After the Quake

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3.8
(3067)

Language: English | Number of Pages: | Format: Others | In other languages: (other languages) Spanish , Chi traditional , Chi simplified , Japanese , Italian , French , Russian , German , Dutch , Polish , Catalan

Isbn-10: A000054083 | Isbn-13: 9780099452898 | Publish date: 

Also available as: Paperback , Hardcover , Softcover and Stapled , Audio CD , Mass Market Paperback , eBook

Category: Fiction & Literature , Philosophy , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
In 1995, the Japanese city of Kobe suffered a massive earthquake. Nearly 6,000 people died. After the Quake was the imaginative response from Japan's leading novelist, Haruki Murakami.
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  • 3

    No es el libro de Murakami que mas me ha gustado. Es un conjunto de relatos que tocan muy colateralmente el terremoto de Kobe. Unos son interesantes, el último sobretodo, pero el nivel no es muy alto ...continue

    No es el libro de Murakami que mas me ha gustado. Es un conjunto de relatos que tocan muy colateralmente el terremoto de Kobe. Unos son interesantes, el último sobretodo, pero el nivel no es muy alto. No pasa nada si saltas esta lectura.

    said on 

  • 4

    Il primo racconto narra di un uomo che è stato abbandonato improvvisamente dalla moglie.
    Intraprende un viaggio : un suo collega gli chiede se può consegnare a sua sorella un pacchettino.
    La scatolina ...continue

    Il primo racconto narra di un uomo che è stato abbandonato improvvisamente dalla moglie.
    Intraprende un viaggio : un suo collega gli chiede se può consegnare a sua sorella un pacchettino.
    La scatolina è così leggera che sembra vuoto, come forse vuota, è la sua vita?
    Tutti i figli di Dio danzano…….” Cercò di comunicare i pensieri che aveva dentro con quella stretta: il nostro cuore non è fatto di pietra.
    La pietra a un certo punto può andare in frantumi, sbriciolarsi, perdere ogni forma. Ma il cuore non può andare in frantumi. E questa cosa senza forma che ci portiamo dentro, buona o cattiva che sia, possiamo trasmetterla gli uni con gli altri senza limiti”….
    Ranocchio salva Tokio….“Meglio così, signor Katagiri. Meglio che non ricordi nulla. In ogni caso questa cruenta battaglia si è svolta tutta nell’immaginazione. E’quello il nostro campo di battaglia. E’lì che vinciamo e siamo sconfitti. Naturalmente siamo tutti esseri limitati, e alla lunga finiremo tutti per perdere. Però, come aveva intuito Hernest Hamingway, il valore definitivo della nostra vita non sarà determinato da come avremo vinto, ma da come avremo perso”……
    In genere non amo i racconti, trovo difficile capire il messaggio e spesso mi lasciano perplessa.
    Trovo i personaggi di queste narrazioni inquietanti e tormentati.
    Nel tempo ho imparato che tra i racconti ne trovo alcuni che hanno una tale forza che mi emoziona e commuove e non sono in grado di esprimere questo turbamento.
    In questo libro più di tutti i racconti mi ha emozionata: Tutti i figli di Dio danzano e torta al miele.
    Il libro mi è piaciuto molto.

    said on 

  • 3

    E' il primo Murakami che leggo e non mi ha entusiasmato. Gli unici due racconti che mi hanno davvero lasciato qualcosa sono "Thailandia" e "Torte al miele"; invece sto cercando ancora di dare un senso ...continue

    E' il primo Murakami che leggo e non mi ha entusiasmato. Gli unici due racconti che mi hanno davvero lasciato qualcosa sono "Thailandia" e "Torte al miele"; invece sto cercando ancora di dare un senso agli altri, ma forse non ce l'hanno e quindi è bene che smetta. Forse, dovrei leggere un suo romanzo, per poter decidere se Murakami fa per me oppure no.

    said on 

  • 4

    Da provare

    E' stato il mio primo assaggio di Murakami. Che dire ? Nel complesso mi ha conquistato.
    Non è una scrittura difficile, ma in ogni racconto l'autore trova il modo di suggerire elementi narrativi alla D ...continue

    E' stato il mio primo assaggio di Murakami. Che dire ? Nel complesso mi ha conquistato.
    Non è una scrittura difficile, ma in ogni racconto l'autore trova il modo di suggerire elementi narrativi alla David Lynch o alla Hayao Miyazaki.
    Frequenti l'indugiare sugli interrogativi esistenziali che si pongono i protagonisti e la descrizione di percorsi di autoconsapevolezza travestiti da interazioni con personaggi irreali, improbabili o bizzarri.

    said on 

  • 2

    Ho iniziato ad apprezzare da poco i racconti. Ho cominciato a capire che nella loro brevità, a volte anche nella loro apparente incompiutezza possono contenere non una ma tante storie che emergono a p ...continue

