Acqua nera

Di

Editore: Il Saggiatore (Le silerchie; 3)

3.6
(419)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 137 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Svedese , Francese

Isbn-10: 8842818313 | Isbn-13: 9788842818311 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Maria Teresa Marenco

Disponibile anche come: Copertina rigida , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Storia , Politica

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Descrizione del libro
È notte sulla strada tortuosa di Graylin Island, di fronte al Maine. È notte, e né il Senatore alla guida della Toyota, né la ragazza al suo fianco sanno che al culmine di quella curva li aspetta una sbandata e un salto nella palude. L'uomo riesce a salvarsi. Ventisei anni, una laurea in storia americana, una ricerca sulla vita del Senatore, Kelly Kelleher perde la vita durante quella corsa concitata che da una festa la stava portando forse in un motel. Da questo episodio che ha colpito l'America (l'uomo era Ted Kennedy, la ragazza la sua giovane segretaria), Joyce Carol Oates, ha tratto un romanzo, una storia che scorre nei minuti in cui Kelly, intrappolata nell'auto, ripercorre la sua intera esistenza.
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  • 4

    Prima volta con questa autrice. Mi dicono che non è il suo libro migliore. Eppure è una scrittura molto efficace. Si tratta del racconto di un'agonia, e di una vita che passa davanti agli occhi. Una g ...continua

    Prima volta con questa autrice. Mi dicono che non è il suo libro migliore. Eppure è una scrittura molto efficace. Si tratta del racconto di un'agonia, e di una vita che passa davanti agli occhi. Una giovane ragazza, sedotta da un senatore alla festa di un'amica, decide di allontanarsi con lui. Non si capisce bene dove avessero intenzione davvero di andare insieme, quello che si sa è che la macchina sbanda e cade nel fiume. Lui si salva, lei affonda insieme all'auto. E mentre affonda ripercorre la sua vita: la sua famiglia tanto americana, il suo grande amore, la sua amica, il modo in cui si è lasciata sedurre dall'uomo che fino alla fine lei spera torni a salvarla. E l'angoscia sale, perché anche se il lettore sa come finirà, dato anche si tratta di una storia vera, non può fare a meno di sperare con Kelly che si salvi all'ultimo minuto.
    Ne esce il ritratto di una ragazza giovane con molte insicurezze, convinta che il treno delle opportunità passi una volta sola, e decisa a volerlo prendere a qualunque costo. Il senatore le piace, non lo nasconde, il gioco della seduzione la sta intrigando, non ne esce certo come una vittima. E lui, quintessenza della politica onnipotente, che neanche tanto velatamente la Oates non manca di criticare, è il simbolo del potere: sugli uomini e sulle donne. Un racconto spietato e un po’ cinico, che lascia un senso di claustrofobia e amarezza.

    ha scritto il 

  • 3

    2.5 ad essere onesti!

    A questo punto, posso sinceramente ammettere di avere un rapporto conflittuale con l'autrice: amo profondamente - a livello viscerale e di 'buco nello stomaco' alcuni suoi romanz ...continua

    2.5 ad essere onesti!

    A questo punto, posso sinceramente ammettere di avere un rapporto conflittuale con l'autrice: amo profondamente - a livello viscerale e di 'buco nello stomaco' alcuni suoi romanzi (Sorella, mio unico amore penso sia uno dei libri più cattivi, crudeli e meravigliosi che io abbia letto), e come contrappasso, ne trovo sempre altri che odio o mi deludono profondamente :(
    Acqua nera rientra decisamente in questa ultima categoria: è un romanzo costruito sul NIENTE, con una storia inconsistente perché l'autrice aveva fretta di controllare se l'acqua bollisse: le premesse sono ottime (la storia riprende infatti la vicenda del senatore Kennedy e della sua segretaria), alcuni passaggi bellissimi e graffianti però.. Poi niente, finisce tutto troppo in fretta e il lettore ne rimane profondamente insoddisfatto; sembra un compitino di cui la Oates si è ricordata la domenica sera con consegna lunedì.. Poco pathos, poca caratterizzazione dei personaggi, pochi pugni allo stomaco che la Oates SA sferrare ai lettori incauti.

    Il romanzo si legge in uno starnuto (meno di 150 pagine) e credo che anche questo concorra a far dell'opera qualcosa di assolutamente dimenticabile: la Oates dà tutta sé stessa nei libroni, è un po' un vecchio motore che impiega metà autostrada per poter andare a 130 gm all'ora :D
    Detto ciò, Joyce, BEHAVE: ho comprato metà della tua bibliografia a scatola chiusa, vediamo che possiamo fare eh!!

    ha scritto il 

  • 4

    Una scrittura ingegnosa, a tratti di grandissima presa. Dinamica e ansiogena. Il punto di vista di una mente confusa e agonizzante.

