Americana

Di

Editore: Einaudi (Super ET)

3.5
(886)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 400 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Spagnolo , Francese

Isbn-10: 8806189875 | Isbn-13: 9788806189877 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Marco Pensante

Disponibile anche come: Copertina rigida , eBook

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Viaggi

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Descrizione del libro
Ventotto anni, bello, manager di una grande rete televisiva: David Bell è il sogno americano diventato realtà. Cinico yuppie ante litteram nella New York degli anni Settanta, si nutre delle stesse immagini che trasmette il suo network. Ma dalla vetta del successo, gli si spalanca davanti un vuoto insostenibile. Decide così di lasciare il suo ufficio a Manhattan e di iniziare un pellegrinaggio nel cuore dell'America a bordo di un camper con tre improbabili compagni e la cinepresa in spalla. Il suo piano: filmare la vita della gente comune nelle piccole città di provincia. Un viaggio per catturare i volti veri, la rabbia, i conflitti di cui è intessuto il paese. E il film della sua vita, il suo film, il folle tentativo di scrivere un pezzo di storia americana, con l'arma di un umorismo raggelante e con gli scarti della cultura di massa.
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  • 3

    "Com'è più semplice seppellire la realtà che sbarazzarsi dei sogni"

    La prima parte del libro racconta la vita di un manager in carriera ed è sicuramente la parte
    più scorrevole e interessante. Il protagonista David Bell inizia a sentire vuota la vita d'ufficio perenne ...continua

    La prima parte del libro racconta la vita di un manager in carriera ed è sicuramente la parte
    più scorrevole e interessante. Il protagonista David Bell inizia a sentire vuota la vita d'ufficio perennemente tesa a non farsi scavalcare nella posizione aziendale dall'ultimo arrivato o dal collega più scaltro. Questo vuoto lo spinge, nella secoda parte, ad un viaggio attraverso l'America con la cinepresa sempre a disposizione a riscoprire l'autenticità di un volto, di un paese, di un luogo.
    La frase: "Ambizioni particolari nella vita? Uscirne vivo."

    ha scritto il 

  • 3

    DELILLO E GLI STILEMI DEL POSTMODERNISMO

    [...] Americana, il suo esordio (1971, ripubblicato nel 1989), è un buon esempio – sebbene un po' sopra le righe, per ammissione successiva dello stesso autore – della narrativa caleidoscopica e a flu ...continua

    [...] Americana, il suo esordio (1971, ripubblicato nel 1989), è un buon esempio – sebbene un po' sopra le righe, per ammissione successiva dello stesso autore – della narrativa caleidoscopica e a flusso di cui si diceva. Attraverso le vicende di un regista impegnato in un documentario sugli indiani, il romanzo ritrae, nella prima parte, la vita frenetica e al limite del non-sense del business-man moderno, mentre nella seconda il potere pseudoreligioso di cui è investita la televisione e la sua capacità di modificare la percezione del reale. [...]
    Leggi tutta la rece: http://beatblog2.blogspot.it/2016/04/delillo-e-gli-stilemi-del-postmodernismo.html

    ha scritto il 

  • 4

    Inizia come se il protagonista fosse uscito direttamente da "American Psycho", poi arrivi a un terzo del libro e, a ricordarti che chi scrive non è Easton Ellis, interviene il DeLillo delle opere più ...continua

    Inizia come se il protagonista fosse uscito direttamente da "American Psycho", poi arrivi a un terzo del libro e, a ricordarti che chi scrive non è Easton Ellis, interviene il DeLillo delle opere più mature.

    "Americana", che è il primissimo romanzo scritto dall'autore di "Underworld", non ha certo il peso né le pretese dei suoi grandi lavori successivi, a volte si perde anzi in una trama che sembra non avere una direzione precisa. Ma è proprio con questa sua indecisione che DeLillo, ancora una volta, è riuscito a colpirmi: "Americana" parla di tutto ciò che l'America, negli anni '70 così come oggi, rappresenta. Si parla tantissimo di televisione e di pubblicità nelle sue pagine, ma anche di famiglia e di lavoro, è una critica al mondo delle imprese e alle nuove tecnologie, ma anche un inno alla ricerca personale (e in maniera artistica) della propria strada.

    Tutto passa attraverso gli occhi del protagonista, David Bell, giovanissimo ventottenne con già un posto di rilievo in una grande rete televisiva, una sorta di yuppie ante litteram. Al suo successo personale, costellato da importanti traguardi nel lavoro quanto da una vita privata all'insegna di innumerevoli conquiste, si contrappone però una ricerca sempre più spasmodica del proprio essere. È così che, approfittando di un impegno di lavoro, David Bell si troverà a girare in camper per l'America registrando il suo personale film, un lungometraggio autobiografico in cui riprese amatoriali e attori improvvisati rappresentano il "sogno americano" del giovane ventottenne, interpretandone, spesso accentuandone i comportamenti, ciò che nei suoi primi 28 anni di vita è stato. Ma non solo: nella lente della sua cinepresa vengono catturati dialoghi che esprimono tutto il malessere del popolo americano, tutti i sogni e le paure, i successi e gli imprevisti, la rabbia e le relazioni, i tradimenti e le scoperte.

