Al di là del bene e del male

I classici del pensiero

Di

Editore: Fabbri

4.1
(1431)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 276 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Francese

Isbn-10: A000120473 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Curatore: Sossio Giametta

Disponibile anche come: Altri , Paperback , Tascabile economico , Rilegato in pelle , Copertina morbida e spillati , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Filosofia , Religione & Spiritualità

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Descrizione del libro
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  • 5

    “Ora ride il mondo, l’orrendo sipario si squarcia, è giunto il giorno delle nozze per la luce e le tenebre…”

    Nice che dice boh?
    Nice che dice boh boh?
    Non poteva finire altrimenti, da quando questa canzone entrò nelle mie orecchie attraverso Zucchero “Sugar” Fornaciari, con un signor Nice che all’epoca non c ...continua

    Nice che dice boh?
    Nice che dice boh boh?
    Non poteva finire altrimenti, da quando questa canzone entrò nelle mie orecchie attraverso Zucchero “Sugar” Fornaciari, con un signor Nice che all’epoca non conoscevo assolutamente…
    Scherzo naturalmente, in verità qualcosa credo di avere capito del pensiero nicciano.
    Non voglio e, soprattutto, non posso passare per un esperto di filosofia, mancano i fondamenti, ma Nice scrive in maniera chiara e diretta e con un po’ di buona volontà qualcosa si riesce a recepire di quello che espone in questo libro che qualcuno dice rappresenti una cesura con un certo modo precedente di pensare.
    Il suo pensiero si snoda attraverso una severa e drastica condanna delle religioni, e del cristianesimo in particolare che ritiene responsabile dell’annichilimento delle masse con le sue costrizioni, argomento questo a cui dedica ampi e severi passaggi, per continuare con ficcanti osservazioni, per non dire spernacchiamenti, su altri filosofi colpevoli di gabellare verità troppo assolutistiche in un quadro generale che, secondo lui, offriva ben poche certezze.
    Non per questo si propone lui stesso, con il suo pensiero, come faro illuminante di una filosofia all’epoca troppo decentrata dai problemi attuali; al contrario, il suo obiettivo è quello di mettere in discussione il futuro del pensiero umano creando i presupposti o il preludio, come dice nel sottotitolo del suo libro, “per una filosofia dell’avvenire”.

    Avrò effettivamente capito qualcosa del pensiero nicciano?
    Lo spero, anche perché la lettura è stata bella difficilotta, e devo candidamente confessare che qualche volta mi sono allegramente perso in qualcuna delle escursioni filosofiche, pur nella estrema chiarezza dei concetti espressi.
    Resta inteso comunque che ci riproverò senz’altro…

    Link della canzone di Zucchero

    https://www.youtube.com/watch?v=M4apUpLQRl0

    Un libro come questo è chiaramente e letteralmente zeppo di frasi celebri, aforismi e passaggi significativi, ne riporterò solo uno esplicativo per il pensiero nicciano sulla religione:

    “La fede cristiana è fin da principio sacrificio: sacrificio di ogni libertà, di ogni orgoglio, di ogni autocoscienza dello spirito, e al tempo stesso asservimento e dileggio di se stessi, autoumiliazione. C'è della crudeltà e un atteggiamento religioso fenicio in questa fede che è richiesta da una coscienza infrollita, multiforme e dai molti vizi: il suo presupposto è che la sottomissione provoca un dolore indescrivibile, che l'intero passato e tutte quante le consuetudini di un tale spirito recalcitrano a questo absurdissimum, sotto la forma del quale la "fede" gli si approssima.”

    ha scritto il 

  • 4

    "Occorre sbarazzarsi del cattivo gusto di voler andar d’accordo con molti." (p. 48)

    "Chi lotta con i mostri deve guardarsi di non diventare, così facendo, un mostro. E se tu scruterai a lungo in un ab ...continua

    "Occorre sbarazzarsi del cattivo gusto di voler andar d’accordo con molti." (p. 48)

    "Chi lotta con i mostri deve guardarsi di non diventare, così facendo, un mostro. E se tu scruterai a lungo in un abisso, anche l’abisso scruterà dentro di te." (p. 79)

    "Parlare molto di sé può anche essere un mezzo per nascondersi." (p. 81)

    ha scritto il 

  • 0

    Ho un problema con Nietzsche: quando lo leggo, la voce nella mia testa diventa quella di Giampiero Mughini. Non importa se ciò che dice è giusto, sbagliato o interessante. Ogni punto interrogativo pre ...continua

