American Rust

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Publisher: Simon & Schuster UK

3.8
(380)

Language: English | Number of Pages: 384 | Format: eBook | In other languages: (other languages) Italian , Portuguese , German

Isbn-13: 9781847377203 | Publish date: 

Also available as: Hardcover , Softcover and Stapled , Paperback , Others

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Travel

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Book Description
Set in a beautiful but dying Pennsylvania steel town, American Rust is a novel of the lost American dream and the desperation that arises from its loss. It is the story of two young men bound to the town by family, responsibility, inertia and the beauty around them who dream of a future beyond the factories, abandoned homes, and the polluted river.
Isaac is the smartest kid in town, left behind to care for his sick father after his mother commits suicide and his sister Lee moves away. Now Isaac wants out too. Not even his best friend, Billy Poe, can stand in his way: broad-shouldered Billy, always ready for a fight, still living in his mother's trailer. Then, on the very day of Isaac's leaving, something happens that changes the friends' fates and tests the loyalties of their friendship and those of their lovers, families, and the town itself.
Evoking John Steinbeck's novels of restless lives during the Great Depression, American Rust is an extraordinarily moving novel about the bleak realities that battle our desire for transcendance, and the power of love and friendship to redeem us.
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  • 2

    Qualcosa da salvare tra la ruggine

    “L'unico a sapere che esisti sei tu”.
    Il romanzo inizia bene, fotografando in modo efficace una realtà di solitudine e demotivazione conseguenza della crisi socio-economica americana e in particolare ...continue

    “L'unico a sapere che esisti sei tu”.
    Il romanzo inizia bene, fotografando in modo efficace una realtà di solitudine e demotivazione conseguenza della crisi socio-economica americana e in particolare di un piccolo centro della Pennsylvania, pullulante di acciaierie dismesse. Ci sono più monologhi interiori che dialoghi, a sottolinerare la radicale incomunicabilità tra i personaggi, che si amano ma non si capiscono e si perdono, consapevoli di poter contare solo sulle proprie forze per andare avanti.
    Allo squallore generale fa da contrasto - altra nota positiva - la bellezza di una natura che trasmette forza, e una timida speranza.
    Eppure, qualcosa nel lungo periodo non funziona: la narrazione rallenta e diventa ripetitiva, le emozioni di qualcuno si fanno monche e bidimensionali, come se l'autore avesse trascurato di approfondirle, e si calca un po' la mano su certe situazioni.
    L'ultima parte, scontata e alla “volemose bene”, guasta definitivamente l'insieme.

    said on 

  • 5

    Non è facile recensire un libro che tocca tanti tasti... sarebbe come focalizzarsi su una nota soltanto mentre suona un pianoforte.
    Infatti di fronte a Ruggine Americana mi trovo molto in difficoltà.
    ...continue

    Non è facile recensire un libro che tocca tanti tasti... sarebbe come focalizzarsi su una nota soltanto mentre suona un pianoforte.
    Infatti di fronte a Ruggine Americana mi trovo molto in difficoltà.
    E' un romanzo a più voci, o meglio vista l'introspezione, è un romanzo a più sentimenti.
    I capitoli sono alternati e sono i vari personaggi che parlano un po' del contesto, molto di più dei loro sentimenti appunto.
    Il gioco di alternare i capitoli a me piace tanto, l'ho già detto tante volte, ma è un piccolo accorgimento per non rendere mai noiosa la narrazione e farla scorrere più veloce, ed è come un impasto che si crea, un'amalgama di ingredienti... risultato eccellente.
    Qualche anno fa avrei faticato nel capire un paese intero ricoperto dalla ruggire reale e metaforica causata dalla crisi di un'acciaieria, ma negli ultimi anni questa crisi si è vista anche in Italia, e qualche paese fantasma lo si vede anche dalle nostre parti. Però diciamo che è inutile dannarsi, il sapore dell'America, i suoi paesi, le sue storie, si percepiscono vivi, molto più di quanto abbiano attorno.
    La sostanza direi che è elementare, un paese che oramai sembra un fantasma e porta con sé non solo la disperazione di arrivare a fine mese, o proprio di chiudere baracca e andarsene, ma anche un bagaglio di sentimenti, uno stacco netto tra il prima e il dopo, che qui decisamente è una costante.
    Il prima e il dopo della crisi dell'acciaieria, il prima e il dopo dell'incidente di Henry English, il prima e il dopo della morte della madre di Isaac English, il prima e il dopo della partenza di Lee, il prima e il dopo della crisi con Virgil, il prima e il dopo del pestaggio da parte di Billy, il prima e il dopo del rapporto con Harris, il prima e il dopo dell'incidente avvenuto alla fabbrica abbandonata con Billy e Isaac, il prima e il dopo della partenza di Isaac... e si potrebbe andare avanti fino alla fine del libro...
    Il fatto è che ci sono delle situazione che creano una spaccatura netta, non sono quelle cose che dici pazienza adesso mi rimbocco le maniche e ricomincio una nuova vita, no no sono quelle cose che c'è un prima un dopo e in mezzo un dramma.
    E in questo dramma ci sono scelte, non sempre facili e non sempre positive che cambiano tutto.
    E' un libro duro, profondo, freddo e spietato, non facile da leggere, ma visto che è un'opera prima, mi sento di dire che è stata veramente una lettura eccellente.