    La trama si espande da un piccolo nucleo, limitato nel tempo: l'aut ...continua

    Una scrittura ingegnosa, a tratti di grandissima presa. Dinamica e ansiogena. Il punto di vista di una mente confusa e agonizzante.

    La trama si espande da un piccolo nucleo, limitato nel tempo: l'auto con a bordo il Senatore Ted Kennedy e la giovane Kelly esce di strada e piomba nell'acqua nera. I capitoli ripetono ossessivamente la scena perlopiù dal punto di vista di Kelly ampliandola (e quindi contestualizzandola) con variazioni, intrusioni, fioriture di memorie, assilli, sogni, speranze deformate. I pensieri sono come cerchi concentrici nell'acqua. Ogni cerchio un frenetico pensiero che si allontana da chi sta affogando. I cerchi nascono dall'incidente, si differenziano, si allargano, si fondono gli uni con gli altri.

    È uno strano e bellissimo risultato allucinato quello ottenuto dalla Oates. La mente che fotografa l'avvenimento, "s'impressiona" con particolari e sensazioni fulminee e li rimanda poi a ripetizione impastandoli di volta in volta con quel che emerge di conscio e inconscio da una mente sofferente, disfunzionale. E intanto l'ossigeno viene meno liberando le allucinazioni e uno stato di pseudo-dormiveglia della coscienza che ancora spera e inventa e cambia continuamente ciò che emerge.

    Il tempo si deforma. Più volte. Al momento dell'incidente: "Perché in quei momenti il tempo subisce un'accelerazione. Con l'avvicinarsi del punto d'impatto il tempo procede alla velocità della luce." E poi in senso contrario in una sospensione temporale subacquea in cui il cervello comincia a buttare fuori memorie ed immagini a ritmo crescente, folle, angoscioso perché l'aria sta finendo. Una sorta di buco bianco che vomita materia, storie e universi paralleli in cui il passato rinasce e il futuro non è segnato.

    La Oates fa un uso intelligente e forse unico del flusso di coscienza applicandolo ai momenti di sovreccitazione, di ingorgo cerebrale, quando la mente ottenebrata e allarmata oltre il concepibile rompe gli argini sintattici per rigettare con furia il suo contenuto. Un utilizzo pertinente ed espressivo e che soprattutto stabilisce un continuo dialogo con la narrazione più piana delle memorie e con i terrorizzati "flash" di lucidità, variando splendidamente il ritmo della narrazione e rinnovando ogni volta per contrasto l'impatto dei momenti più angosciosi ed affannati affidati al flusso.

    L'evento minimo, limitato nel tempo, riesce tramite queste soluzioni a caricarsi quanto più possibile di dramma e risvolti umani (ricordi semplici, affettuosi, insicurezze, ideali, l'attaccamento alla vita) e riesce perciò a restituire "dimensione" e importanza a chi, nella realtà, da vittima e protagonista di una tragedia era diventata unicamente la comprimaria dimenticata e occultata di uno scandalo associato all'ingombrante nome dei Kennedy.

    ha scritto il 

  • 0

    Anche questa volta la Oates prende spunto da un fatto di cronaca ed elabora il suo libro.
    Dopo un incidente causato dall'alta velocità e dall'abuso di alcol, un uomo famoso si dilegua, abbandonando la ...continua

    Anche questa volta la Oates prende spunto da un fatto di cronaca ed elabora il suo libro.
    Dopo un incidente causato dall'alta velocità e dall'abuso di alcol, un uomo famoso si dilegua, abbandonando la compagna di viaggio nella carcassa dell'automobile, ribaltatasi in una palude.
    La Oates segue i pensieri della ragazza e della sua lotta per sopravvivere all'acqua putrida della palude che lentamente invade l'abitacolo in cui è prigioniera.
    Un libro a dir poco angosciante in cui la pavidità di un uomo porterà alla più tragica delle conclusioni.

    Tre stelline.

    ha scritto il 

  • 4

    La morte: una morte accidentale ma divenuta a noi estremamente comune, banale quasi: la macchina che esce di strada. Chi si ferma a riflettere su cosa si prova a morire così? Questo è un racconto lung ...continua

    La morte: una morte accidentale ma divenuta a noi estremamente comune, banale quasi: la macchina che esce di strada. Chi si ferma a riflettere su cosa si prova a morire così? Questo è un racconto lungo che ha come precedenti illustri La morte di Ivan Ilic di Tolstoj e Morire di Schnitzler, Una morte dolcissima della Beauvoir e Everyman di Philip Roth, tutti racconti lunghi di chi ha raccontato la morte, minuto per minuto. Questo non è certo altrettanto formidabile, però è scritto molto bene, e altamente toccante: per quella bella ragazza che morì accanto a Ted Kennedy, e per tutti i giovani che muoiono negli incidenti di macchina.

