembra di scalare l'Everest per quanto è pesante e ripetitivo, mentre altri sono di una poesia e un ...continua

    Secondo libro che leggo di Grossman ed è sempre una fatica incommensurabile. Ci sono dei momenti che sembra di scalare l'Everest per quanto è pesante e ripetitivo, mentre altri sono di una poesia e una meraviglia unica che ribaltano totalmente il giudizio del romanzo.
    Faticosissimo arrivare in fondo per questo non me la sento di dare un voto molto alto, perché personalmente l'ho trovato stancante.
    La storia è quella del lungo viaggio a piedi attraverso la Galilea di una madre, Orah, in compagnia di Avram, un vecchio amico, ricomparso dopo vent’anni, un uomo segnato nel fisico e nello spirito dalle torture subite in un periodo di prigionia durante il conflitto con l'Egitto.
    Un viaggio senza una meta precisa, per fuggire da un terribile presentimento, per non vivere nell’angosciante attesa di una possibile comunicazione della morte del figlio Ofer in missione in Cisgiordania.
    Un viaggio lontano dal mondo di cui Orah non vuole avere notizie, per raccontare ad Avram di Ofer, il figlio che non ha mai conosciuto, nella speranza che parlarne possa proteggerlo dal proprio destino e riportarlo vivo a casa.
    Sono tante le pagine struggenti, le parole che trasudano emozioni, ma anche le pagine ripetitive ed eccessivamente particolareggiate non sempre utili alla narrazione.

    ha scritto il 

  • 4

    Questo libro per me è stata lettura talvolta controversa e altalenante. Ci sono pezzi di un lirismo massimo, altre parti decisamente tediose e ripetitive. Necessarie al canovaccio? Non ne sarei del tu ...continua

    Questo libro per me è stata lettura talvolta controversa e altalenante. Ci sono pezzi di un lirismo massimo, altre parti decisamente tediose e ripetitive. Necessarie al canovaccio? Non ne sarei del tutto sicuro. Straordinario il lungo viaggio, in teoria intrapreso per esorcizzare il dramma di un possibile lutto, in pratica per un passaggio di sentimenti genitoriali da un'anima palpitante a un'altra, prima ottusa dalle sue tremende vicissitudini e poi sbocciata come un fiore al tocco della rugiada. Nell'incedere, vengono pizzicate corde nascoste dell'anima e ci si ritrova a rileggere con occhi partecipi, più e più volte, pagine superbe dello scritto, solo per il gusto di sentirsi scivolare e rotolare nell'anima parole di cristallina, piena bellezza, come ci si abbeverasse a una squisita sorgente senza mai esserne sazi. La profonda conoscenza della situazione mediorientale di Grossman si palpa letteralmente, ma un romanzo in buona parte costruito, non sempre risulta digeribile senza qualche rigurgito dispeptico.

    ha scritto il 

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