Al limite della notte

Di

Editore: Bompiani (Narratori stranieri)

3.3
(462)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 287 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese

Isbn-10: 8845265358 | Isbn-13: 9788845265358 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Andrea Silvestri

Disponibile anche come: Altri , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura

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Descrizione del libro
Peter e Rebecca Harris: due quarantenni, nati e cresciuti a New York, al culmine delle loro carriere: gallerista lui, editor lei. Ricchi, con una figlia universitaria a Boston, pieni di amici, sono ammirati e invidiati da tutti: sembrano felici. Un giorno, però, va a trovarli il fratello di Rebecca, molto più giovane di lei: Ethan (detto in famiglia Mizzy, “l’errore”). Il ragazzo è un bellissimo ventitreenne, con una storia di droga alle spalle, in cerca di una strada. Accanto a lui, Peter inizia a interrogarsi sull’arte, gli artisti, il lavoro, il successo – il suo mondo, insomma, che tanto faticosamente si è costruito – e, mentre la confusione aumenta, inizia anche a sentirsi sempre più attratto da lui. L’autore di “Le ore” torna con un romanzo che è un viaggio nei bisogni e nei desideri più profondi dell’uomo: qual è il posto dell’amore nelle nostre vite? e la bellezza quanto può contare nella nostra esistenza?
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    La scrittura di Cunningham è sempre straordinaria, efficace e incalzante. Peccato che il romanzo proceda troppo lentamente, con momenti di stanchezza e vacuità. Nel finale però torna la bellezza e la ...continua

    La scrittura di Cunningham è sempre straordinaria, efficace e incalzante. Peccato che il romanzo proceda troppo lentamente, con momenti di stanchezza e vacuità. Nel finale però torna la bellezza e la suggestione del miglior Cunningham ed alcune pagine ed alcuni momenti sono davvero splendidi.

    ha scritto il 

  • 0

    L'immagine della vita come un quadro di Bruegel in cui tu sei la figurina in un angolo, vale il libro. E il rapporto con il bello, con l'opera d'arte, e certi dialoghi. Ma ...

    ha scritto il 

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    La scrittura è nitida, elegante e raffinata
    E’ un libro autentico, che riesce a cogliere la complessità dell’animo umano, la voglia di evasione ed i complessi di colpa per non aver saputo accompagnare ...continua

    La scrittura è nitida, elegante e raffinata
    E’ un libro autentico, che riesce a cogliere la complessità dell’animo umano, la voglia di evasione ed i complessi di colpa per non aver saputo accompagnare e indirizzare i figli in senso lato (per lui la figlia e per lei il fratello minore).
    Parla della società moderna, della bellezza. Ma è discontinuo, non armonioso e, a tratti, non riuscito. Tre e mezzo.

    ha scritto il 

  • 3

    Da notare soprattutto le descrizioni della città di New York, e le riflessioni e i dubbi (e i sensi di colpa senza nome) dei genitori. La trama propriamente detta lascia un po' a desiderare.

    ha scritto il 

  • 3

    Così, in punta di piedi e quasi incidentalmente, tra le pieghe di una storia centripeta che mette in gioco tantissimi temi -l'amore, l'omosessualità, l'arte, la schizzo-logica delle città e della soci ...continua

    Così, in punta di piedi e quasi incidentalmente, tra le pieghe di una storia centripeta che mette in gioco tantissimi temi -l'amore, l'omosessualità, l'arte, la schizzo-logica delle città e della società post-moderna- Michael Cunningham in “Al limite della notte”, varca la soglia delle responsabilità inevitabilmente poste in essere da un progetto di vita al plurale. Cosa vuol dire essere padre e madre? Come si può pensare di poter disporre della vita dei propri figli? Ritrovarsi a programmarle, credendo di cercare solo il meglio per loro, per poi rendersi conto che, forse, sarebbe stato meglio lasciarli andare da soli sulla loro strada?

    <<continua qui: http://www.imieilibri.it/?p=14201>>

    ha scritto il 

  • 2

    Cosa fai quando non sei più l'eroe della tua storia?

    Di Cunningham avevo letto e amato Carne e sangue, e devo riconoscere che anche Al limite della nottepropone personaggi convincenti e un'ottima prosa. Peccato però per la storia debolissima e per le co ...continua

    Di Cunningham avevo letto e amato Carne e sangue, e devo riconoscere che anche Al limite della nottepropone personaggi convincenti e un'ottima prosa. Peccato però per la storia debolissima e per le continue divagazioni, che appesantiscono la lettura e confermano che c'è poca sostanza in questo romanzo. Trecento pagine che avrebbero potuto essere condensate in dieci soltanto, un racconto scialbo, che non mi ha lasciato nulla, solo una sensazione di presa in giro.
    Solo a distanza di qualche giorno dal termine della lettura ho ritrovato un po' di quel sapore malinconico e decadente di certi romanzi di Fitzgerald (Cunningham paragona esplicitamente Peter a Gatsby, per evidenziarne la banalità in confronto allo splendore aureo e quasi divino di quel personaggio) e ho iniziato a rivalutarlo. Peter è un uomo sulla quarantina, con una professione che ancora lo appassiona, una moglie con cui ha un rapporto abitudinario e fraterno, sogni inesprimibili nel cassetto e la sensazione di aver smarrito qualcosa, di essere diventato un uomo qualunque, l'eroe mancato della sua stessa vita.
    C'è amarezza in questo romanzo, dolore e cognizione del tempo che non ritorna, ma soprattutto c'è sincerità, la voglia di ammettere a sé stessi il proprio fallimento e le proprie paure.
    Forse l'ho letto semplicemente nel momento sbagliato, qualcosa di buono mi ha lasciato.

    La mia recensione completa su http://librisucculenti.blogspot.it/2014/03/al-limite-della-notte-anno-iii-lettura.html

    ha scritto il 

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