Alice nel mondo dello specchio

Di

Editore: Fabbri

3.9
(834)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Spagnolo , Francese , Portoghese , Thai

Isbn-10: 8845180867 | Isbn-13: 9788845180866 | Data di pubblicazione: 

Curatore: T. Giglio

Disponibile anche come: Altri , Tascabile economico , Copertina rigida , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Fantascienza & Fantasy , Adolescenti

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Descrizione del libro
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  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Pg. 130
    Al contrario - continuò Dindello - se era così, poteva essere; e se fosse così, sarebbe; ma siccome non è, non è. E' logico.

    Pg. 145
    E' inutile provare - disse Alice - uno non può credere una ...continua

    Pg. 130
    Al contrario - continuò Dindello - se era così, poteva essere; e se fosse così, sarebbe; ma siccome non è, non è. E' logico.

    Pg. 145
    E' inutile provare - disse Alice - uno non può credere una cosa impossibile.
    Si vede che non ti sei esercitata abbastanza - osservò la regina. - Quando avevo la tua età facevo mezz'ora di esercizio tutti i giorni. Figurati, delle volte ho creduto perfino sei cose impossibili prima di colazione!

    ha scritto il 

  • 3

    Attraverso lo specchio è il seguito del più famoso Alice nel Paese delle Meraviglie, scritto circa sei anni dopo il volume precedente.
    L'ho trovato di sicuro più carino e divertente (tralasciando la s ...continua

    Attraverso lo specchio è il seguito del più famoso Alice nel Paese delle Meraviglie, scritto circa sei anni dopo il volume precedente.
    L'ho trovato di sicuro più carino e divertente (tralasciando la storia delle ostrichette, veramente inquietante), anche se non mi ha certo tenuta incollata alle pagine.
    Anche questo libro è dedicato ad Alice Liddell, la bambina realmente esistita che chiese a Lewis Carroll una storia durante una gita in barca sul Tamigi, dando il via alla nascita della Alice letteraria e delle sue avventure. In apertura e chiusura del romanzo è palese il dispiacere dell'autore dovuto al fatto di non vedere più da tempo la bambina, il cui nome viene formato dalla prima lettera di ogni verso della poesia finale (nella versione in lingua originale).
    Questa volta la piccola Alice non cade attraverso la tana di un coniglio per ritrovarsi poi nel Paese delle Meraviglie, bensì attraversa lo specchio del suo salotto, attraverso il quale riesce a vedere solo una parte della stanza, e ciò stimola la sua curiosità riguardo a cos'altro possa esserci dietro l'angolo che lei non riesce a vedere bene.
    Anche questa volta l'autore usa l'espediente del sogno per permettere alla bambina di vivere le sue avventure, in un mondo che mi è piaciuto di più rispetto a quello sotto terra della storia precedente.
    Soprattutto all'inizio del racconto, l'universo oltre lo specchio sembra funzionare davvero al contrario: bisogna correre a perdifiato per restare nello stesso posto, e distribuire le fette di torta prima di tagliarle.
    Tra gli strani personaggi incontrati da Alice, i più importanti sono sicuramente i "pezzi" della scacchiera, come la Regina Rossa e la Regina Bianca, o il Cavaliere Bianco che accompagna Alice alla fine del racconto. La piccola si muove infatti su di una scacchiera, che è il mondo stesso, con l'intento di diventare ella stessa una Regina.
    Durante il suo viaggio incontrerà fiori parlanti, i gemelli Tuidoldam e Tuidoldì, Humpty Dumpty (che le parla del famoso non-compleanno attribuito poi in seguito al Cappellaio Matto dalle varie trasposizioni cinematografiche e non), il leone e l'unicorno.
    Molto simpatico l'episodio nella bottega della pecora, in cui la merce sembra fluttuare, cosicché ogni volta che Alice punta lo sguardo su uno degli scaffali, questo le appare vuoto.
    Al di là del nonsense che sembra pervadere anche questa storia, vi troviamo comunque degli elementi interessanti: Alice si ritrova in un mondo strano e sconosciuto, ma la sua curiosità e la sua apertura mentale la spingono a visitarlo e a relazionarsi con tutti i personaggi che incontra. La confusione generata nella piccola dal fatto che al di là dello specchio si seguano regole del tutto diverse da quelle - rigide - che le hanno impartito, le insegna che è possibile guardare le cose da un punto di vista diverso, ed è possibile scorgere anche una sottile critica proprio a tutte quelle regole che gli adulti impongono ai bambini - e a se stessi -, che impediscono poi loro il cambiamento, la curiosità e, soprattutto, la tolleranza.
    Uno dei personaggi più importanti nel viaggio di Alice è sicuramente il Cavaliere bianco, colui che la libera dal Cavaliere Rosso e la conduce alla fine della scacchiera per permetterle di diventare Regina. Si tratta di una figura molto divertente, ma a tratti anche commovente: non conosce la strada e cade di continuo da cavallo, tuttavia non si abbatte, né crede di essere eccentrico, così come non crede che sia strano portare un alveare attaccato alla sella o ideare invenzioni del tutto inutili. E' probabilmente lui, più di qualunque altro personaggio, a far comprendere ad Alice ed al lettore quanto le convenzioni e le regole siano poco naturali e quanto spesso tengano imbrigliata la mente ed impediscano la crescita di quegli stessi uomini che le hanno codificate.

