American Gods

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Publisher: Perfectbound

4.0
(6116)

Language: English | Number of Pages: 592 | Format: eBook | In other languages: (other languages) French , Spanish , Chi simplified , German , Italian , Portuguese , Chi traditional , Croatian , Swedish , Polish , Czech

Isbn-10: 0060010614 | Isbn-13: 9780060010614 | Publish date: 

Also available as: Mass Market Paperback , Hardcover , Paperback , Audio Cassette , School & Library Binding , Library Binding , Audio CD , Softcover and Stapled , Others

Category: Fiction & Literature , Religion & Spirituality , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
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  • 3

    Idea originale. A volte si dilunga un pò. Finale...insomma

    Letto su suggerimento di un amico (al quale ho suggerito alcune cose di Simmons..). L'idea e il protagonista non sono niente male. La storia si sviluppa bene, salvo alcuni punti nei quali secondo me s ...continue

    Letto su suggerimento di un amico (al quale ho suggerito alcune cose di Simmons..). L'idea e il protagonista non sono niente male. La storia si sviluppa bene, salvo alcuni punti nei quali secondo me si trascina un pò. Finale a sorpresa ma forse mi aspettavo qualcosa in più.

    said on 

  • 0

    Una delusione

    Questo libro mi ha deluso completamente, così tanto che l'ho abbandonato al decimo capitolo.
    Aveva un ritmo lentissimo e noioso, i personaggi non mi hanno fatto provare nessun tipo di compassione o di ...continue

    Questo libro mi ha deluso completamente, così tanto che l'ho abbandonato al decimo capitolo.
    Aveva un ritmo lentissimo e noioso, i personaggi non mi hanno fatto provare nessun tipo di compassione o di avvicinamento a loro. Non nego una possibile rilettura in futuro, ma per ora è un grosso no.
    Peccato, ho sempre amato Gaiman (e continuerò a farlo ovviamente)

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  • 3

    continua il mio rapporto in chiaroscuro con Neil. la storia e l'idea sono fantastiche, peccato che ho fatto una fatica bestia a finirlo. il libro decolla solo intorno a pagina 300, fino a lì la strada ...continue

    continua il mio rapporto in chiaroscuro con Neil. la storia e l'idea sono fantastiche, peccato che ho fatto una fatica bestia a finirlo. il libro decolla solo intorno a pagina 300, fino a lì la strada è tutta in salita.

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  • 2

    E niente, a volte purtroppo ti capita di iniziare un libro con tutte le migliori intenzioni, perché se n'è sentito parlare fino allo sfinimento, perché è reputato una genialata da chiunque, perché si ...continue

    E niente, a volte purtroppo ti capita di iniziare un libro con tutte le migliori intenzioni, perché se n'è sentito parlare fino allo sfinimento, perché è reputato una genialata da chiunque, perché si sa un po' del plot e sembra proprio fatto apposta per te. Invece poi lo leggi davvero e scopri che... no. Proprio no.
    American Gods cade tristemente in questa categoria. Si è rivelato una lettura deludente, faticosa, del tutto lontana dalle aspettative che mi ero fatta.
    Problema principale: questo libro è lento. Ma davvero lento, lento, lento. Il ritmo è pressoché inesistente e questo rende la trama - che pure potrebbe essere interessante e avvincente - diluita fino all'infinito e di bassissimo impatto. Lo stile di Gaiman non è male, ma non si innalza poi molto sopra la mediocrità (non è la prima volta che lo leggo, ma è la prima volta che lo leggo in lingua originale e mi aspettavo fuochi d'artificio che no, non ci sono stati nemmeno per errore) e non riesce proprio per niente a fare da contraltare a questa estenuante lentezza. Non è forse un caso che i punti in cui risulta migliore siano le storie brevi inserite in coda ad alcuni capitoli, a testimoniare il fatto che questo libro avrebbe forse beneficiato di un serio lavoro di editing e soprattutto di tanti tagli.
    Come risultato, la trama non brilla. A metà libro ne avevo già abbastanza di Shadow e del suo infinito girovagare; alla fine le ultime rivelazioni mi sono scivolate addosso come se nulla fosse, perché ero talmente stufa che volevo solo che finisse. E per una storia che dovrebbe avere il proprio punto forte nei colpi di scena, direi che questo non è un gran bel risultato.
    E poi va beh, parere assolutamente personale, ma non ho apprezzato nemmeno come le varie mitologie sono state usate. A parte rari casi, ho trovato i riferimenti decisamente troppo, troppo oscuri, come se al lettore non esperto di mitologia polacca/africana/nativa/ecc. non venissero assolutamente dati gli strumenti per capire chi fosse chi, che simbolo fosse cosa, e così via. Patologica come sono, mi ha costretta ad affrontare la comparsa di ogni personaggio con wikipedia accanto, rallentando ancora di più una lettura già lenta.
    In conclusione: un libro che più che un libro è stato una faticaccia. Ma chi me l'ha fatto fare, mamma mia.

