Al paradiso delle signore

Edizione integrale

Di

Editore: Newton Compton (Biblioteca Economica Newton. Classici, 221)

4.0
(649)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 286 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Inglese , Tedesco , Spagnolo , Russo

Isbn-10: 8854114324 | Isbn-13: 9788854114326 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Ferdinando Martini ; Curatore: Mario Lunetta

Disponibile anche come: Paperback , Copertina rigida , Tascabile economico , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Storia , Rosa

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Descrizione del libro
Un romanzo che esplora lucidamente l'universo femminile, un testo che dà la misura del talento rappresentativo e dell'acutezza dello sguardo sociale del grande narratore francese. La vicenda della giovane provinciale Denis che, approdata timidamente a Parigi, riesce a evitarne le insidie e a domarne i mostri solo in virtù della sua integrità e della sua dolcezza, non ha nulla di edulcorato né di consolatorio: è invece, per energia di scrittura e profondità di analisi, il diagramma di un destino femminile che si realizza nel quadro di una società opulenta e spietata mantenendo intatti la sua dignità e il suo spessore.
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  • 3

    Stupefacente

    E' stupefacente la capacità di Zola di capire, con tanto anticipo, le implicazioni sociali legate alla comparsa dei centri commerciali, strutture così grandi da poter sopravvivere solo sviluppando nel ...continua

    E' stupefacente la capacità di Zola di capire, con tanto anticipo, le implicazioni sociali legate alla comparsa dei centri commerciali, strutture così grandi da poter sopravvivere solo sviluppando nel pubblico un'ossessione per il consumo fine a se stesso.
    Il romanzo ha tuttavia alcuni limiti. La caratterizzazione dei personaggi non convince, specie per quel che riguarda la protagonista femminile, stucchevole in modo insopportabile. Vi sono poi alcuni passaggi piuttosto ripetitivi e prolissi, specie nell'ultima parte.
    Complessivamente resta comunque una lettura da consigliare.

    ha scritto il 

  • 3

    Di Zola, non avrei mai letto nulla, se non avessi visto la serie televisiva, che prende spunto da questo romanzo.
    Non che fosse una grande serie televisiva, però è stata carina e mi è venuta voglia di ...continua

    Di Zola, non avrei mai letto nulla, se non avessi visto la serie televisiva, che prende spunto da questo romanzo.
    Non che fosse una grande serie televisiva, però è stata carina e mi è venuta voglia di cimentarmi in queste miriadi di pagine.
    Ovviamente, come (quasi) sempre il libro è molto diverso dalla serie.
    Indubbiamente scritto bene, ma a parer mio, si perde troppo nelle descrizioni minuziosissime di particolari inutili, tanto da rendere il tutto pesante e da far passare la voglia di continuare a leggere con lo stesso interesse e la stessa passione, con i quali uno aveva iniziato la lettura.

    ha scritto il 

  • 5

    Grande Zola! Ho letto solo ora questo suo romanzo perché temevo che un soggetto come questo fosse in fin dei conti limitato e monocorde. Ma avevo torto marcio. L'abilità con cui riesce a variare le de ...continua

    Grande Zola! Ho letto solo ora questo suo romanzo perché temevo che un soggetto come questo fosse in fin dei conti limitato e monocorde. Ma avevo torto marcio. L'abilità con cui riesce a variare le descrizioni del Bonheur des Dames (su tutte si stacca quella del capitolo finale: la fiera del bianco che è anche preludio alle nozze dei due protagonisti - una vera sinfonia) e a inserirvi la storia romantica del contrastato amore di Denise e Octave Mouret, oltre al tema della sorda e non incruenta lotta tra commercio al minuto e grandi magazzini, è davvero da grande maestro e per pagine e pagine ti tiene incatenato alla lettura. E poi tanti altri temi, anche se meno approfonditi, trovano modo di essere acutamente sfiorati: dalla condizione femminile, alle differenze sociali, alla psicologia applicata alla propaganda, ecc. ecc. Sicché, quando si arriva alla fine, se ne vorrebbero leggere ancora pagine e pagine.

