American Tabloid

Di

Editore: A. Mondadori (I miti; 206)

4.3
(2035)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 747 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Tedesco , Spagnolo , Portoghese

Isbn-10: 8804498617 | Isbn-13: 9788804498612 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Stefano Bortolussi

Genere: Criminalità , Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
J. Edgar Hoover, capo dell'FBI, Jimmy Hoffa, presidente del sindacato deitrasporti, Howard Hughes, editore miliardario, Robert Kennedy, senatore, JohnF. Kennedy, senatore e poi presidente degli Stati Uniti. Tra il 1958 e il1963 questi erano gli uomini che tenevano in pugno l'America. Ma erano anche iprotagonisti di una guerra sporca e segreta, affidata a spie corrotte etrafficanti di droga, a killer e prostitute. In questo romanzo, con un tonoamaro e violento, James Ellroy racconta la storia di un'America senza eroi.Un'America che ha perso anche il ricordo dell'onore e dell'innocenza.
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  • 0

    Per ora lo abbandono (ed è una cosa che mi provoca grande fastidio).
    Ma se in un mese preciso ho letto 220 pagine un motivo ci deve essere.
    Dopo poco mi ero già perso in mezzo al vortice di personaggi ...continua

    Per ora lo abbandono (ed è una cosa che mi provoca grande fastidio).
    Ma se in un mese preciso ho letto 220 pagine un motivo ci deve essere.
    Dopo poco mi ero già perso in mezzo al vortice di personaggi, di situazioni e di eventi.
    Ennesima riprova che i gusti miei e di mio padre proprio non hanno nulla da spartire.

    ha scritto il 

  • 0

    amore a prima vista! personaggi belli spessi...una versione della storia contemporanea che mischia l'accaduto all'invenzione. grande Ellroy, con questo libro ti ho scoperto!

    ha scritto il 

  • 4

    Corrosivo

    Montanelli scriveva che i miti, visti da vicino, rischiano sempre di diventare figure di cartone. Può essere uno spunto interessante per valutare l'acredine di Ellroy verso i Kennedy. Un padre strozzi ...continua

    Montanelli scriveva che i miti, visti da vicino, rischiano sempre di diventare figure di cartone. Può essere uno spunto interessante per valutare l'acredine di Ellroy verso i Kennedy. Un padre strozzino, un presidente "figaiolo", un ministro della Giustizia para-luterano, tutti circondati da sinistre figure e da esponenti della criminalità organizzata: è questo il ritratto che l'autore offre della più grande dinastia cool dell'America del '900. Un affresco impietoso, nel consueto stile letterario nel quale si mescolano elementi di verità e personaggi di fantasia, autentico tratto distintivo dello scrittore di Los Angeles. Il bilancio è corrosivo. Da leggere.

    ha scritto il 

  • 3

    E' sempre Ellroy, è sempre figo da leggere...ma stavolta è troppo: troppo cupo, troppo incasinato, troppo complottista, troppi morti, troppa droga, troppo tutto.
    Così troppo che ti trovi troppe volte ...continua

    E' sempre Ellroy, è sempre figo da leggere...ma stavolta è troppo: troppo cupo, troppo incasinato, troppo complottista, troppi morti, troppa droga, troppo tutto.
    Così troppo che ti trovi troppe volte a pensare non può essere tutto vero.
    E alla fine speri sia soltanto un romanzo.

    ha scritto il 

  • 2

    Shit happens...sometimes...

    Ci risiamo. Anche quest'anno un libro abbandonato (per ora).
    Ellroy, parliamone: cioè, io ho capito che l'America non è mai stata innocente, che è tutto un gran casino, che Hoffa se la faceva con Gian ...continua

