Amok

Di

Editore: Adelphi (Piccola biblioteca, 509)

3.9
(485)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 105 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo , Tedesco

Isbn-10: 8845918572 | Isbn-13: 9788845918575 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Emilio Picco

Disponibile anche come: Copertina rigida

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Viaggi

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Descrizione del libro
Amok è una parola malese che indica una "follia rabbiosa, una specie di idrofobia umana... un accesso di monomania omicida, insensata, non paragonabile a nessun'altra intossicazione alcolica". Lo sa bene il protagonista di questa novella, un medico dai tanti conti in sospeso: con la giustizia, con la professione, con la propria vita ormai annientata. In una confessione simile a un delirio, racconta di un mondo febbrile dove si scontrano la dispotica imperiosità di una donna, convinta che tutto si compri con il denaro, e la divorante passione di un uomo cui i tropici e la solitudine hanno sviato la mente e i sensi.
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  • 4

    La nave Oceania torna in Europa. I giorni sono affollati e rumorosi, le notti appartengono al mare e al cielo stellato. Il silenzio del buio è interrotto dal racconto-confessione di un medico a un pas ...continua

    La nave Oceania torna in Europa. I giorni sono affollati e rumorosi, le notti appartengono al mare e al cielo stellato. Il silenzio del buio è interrotto dal racconto-confessione di un medico a un passeggero sconosciuto. Solitudine, rabbia animale, passioni contorte e angoscia popolano le righe di Amok. Una storia delirante e morbosa sul potere devastante dell'amore, inteso nella sua accezione più ossessiva, non come trasporto verso l'altro, bensì come necessità di dominarlo.
    Un racconto crudele, ingoiato dall'indifferenza del mare.

    ha scritto il 

  • 4

    “Non crederà che adesso mi senta più leggero, perché davanti a lei mi sono stracciato le budella fino alla merda che c’è dentro”...

    Ah! La follia febbrile e insanabile della passione! Ma come mi piace, ogni tanto abbandonarmi, almeno nella fantasia, a questo ardore insensato… insensato?… io, casalinga disperata (o di Voghera, anch ...continua

    Ah! La follia febbrile e insanabile della passione! Ma come mi piace, ogni tanto abbandonarmi, almeno nella fantasia, a questo ardore insensato… insensato?… io, casalinga disperata (o di Voghera, anche) - ove per casalinga si intenda una condizione dello spirito.
    Bel racconto, classico, trascinante, scritto da dio.

    ha scritto il 

  • 4

    Questa recensione nasce da una foto.

    Qualche tempo fa, ero alla ricerca di immagini con cui illustrare un post su Stefan Zweig: un autore di cui mie pensosamente innamorato, nel senso che non si tratt ...continua

    Questa recensione nasce da una foto.

    Qualche tempo fa, ero alla ricerca di immagini con cui illustrare un post su Stefan Zweig: un autore di cui mie pensosamente innamorato, nel senso che non si tratta del tipo di letteratura che ti fa colpire da Cupido sul miocardio con una freccia cuoriciosa molto-anni-80. Ci devi pensare, e io ci avevo pensato un po’, stabilendo che, sì, in effetti la punta del proiettile dell’angioletto aveva intaccato la valvola mitralica.

    (sto guardando troppe serie TV medical, è evidente)

    Comunque, nella ricerca di immagini adatte alla rappresentazione iconografica di Zweig è emersa questa:

    http://capitolo23.com/2016/08/08/recensione-amok-stefan-zweig/

    Io non so come sia arrivata fino a noi, quale sia la storia di un volume che è scampato a un Bücherverbrennungen, uno dei roghi di libri che hanno contrassegnato la tragica storia della Germania nazista. Non so come il fuoco non l’abbia divorato completamente, chi ne abbia raccolto i resto, chi li abbia conservati per anni. So che è un’immagine che colpisce, e so che si tratta di una copia di Amok, romanzo di Zweig che – a questo punto – non potevo farmi sfuggire.

    Non sono rimasto deluso. Narrato in prima persona da un passeggero imbarcato sulla Calcutta-Napoli nel 1912, Amok è una storia di amore assoluto e di morte, offerta in forma di dialogo fra l’io narrante stesso e un uomo misterioso che appare terrorizzato dal contatto con un altro essere umano. L’uomo si rivelerà un medico che, forzosamente trasferito in India per una poco edificante vicenda sanitario-sentimentale in patria, ritrova anche nell’Estremo Oriente i propri limiti e le proprie paure.