    ha scritto il 

  • 2

    Ho deciso di leggere questo romanzo dopo aver visto la serie Tv della BBC che ne ha tratto ispirazione; a dire la verità già dalle prime pagine si capisce che il romanzo con la serie TV c'entra poco o ...continua

    Ho deciso di leggere questo romanzo dopo aver visto la serie Tv della BBC che ne ha tratto ispirazione; a dire la verità già dalle prime pagine si capisce che il romanzo con la serie TV c'entra poco o nulla e, strano a dirsi, io ho preferito la trasposizione in telefilm. Del libro ho apprezzato principalmente l'analisi straordinariamente attuale che Zola fa del commercio "di massa" che fa fuori inesorabilmente i piccoli negozianti, è del diciannovesimo secolo ma sembra di assistere a ciò che è successo da noi in pochi anni con l'avvento dei centri commerciali.
    il Paradiso altro non è che un gigantesco, luccicoso centro commerciale, attrazione fatale per le Signore parigine che vi si riversano in massa a dilapidare i soldi dei mariti che subiscono passivamente la follia da "girone dantesco" in cui le consorti cadono una volta varcata la soglia. Il Paradiso ha però un lato oscuro: è un "mostro" che produce soldi a palate e fagocita a poco a poco tutti i negozietti del quartiere circostante, i piccoli commercianti le provano tutte per cercare di resistere (commovente l'ombrellaio) ma alla fine devono soccombere alla voracità del mostro denominato "comemrcio moderno.
    Octave Mouret gestisce la "mostruosità", spregiudicato, avido e donnaiolo incallito, conosce alla perfezione psicologia e debolezza del gentil sesso (anche quelle sono straordinarimente identiche alle donne moderne), finchè non arriva Denise: la classica "sfigatella" innocentina, perfettina, a tratti persino fastidiosa, che però piano piano riesce a far capitolare lo scapolone incallito e a farsi strada nello spietato mondo (tutto al femminile) del reparto abiti.
    La storia tra i due è molto banale e prevedibile, si capisce fin dal primo sguardo come va a finire e si capisce anche che Denise farà mangiare polvere a quelle streghe che lavorano con lei.
    Nel complesso il libro non è niente eccezionale, lo consiglio solamente alle malate di shopping come me, se non vi frega nulla di tessuti, colori, vestiti e "psicologia" del commercio e delle vendite lo troverete quasi sicuramente noioso.

    ha scritto il 

  • 5

    Un romanzo che vuole raccontare la Parigi di fine '800 con le sue grandi trasformazioni. È il romanzo delle grandi contrapposizioni: da un lato la nascita dei grandi magazzini, dall'altro i piccoli bo ...continua

    Un romanzo che vuole raccontare la Parigi di fine '800 con le sue grandi trasformazioni. È il romanzo delle grandi contrapposizioni: da un lato la nascita dei grandi magazzini, dall'altro i piccoli bottegai del quartiere, prigionieri delle loro tradizioni, che cercano di rimanere a galla in attesa di essere fagocitati da questi grandi mostri; l'intraprendente, ambizioso e affascinante Octave Mouret da una parte, la giovane provinciale timida Denise dall'altra. Zola vuole narrare la continua guerra tra il piccolo e grande commercio e la lotta tra due modi di vivere apparentemente così lontani tra loro.
    Zola è una certezza. Magistrale e meraviglioso.

    ha scritto il 

  • 5

    Come tutti i romanzi di Zola anche in questo si cammina sulla lama di rasoio del dramma; c'è chi l'addita di eccessiva prolissità per le pagine e pagine di descrizioni di scaffali, stoffe, gioie e mer ...continua

    Come tutti i romanzi di Zola anche in questo si cammina sulla lama di rasoio del dramma; c'è chi l'addita di eccessiva prolissità per le pagine e pagine di descrizioni di scaffali, stoffe, gioie e merletti, a loro ribatto: quante pagine servono per descrivere il Paradiso?