    Ci risiamo. Anche quest'anno un libro abbandonato (per ora).
    Ellroy, parliamone: cioè, io ho capito che l'America non è mai stata innocente, che è tutto un gran casino, che Hoffa se la faceva con Giancana, che se la faceva con Trafficante, che se la faceva con Carlos Marcello, che aveva contatti con J.H.Hoover (FBI) che a sua volta era culo e camicia con Howard Hughes (che aveva le mani in pasta ovunque e andava a nozze con scandali e scoop piccanti che manco Ela Weber quando diceva "picanto"), che a loro volta ce l'avevano con i Kennedy perchè erano brutti, sporchi e cattivi con loro da una parte, dall'altra erano intrallazzati fino al midollo.
    Mettiamoci pure la Cia, che non è mai stata tanto limpida, il Barbuto Castro, Frank Sinatra, Jack Ruby...
    Ora, voi che leggete la mia mini recensione (se così si può chiamare) ci avete capito qualcosa di quanto sopra? Ecco, io non ci ho capito una cippa.
    Come quel detto sulla guerra, che sai come finisce ma non ti ricordi mai, alla fine, il perchè e il come sia iniziata, qui Ellroy ci mette talmente tanta roba (nel senso letterale del termine) che ad un certo punto non ti ci raccapezzi più. Tra l'altro, i personaggi inventati (che sarebbero i veri protagonisti del libro) sono talmente monotematici e così simili gli uni agli altri che mi chiedo: perchè metterne 3 uguali quando, a questo punto, ne bastava solo uno ma fatto bene?
    Quello che si gratta i maroni (giuro! è scritto così), quell'altro che spara ad minchiam...ma poi: i motivi? I soldi?! Naaaa, mica sono quello il motivo principale. Il potere? Può darsi, però di che tipo? Mafioso, politico, destra, sinistra, comunista, anticastrista...
    Niente, troppa carne al fuoco, troppi clichè, troppa violenza (anche immotivata), troppe frasi fatte (sputacchiare di denti ogni volta che parte un colpo, ossa frantumate ogni volta che parte un fendente)...e dire che L.A. Confidential mi era piaciuto così tanto.
    Mi arrendo, tanto si sa come finisce: Kennedy muore. Fine.

    ha scritto il 

  • 4

    DOCUMENTO 8/4/16: Messaggio confidenziale da Chiara White a James Ellroy. CONTRASSEGNATO: CONFIDENZIALE/CONSEGNA A MANO

    James,
    a quanto pare non esiste età dell’innocenza. Gli idolatrati anni della pu ...continua

    DOCUMENTO 8/4/16: Messaggio confidenziale da Chiara White a James Ellroy. CONTRASSEGNATO: CONFIDENZIALE/CONSEGNA A MANO

    James,
    a quanto pare non esiste età dell’innocenza. Gli idolatrati anni della purezza di ideali, non sono mai esistiti. Anzi meglio, l’innocenza non esiste. Non ce l’avevano neanche i figli dorati d’America, i Kennedy, meno che meno il loro padre. Tutto è sporco, tutti possono essere comprati o fare il doppio o triplo gioco. Nessuna vita è al di sopra delle altre, se c’è un interesse che ne supera il guadagno attuale, chiunque può essere eliminato, anche chi crede di essere in cima, il Presidente stesso. Non importa nemmeno da chi, perché sono talmente tanti quelli che ci guadagnerebbero da certi assassinii, che c’è l’imbarazzo della scelta e si va dalla mafia al FBI… Amicizie pericolose, conti nascosti, prostitute, informatori, violenze e omicidi, traffici di armi e droga: no, non sono i titoli del giornale di oggi, sono la storia nascosta di ieri.
    E scommetto che sei più vicino alla realtà di quanto non lo siano le presunte notizie globali e reali sbattute su ogni dispositivo mobile, in ogni istante, di ogni nostro giorno.
    Domani ci dirai, crudamente e crudelmente, quello che è successo nel mondo di oggi e quale sia la verità e quale la bugia. Se verità esisterà ancora.
    Distruggere dopo la lettura. Confidenzialmente tua,
    Chiara

    ha scritto il 

  • 3

    La prima parte della trilogia americana di Ellroy si è rivelata una lettura abbastanza faticosa. Il suo talento non si discute, così come non si discute il grande interesse suscitato dalla vicenda rac ...continua