    Amok è un termine malese: indica, ci spiega Wikipedia, una sorta di raptus:

    è una sindrome culturale tipica delle regioni del Sud-est asiatico, della Malesia, dell’Indonesia e della Nuova Guinea. La parola si riferisce a una condizione temporanea di furia violenta e omicida. (…) L’esplosione che segna l’esordio dell’Amok trae origine da un’offesa ricevuta e vissuta come intollerabile o, anche, dall’accumulo di tensione legato al sopportarne di successive. Il soggetto che è colpito da questa sindrome, dopo una breve fase di ritiro relazionale, aggredisce dapprima i familiari e poi gli estranei, in un crescendo incontrollabile di furia omicida. Nell’accesso di violenza corre velocissimo per le strade e tra i campi per poi, infine, accasciarsi.

    Nella sua trasposizione letteraria, Amok è un racconto, assorbente come pochi altri, che racconta della difficoltà di distinguere il Bene dal Male, che racconta di ognuno di noi quando, di fronte a un desiderio bruciante, sembriamo scordare etica e morale salvo precipitare in una condanna senza appello quando quella fatica è vissuta da un altro.

    ha scritto il 

  • 4

    L'amok? Si salvi chi può!

    Amok è una parola malese ed indica “ più di una ebbrezza... è una follia rabbiosa, una specie di idrofobia umana... un accesso di monomania omicida, insensata, non paragonabile a nessun'altra intossic ...continua

    Amok è una parola malese ed indica “ più di una ebbrezza... è una follia rabbiosa, una specie di idrofobia umana... un accesso di monomania omicida, insensata, non paragonabile a nessun'altra intossicazione alcolica...”
    Una novella perfetta nella sua struttura circolare o meglio nella sua struttura concentrica visto che siamo davanti ad una storia nella storia.
    Scavo psicologico dei personaggi notevole, scrittura perfetta (ma questo lo sapevamo già) ed un' atmosfera esotica che con il suo clima asfissiante sembra quasi fare da detonatore alla vicenda del protagonista.
    Breve ma intenso.

    ha scritto il 

  • 5

    Un uomo disperato racconta sul ponte di una nave la storia della sua vita ed in particolare del suo amore che come un amok "senza guardare ne a destra ne a sinistra con la medesima ossessività" lo a c ...continua

    Un uomo disperato racconta sul ponte di una nave la storia della sua vita ed in particolare del suo amore che come un amok "senza guardare ne a destra ne a sinistra con la medesima ossessività" lo a coinvolto e sconvolto la vita. Una donna che rivolgendosi a lui per chiedere di abortire lo trascinerá fino al tragico epilogo denso di significati. Zweig come sempre una lama sottile che pentra ed entra nel profondo

    ha scritto il 

  • 4

    Primi incontri

    Il mio incontro con Zweig è stato decisamente strano, come spesso mi accade con autori con cui costruisco rapporti d’amore morboso. La lampadina si accese per la prima volta al cinema, buttando l’occh ...continua

    Il mio incontro con Zweig è stato decisamente strano, come spesso mi accade con autori con cui costruisco rapporti d’amore morboso. La lampadina si accese per la prima volta al cinema, buttando l’occhio miope su un titolo di coda di The Grand Budapest Hotel, film di un regista che seguo particolarmente. Passò poi del tempo, accantonai la fioca luce in un angolo remoto dei miei ricordi finché, passeggiando sotto una pioggia leggera per le vie del centro di Torino, non mi imbattei in un suo libricino e, affetto com’ero da quella che Zweig definisce “idrofobia umana”, rinfrancai la memoria e decisi di comprarlo.
    L’ho bruciato come accade per qualcosa che si desidera ardentemente da molto tempo e quando la si ottiene, la si divora. Sono entrato in questo “Amok”, questa follia omicida, lasciandomi trasportare ipnotizzato, pagina dopo pagina, in un asfissiante sud-est asiatico cristallizzato dall’autore attraverso un registro linguistico forbito e classico, dove niente è superficiale e le passioni ardono fino a consumarti.

    ha scritto il 

  • 3

    Testo con un inizio brillante e ponderato. Ho apprezzato soprattutto le descrizioni, che ho trovato molto evocative. Devo ammettere, però, che una volta che il misterioso personaggio inizia il suo rac ...continua

    Testo con un inizio brillante e ponderato. Ho apprezzato soprattutto le descrizioni, che ho trovato molto evocative. Devo ammettere, però, che una volta che il misterioso personaggio inizia il suo racconto, la magia si spezza. Nonostante, giustamente, Zweig debba modellare il suo stile sui toni cupi e deliranti del racconto dell'uomo per riprodurre la sua confessione angosciata, non ho trovato l'effetto che ne consegue all'altezza dell'inizio del romanzo.

    ha scritto il 

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