Alle fonti del Nilo

Di

Editore: Mondolibri

3.5
(1093)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 572 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: A000028440 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Altri , Paperback , Tascabile economico

Genere: Narrativa & Letteratura , Storia , Fantascienza & Fantasy

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Descrizione del libro
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  • 1

    Wilbur e l'Egitto - 21 ago 16

    Forse era meglio che faceva passare qualche altro anno. O forse doveva scriverlo subito dopo il precedente. Non so, ma quello che abbiamo è uno dei libri più deludenti che abbia letto. Direi inutile, ...continua

    Forse era meglio che faceva passare qualche altro anno. O forse doveva scriverlo subito dopo il precedente. Non so, ma quello che abbiamo è uno dei libri più deludenti che abbia letto. Direi inutile, per non sconfinare nel dannoso. Che se qualcuno avesse letto per primo questo tra tutti i libri di Smith, credo che non sarebbe mai diventato un campione di vendite. Nonostante, infatti, tutti i tentativi di farne un libro di avventura “alla Smith”, sembra la brutta copia di un libro di fantasy (dove autori di fantasy seri sarebbero inorriditi alla lettura). Non ci sono molti avvenimenti razionali, tutto è pervaso da una magia inspiegata e inspiegabile, con l’unico intento di chiudere il cerchio iniziato quattro libri prima. Per farlo, tuttavia, l’autore, dovendo superare ostacoli insormontabili si butta nella fantasia sfrenata. Intanto Taita, ad un certo punto, viene detto aver raggiunto la veneranda età di 157 anni (anche se secondo i miei calcoli ne dovrebbe avere 50 di meno), e già questo è un bel traguardo. Inoltre da più di 100 anni è innamorato della regina Lostris, che ovviamente non solo è morta, ma sono morti anche i suoi figli e nipoti. Inoltre Taita è un eunuco, quindi con delle ovvie impossibilità fisiche di amare chicchessia. Conseguentemente è anche difficile, così come sono le cose, per Smith far sfoggio dei suoi momenti soft-erotici, uno dei marchi di fabbrica della sua scrittura. Comunque, nel primo libro egizio c’era stata la costruzione del personaggio “Taita” e dei contorni della saga, nel secondo un salto nel presente per ammirare la ricerca della tomba del faraone, nel terzo la lotta per la riunificazione dell’Alto e del Basso Egizio. Allora cosa si inventa qui il nostro scrittore? Prende spunto dai racconti biblici, e flagella l’Egitto con sette anni di piaghe dovute alla siccità del Nilo. Ma non ne dà una spiegazione razionale (appunto la siccità dovuta che so a poche piogge ed altre catastrofi naturali). No, si inventa la presenza di un dio del male (anzi di una dea) che vuole piegare la Terra alle sue turpi volontà, costruendo una diga di massi fatati che blocca il flusso del fiume. Per combatterla non abbiamo altro che il nostro mago. Che comincia la storia andando in India, in qualche posto che sembra nepalese dalla descrizione, per meditare e trovare chirurghi del tempo, un po’ sciamanici, che gli aprono il “terzo occhio”, quello che consente di vedere dentro le persone ed al di là dello spettro visibile. E già qui siamo nella fantasia pura. Tornato in Egitto, a Tebe, dal suo caro Nefer Seti (che ormai si avvia verso i 50 anni, età decrepita per il tempo), viene incaricato di risolvere il problema piaghe. Capisce, Taita, che deve affrontare la dea – maga cattivona, nomata Eos, che prende un nome che sarà in voga millenni dopo. Infatti Eos sarà una figura mitologica greca, dea dell’Aurora. Quella che prelude il giorno, e quindi che instrada le possibilità della vita. Eos, per una serie di maledizioni di Afrodite, sarà condannata ad amare solo esseri mortali, e tra gli altri, genererà Memnone ucciso da Achille a Troia. Memnone come il faraone fanciullo Tamose. Non è che Smith ha fatto casino? Comunque Eos qui è la dea della Menzogna, come dice il saggio Demetrio che l’ha amata, è fuggito, e da lei sarà perseguitato ed ucciso (non però prima che abbia dato indicazioni al nostro Taita). Taita allora, aiutato da una serie di personaggi che non sto ad elencare, si avvia alla ricerca di Eos, che sta alle sorgenti del Nilo. Da cui il titolo italiano, anche se il titolo inglese era più calzante (“La ricerca”). E chi ti va a trovare durante il viaggio? Una fanciulla, di una dozzina di anni, bella e con gli occhi verdi, come la descrizione di Lostris nella prima pagina del primo libro. Altra invenzione fantasiosa di Smith: Fenn è la reincarnazione della regina, e Taita comincia già ad innamorarsi. Com’è, come non è, Taita ed i suoi arrivano nel regno della menzogna, dove ci sono altri chirurghi fantastici, che fanno operazioni di bio-ingegneria, innestando cellule per far ricrescere arti morti. Faranno così con l’occhio di Meren, ma questo è semplice. L’idea fantastica di Smith è che fanno ricrescere il pene a Taita. E sarà in una lotta eroica e titanica tra Eos e Taita, che si svolge in un talamo, dove il nostro, con la forza della (sua) verità sconfigge la menzogna di Eos (banale la trama, eh, menzogna contro verità si poteva trovare di meglio). Non contento, Smith fa cadere Taita in un lago azzurro, che non è altro che la fonte della giovinezza, per cui alla fine il nostro mago di troverà giovane e col pisello. Capite bene che potrà coronare il sogno d’amore e scopate con Fenn, che riporterà il Nilo a scorrere alla grande, con prosperità per tutto l’Egitto. Certo che alla fine, Fenn gli fa capire che, visto che lui è longevo, di nuovo giovane, potenzialmente immortale, lei avrà problemi quando, necessariamente, invecchierà. Ed il libro si chiude in gloria, con i due che partiranno alla ricerca della sorgente dell’eterna giovinezza. Rivoltante. Un libro che potete leggere, se proprio volete, d’estate al mare, sotto l’ombrellone, con una bibita ghiacciata in mano, e saltando ogni tanto qualche pagina. Tanto sono tutte inutili. Non leggerò altro di egiziano del “signor” Smith. Proverò, ma non subito, a capire se l’altra serie, quella dei Courtney e dei Ballantine ha qualche freccia al suo arco. Ma non tradirò per molto il mio amato Cussler.
    “L’impazienza è un vizio dei giovani … e il sonno è il conforto di un vecchio.” (261)