    Ho iniziato ad apprezzare da poco i racconti. Ho cominciato a capire che nella loro brevità, a volte anche nella loro apparente incompiutezza possono contenere non una ma tante storie che emergono a poco a poco nella coscienza del lettore.
    Perché ciò accada l'autore deve essere un cesellatore, ci vuole un'abilità sopraffina.
    Un racconto ben scritto è perciò come un diamante che, nella sua purezza, rifrange la luce di un colore diverso per ogni faccia.
    Questo libro è il perfetto esempio del contrario di quanto scritto qui sopra. Racconti buttati lì, poco pensati e poco elaborati, scritti per far numero. Superficiali e sciatti oltre ogni dire.

    said on 

  • 2

    Al di là del filo conduttore che è davvero molto flebile, da fan-non-fan di Murakami devo ammettere che c'è poco di questi racconti ad aver lasciato il segno, tant'è che di alcuni a distanza di giorni ...continue

    Al di là del filo conduttore che è davvero molto flebile, da fan-non-fan di Murakami devo ammettere che c'è poco di questi racconti ad aver lasciato il segno, tant'è che di alcuni a distanza di giorni, senza il libro sotto mano, fatico a ricordare la trama.
    Il migliore secondo me è Thailandia, sia come racconto in sé che per il collegamento al terremoto di Kobe. Quello probabilmente che mi rimarrà più impresso è Ranocchio salva Tokyo, non per il gradimento, bensì per l'assurdità della storia.

    Atterra un UFO su Kushiro: **
    Paesaggio con ferro da stiro: **
    Tutti i figli di Dio danzano: **
    Thailandia: ***
    Ranocchio salva Tokyo: **
    Torte al miele: **/***

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    4

    連假三天候, 又多賺到一天的颱風假.

    因為已經在家裡待了三天了, 所以無風無雨的第四天下午我們決定出門. 想去泡溫泉所以帶了書, 結果在途中發現北投停水沒有溫泉, 金山因為我們太晚出門已經全數客滿. 於是只好臨時變換計畫, 開車到了汐止一家新開的MALL.

    約克為了解決吵鬧的小孩, 加上大概是想要滿足沒洗到溫泉而不爽的老婆(就是我本人啦), 我們家難得的走進親子餐廳.食物一如大家對親子餐廳期待的不 ...continue

    連假三天候, 又多賺到一天的颱風假.

    因為已經在家裡待了三天了, 所以無風無雨的第四天下午我們決定出門. 想去泡溫泉所以帶了書, 結果在途中發現北投停水沒有溫泉, 金山因為我們太晚出門已經全數客滿. 於是只好臨時變換計畫, 開車到了汐止一家新開的MALL.

    約克為了解決吵鬧的小孩, 加上大概是想要滿足沒洗到溫泉而不爽的老婆(就是我本人啦), 我們家難得的走進親子餐廳.食物一如大家對親子餐廳期待的不好吃, 但小孩四處跑跳玩鬧, 我坐在位置上, 竟然也看完了這本書.

    剛剛準備紀錄, 才發現這本書我沒看過耶, 都不知道被我放在書架上多久了.

    相當輕薄的一本書, 裡面是幾篇短篇小說, 看的出來都和神戶大地震有所關聯. 應該是村上春樹試圖關懷當時地震後惶惶不安人心, 而寫的書吧. 除了最後一篇的最後一段結尾, 裡面的所有故事要說療癒也沒有多療癒 (不過這跟閱讀者本人的心境有關, 現在我已經沒有什麼需要療癒的事情了(謝天謝地), 所以閱讀起來並沒有療癒感, 但仔細想想其實裡面有很多內容都還是擁有療癒色彩的), 甚至有些故事沒寫出結尾就這樣中途結束.

    可是我覺得還是好看的書, 至少, 很適合在吵鬧且不好吃的親子餐廳一個人好好的閱讀完畢.

    對了, 看完書評之後發現大家一面倒的喜歡"蜂蜜派"這個故事, 我倒是沒那麼喜歡. 對於書中那三個主角彼此浪費了10多年的生命之後又繞回來, 我真是覺得沒有意義啊. 要在一起時就勇敢說愛在一起就好了, 我最討厭那種拖拖拉拉多年之後, 然後才發現原來你才是我此生最愛的戲碼.

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  • 4

    Los primeros relatos no es que estén mal. Pero el que firma es Haruki Murakami y entonces estás esperando leer algo estremecedor. Lo único que encuentras son historias que parecen inconclusas. Tristes ...continue

    Los primeros relatos no es que estén mal. Pero el que firma es Haruki Murakami y entonces estás esperando leer algo estremecedor. Lo único que encuentras son historias que parecen inconclusas. Tristes, sí. Pero inconclusas. Y es el momento en que, cuando te preguntan cómo está el libro de relatos, respondes con una mueca. Podría significar cualquier cosa. Realmente no sabes qué decir. Si acaso, que deberías haber empezado otro libro. Tienes una lista inmensa esperándote y cualquier otro libro de Murakami habría sido una bala más provechosa.

