Addio, Miss Marple

I Classici del Giallo n. 498

Di

Editore: Arnoldo Mondadori Editore

3.9
(974)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 202 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi tradizionale , Francese , Tedesco , Chi semplificata , Spagnolo , Sloveno , Catalano , Ceco , Greco , Basco , Olandese , Portoghese , Polacco

Isbn-10: A000109080 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Diana Fonticoli

Disponibile anche come: Altri , Paperback , Copertina rigida , eBook

Genere: Criminalità , Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
"Addio, Miss Marple" è l'ultima avventura dell'inimitabile investigatrice di St. Mary Mead. In questo fresco e garbato romanzo, la Marple, brllante come sempre, ma forse più sommessa, affronta il problema di un delitto che risale a un tempo remoto, ma prima ancora di tentare di risolverlo, di dare un nome e un volto a un assassino è costretta a domandarsi: esiste poi questo assassino? E' stato commesso davvero questo delitto?
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  • 4

    ultima indagine di Miss Marple, pubblicata postuma. sembra incredibile considerando il fatto che Miss Marple, in apparenza fragile e delicata, sembra godere ancora di ottima forma. e ce la immaginiamo ...continua

    ultima indagine di Miss Marple, pubblicata postuma. sembra incredibile considerando il fatto che Miss Marple, in apparenza fragile e delicata, sembra godere ancora di ottima forma. e ce la immaginiamo ancora nel suo cottage, a scovare un omicida dietro l'altro.
    Addio miss marple parla di un delitto del passato, di 18 anni prima....di vaghi ricordi, di una casa sul mare, di un tragico destino familiare, di una coppia di giovani sposi alla ricerca di una casa. il solito, perfetto meccanismo ad orologeria.

    ha scritto il 

  • 2

    L'ultima Agatha - 01 ago 16

    Siamo così arrivati all’ultimo capitolo, all’ultimo libro della ben lunga saga della nostra Signora del Giallo. Dopo aver assistito all’ultimo caso ed alla morte del bravissimo ispettore belga, nel 19 ...continua

    Siamo così arrivati all’ultimo capitolo, all’ultimo libro della ben lunga saga della nostra Signora del Giallo. Dopo aver assistito all’ultimo caso ed alla morte del bravissimo ispettore belga, nel 1976 Christie decide di autorizzare la pubblicazione anche dell’ultimo caso di Miss Marple. Entrambi i libri furono scritti all’inizio degli anni ’40, in una Londra colpita dal fuoco nemico. Entrambi, poi, furono relegati in cassaforte, in attesa appunto che Agatha decidesse per la pubblicazione. O, in alternativa, morisse, essendo scritto nel suo testamento cosa si sarebbe dovuto fare in questo caso. Se per Poirot ho già scritto a lungo, qui non posso che fare un piccolo traslato, prima di addentrarmi nel testo, e nella sua, secondo me, non esaltante riuscita. Infatti, sappiamo che Agatha non amava in maniera particolare il belga dai baffetti, eppure fa calare decentemente il sipario sulle sue inchieste e sulla vita stessa di Hercule. Ciò non avviene per Miss Marple, che qui vediamo operare nel pieno delle forse, mentre in altre opere, scritte dopo di questa ma pubblicate prima, se ne sente l’invecchiamento. Tant’è che, ad esempio, nel “Lo specchio si rompe da una parte” è meno pimpante, ed in “Nemesi” il dottore le consiglia di non chinarsi. Allora, ci si chiede, che senso ha scrivere questa come ultima novella da pubblicare postuma? Per uno scherzo del destino, tra l’altro, Agatha aveva autorizzato la sua pubblicazione nel 1976, e poco prima che ne uscissero le stampe, lei stessa muore, ormai ultra ottantenne. Possiamo capire l’ardore del market italiano che ribattezza subito il libro con l’assurdo titolo “Addio Miss Marple”, ma non se ne capisce il senso. Forse “Addio Agatha” era più azzeccato e più affettuoso. A meno di non lasciare l’originale “Omicidio dormiente”. Tra l’altro, il tessuto della trama è uno dei più abusati dalla nostra Maestra, presente ad esempio in “Il ritratto di Elsa Greer”, “Giorno dei morti” e “Le due verità”. E cioè la ricerca della soluzione ad un mistero avvenuto ben prima che inizi il racconto. Qui, il mistero è di ben 18 anni precedente al momento in cui conosciamo la giovane Gwenda che torna in Inghilterra con il marito Gilles alla ricerca di una casa per il loro futuro. Casa che trova a Dillmouth, e dove comincia ad avere dei “dejà vu”: stanze con delle porte che non ci sono più, giardini con scalini scomparsi. Sino alla rivelazione durante la rappresentazione della “Duchessa di Amalfi”, dramma di John Webster. Qui si comprende il basso gradimento del testo che ove si conosca John Webster, drammaturgo inglese coevo di Shakespeare, oppure si conosca la storia di Giovanna d’Aragona, nobile napoletana del Quattrocento, i misteri del libro sono già rivelati. Gwenda aveva, in effetti, vissuto a tre anni in quella casa, con il padre e la matrigna, e dove questa era scomparsa o morta, e da lì spedita dai parenti in Nuova Zelanda. Gwenda assiste alla tragedia per combinazione con Miss Marple. E da qui, la nostra simpatica vecchietta un po’ defilata, e Gwenda e Gilles in primo piano, si ricostruisce la storia di Helen la matrigna. Helen viveva a Dillmouth con il fratellastro, il dottor Kennedy. Si era fidanzata con tale Jack, un arrivista, allontanato subito dal dottore. Poi aveva frequentato l’avvocato Walter, ma senza grande trasporto. Questi, scottato, era partito per l’India. Helen, dopo un po’ della claustrofobica vita cittadina, decide di sposarlo e parte anche lei per l’India. Tuttavia sulla nave incontra l’accattivante Peter, se ne innamora, ma questi è sposato. Per cui, arrivata a Bombay, lascia per la seconda volta Walter (che un po’ s’innervosisce), lascia l’amante Peter e ritorna in Inghilterra. Sulla nave conosce il padre di Gwenda, da poco vedovo, e lo sposa. Andando a vivere nella casa ora acquistata dalla stessa Gwenda. Lì potrebbe essere avvenuto il fattaccio. In quell’estate, a Dillmouth, oltre a Helen, il marito ed il fratello, convergono Walter, tornato a fare l’avvocato, Jack, che si occupa di viaggi turistici, e Peter, in vacanza con la moglie. Miss Marple e noi attenti lettori già sappiamo la possibile conclusione. Agatha la tira per le lunghe, in una lunga tiritera dove cerca di dimostrare la possibile colpevolezza di ognuno dei possibili assassini. Anche del padre di Gwenda, che si era autoaccusato del fatto, anche se non si trovò il cadavere, e morì fuori di testa in manicomio. Alla fine tutto torna al proprio posto, anche a costo di una nuova morte, per fortuna non dei personaggi principali. Inciso finale: questo libro, scritto in parallelo con l’ultima avventura di Poirot, presenta un’altra analogia. Nelle discussioni intorno al possibile omicida, questo, come in “Sipario”, viene chiamato “Mr.X”. Ed allora lasciamo andare Miss Marple verso il suo declino, anche se non verso una fine certa, come quella di Poirot. Lasciamo anche andare l’ottima Christie, che per una trentina di libri ci ha accompagnato nell’ultimo anno. Salutiamo ora, nel quarantesimo anniversario della morte, avvenuta nel gennaio del 1976, rendendo il doveroso omaggio ad una delle migliori produzioni complessive della storia del giallo.