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    1

    Enlarge your penis

    Ero rimasto deluso da Figli del Nilo tanto che Alle fonti del Nilo è rimasto sullo scaffale per 5 anni prima che mi decidessi a leggerlo, e forse avrei fatto meglio a buttarlo.
    Taita diventa un mago ...continua

    Ero rimasto deluso da Figli del Nilo tanto che Alle fonti del Nilo è rimasto sullo scaffale per 5 anni prima che mi decidessi a leggerlo, e forse avrei fatto meglio a buttarlo.
    Taita diventa un mago come nemmeno Harry Potter, diventa immortale, gli vengono fatte ricrescere le parti basse (era un eunuco), torna forte, giovane e bello, diventa immortale, ritrova la sua donna (ovviamente bellissima) e finisce che tutti vissero felici e contenti.
    Scontato, prolisso, noioso. Direi che con il ciclo degli Egizi la chiudo qua.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    1

    Squallido

    Con questo romanzo si chiude la mia pausa di libri di Wilbur Smith: ho letto i libri della saga egizia e li ho trovati come i più spocchiosi ed altezzosi mai letti. In questo romanzo c'è l'esasperazio ...continua

    Con questo romanzo si chiude la mia pausa di libri di Wilbur Smith: ho letto i libri della saga egizia e li ho trovati come i più spocchiosi ed altezzosi mai letti. In questo romanzo c'è l'esasperazione di ciò che c'era stato in "Figli del Nilo", ovvero un Taita mago, tutto sortilegi ed incantesimi, incredibile (nel senso di non credibile), mistico... non è un libro storico. Ovviamente è un libro illogico, con tantissime incongruenze, paradossale. Trama come sempre scontata, sembra di leggere un film. A Wilbur Smith direi: se vuoi fai lo sceneggiatore, ma se ti sei voluto buttare sul genere fantasy-magia, avresti dovuto capire che Taita non è Harry Potter e tu non sei la Rowling (ti passa più e più spanne in bravura).

    ha scritto il 

  • 2

    Completamente diverso dai precedenti volumi della saga egizia, questo più che un romanzo storico è quasi un fantasy... Magie, incantesimi e vari eventi soprannaturali sono la spina dorsale della trama ...continua

    Completamente diverso dai precedenti volumi della saga egizia, questo più che un romanzo storico è quasi un fantasy... Magie, incantesimi e vari eventi soprannaturali sono la spina dorsale della trama. Lo stesso Taita, il mitico Longevo dall'intelletto acuto, che ricordiamo come poeta, scrittore, architetto, stratega, in questo libro è presentato come mago. Mah.