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  • 4

    "L'unico a sapere che esisti sei tu. Nasci e muori tra una pulsazione e l'altra del pianeta. Per questo la gente crede in Dio, per non sentirsi sola".

    "Guardi il sole e ti sembra tuo invece tramonta dietro quelle colline da quindicimila anni - dall'ultima era glaciale". Ruggine americana, Philipp Meyer, 2009.

    Grande protagonista mai nominato del rom ...continue

    "Guardi il sole e ti sembra tuo invece tramonta dietro quelle colline da quindicimila anni - dall'ultima era glaciale". Ruggine americana, Philipp Meyer, 2009.

    Grande protagonista mai nominato del romanzo, il Sogno Americano si è ridotto in frantumi a Buell, Pennsylvania, dove un'acciaieria, ormai dismessa e abbandonata, incombe come un'infausta ombra sul destino degli abitanti della grigia cittadina.

    Tra questi, Isaac English, vent'anni, cervello di un genio, ma niente college: non ha superato il trauma del suicidio di sua madre, e dopo aver cercato di imitarla, salvato in extremis dall'amico Billy Poe, sogna di andar via, verso la California, a costruirsi un futuro o a cercare di scacciare i demoni del passato, abbandonando un padre invalido a causa di un incidente in fabbrica.

    Sua sorella Lee, invece, il coraggio di scappare lo ha trovato: ora vive a Yale, ha sposato un ragazzo di buona famiglia e a Buell non ci mette più piede dalla tragica fine della loro madre.

    Billy Poe è una mancata promessa del baseball nazionale, troppo rissoso e attaccato a sua madre Grace, con cui vive in un container, dopo che suo padre se l'è svignata abbandondandoli a se stessi.

    Grace è una donna sfatta dalla vita, ma ancora attraente; lavora in fabbrica, e annega la sua solitudine in qualche bicchiere di troppo quando torna a casa, di sera, nel freddo pungente di inverni che sembrano non voler finire. Solo Buddy, poliziotto, la aiuta forse ad amarsi un po' di più, prendendosi cura di lei e del suo ragazzo.

    Quando la svolta sembra arrivare e le vite di Isaac e Poe prendere direzioni diverse dalle rovine del glorioso passato industriale di Buell, un sanguinoso episodio di violenza che culmina nella morte di un barbone interviene a deviare il corso degli eventi e quello che doveva essere il viaggio dei due amici verso la libertà, diventa una fuga per la sopravvivenza per Isaac e un tunnel senza apparente via di uscita per Poe.

    Le vite piatte e anestetizzate dallo scorrere sempre uguale dei giorni di un'intera comunità vengono sconvolte e tutti gli abitanti del microcosmo di Isaac e Poe sono costretti a confrontarsi con se stessi e con delle dolorose prese di coscienza che si rivelano quasi catartiche e aprono la via ad un finale che si stenta ad assimilare ad un happy ending, ma lascia intravedere una seconda possibilità di redenzione.

    La scrittura di Meyer è una rivelazione, in tempi di triste scarsa originalità: pulita, senza eccessi e compiacimenti, scorrevole, viva. Quando Isaac cammina nei boschi di sera, o Poe torna a casa senza giacca, sotto la neve, avvertiamo i cespugli che ci graffiano le gambe e il freddo che ci paralizza e ci rende livide le braccia nude. Su un palcoscenico fin troppo crudele, il narratore rimane sempre in disparte, lasciando libero spazio ai singoli personaggi che ci offrono il loro punto di vista, alternandosi nella narrazione, a dimostrare che non esiste una sola e assoluta verità.