    ha scritto il 

  • 4

    Ottimo giallo che si fa leggere tutto d'un fiato!

    Bellissimo romanzo giallo di una scrittrice che è ovviamente una garanzia. Si legge velocemente sia per lo stile molto scorrevole sia per la voglia di venire a capo dei misteri presenti nel romanzo. B ...continua

    Bellissimo romanzo giallo di una scrittrice che è ovviamente una garanzia. Si legge velocemente sia per lo stile molto scorrevole sia per la voglia di venire a capo dei misteri presenti nel romanzo. Bellissima l'ambientazione dei paesini di campagna inglesi all'apparenza così tranquilli ma che invece nascondono del torbido. Fantastica Miss Marple che con il suo modo di fare tra un dolcetto, un tè e un pettegolezzo riesce a scoprire l'assassino....

    ha scritto il 

  • 4

    Osa 2015 (1)
    Romanzo postumo di Agatha Christie, mai letto prima perché credevo raccontasse la morte di miss Marple (dal titolo) e la cosa mi scocciava parecchio. Invece, essendo postumo, l'addio è ri ...continua

    Osa 2015 (1)
    Romanzo postumo di Agatha Christie, mai letto prima perché credevo raccontasse la morte di miss Marple (dal titolo) e la cosa mi scocciava parecchio. Invece, essendo postumo, l'addio è rivolto ad Agatha, mentre miss Marple è ancora viva e vegeta (e pensare che nel '76 era già anzianotta)

    Piacevole. L'assassino l'ho capito subito, direi quasi scontato, decisamente il giallo non è complesso e miss Marple non deve poi faticare molto per scovarlo, ma resta comunque una lettura scorrevole e un bel racconto.

    ha scritto il 

  • 4

    Questo è il terzo libro di Agatha Christie che leggo, il secondo con Miss Marple all'opera e guarda un po' è pure l'ultimo della saga e dell'autrice stessa (è stato pubblicato postumo).
    Sono cose che ...continua

    Questo è il terzo libro di Agatha Christie che leggo, il secondo con Miss Marple all'opera e guarda un po' è pure l'ultimo della saga e dell'autrice stessa (è stato pubblicato postumo).
    Sono cose che solitamente non si fanno, insomma perché partire dal fondo?! Ma grazie al cielo qualche personaggio l'avevo già conosciuto in "Miss Marple e i tredici problemi".
    A parte questo, posso dire che la lettura è stata di mio gusto: avvincente, ricca e intrigante. I personaggi mi piacciono sempre molto, sono veri e ben strutturati, e anche la trama mi è piaciuta molto, soprattutto per come è stata sviluppata. Agatha Christie ha posto delle ottime basi da cui partire, e sono arrivata a un punto in cui sospettavo di tutti i personaggi che comparivano in scena!
    Direi, quindi, che si tratta di un buon giallo.

    ha scritto il