American acropolis

Di

Editore: Mondadori

3.6
(334)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 330 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese

Isbn-10: 8804479426 | Isbn-13: 9788804479420 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: D. Brolli

Disponibile anche come: Paperback

Genere: Computer & Tecnologia , Narrativa & Letteratura , Fantascienza & Fantasy

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Descrizione del libro
Colin Laney vive a Tokio nascosto in una scatola di cartone; grazie a deivisori con cui perlustra il mondo della Rete, si rende conto che si staavvicinando uno dei "momenti nodali" della Storia. Questo cambiamento epocaleè collegato a Rei Toei (l'Aidoru), a Berry Rydell a Chevette e a Cody Harwood,quasi tutti personaggi dei precedenti romanzi di Gibson, che daranno vita adun epico scontro conclusivo sul Golden Gate di una San Francisco devastatadal terremoto.
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  • 2

    Un romanzo stanco sul crepuscolo del genere Cyberpunk

    Un romanzo stanco, che riflette sul senso di libertà e sul voler diventareun essere vivente e non solo virtuale.
    E' sicuramente il seguito di "Aidoru", ma ne sembra una pallida copia consunta e invecc ...continua

    Un romanzo stanco, che riflette sul senso di libertà e sul voler diventareun essere vivente e non solo virtuale.
    E' sicuramente il seguito di "Aidoru", ma ne sembra una pallida copia consunta e invecchiata malissimo.
    Almeno per Gibson è la fine dell'epoca letteraria del Cyberpunk.
    Infatti si rifarà in seguito a opere più legate al presente-futuro vicinissimo.

    Non si và a parare da nessuna parte

    ha scritto il 

  • 3

    " attraverso questa corrente serale di facce ininfluenti, indistinte, in mezzo a frettolose scarpe nere, ombrelli chiusi e alla folla che scivola fusa come un unico organismo nel cuore soffocante dell ...continua

    " attraverso questa corrente serale di facce ininfluenti, indistinte, in mezzo a frettolose scarpe nere, ombrelli chiusi e alla folla che scivola fusa come un unico organismo nel cuore soffocante della stazione [...] "

    ha scritto il 

  • 3

    Il seguito di Aidoru

    Una notazione "tecnica": il libro in questione è il seguito di Aidoru, la cosa per motivi a me oscuri, non viene esplicitata nella quarta di copertina ma ritengo che potrebbe risultare fastidioso legg ...continua

    Una notazione "tecnica": il libro in questione è il seguito di Aidoru, la cosa per motivi a me oscuri, non viene esplicitata nella quarta di copertina ma ritengo che potrebbe risultare fastidioso leggere i due romanzi in senso inverso.

    ha scritto il 

  • 2

    La fine di un epoca

    E non solo nel senso della fine del Ponte, immagine centrale nel ciclo che con questo libro si conclude. Gibson, sempre più lontano dalla forza con cui scriveva del cyberspazio e dello Sprawl, si rifu ...continua

    E non solo nel senso della fine del Ponte, immagine centrale nel ciclo che con questo libro si conclude. Gibson, sempre più lontano dalla forza con cui scriveva del cyberspazio e dello Sprawl, si rifugia nel presentare un rimpatriata di tutti i personaggi più o meno interessanti dei due passati libri. Con qualche interessante invenzione, questo è vero. Ma la verve creativa si è oramai atrofizzata, e la trama che ne esce fuori è attorcigliata e inconcludente, pure strumento nelle mani dei personaggi per ritagliarsi un po' di spazio e congendarsi con il lettore. Il Laney che in "Aidoru" era la figura centrale qui retrocede a moderno clochard che vive in una scatola di cartone nella metro di Tokio, capace di entrare in ogni banca dati e di prelevare qualsiasi somma di denaro, ma incapace di usarli per avere un tetto sopra la testa. Completamente perso nei suoi ragionamenti sui punti nodali, è lui il fulcro attorno cui si snoda la trama principale, un incomprensibile sragionamento attorno al nulla. Altra figura incomprensibile che aiuta la trama a rendersi così irragionevole è Silencio, ragazzo muto e forse ritardato che passerà il suo tempo racchiuso sotto un visore a cercare orologi, e un modello in particolare. Cosa serva, non si sa, se non che Rei Toei (l'aidoru) sembra capirlo, lei sola, peraltro.
    Poteva essere anche l'occasione per sapere qualcosa di più di Cody Harwood, quello che in "Luce Virtuale" è noto per la festa itinerante che dura da qualche anno; ma Gibson non riuscirà svelarci che qualche cosa di dubbio interesse.