    ha scritto il 

  • 4

    Allora, se non la conoscete sappiate che Joyce Carol Oates è semplicemente una delle più grandi, prolifiche, camaleontiche ed originali scrittrici viventi. In genere tratta di piccole storie di natura ...continua

    Allora, se non la conoscete sappiate che Joyce Carol Oates è semplicemente una delle più grandi, prolifiche, camaleontiche ed originali scrittrici viventi. In genere tratta di piccole storie di natura umana, ma in questo “Acqua nera” (uno dei romanzi preferiti di Fernanda Pivano, peraltro) va un po’ oltre: con una scrittura originale e sorprendente racconta in 100 pagine o poco più di come una brillante neolaureata sia stata sedotta da un importante senatore (in realtà Ted Kennedy) e di come questa cotta le sia stata fatale. Ebbene, in queste 100 pagine la Oates riesce ad infilare tutta la gamma di sentimenti, paure, sensazioni, emozioni e disillusioni della ragazza, oltre che la complessa psicologia del potere, rappresentata dal senatore. Un romanzo meraviglioso e doloroso, al punto che quando la ragazza affoga, ti sembra di morire con lei.

    ha scritto il 

  • 3

    Sai fare di meglio , Joyce …

    Si dice che negli attimi che precedono la morte passino davanti agli occhi i momenti vissuti più importanti .
    Non c'è riprova che sia vero ma l'autrice si è probabilmente ispirata anche a ciò nel real ...continua

    Si dice che negli attimi che precedono la morte passino davanti agli occhi i momenti vissuti più importanti .
    Non c'è riprova che sia vero ma l'autrice si è probabilmente ispirata anche a ciò nel realizzare questo breve romanzo basato su un tragico incidente , realmente accaduto , che ha visto coinvolto il senatore Ted Kennedy.
    Ho apprezzato molto lo stile di Joyce Carrol Oates in “Una famiglia americana” e “Le cascate” , ma devo confessare che questo libro, la cui lettura è peraltro sconsigliata a persone ansiose o che soffrano anche vagamente di claustrofobia , pur confermando la sua grande ed innegabile capacità espressiva , mi è parso assai meno convincente di quelli appena citati .
    Tre stelle solo per la mia stima per l'autrice.

    ha scritto il 

  • 5

    Bolle d'aria

    Visto e ricomprato, dato che l'avevo prestato e non mi è stato reso (caro Xxxxx, sappi che ti odio ma ti capisco).
    Questa storia di un'agonia e di tutto quello che le gira intorno, la storia di un sal ...continua

    Visto e ricomprato, dato che l'avevo prestato e non mi è stato reso (caro Xxxxx, sappi che ti odio ma ti capisco).
    Questa storia di un'agonia e di tutto quello che le gira intorno, la storia di un salvataggio immaginario e di una nobiltà d'animo che non è mai esistita, è in realtà la storia della fine di valori ipocriti che, evidentemente, non sono mai sentiti del tutto, e tantomeno vissuti.
    Di una tetraggine unica, la caratteristica basilare di questo libro è a mio parere la disperazione, nel senso proprio di assenza di speranza, e la disillusione: un cavaliere senza macchia che si scopre essere una creatura mediamente disgustosa, una democrazia che definire fasulla è un eufemismo, un candore che assolutamente non viene premiato, ma anzi punito, e lasciato agonizzare nella maniera più atroce e straziante e crudele possibile.
    Non c'è ossigeno, le bolle sono illusorie e immaginarie, perfino lo stile è annaspante, isterico, strozzato, ossessivo: Kelly crede una cosa e se la vede smontare davanti, fino al tragico e devastante finale.
    Riferendosi a un fatto di cronaca tra i più bui della famiglia Kennedy, stupisce il ritrovarsi a sperare per la protagonista, pur sapendo già di per certo come andrà a finire (ed è interessante confrontare il ritratto che la Oates fa del Senatore Kennedy con quello del Presidente Kennedy, persona/personaggio di un altro capolavoro dell'autrice, Blonde), e questo acuisce quel senso di pantano che caratterizza tutto il romanzo.
    Insomma, meraviglioso.

    ha scritto il 

  • 4

    La Oates è fantastica in queste pseudo biografie, racconti di vite vere ma con qualche cambiamento da romanziera di classe. Così sulla traccia di "Blondie", molto più ampio e complesso sulla vita di M ...continua

    La Oates è fantastica in queste pseudo biografie, racconti di vite vere ma con qualche cambiamento da romanziera di classe. Così sulla traccia di "Blondie", molto più ampio e complesso sulla vita di Marilyn Monroe, ecco la storia di Mary Jo Kopechne, annegata nella limousine di Ted Kennedy durante una fuga romantica. Attualizzata e raccontata dalla parte di lei, angosciante e avvincente ci restituisce le illusioni e le ingenue speranze di una ragazza che continuerà a sognare fino all'ultimo momento della vita.
    Scrittura potente e impressiva:un racconto da non perdere.

    ha scritto il 

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