Accabadora

Audiolibro

Di

Editore: Emons

4.1
(6400)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 150 | Formato: CD audio | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Tedesco , Olandese , Catalano , Francese

Isbn-10: 8895703308 | Isbn-13: 9788895703305 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Lettore: Michela Murgia

Disponibile anche come: Copertina rigida , eBook , Paperback

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Religione & Spiritualità

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Descrizione del libro
Perché Maria sia finita a vivere in casa di Bonaria Urrai, è un mistero che a Soreni si fa fatica a capire. Tzia Bonaria ha preso Maria con sé, la farà crescere e ne farà la sua erede. In questa vecchia vestita di nero c'è un'aura misteriosa che l'accompagna, uscite notturne che Maria intercetta ma non capisce... "Fillus de anima: è così che chiamano i bambini generati due volte, dalla povertà di una donna e dalla sterilità di un'altra. Di quel secondo parto era figlia Maria Listru, frutto tardivo dell'anima di Bonaria Urrai". Michela Murgia legge il suo "Accabadora" in questo audiolibro (della durata di quattro ore e trentasette minuti) per la regia di Flavia Gentili.
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  • 4

    Con una scrittura semplice ma accurata e ricca di contenuti l’autrice porta il lettore nella Sardegna degli anni ‘50 in un paesino del quale descrive le tradizioni, le superstizioni, la natura e sopra ...continua

    Con una scrittura semplice ma accurata e ricca di contenuti l’autrice porta il lettore nella Sardegna degli anni ‘50 in un paesino del quale descrive le tradizioni, le superstizioni, la natura e soprattutto dove è importante quello che deve essere fatto o non fatto a prescindere che sia giusto o meno. Spiccano in questo racconto le figure femminili che sembrano oscurare quelle maschili con la loro autorevolezza: l’accabadora in primis, Maria nella sua nuova condizione di “fill’e anima “ che crescendo scoprirà segreti noti a tutti e nello stesso tempo saprà coglierne altri che nasconderà con cura dentro se stessa, la madre naturale di Maria che cede così facilmente questa quarta figlia arrivata tardi e forse non voluta e Giovanna Bastiù che sa reagire davanti alla nuova situazione familiare cambiando i ritmi della vita in casa e non curandosi della mancanza di gratitudine verso le sue attenzioni. Quello dell’eutanasia o della dolce morte è un tema spinoso e difficile ma Michela Murgia lo affronta nel romanzo con tatto e delicatezza, il porre fine ad una profonda sofferenza di chi non ha più speranza viene condivisa ed accettata dalla comunità ed ancora una volta ne è protagonista una donna che si definisce “ l’ultima madre che alcuni hanno visto”. Una lettura che mi ha coinvolta facendomi scoprire come quest’autrice, della quale ancora non avevo letto nulla, sia riuscita con grande abilità stilistica a trattare argomenti così delicati senza farne sentire eccessivamente il peso al lettore.

    ha scritto il 

  • 4

    Tradizione. Giustizia. In un racconto lungo.

    È un soffio d'aria di Sardegna. Un libro al femminile come pochi. La Murgia è acuta e toccante. È un tassello per me per capire la complessità del mondo in un'epoca in cui le culture tradizionali poss ...continua

    È un soffio d'aria di Sardegna. Un libro al femminile come pochi. La Murgia è acuta e toccante. È un tassello per me per capire la complessità del mondo in un'epoca in cui le culture tradizionali possono aiutare molto per cancellare quella pseudo linea netta che sta tra ciò che è giusto e ciò che è male.
    Altre 200 pagine le avrei lette moooolto volentieri. Ogni personaggio, ogni storia potevano essere ben più approfonditi. Bisogna osare a volte.

    ha scritto il 

  • 5

    Semplicemente bello, mi è piaciuto moltissimo lo stile di scrittura, senza fronzoli, pulito, al servizio della storia di Bonaria Urrai e di Maria. I personaggi sono tutti ben delineati, anche quelli d ...continua

    Semplicemente bello, mi è piaciuto moltissimo lo stile di scrittura, senza fronzoli, pulito, al servizio della storia di Bonaria Urrai e di Maria. I personaggi sono tutti ben delineati, anche quelli di secondo piano.

    ha scritto il 

  • 3

    Se è possibile questo libro va letto in Sardegna, nella terra di Bonaria (l'anziana "accabadora"). In queste poche pagine c'è poesia morte e vita. Tutto di dipana tra le stradine sterrate, le donne ve ...continua

    Se è possibile questo libro va letto in Sardegna, nella terra di Bonaria (l'anziana "accabadora"). In queste poche pagine c'è poesia morte e vita. Tutto di dipana tra le stradine sterrate, le donne vestite a lutto per sempre, superstizioni e brutale attaccamento alla vita. Le nostre radici e la nostra famiglia sono a volte un peso insopportabile e la fragilità umana emerge in tutta la sua durezza. Consigliatissimo!

    ha scritto il 

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