    Se questo libro fosse una canzone, sarebbe senz'ombra di dubbio "The River"di Bruce Springsteen. Anche a distanza di quasi quarant'anni. Perchè anche qui, come nel testo della canzone di quasi quarant'anni fa, si parla di disillusione e amarezza, di desiderio di fuga, voglia di riscatto e fallimento; anche nel romanzo ci sono giovani e meno giovani senza speranze; anche nelle storie di Buell, Pennsylvania, come nelle parole di Springsteen, un sogno che non diventa realtà è una bugia o qualcosa di peggio. Anche qui c'è un fiume che scorre e si è portato via il futuro.

    "Scrutò il fiume, le acque torbide, le cose sotto la superficie. Strati diversi e vecchie schifezze sepolte nella melma, pezzi di trattore e ossa di dinosauro. Non hai toccato il fondo ma non sei nemmeno a galla. Hai tanta confusione in testa. Per cui fai il bagno a febbraio. E freghi i soldi al vecchio. Ti sembra di essere via da giorni ma saranno al massimo un paio d'ore; fai ancora in tempo a tornare indietro. No. C'era di peggio che rubare, raccontarsi bugie, per esempio, sua sorella ed il vecchio erano dei fuoriclasse in quel campo, si comportavano come se fossero gli ultimi santi sulla terra.

    Tu invece hai preso da tua madre. Resta qui e il manicomio non te lo leva nessuno. Il tavolo da imbalsamazione. La passeggiata sul ghiaccio a febbraio, il freddo sconvolgente. Mozzava il fiato, ma non ti sei mosso finchè non lo hai sentito più, così era scivolata lei. Resisti un minuto e poi inizi a scaldarti. Una lezione di vita. Saresti affiorato solo adesso, ad aprile; il fiume si riscalda e le cose che vivono dentro di te in silenzio, senza che lo sai, sono quelle a farti tornare a galla". (pag. 13)

    http://confessionidiunserialreader.blogspot.it/2016/02/ruggine-americana.html

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  • 3

    il dramma della crisi

    Non è un capolavoro e un centinaio di pagine in meno gli avrebbero giovato. Ma questo romanzo di Meyer è scritto molto bene e ritrae molto bene l'atmosfera della provincia statunitense ai tempi della ...continue

    Non è un capolavoro e un centinaio di pagine in meno gli avrebbero giovato. Ma questo romanzo di Meyer è scritto molto bene e ritrae molto bene l'atmosfera della provincia statunitense ai tempi della crisi economica contemporanea. Attraverso la storia (drammatica) di due ragazzi sulla soglia dell'età adulta, seguiamo i conflitti, le problematiche pesanti, il deterioramento del tessuto sociale medio-basso stellestriscie e tutto quanto concerne il dramma della profonda crisi economica attuale.

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  • 4

    Giovani autori americani crescono, e ci piacciono

    Un 4 pieno che è quasi un 4 e mezzo.
    Bella la storia, bello lo stile.
    Ti rendi conto solo dopo un pò che l'autore passa dalla terza alla prima persona anche nella stessa frase. Praticamente in ogni c ...continue

    Un 4 pieno che è quasi un 4 e mezzo.
    Bella la storia, bello lo stile.
    Ti rendi conto solo dopo un pò che l'autore passa dalla terza alla prima persona anche nella stessa frase. Praticamente in ogni capitolo abbiamo un "io narrante" e un "io pensante" che a volte parlano anche tra di loro. Geniale. Ottima scrittura per questa opera prima dell'ennesimo giovane rampante scrittore americano, già segnalato da diverse testate giornalistiche importanti come giovane talento da seguire nei prossimi anni. A conferma dell'ottima buttata di questi giovani (under 40) scrittori a stelle e strisce che, devo dire, mi stanno piacendo molto. Il ragazzo ha talento, insomma, e non metto la quinta stella solo perché nella fase centrale mi è parso appena un pò lento e prolisso: giusto un paio di capitoli di troppo. Comunque romanzo intenso e suggestivo, sicuramente da consigliare.

