Acido solforico

Di

Editore: Voland (Amazzoni, 32)

3.7
(2103)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 131 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Spagnolo , Inglese , Catalano , Tedesco

Isbn-10: 8888700536 | Isbn-13: 9788888700533 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Monica Capuani

Disponibile anche come: Tascabile economico , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Fantascienza & Fantasy , Scienze Sociali

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Descrizione del libro
Un reality show dall'inequivocabile nome Concentramento, basato su regole che ricordano il momento più orribile della storia dell'umanità. Per le strade di Parigi si aggira una troupe televisiva inviata a reclutare i concorrenti, che vengono caricati su vagoni piombati e internati in un campo dove altri interpretano il ruolo di kapò. La vita di tutti si svolge sotto l'occhio vigile delle telecamere e il momento di massima audience arriva quando i telespettatori decidono l'eliminazione-esecuzione dallo show di un concorrente attraverso il televoto. Gli strali della scrittrice da sempre al centro di polemiche colpiscono questa volta, con meno leggerezza ironica e più disgusto, una società in cui la sofferenza diventa spettacolo.
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  • 3

    Acido solforico

    Davvero interessante all’inizio quanto frettoloso e deludente al termine. La scrittrice non vuole (?) soffermarsi più di tanto sulle ragioni dello show che fanno da sfondo alla storia, non vuole (?) u ...continua

    Davvero interessante all’inizio quanto frettoloso e deludente al termine. La scrittrice non vuole (?) soffermarsi più di tanto sulle ragioni dello show che fanno da sfondo alla storia, non vuole (?) ulteriormente approfondire le ragioni psicologiche di tutti i personaggi, interessata maggiormente ad arrivare velocemente al termine per quadri veloci ed essenziali. Si tratta certamente di uno stile di scrittura molto personale ed asciutto, che vuol porre al lettore più interrogativi di quelli a cui non cerchi di rispondere in prima persona. Lettura comunque veloce e scorrevole, quasi un copione cinematografico.

    ha scritto il 

  • 3

    Buona la scrittura, non banale e graffiante. Tuttavia, il libro scema un po' sul finale, a mio parare sbrigativo. È certamente un'opera che si fa apprezzare e che si legge di un un fiato. Bellissima l ...continua

    Buona la scrittura, non banale e graffiante. Tuttavia, il libro scema un po' sul finale, a mio parare sbrigativo. È certamente un'opera che si fa apprezzare e che si legge di un un fiato. Bellissima la figura di Pannonique, che mi ha suggestionato come il fiore che compare nel mezzo del devasto nel Guernica di Picasso.

    ha scritto il 

  • 2

    Surreale, un po' "spiccio".

    Mi mancava questa scrittrice, non avevo mai letto nulla di lei prima, nonostante mi fossi riproposto più volte di acquistare un suo libro. Così feci qualche tempo fa, scegliendo tra i suoi titoli disp ...continua

    Mi mancava questa scrittrice, non avevo mai letto nulla di lei prima, nonostante mi fossi riproposto più volte di acquistare un suo libro. Così feci qualche tempo fa, scegliendo tra i suoi titoli disponibili in libreria. Leggendo la quarta di copertina, scelsi proprio “Acido solforico”, senza saper se fosse uno dei suoi libri più famosi o meglio riusciti. Sicuramente originale nella trama, anche se un po’ “scopiazzata” – mi si passi il termine – nell’idea, da qualche format televisivo. Surreale, cinico, agitare ricordi di vecchi spettri (sempre possibili, purtroppo, nella cieca follia umana) della storia. Forse troppo distaccata e statica la sua narrazione. Non so, ho avuto questa sensazione, ma è soltanto un parere personale, ovviamente. Spiace leggermente per il finale, non tanto per la sostanza, ma per quella nitida sensazione di voler scivolare, forse, un po’ troppo frettolosamente all’ultima pagina del suo libro. Non lo consiglierei!

    ha scritto il 

  • 3

    Ho letto questo libro tutto d'un fiato. Amelie Nothomb mi piace moltissimo e tutti i suoi libri sono come un viaggio, pungenti e anche un po' monocromatici nell'attenzione univoca dedicata ad un tema, ...continua

    Ho letto questo libro tutto d'un fiato. Amelie Nothomb mi piace moltissimo e tutti i suoi libri sono come un viaggio, pungenti e anche un po' monocromatici nell'attenzione univoca dedicata ad un tema, che fa da lente attraverso la quale vedere tutto il resto. Una sorta di dizionario ogni libro settato in maniera diversa. Come altri libri della scrittrice a mio avviso questo non cambia la vita a chi lo legge.
    La storia è molto semplice: in un mondo non troppo lontano da alcune aberrazioni odierne (vedi ad esempio gli snuff video) il reality show più alla moda è all'interno di un campo di concentramento. Facendo leva sulle rimembranze di una sensibilità umanistica più che su esperimenti sociologici (come ad esempio quello di Stanford) la scrittrice ci propone un lieto fine. La detenuta Pannonique votata in modo quasi mariano al supplizio e ad una sorta di superomistico narcisismo riesce a trasformare la terribile kapo Zdena in una straordinaria alleata.

    ha scritto il 

  • 3

    L’idea è originale e fa certamente pensare, parlare e discutere, ma a mio giudizio ci sono delle lacune. Ho avuto come l’impressione che il libro sia stato scritto solo per stupire, creare un caso sen ...continua