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  • 4

    Gaiman riesce a evocare immagini e storie che solo un folle o un genio potrebbe pensare.
    American Gods forse pecca per essere in alcuni punti un po troppo lento, ma rimane in ogni caso un libro avvolg ...continue

    Gaiman riesce a evocare immagini e storie che solo un folle o un genio potrebbe pensare.
    American Gods forse pecca per essere in alcuni punti un po troppo lento, ma rimane in ogni caso un libro avvolgenete e in grado di rapire il lettore dalla prima all'ultima pagina e che merita assolutamente di essere letto.

    said on 

  • 4

    Una delle cose che più mi piace di Neil Gaiman è il suo essere il primo fanboy delle sue stesse storie, il che detto così sembra brutto, ma non lo è XD Preferisco 100 volte una storia che lascia trasp ...continue

    Una delle cose che più mi piace di Neil Gaiman è il suo essere il primo fanboy delle sue stesse storie, il che detto così sembra brutto, ma non lo è XD Preferisco 100 volte una storia che lascia trasparire quanto l’autore ha amato scriverla e quanto si è innamorato della trama quando l’ha pensata, piuttosto che leggere una storia scritta senza amore e solo perché doveva essere stesa per contratto o altro. L’entusiasmo di Gaiman poi è contagioso, o almeno con me funziona.
    American Gods non è un’eccezione a questa regola, l’ho percepita più come scritta da un cantastorie che da un autore: fin dalle prime pagine mi ha dato molto la sensazione di *vedere* Gaiman che tutto esaltato e contento diceva tipo "Ok, ora ti racconterò una storia, a tratti ti potrà risultare inquietante e potrebbe anche fare sorgere in te un inaspettato fascino per il morboso, e tieniti pronta perché il viaggio sarà lungo e forse ricco di scossoni" (la mia testa è un posto molto strano, lo so).
    Devo dire che non ha deluso le mie aspettative, nonostante ci sia un eccesivo numero di incisi che rende la lettura frammentata, e dalla seconda parte in poi sono presenti un po’ troppi punti "info-dump", cioè una grande scarica di informazioni di cui si potrebbe fare anche a meno (tant’è che da quel punto in poi, la lettura è proceduta un po’ come una macchina ingolfata). Però non sono difetti che hanno oscurato del tutto quanto il libro in sé mi sia piaciuto: contiene un universo immaginario estremamente vasto e multi sfaccettato che credo ricorderò sempre con affetto.
    American Gods è terribilmente americano e irriverente nei confronti di tutti e tutto («Dunque, sì, dicevamo, Gesù se la passa piuttosto bene da queste parti. Ma ho incontrato un tale che mi ha detto di averlo visto fare l'autostop in Afghanistan e nessuno si fermava a tirarlo su. Sai com'è, tutto dipende dal contesto.»: scusatemi, ma io qui ho riso tanto a voce alta XD); è un lungo viaggio onirico che tra l’altro contiene anche due classici dei tipici racconti americani: road trip e la classica storia della piccola cittadina che però nasconde un segreto spaventoso, che se in una prima battuta hanno rallentato la lettura portandomi a chiedere se mai avrei avuto delle risposte e cosa mai c’entravano col resto, poi alla fine mi hanno aiutato ad avere una visione molto più chiara dell’insieme.
    Shadow mi è piaciuto molto come protagonista, perché non è un eroe, è solo uno che ha perso TUTTO e vorrebbe proprio tanta farla finita, e invece non ha manco la forza di fare quello e va avanti come uno zombie seguendo il suo capo perché tanto ormai non ha nulla da perdere. È malinconico, avvilito ma buono.
    È stata una lettura lunga che ha richiesto delle pause, però sì: mi piaciuta molto.

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  • 3

    American gods propone una trama originale, una storia di vecchi dei, quasi dimenticati, contro nuove divinità che vogliono prendere il loro posto.
    La narrazione è organizzata in una trama principale ...continue

    American gods propone una trama originale, una storia di vecchi dei, quasi dimenticati, contro nuove divinità che vogliono prendere il loro posto.
    La narrazione è organizzata in una trama principale e varie sotto trame, si parte con un buon ritmo, ma il promettente inizio ben presto perde vigore per riprenderlo solo nella parte finale.
    La trama procede lentamente e a volte appare scomposta.
    Un libro piacevole che intrattiene e diverte anche se in alcuni punti risulta poco chiaro, non ben sviluppato e approfondito ed in altri fin troppo lento e prolisso.

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  • 3

    Visionario come pochi

    Non c'è niente da fare, l'immaginario di Gaiman è fuori dal comune. Nonostante però il romanzo sia molto bello, se ogni tanto si dilunga in parentesi che poteva evitare e andare a quagliare un po' pri ...continue

    Non c'è niente da fare, l'immaginario di Gaiman è fuori dal comune. Nonostante però il romanzo sia molto bello, se ogni tanto si dilunga in parentesi che poteva evitare e andare a quagliare un po' prima :)

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  • 5

    finalmente al livello dei suoi fumetti

    Al Gaiman romanziere è sempre mancato qualcosa rispetto alla perfezione raggiunta dal Gaiman autore di fumetti.
    Qui qualcosa continua a mancare (verso la metà il libro si intoppa un po', e la lingua è ...continue

    Al Gaiman romanziere è sempre mancato qualcosa rispetto alla perfezione raggiunta dal Gaiman autore di fumetti.
    Qui qualcosa continua a mancare (verso la metà il libro si intoppa un po', e la lingua è comunque di livello solo medio, da buon romanzo d'avventura quale del resto American Gods è) ma viene compensato dal raggiungimento delle vette di rielaborazione intertestuale già viste in Sandman e in Books of Magic, e soprattutto da uno sfoggio di abilità narrativa davvero fuori dal comune (da applausi nell'ultimo terzo del romanzo).

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  • 0

    Abbandonato a pagina 150

    Partito malissimo, va beh che arrivo da David Foster Wallace, ma questo tipo di scrittura è piuttosto insipido nonché fastidiosamente compiaciuto, mi do ancora una cinquantina di pagine e decido se co ...continue

    Partito malissimo, va beh che arrivo da David Foster Wallace, ma questo tipo di scrittura è piuttosto insipido nonché fastidiosamente compiaciuto, mi do ancora una cinquantina di pagine e decido se continuare o lasciar perdere...

    No, decisamente troppo facilone. Non capisco proprio chi definisce buona la scrittura di Gaiman.

    said on 

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