    Por suerte, los dos últimos relatos suponen un trago distinto. Rana salva a Tokio tiene esa combinación de elementos surrealistas y cultos tan genuinos en Murakami. XXX es la repetición de los amores imposibles. Pero qué más da. Murakami lo hace tan jodidamente bien.

    said on 

  • 3

    Il metodo Murakami è semplice: si prende un personaggio sfortunello in amore, lo si cala in una situazione che esce dalla routine circondato da personaggi con una vena di mistero non altrimenti chiari ...continue

    Il metodo Murakami è semplice: si prende un personaggio sfortunello in amore, lo si cala in una situazione che esce dalla routine circondato da personaggi con una vena di mistero non altrimenti chiarita, si mischia tutto e poi si lascia la faccenda andare avanti per un po' raccontando tutti i dettagli, anche quelli più banali tanto per vedere che succede. Dopo un po' si chiude e si passa ad altro.

    La stragrande maggioranza dei racconti di questa raccolta, anche quelli più riusciti, funzionano così, col terremoto di Kobe che ogni tanto fa capolino sullo sfondo spesso a sproposito o comunque senza aggiungere niente al racconto.

    Il discorso diventa rapidamente ripetitivo, tanto più che i personaggi alla fine sono tutti uguali, specie quelli femminili, tutti senza eccezione sfuggenti e misteriosi, e quando l'autore cerca di uscire dai soliti schemi, tipo il ragazzo giovane del racconto sui falò che spara parolacce ad alzo zero, l'operazione non riesce e ne viene fuori una roba artificiosa (ma magari è colpa della traduzione, ninzò).

    Alcuni racconti sono veramente brutti, tipo quello del ranocchio, altri son discreti. L'ultimo non è male, come quello della dottoressa e l'autista. La media delle tre stelline è generosa ma vabbè.

    Comunque e mi spiace dirlo, Murakami come scrittore è un bluff che campa di rendita grazie a quei due o tre lavori ben centrati che spiccano in un'enorme distesa di vaccate.

    said on 

  • 4

    la più cruenta battaglia si svolge tutta nell’immaginazione"

    Tutti i figli di Dio danzano è una raccolta di racconti alla quale non manca assolutamente niente: c’è un uomo che decide di fare un favore ad un collega e partire per un isola lontana per consegnare ...continue

    Tutti i figli di Dio danzano è una raccolta di racconti alla quale non manca assolutamente niente: c’è un uomo che decide di fare un favore ad un collega e partire per un isola lontana per consegnare un pacco misterioso; c’è un anziano signore che ama fare falò sulla spiaggia perché le fiamme si muovono libere assecondando il vento ma odia i frigoriferi, che provocano in lui terribili incubi; c’è un ragazzo che non conosce suo padre ma è talmente convinto che sia quell’uomo, senza il lobo di un orecchio, che ha visto in metro, che lo pedina per tutta la città; c’è una tenera storia d’amore nata ai tempi dell’università. E poi c’è il racconto che preferisco, quello di un uomo come tanti che deve salvare la sua città da un terribile terremoto.

    “Io sono una persona molto comune. Sono mezzo calvo, ho la pancetta, ho fatto quarant’anni il mese scorso. Le mie capacità atletiche sono nulle, sono stonato, basso, ho la fimosi, e sono miope. Perché uno come me dovrebbe salvare Tokio?”

    Sarà un ranocchio parlante a dimostrare al nostro protagonista che solo persone come lui sono veramente eroi. Murakami Haruki salta dalla realtà più cruda e dolorosa alla pura fantascienza, con una leggerezza straordinaria, ed è in grado di mescolare alla perfezione elementi tragici e comici, con un sottilissimo e particolare umorismo. Sei protagonisti, sei storie diverse, un solo anno. E’ il 1995 che fa da sfondo a questi racconti: l’anno del disastroso terremoto di Kobe. L’ambientazione del libro riflette gli stati d’animo dei suoi personaggi, terremotati anch’essi ed emotivamente instabili a causa di avvenimenti che, in un modo o nell’altro, hanno cambiato le loro vite. Murakami ci racconta dei terremoti della vita, quelli che si verificano nella nostra mente ogni giorno, quei sentimenti che ci fanno vacillare e, a volte, distruggono tutto ciò che abbiamo costruito: la rabbia, l’amore, la paura della morte, la solitudine… Perché “la più cruenta battaglia” dice il nostro quinto protagonista, “si svolge tutta nell’immaginazione. E’ quello il nostro campo di battaglia. E’ lì che vinciamo o siamo sconfitti”.
    https://uraganoelettrico.wordpress.com/2013/04/10/tutti-i-figli-di-dio-danzano-murakami-haruki/

    said on 

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