    Ne esce fuori quella trama imprecisa di cui parlavo: "Americana" è un libro che predilige a una storia lineare una "raccolta" di momenti, sempre più slegati fra loro man mano che si procede con la lettura. L'ossessione e la ricerca del protagonista coincidono con la "rarefazione" del romanzo, fino a un finale in cui del protagonista sembra quasi perdersi traccia.

    "Americana" non è un libro per tutti, e non è assolutamente il DeLillo che consiglierei a chi ancora non ha letto altro di suo. È un romanzo però che apre la strada a molti altri: i temi trattati in questo libro diventeranno fondamentali per il postmodernismo americano, e in particolare per tutti quegli autori della generazione immediatamente successiva — David Foster Wallace su tutti — che si troveranno a dover affrontare tematiche connesse al sogno americano e alla sua rappresentazione (spesso distorta) tramite i media.

    ha scritto il 

  • 0

    "Tutti al mondo desiderano rassicurazione. E' la monetina che infilano nel distributore di realtà. Non importa se dal distributore esce qualcosa o meno, purché la monetina venga restituita."

    "L'Americ ...continua

    "Tutti al mondo desiderano rassicurazione. E' la monetina che infilano nel distributore di realtà. Non importa se dal distributore esce qualcosa o meno, purché la monetina venga restituita."

    "L'America può essere salvata solo da ciò che cerca di distruggere"

    "Diosalvi i poveri stronzi che stanno dalla nostra parte solo per finire ubiquizzati in frattaglie onnipervasive dalle buone intenzioni delle nostre bombe"

    "L'inattività è il preludio a quel genere di consapevolezza che sfocia nella presa di coscienza finale dell'inutilità di qualsiasi azione"

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    Prima parte di buon livello che lascia immaginare sviluppi interessanti. Ma tutto questo interesse si perde a metà libro, quando l'autore inizia il suo percorso di viaggio introspettivo e si perde in ...continua

    Prima parte di buon livello che lascia immaginare sviluppi interessanti. Ma tutto questo interesse si perde a metà libro, quando l'autore inizia il suo percorso di viaggio introspettivo e si perde in sterili elocubrazioni che vogliono essere più un trattato sociologico sull'America che il naturale sviluppo di una storia.

    ha scritto il 

  • 5

    L'America, la sua gente, i loro modelli di vita che sono diventati (in parte) anche i nostri. Poco importa che questo libro sia stato pubblicato negli anni 70: c'è già tutto dentro. La storia è un pre ...continua

    L'America, la sua gente, i loro modelli di vita che sono diventati (in parte) anche i nostri. Poco importa che questo libro sia stato pubblicato negli anni 70: c'è già tutto dentro. La storia è un pretesto, i monologhi così illuminanti da far perdonare qualche pesantezza. Immenso.

    ha scritto il 

  • 2

    Il primo DeLillo.

    Americana è il romanzo d’esordio di DeLillo e se avete già letto qualcosa del famoso autore americano riuscirete senza dubbio a scorgere in questo romanzo degli argomenti ricorrenti e dei passaggi fre ...continua

    Americana è il romanzo d’esordio di DeLillo e se avete già letto qualcosa del famoso autore americano riuscirete senza dubbio a scorgere in questo romanzo degli argomenti ricorrenti e dei passaggi frequenti della sua vasta opera.
    Il romanzo esce nel 1971 e racconta la storia di David Bell, giovane ma già affermato manager di un famoso network televisivo. David è bello, intelligente, furbo e scaltro, riesce a raggiungere tutti gli obiettivi che si prefissa ed è l’emblema del cinismo (nel capitolo iniziale di presentazione del personaggio mi ha ricordato molto Patrick Bateman di American Psycho, non logicamente per gli omicidi…). Ad un tratto però David ferma il carrozzone della sua vita e si accorge che gli manca qualcosa, si accorge che questo mondo così perfetto, preciso al secondo e scadenzato non è proprio quello che vuole, e decide così di partire per un viaggio verso il centro dell’America, la vera America, quella meno contaminata. Parte con una cinepresa, tre amici e una camper, ed in questo viaggio incontrerà diversi personaggi bizzarri che lo aiuteranno a capire l’America da vicino ma soprattutto lo aiuteranno a capire se stesso.

    Devo essere onesto, sono un amante di DeLillo ed ho letto diversi suoi libri, ma questo forse è uno di quelli che mi ha impressionato di meno, non perché manchi di contenuti, anzi i contenuti ci sono e sono quelli che poi verranno meglio sviluppati nel corso della sua carriera da scrittore (paure individuali, critica alle nuove tecnologie, critica al mondo industriale moderno, solitudine, etc) ma forse qui molte volte si perde in giri di parole che servono poco. In sostanza questo libro potrebbe essere il padre di Underworld, anche lì infatti, dietro una palla da baseball che passa di mano in mano, c’è la storia dei cittadini americani in ogni sua sfaccettatura, o meglio ancora c’è la storia dell’America, lì però non è mai banale, mai noioso, mai scontato. Qui, complice probabilmente l’inesperienza, invece molte volte rallenta un po’ il filo della trama, ed onestamente anche i personaggi di Underworld sono molto ma molto più interessanti.
    In conclusione è un bel libro, si legge volentieri, ma il DeLillo maturo è molto più pungente ed acuto.

    ha scritto il 

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