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  • 4

    Non ho dubbi sul talento dell'autore, tuttavia (a differenza de 'Il figlio' che ha saputo conquistarmi fin dalle prime 30 pagine) ci ho messo un po' ad affezionarmi ai personaggi e a farmi coinvolgere ...continue

    Non ho dubbi sul talento dell'autore, tuttavia (a differenza de 'Il figlio' che ha saputo conquistarmi fin dalle prime 30 pagine) ci ho messo un po' ad affezionarmi ai personaggi e a farmi coinvolgere dalle atmosfere... Per fortuna alla fine ho gradito la storia, è stata una bella lettura.

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  • 0

    Ritratto corale di un paese - l'America - corroso dalla disfatta economica, sociale ed esistenziale. La ruggine come metafora di un degrado che ammorba gli individui e li annega nel rimpianto delle oc ...continue

    Ritratto corale di un paese - l'America - corroso dalla disfatta economica, sociale ed esistenziale. La ruggine come metafora di un degrado che ammorba gli individui e li annega nel rimpianto delle occasioni perdute. La narrazione a più voci è a tratti artificiale, non sempre funzionale all'intreccio. Ma alla lunga la struttura polifonica riesce nell'intento di tracciare il quadro di un universo popolato da creature smarrite, dove solo il paesaggio - come avviene spesso nella letteratura e nel cinema americano - sembra conservare la propria purezza.

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  • 4

    Le migliori occasioni

    In una Pennsylvania dove l'acciaio ha una potenza primitiva, nell'ora del declino crepuscolare di una civiltà industriale ormai morente, Philipp Meyer ambienta una narrazione coinvolgente e realistica ...continue

    In una Pennsylvania dove l'acciaio ha una potenza primitiva, nell'ora del declino crepuscolare di una civiltà industriale ormai morente, Philipp Meyer ambienta una narrazione coinvolgente e realistica, che si sviluppa in una malinconica e tragica storia di riscatto e di evoluzione. Le avventurose relazioni tra i personaggi sono intessute di un amore disperato, in un luogo fuori del tempo dove l'unica via d'uscita è perdere vincendo, ossia sacrificando qualcosa o qualcuno. Non c'è giudizio morale né compiacimento esistenziale in queste pagine; si dispiega invece in uno stile genuino e originale una sequenza di eventi che ha la forma della rovina, dello scheletro e del relitto. Isaac e William Poe sono due amici antitetici (insicura intelligenza e sfiducia volenterosa), si pensano complementari e sono connessi intimamente, l'uno salva la vita dell'altro: dal ghiaccio, dalla lama di un pugnale, dalla gioventù, da un destino di sconfitta. Da quel momento l'agire e l'essere per questi due personaggi sono dimensioni plurali e molteplici, che affrontano il mondo con coraggio e concretezza, ma insieme con una sorta di poetica rassegnazione. Infatti, il passato li perseguita, con la sua eredità di catastrofi, la sfortuna e la disgrazia che li incatenano a un presente ripetitivo e omologato; il suicidio, la malattia e la scomparsa divengono un'orizzonte che regola il possibile, che lo confina in una angosciosa attesa, in un fallimento previsto. Quale caratteristica della sciagura e del disagio è così attraente per questi personaggi, perché faticano così tanto a liberarsene? Solo cercando in se stessi un'immagine sconosciuta e temuta, solo producendo uno strappo e un danno permanente, riescono a ottenere una ricompensa, a fuggire dai propri demoni interiori; in ultimo, a riconoscere un limite e a dialogare con le periferie solitarie dell'animo. Sono le drammatiche e antiretoriche peripezie di due spostati, finiti ai margini di un mondo già inadatto, e dei congiunti che li amano, discendenti di Twain, antagonisti sfavorevoli nella Monongahela Valley di Pittsburgh, la working class che cerca la terra promessa. Nel racconto c'è azione e c'è immedesimazione, è un discorso di desolazione e destino, lotta tra desiderio e dovere, tra colpa e scelta, responsabilità e speranza. Non c'è epica in questo romanzo, semplicemente buona narrativa, un'opera di valore che non specchiandosi in se stessa offre al lettore la possibilità di un'esperienza di lettura significativa. Del resto, tutti sono sopravvissuti, esseri solitari esiliati in un luogo ambiguo, remoto e illusorio, come una contraddittoria regione archeologica e spirituale. Decide di non mentire Meyer, non c'è salvezza né redenzione al di là dell'oscurità, del dolore e della violenza che determinano lo scioglimento, che legano i destini della comunità più di ogni altro nobile valore, più forti ed intensi del triste e inevitabile arrugginirsi del tempo. Insomma, in Ruggine americana sembra che siamo nati per vivere solo due volte.

    said on 

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