    http://iltesorodicarta.blogspot.it/2015/05/attraverso-lo-specchio-e-cio-che-alice.html

    ha scritto il 

  • 5

    E' un libriccino, piccolo. Perché, piccolo è piccolo. Che altro si può dire? Parla di una partita a scacchi. Condotta con mosse che non esistono. Cioè, non esistevano lì per lì, perché poi è arrivato ...continua

    E' un libriccino, piccolo. Perché, piccolo è piccolo. Che altro si può dire? Parla di una partita a scacchi. Condotta con mosse che non esistono. Cioè, non esistevano lì per lì, perché poi è arrivato uno scacchista, Vernon Rylands Parton, e ci ha creato su delle mosse vere, e le chiamò "gli scacchi di Alice". Così ora le mosse esistono. E poi, siccome è anche una storia di formazione, parla di una bambina che dapprima dormicchia annoiata in un vecchio salotto inglese di fine ottocento, poi va in giro in posti che sanno proprio di sogno, ma che si sospetta non lo siano, canticchiando strane filastrocche, anche queste che non esistono, naturalmente. O sono le strane filastrocche che canticchiano lei e le sue incredibili passeggiate? Perché, incredibili son incredibili. Per dirne una, Alice incontra personaggi che, pure loro, non esistono. Siete disposti a credere a ciò? E' così eppure. Forse è per questo che le filastrocche si fanno cantare con parole che non esistono. O forse le filastrocche c'erano già con quelle parole inventate di sana pianta e i personaggi ne sono usciti fuori così, generati da parole bizzarre. Perché, bizzarri son bizzarri. Per esempio, vi sembra normale trovarsi improvvisamente di notte su una barca lungo un fiume scuro, che attraversa un villaggetto chissà dove, in compagnia di una pecora che lavora a maglia (con la sua stessa lana magari??) e dice cose certo bizzarre, ma, diciamolo, decisamente inquietanti! Perché, inquietante, è inquietante, e io è da un pezzo che cerco di dirlo (e qui). Poi c'è la regina rossa, quella delle carte, e quella degli scacchi, che insegna ad Alice a correre con tutte le sue forze sul proprio posto. Solo deve badare a regolare la velocità, in base ai luoghi che vuole raggiungere. Ha senso tutto questo? Correre con tutta la propria forza per rimanere dove già si sta? Ovviamente no, non perdiamo tempo a porci domande sceme. Che poi, 102 anni più tardi, nel 1973, Leigh Van Valen elaborerà una metafora di strategia evolutiva, denominandola appunto l'ipotesi della Regina Rossa, è un'altra questione. Allora, esisterà, ma qui nel libro, no assolutamente, non esiste ancora.