    Ho un problema con Nietzsche: quando lo leggo, la voce nella mia testa diventa quella di Giampiero Mughini. Non importa se ciò che dice è giusto, sbagliato o interessante. Ogni punto interrogativo prende il tono di "IL MILAN SECONDOOO???", i punti esclamativi alternano i "MA DAAAIII!!!" ai " SUVVIAAA!!!". Com'è possibile la lettura, così?

    ha scritto il 

  • 3

    Mixed feelings

    Many of his remarks are incredibily insightful, I'm struck by his perfect grasp of 19th-century culture, and he writes delightfully. Yet there are no arguments for most of his claims, so that most of ...continua

    Many of his remarks are incredibily insightful, I'm struck by his perfect grasp of 19th-century culture, and he writes delightfully. Yet there are no arguments for most of his claims, so that most of the statements contained in this book are likely to be false.

    ha scritto il 

  • 0

    Pressoché perfetto nell'analizzare, in maniera sovente critica e aspra, il lavoro di altri filosofi, Nietzsche mi è qui parso del tutto carente di proposte valide. Classista, misogino, ancora legato a ...continua

    Pressoché perfetto nell'analizzare, in maniera sovente critica e aspra, il lavoro di altri filosofi, Nietzsche mi è qui parso del tutto carente di proposte valide. Classista, misogino, ancora legato a un'idea del tutto identitaria e nazionalista di popolo, ci penserà la Storia del '900 a screditare questo volume (e non mi riferisco all'ignobile propaganda nazista che citava Nietzsche senza averlo minimamente capito, probabilmente neppure letto).
    Quando getta lo sguardo al futuro in modo profetico le sbaglia praticamente in tutti i campi: politica, musica, psicologia, scienza, guerra. Di lì a poco sarebbero arrivati Debussy, Freud (che pure di Nietzsche era figlio), Einstein, la prima guerra mondiale. E Nietzsche sembra non averne alcun presagio.
    Credo che l'aspetto più importante sia il suo antiromanticismo; sono abbastanza certo che questo (sacrosanto in teoria) deriva nella pratica da un altro errore di valutazione: per lui moribondo, in realtà il retaggio romantico (ahinoi? --> è una domanda) sopravvive in molte sue idee ancora oggi.

    N.B. Quanto qui detto si riferisce esclusivamente ad Al di là del bene e del male e non al pensiero di Nietzsche in toto.

    ha scritto il 

  • 5

    Il mio libro preferito di Nietzsche....

    Il mio libro preferito di Nietzsche, letto in quinta superiore tramite il quale tra altre cose ho iniziato a costruire la mia etica personale, che è l'unica e sola legge che io segua. PUNTO.

    Mai avuto ...continua

    Il mio libro preferito di Nietzsche, letto in quinta superiore tramite il quale tra altre cose ho iniziato a costruire la mia etica personale, che è l'unica e sola legge che io segua. PUNTO.

    Mai avuto il coraggio o lo slancio per rileggerlo in un momento di maggiore maturità, ma credo che avverrà, una mia rilettura. Magari in lingua originale.

    ha scritto il 

  • 0

    Mi trovo a casa dei miei perché è domenica e
    perché è ora di pranzo

    allora andiamo a tavola e i miei hanno la tv
    e dunque guardiamo la tv cioè il tg

    e al tg c'è papa bergoglio
    "ma che strano", dico io ...continua

    Mi trovo a casa dei miei perché è domenica e
    perché è ora di pranzo

    allora andiamo a tavola e i miei hanno la tv
    e dunque guardiamo la tv cioè il tg

    e al tg c'è papa bergoglio
    "ma che strano", dico io [io nel signore degli

    anelli assomiglio a gollum]. e papa
    bergoglio risponde alle critiche della

    stampa USA che gli ha dato del marxista
    e bergoglio dice che il marxismo è una dottrina

    sbagliata ma lui ha conosciuto anche dei marxisti
    buoni

    Non riesco ad aggiungere altro
    Quaracchi

    ha scritto il 

  • 2

    Sembra che Nietzsche distrugga, mattoncino per mattoncino, il grande muro che ci copre una "visuale"; una volta scomparso però ci accogiamo che quello che vi è dopo è quasi lo stesso di quello che er ...continua

    Sembra che Nietzsche distrugga, mattoncino per mattoncino, il grande muro che ci copre una "visuale"; una volta scomparso però ci accogiamo che quello che vi è dopo è quasi lo stesso di quello che era prima (forse anche più grigio e nero).

    L'ho trovato difficile (ma è filosofia alla fine...e come dice Nietzsche stesso, complicano il tutto con grandi paroloni - e lui non è di meno-).
    Forse lo rileggerò dopo un base maggiore di conoscenza filosofica e una maggiore maturità, forse...

    ha scritto il 

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