    L’idea è originale e fa certamente pensare, parlare e discutere, ma a mio giudizio ci sono delle lacune. Ho avuto come l’impressione che il libro sia stato scritto solo per stupire, creare un caso senza che l’autrice ci mettesse troppo impegno. Credo in particolare che manchi la descrizione di questo futuro non troppo lontano: un gioco così crudele in che società si colloca? come si vive? qual è la mentalità generale? gli ideali? che ruolo ha la televisione? Manca il punto di vista dello spettatore medio. Ci viene detto che tutti, anche gli indignati, guardano il programma, ma tra questi ci sono anche i genitori, i mariti, i figli degli internati, come affrontano la cosa? Cosa pensano? L’autrice poteva dirci che nell’atrofia celebrale generale non si distingue più il vero dal falso, la finzione dalla realtà, che chi è fuori è orgoglioso di avere un parente dentro al gioco, che anche l’eliminazione è vista come una parte normale del gioco senza vere conseguenze...insomma spiegare meglio la mentalità generale, ma non lo fa, se non molto tra le righe. Nella storia poi, alcuni elementi mi sono sembrati quasi di troppo, una forzatura, un’aggiungere orrore ad orrore. Mi riferisco in particolare alla storia della bambina, ma anche la kapo’ erotomane mi sembra un troppo. Un’altra cosa che non mi è piaciuta è la protagonista: non so bene perché ma nel suo essere bella, brava e intelligente mi è stata subito antipatica. Altra nota negativa: buttate qua e là ci sono dei paroloni eruditi e delle citazioni colte che stonano con il contesto di una scrittura nel complesso semplice e lineare.

    ha scritto il 

  • 5

    Come al solito, geniale. Con toni graffianti affronta un tema quanto mai attuale: il male e la cattiveria che vengono ricercati, gaurdati con ossessione, diventano spettacolo. È' un bellissimo appello ...continua

    Come al solito, geniale. Con toni graffianti affronta un tema quanto mai attuale: il male e la cattiveria che vengono ricercati, gaurdati con ossessione, diventano spettacolo. È' un bellissimo appello alla nostra umanità che la Nothomb oggettivizza nel suono della voce umana..nel sentirsi chiamare per nome..dall' inizio alla fine del romanzo il nome e' ciò che resta dell'umanità perduta.. "la chiave di una persona. È' lo scatto delicato della sua serratura, quando si vuole aprire la porta. È' la musica metallica che rende possibile il dono ". Quel nome che può essere pronunciato solo laddove vi sia umanità..

    ha scritto il 

  • 4

    "Acido solforico" di Amélie Nothomb

    L'uscita di Acido solforico di Amélie Nothomb, nell'ormai lontano 2005, fu segnata da indignazione e polemiche rivolte all'utilizzo di una tematica seria e tragica in un contesto considerato improprio ...continua

    L'uscita di Acido solforico di Amélie Nothomb, nell'ormai lontano 2005, fu segnata da indignazione e polemiche rivolte all'utilizzo di una tematica seria e tragica in un contesto considerato improprio.
    Nel romanzo in questione, l'autrice belga, riponendo per questa volta una delle sue caratteristiche forti, ovvero la tagliente ironia, compie una discesa nell'inferno dei reality show, ormai, e ancora di più oggi, format invasivi con i quali, volenti o meno, conviviamo.

    Amélie immagina che un'organizzazione compia rastrellamenti nelle vie di Parigi, per reclutare forzatamente i partecipanti ad un nuovo - ed ennesimo - reality show: già durante le operazioni preliminari, tutto viene filmato. Le persone scelte si trovano stipate su camion e poi trasferite su un carro bestiame delle ferrovie.
    Incipit
    Venne il momento in cui la sofferenza altrui non li sfamò più: ne pretesero lo spettacolo.
    Per essere fermati non serviva alcun requisito. Le retate si verificavano ovunque: chiunque veniva portato via, senza possibilità di appello. L’unico criterio era l’appartenenza al genere umano.Quella mattina Pannonique era uscita per fare una passeggiata al Jardin des Plantes. Arrivarono gli organizzatori e setacciarono il parco. La giovane si ritrovò su un camion.Non era ancora andata in onda la prima puntata: la gente non aveva idea di cosa gli sarebbe successo. Erano tutti indignati. Alla stazione, li stiparono su un carro bestiame. Pannonique vide che li stavano riprendendo: li scortavano numerose telecamere che non perdevano una virgola della loro angoscia.Comprese allora che ribellarsi non solo non avrebbe affatto giovato, ma sarebbe risultato telegenico. Rimase dunque di marmo durante il lungo viaggio. Intorno a lei i bambini piangevano, gli adulti ringhiavano, i vecchi soffocavano.Li scaricarono in un campo simile a quelli, non poi così remoti, di deportazione nazista, con un’unica differenza: telecamere di sorveglianza erano installate dappertutto.
    Si inizia a capire l'analogia con la tragedia delle deportazioni in periodo nazista.
    E, di conseguenza, è chiaro il motivo delle critiche feroci ricevute; quello che emerge da interviste e approfondimenti, è che la Nothomb fu messa in discussione più per aver azzardato l'estremizzazione della tematica riprendendo i fatti storici in questione e applicandoli a una deriva contemporanea, piuttosto che per aver accusato la televisione spazzatura di innescare nei fruitori una sorta di lavaggio del cervello per appiattire la personalità e uniformare le idee (o, forse, come esito estremo, farle morire tout court).
    [...]
    http://lanostralibreria.blogspot.it/2015/10/libro-acido-solforico-di-amelie-nothomb.html

    ha scritto il 

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