    E allora la mia proposta è questa: rilassiamoci e diamo retta al nostro matematico scrittore. Non poniamo limiti a questa nostra povera logica bistrattata. Perché è così che ci è stata data. Libera. Di accogliere e comprendere anche ciò che logico non è.

    ha scritto il 

  • 4

    Un altro bellissimo viaggio immaginario attraverso la fantasia che vede Alice cimentarsi in un crescendo di avventure, trovate spiritose, non-sense, nella moltiplicazione di animali ed esseri fiabesc ...continua

    Un altro bellissimo viaggio immaginario attraverso la fantasia che vede Alice cimentarsi in un crescendo di avventure, trovate spiritose, non-sense, nella moltiplicazione di animali ed esseri fiabeschi parlanti, filastrocche e ammonimenti. Alice è sempre la stessa, curiosa, disponibile verso l’avventura e il diverso, anche se spesso è confusa di fronte a qualcosa che va contro i suo buon senso di bambina ben educata. Penso che in questo romanzo ci siano più che nelle Avventure di Alice elementi particolari che vanno al di là della comprensione di un bambino, più spunti di riflessione per un adulto; ne sono un esempio le riflessioni sulla padronanza della lingua come strumento di identità, il rapporto con il tempo, con la diversità. Un romanzo dunque complesso e leggero, seri e divertente nello stesso tempo!!

    ha scritto il 

  • 4

    Psichedelia ante litteram per un classico della letteratura fantastica. Per una volta nella letteratura di genere non è il linguaggio al servizio della trama, ma quest' ultima che si forma dai doppi s ...continua

    Psichedelia ante litteram per un classico della letteratura fantastica. Per una volta nella letteratura di genere non è il linguaggio al servizio della trama, ma quest' ultima che si forma dai doppi sensi e i giochi di parole del primo. Peccato che non abbia la benche minima conoscenza degli scacchi...

    ha scritto il 

  • 1

    orrendo

    Alice nel paese delle meraviglie mi era piaciuto, nonostante la traduzione qua e là non potesse giocoforza dare al testo lo stesso fascino magico che possiede l’originale. Questo sequel invece è irric ...continua

    Alice nel paese delle meraviglie mi era piaciuto, nonostante la traduzione qua e là non potesse giocoforza dare al testo lo stesso fascino magico che possiede l’originale. Questo sequel invece è irriconoscibile: scritto male, noioso, senza senso, un’accozzaglia di incontri, dialoghi, scene senza capo né coda e slegate una dall’altra. Veramente orribile, un giorno e mezzo buttato che nessuno mi restituirà mai.

    ha scritto il 

  • 0

    Un mondo allo specchio

    Dopo aver scoperto il mondo oltre la tana del coniglio bianco, Alice entra nello specchio di casa sua, visitando un mondo al contrario (giustamente), in cui si ricevono regali quando non è il proprio ...continua

    Dopo aver scoperto il mondo oltre la tana del coniglio bianco, Alice entra nello specchio di casa sua, visitando un mondo al contrario (giustamente), in cui si ricevono regali quando non è il proprio compleanno e l'abilita di un cavaliere si giudica da come cade bene da cavallo.

    I dialoghi sono brillanti, con Carroll che si dimostra un maestro, nei giochi di parola e nello scherzo basato sulla logica.

    ha scritto il 

  • 2

    Attraverso lo specchio

    Il libro è praticamente identico ad Alice nel Paese delle Meraviglie. Tantissimi personaggi particolari con dialoghi zeppi di Nosense. La differenza maggiore con il libro precedente è che qui Alice no ...continua

    Il libro è praticamente identico ad Alice nel Paese delle Meraviglie. Tantissimi personaggi particolari con dialoghi zeppi di Nosense. La differenza maggiore con il libro precedente è che qui Alice non fa un viaggio unico, ma a volte si trova improvvisamente in un altro posto con altri personaggi senza sapere come. Ho ritrovato alcuni dei personaggi e delle frasi che Tim Barton ha utilizzato per il ultimo film Alice in Wonderland. Tutto sommato non mi è piaciuto, davvero troppo troppo "campato in aria", come si suol dire.

    ha scritto il 

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