    La storia comincia ad essere un po' più interessante nella seconda metà (cioè solo per chi non si lascia scoraggiare dalle prime 300 pagine lente e, per me, quasi fastidiose) quando gli eventi iniziano ad essere un po' più incalzanti, come si conviene ad un romanzo di un grande maestro dell'avventura come Smith, il tutto sempre, ovviamente, permeato di incantesimi e magie varie (ma, a quel punto, il lettore ci ha fatto l'abitudine!)

    Deludente per chi si aspetta di continuare la saga egizia con lo stesso registro dei primi volumi.

    Personalmente continuerò con la lettura dell'ultimo "Il Dio del deserto", sperando di ritrovare il Wilbur Smith di una volta.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    1

    Il "porno" egizio.

    Taita dopo un centiliardo di anni viene convocato da alcuni maghi che lo avvisano della venuta di una strega potentissima di nome Eos, che intende assoggettare tutti al suo potere e succhiar via le ca ...continua

    Taita dopo un centiliardo di anni viene convocato da alcuni maghi che lo avvisano della venuta di una strega potentissima di nome Eos, che intende assoggettare tutti al suo potere e succhiar via le capacità magiche di tutti i maghi più potenti del mondo al fine di rinforzarsi. Tutto questo è possibile usando una combinazione tra la forza attinta dai vulcani e la magia rossa che attinge la sua forza dalla sessualità.
    Taita scoprirà poco dopo che a causa sua l'Egitto versa in condizioni pietose e la regina si è rimbecillita dietro la speranza di riavere i suoi due figli.

    Passi per la magia rossa e i riferimenti sessualmente espliciti, passi per la ricostruzione dei testicoli tranciati in età giovanile, per gli acciacchi della vecchiaia, per i presunti incredibili poteri di Eos, per le ossessioni di maghi ossessionati, per il rincretinimento di Mintaka, personaggio coraggioso di "Figli del Nilo" ridotta a una donna senza spina dorsale... ma non posso far passare liscia l'autore per un finale così scontato, una trama così poco emozionante e un lieto fine stucchevole.
    È vero che Lostris "Fenn" meritava una seconda chance ed è anche vero che Taita ha sofferto troppo ma non sono riuscita ad accettare il finale.

    ha scritto il 

  • 3

    mah..

    I primi due mi erano piaciuti moltissimo. Durante il terzo già la sagra si era spostata sul fantasy e Taita era diventato una sorta di mago. In questo continua la veste fantasy e aumentano i suoi pote ...continua

    I primi due mi erano piaciuti moltissimo. Durante il terzo già la sagra si era spostata sul fantasy e Taita era diventato una sorta di mago. In questo continua la veste fantasy e aumentano i suoi poteri. Boh preferivo la versione storica del romanzo. Questo non mi ha per niente convinto.

    ha scritto il 

  • 3

    confesso che ritenevo chiusa la saga con Figli del Nilo, ma eccoci qui. Tolgo una stella perchè è una strana storia, insomma Taita che è un ingegnere, un filosofo, un poeta e uno stratega, all'improvv ...continua

    confesso che ritenevo chiusa la saga con Figli del Nilo, ma eccoci qui. Tolgo una stella perchè è una strana storia, insomma Taita che è un ingegnere, un filosofo, un poeta e uno stratega, all'improvviso diventa un mago. non so, non è convincente. Tolgo una seconda stella perchè la fine lascia intravedere un possibile sequel, il che è terrifcante se perde ancora. Non gli tolgo una terza stella solo perchè il povero Taita ha finalmente avuto il suo lieto fine con la reincarnazione della sua Lostris.

    ha scritto il 

  • 1

    La cosa più incredibile di questo romanzo è stato l'amplesso amoroso completo tra un eunuco conclamato e una regina morta da un ventennio, il peggior romanzo di Wilbur Smith, disintegrato definitivame ...continua

    La cosa più incredibile di questo romanzo è stato l'amplesso amoroso completo tra un eunuco conclamato e una regina morta da un ventennio, il peggior romanzo di Wilbur Smith, disintegrato definitivamente un personaggio quello di Taita che avevo adorato nel Dio del fiume