    ha scritto il 

  • 5

    Pazzesco, visionario, allucinato, incredibilmente realistico e credibile: questo libro è geniale, se il domani che vedete per noi/voi discende direttamente dal nostro attuale modo di vivere.
    Il futuro ...continua

    Pazzesco, visionario, allucinato, incredibilmente realistico e credibile: questo libro è geniale, se il domani che vedete per noi/voi discende direttamente dal nostro attuale modo di vivere.
    Il futuro è una favela arroccata su uno dei simboli della nostra stupida e ottusa opulenza. Ed è ricco, geniale e umano come non mai...

    ha scritto il 

  • 2

    Rei è tornata! ed oltre a lei una bella sfilata di personaggi agisce separatamente che avvenga una grande catastrofe. Che cosa sia questo evento da scongiurare non si sa, ma succedono cose misteriose ...continua

    Rei è tornata! ed oltre a lei una bella sfilata di personaggi agisce separatamente che avvenga una grande catastrofe. Che cosa sia questo evento da scongiurare non si sa, ma succedono cose misteriose tra le nebbie di San Francisco.. molto cyberpunk, ma la trama è impalpabile come la nebbia che avvolge la storia.. speravo in un secondo Aidoru e sono rimasta un po' delusa, comunque il libro si legge bene, solo che lascia molti dubbi finali..

    ha scritto il 

  • 2

    Noioso. La trama comincia a farsi lievemente interessante da oltre la metà, prima è solo ambientazione cyberpunk. Probabilmente è colpa mia, che sono affezionato alla fantascienza vecchia maniera, ma ...continua

    Noioso. La trama comincia a farsi lievemente interessante da oltre la metà, prima è solo ambientazione cyberpunk. Probabilmente è colpa mia, che sono affezionato alla fantascienza vecchia maniera, ma dopo l'ennesimo sproloquio senza senso con descrizioni di zone disastrate, di inquinamento atroce che sembra normale, e di persone che si collegano al cyberspazio, la cosa mi viene decisamente a noia.
    La trama credo che si possa tranquillamente riassumere in quattro righe (e senza lasciar fuori nulla!), da quanto poco è strutturata. Forse è colpa mia che cerco qualcosa dove non ci può essere.
    E devo dire che anche i personaggi sono di una banalità disarmante. L'unico che pare interessante è Fontaine, ma certo non si può dire che sia un protagonista.
    Leggete altro :-)

    ha scritto il 

  • 3

    tipico romanzo di Gibson, più personaggi con storie separate che convergono verso la fine. anche l'atmosfera che si respira è il solito caos postindustriale, ma in questo libro è tutto più "reale", vi ...continua

    tipico romanzo di Gibson, più personaggi con storie separate che convergono verso la fine. anche l'atmosfera che si respira è il solito caos postindustriale, ma in questo libro è tutto più "reale", visto che la parte cyberspaziale della trama rimane marginale.

    rimane qualche dubbio su quale fosse l'immane sconvolgimento che stava per avvenire e viene scansato, ma d'altra parte gli stessi protagonisti sembrano non saperlo. i capitoli finali non sono del tutto chiari, sembrano essere scritti solo per dare una conclusione alle vicende dei singoli personaggi, ma è come se mancasse una vera conclusione per tutti (il ruolo dell'aidoru in tutt, per esempio, rimane un mistero).

    ha scritto il