    La prima parte della trilogia americana di Ellroy si è rivelata una lettura abbastanza faticosa. Il suo talento non si discute, così come non si discute il grande interesse suscitato dalla vicenda raccontata, ma dopo aver letto "American Tabloid" ho deciso di non affrontare gli altri due volumi, almeno per ora.
    Aspettative un pelo deluse.

    ha scritto il 

  • 3

    Libro avvincente per l'ambientazione storica, gli intrecci tra CIA, politica e mafia che, secondo una teoria tra le più accreditate, hanno portato all'omicidio Kennedy. Ho fatto però un po' fatica a l ...continua

    Libro avvincente per l'ambientazione storica, gli intrecci tra CIA, politica e mafia che, secondo una teoria tra le più accreditate, hanno portato all'omicidio Kennedy. Ho fatto però un po' fatica a leggerlo, non mi piace molto lo stile di Ellroy, enfatico e telegrafico, con quelle serie di "beccati..." (non so come hanno tradotto i "dig this, dig that" dell'originale, io l'ho letto, anzi ascoltato, in inglese); per non parlare delle sequenze di 5, 6, 7 frasi telegrafiche che iniziano tutte con il nome del soggetto, tipo "John non lo sapeva. John se ne fregava. John eccetera". Sono scelte stilistiche che a me francamente danno sui nervi. Per cui 8 alla storia, 6- allo stile. Scelta ovviamente personalissima.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    James Ellroy - American Tabloid

    American Tabloid è il primo frammento della trilogia americana che narra una miscela di fatti realmente accaduti e di fatti inventati relativi al periodo stelle e strisce che va dal 1958 al 1963 (fino ...continua

    American Tabloid è il primo frammento della trilogia americana che narra una miscela di fatti realmente accaduti e di fatti inventati relativi al periodo stelle e strisce che va dal 1958 al 1963 (fino al giorno dell'assassinio di Kennedy). Per poter fruire in maniera direi quantomeno godibile di questo romanzo bisogna avere qualche prerequisito: prima di tutto molta attenzione in quanto l'intreccio è, come di consuetudine ellroyana, parecchio elaborato; poi bisogna un minimo conoscere le vicende politiche narrate nonché un pò di storia recente americana (ma qui basta anche guardarsi qualche film) ed infine direi che deve sicuramente piacere il genere noir misto intrigo politico, misto corruzione, droga, mafia e altro ancora, ma in questo caso credo che chi si cimenta con questo scrittore sa benissimo a cosa va incontro.

    American Tabloid è un romanzo corale frutto di tre protagonisti principali: Pete Bondurant, Kemper Boyd e Ward Littell. Le loro vicende si intrecceranno con quelle di personaggi sia reali, sia fittizzi, con doppi, tripli ed anche quadrupli giochi. Ellroy come di consueto non crea eroi, miti o uomini senza macchia, tutti hanno debolezze, tutti sono umani e fallaci, difficilmente troviamo il belloccio sul cavallo bianco, non sarebbe da Ellroy mi verrebbe da dire. L'autore scava nel fango, nella corruzione, presentando un ritratto dell'America non proprio lindo e pulito, anzi proprio il contrario, a partire dal suo presidente per finire con i suoi lacchè. Come si dice in ouverture “L'America non è mai stata innocente”.

    Volendo fare un confronto con la quadrilogia di Los Angeles ho notato che questo American Tabloid è un libro molto più politico. Meno “malato” se mi viene passato il termine, nel senso che certi omicidi descritti con crudezza nel quartetto losangeliano qui non ci sono, però ritornano alcuni cavalli di battaglia di questo scrittore come l'ossessione, il gusto di spiare dal buco della serratura, la corruzione della polizia e delle istituzioni in generale, in questo caso ovviamente a respiro molto ampio, coinvolgendo infatti politica a livelli molto elevati. Reputo L. A. Confidential superiore rispetto ad American Tabloid soprattutto per l'intreccio e per un finale che nel caso di questo libro non mi ha convinto molto. Un po' troppo confusionario per i miei gusti. Però la qualità rimane altissima, un quattro stelle e mezzo. La voglia di iniziare subito Sei pezzi da mille è tanta, ma preferisco lasciar decantare un po' il tutto per non fare indigestione.

    ha scritto il 

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