    Taita di Gallala insieme al suo fidato Meren è in viaggio ormai da cinque lunghi anni alla ricerca del tempio di Sarasvati, il tempio della Conoscenza e della Rigenerazione. Taita è un Longevo e ormai molto venerato e rispettato in Egitto, al tempio diverrà un sapiente al servizio della Verità, iniziato ai segreti delle arti magiche. Qui Taita avrà notizie del suo Egitto e saprà che la sua amata patria è sotto la minaccia di un'altra terribile catastrofe: il fiume Nilo è prosciugato inspiegabilmente ormai da anni e la popolazione è allo stremo per la fame e le carestie.
    Dopo il ritorno a Gallala, Taita verifica con i suoi occhi che le notizie erano esatte, ormai sono trascorsi sette lunghi anni e l'Egitto è impotente. Finalmente Taita riceve la visita attesa di Demetrio, un sapiente che metterà Taita a conoscenza dell'origine del male che attanaglia l'Egitto e lo aiuterà ad imparare a gestire i poteri che gli sono stati affidati. Demetrio rivela a Taita che una strega molto potente, più potente di lui, ha bloccato il fiume Nilo con la brama di impossessarsi della nazione e poi delle altre nazioni. Il suo nome è Eos come la dea greca dell'aurora e si dice che sia immortale, si proclama unica dea e sta già imponendo la sua nuova religione nella nazione. Demetrio è l'unico che l'abbia incontrata, ma Eos l'ha circuito e ormai vecchio e morente e privato dei suoi poteri e della sua conoscenza non può fare altro che avvertire Taita circa gli straordinari poteri e inganni di questa semidea: ella inganna e circuisce tutti i sapienti della Terra e con le sue arti ne risucchia tutta la conoscenza, lasciandoli privi di qualsiasi potere.
    Demetrio e Taita insieme a Meren intraprendono il viaggio fino a Tebe per farsi ricevere dal faraone Nefer Seti, di cui Taita è stato il mentore e tutore, e dalla sua regina Mintaka entrambi legati a Taita come ad un membro anziano della famiglia. Taita scopre che Mintaka è soggiogata al potere di Eos, tramite un suo profeta di nome Soe, ella ha perso due figli per le carestie e le malattie e Soe con la promessa di restituirglieli ha circuito la regina, con l'intento di mettere da parte il faraone e proclamare unica dea Eos. Taita non dice nulla al faraone, ma lo mette a conoscenza dell'origine dei mali d'Egitto. Taita scopre che la strega si trova alle fonti del Nilo e il faraone assegnerà a Meren il grado di comandante della spedizione dei cento uomini tra i migliori che accompagneranno Taita alle fonti del Nilo.
    La spedizione parte alla ricerca delle fonti del Nilo, attraverseranno territori selvaggi e impervi, le paludi e le montagne e incontreranno popoli bellicosi e cannibali. Durante questo viaggio Taita ritroverà Fenn il nome da ragazza della sua amata Lostris, reincarnata in una piccola fanciulla. Inoltre Taita troverà come guida due cugini nubiani shilluk Nontu e Nakonto che facevano parte di una fiera popolazione guerriera con cui Taita aveva avuto già contati molto tempo prima quando la regna Lostris aveva portato il suo popolo nel Basso Egitto. Dopo due anni incontrano un primo gruppo di soldati egiziani che erano partiti molti anni prima per la spedizione alle fonti del Nilo. Infine Taita incontra Kalulu, un longevo scortato da donne soldato, che conosce bene la zona del lago Semliki Nianzu dove confluiscono due rami del Nilo, il ramo meridionale che nasce dalle Montagne della Luna e il ramo settentrionale invece nasce dal Lago di Nalubaale, ed è quest'ultimo che dovranno seguire. Seguendo il percorso del fime troveranno il motivo per cui il Nilo non scorre: le pietre rosse. Qui la spedizione ha un brusco arresto, vengono aggrediti dagli basmara che uccideranno Kalulu e quasi tutta la spedizione: tempestivamente Taita, Fenn, Meren, Nakonto e Imbali verranno salvati dal comandante Tinat Ankut, l'altra parte della spedizione che molti anni prima erano partiti alla ricerca delle fonti del Nilo.
    Da qui verranno scortati verso il Giarri, una città sotto il dominio di Eos. Qui Taita affronterà Eos e i suoi compagni dovranno lottare per la sopravvivenza con astuzia e con le armi.

    ha scritto il