    Un libro grandioso come l'autore; i Grandi sanno già tutto all'origine: oggi come ieri, anche noi sguazziamo tra gli scaffali - le conseguenze di quei tempi- tutti arrembanti e armati di carte di credito più-veloci-del-west la domenica pomeriggio tra un carrello e un buono sconto. Però noi non abbiamo Zola.

    ha scritto il 

  • 3

    Fare, operare, opporsi agli eventi, vincerli, esserne vinto, sta qui tutta la gioia e la salute degli uomini,

    Al Paradiso delle signore è un libro che mi suscita opinioni contrastanti e pertanto merita due commenti distinti.
    La prima impressione, positiva, è per Zola, per la sua scrittura moderna e scorrevole ...continua

    Al Paradiso delle signore è un libro che mi suscita opinioni contrastanti e pertanto merita due commenti distinti.
    La prima impressione, positiva, è per Zola, per la sua scrittura moderna e scorrevole e per la bravura dimostrata nell'anticipare i tempi, descrivendo i cambiamenti che ci sono stati nel commercio e le difficoltà subite dai piccoli commercianti nella concorrenza con la grande distribuzione. La seconda impressione, negativa, riguarda la trama e soprattutto il finale del romanzo. Nonostante adori lo shopping, alla lunga le pagine con le descrizioni di trine e sete diventano ripetitive e noiose, un dilungarsi inutile per un epilogo affrettato, dopo un tira e molla senza senso. Promosso l'autore, bocciato il romanzo!

    ha scritto il 

  • 5

    Non è il primo libro che leggo di Zola, ma, visto l'argomento leggero di cui credevo trattasse e dopo aver letto Germinal e Therese Raquin, avevo paura che mi deludesse. Non è andata così. Zola riesce ...continua

    Non è il primo libro che leggo di Zola, ma, visto l'argomento leggero di cui credevo trattasse e dopo aver letto Germinal e Therese Raquin, avevo paura che mi deludesse. Non è andata così. Zola riesce a descrivere vizi e virtù di ognuno con una profondità impressionante e se, fra trine e merletti le donne non fanno una bella figura, gli uomini non sono da meno.
    E poi che dire su quanto sia attuale? Il libro ha quasi due secoli, ma davanti a me scorrevano le immagini dei nostri grandi centri commerciali, la stessa frenesia e senso di alienazione.
    Il maestro Zola ci ha dipinto la nascita del consumatore, non solo "cliente" e del lavoro moderno, che può piacerci o meno, ma non possiamo fermare.

    ha scritto il 

  • 5

    Visto The Paradise qualche tempo fa, appena avuta l'occasione mi sono buttato sul romanzo che lo ha ispirato.
    Poco in comune con la serie britannica che focalizzava sui due protagonisti e le persone a ...continua

    Visto The Paradise qualche tempo fa, appena avuta l'occasione mi sono buttato sul romanzo che lo ha ispirato.
    Poco in comune con la serie britannica che focalizzava sui due protagonisti e le persone a loro intorno.
    Nel romanzo i protagonisti sono:

    1), naturalmente, il grande magazzino, metrofaga insaziabile, descitta in tutto il suo barocco splendore, nella ricchezza delle vetrine, merci, lampioni, candelabri, fin dentro le viscere dei magazzini e le cucine e le caldaie. I suoi dipendenti, nei vari gradi gerarchici, tutti affamati, stanchi e ambiziosi e pronti a tutti pur di strappare una cliente al collega e prontissimi a dilapirade i guadagni di una settimana nella sola domenica, incapaci di pensare al futuro.

    2) il nuovo che avanza e schiaccia il vecchio incapace di comprenderne il senso, il ritmo, la velocità lo scopo ultimo.
    La desrizione della vana lotta dei commercianti di quartiere presi da un lato dalla del grande magazzino e dall'altra dagli stravolgimenti edilizi voluti dall'imperatore per rifare Parigi.

    La descrizione della vita quotidiana dei commessi, i tanti piccoli caratteri che affollano il grande magazzino, tracciati con pochi ma precisi tratti, quel tanto che basta per renderli vivi e riconoscibili anche al giorno d'oggi.

    Potrebbe essere un documento storico, se non stessimo vivendo la stessa vicenda ai giorni nostri con i gli internet store e i centri commerciali fuori città, i problemi di parcheggio in città, i negozi di quartiere che non riescono a restare aperti 24/7, il franchising che annulla le differenze tra negozio e negozio.

    Tutto già avvenuto, che avviene e che avverrà di nuovo con quello che verrà, qualunque cosa sarà

    ha scritto il 

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