Amrita

By

Publisher: Washington Square Press

3.7
(3463)

Language: English | Number of Pages: 384 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Chi simplified , Spanish , Chi traditional , German , Italian

Isbn-10: 0671532855 | Isbn-13: 9780671532857 | Publish date:  | Edition Reprint

Also available as: Library Binding , Hardcover , Others

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Religion & Spirituality

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Book Description
After losing her beautiful younger sister, a celebrated actress, to suicide, Sakumi falls down a flight of stairs and loses her memory to a head injury. Struggling to remember whom she loves and what she lost, she embarks on a unique emotional journey, accompanied at times by her dead sister's lover, at others by her clairvoyant kid brother. This is the story of Sakumi's remarkable expedition through grief, dreams, and shadows to a place of transformation and the discovery of a soul.

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  • 4

    I libri di BY sono "bello"

    Mi pacciono i libri della Yoshimoto. Trovo siano "bello". Al singolare.

    Nel senso che a distanza di tempo, non ostante ricordi in generale la sensazione di impressione in generale positiva e talvolta ...continue

    Mi pacciono i libri della Yoshimoto. Trovo siano "bello". Al singolare.

    Nel senso che a distanza di tempo, non ostante ricordi in generale la sensazione di impressione in generale positiva e talvolta anche di una certa capacità introspettiva, resa oltretutto con linguaggio molto piano e lineare, il che a mio gusto è un plus, a distanza di tempo, dicevo, tendo a confonderli.

    Come fosse sempre un unico stesso libro. Forse un modo di raccontare la stessa storia, una storia importante, attraverso molti romanzi, a volerla vedere in positivo, forse l'aver individuato un tema e riproporlo senza la capacità di introdurre elementi nuovi a voler esser più severi.

    In realtà quel che mi sembra di gran lunga dominante in questa autrice è una sorta di modalità espressiva, riflessiva ed intimista tutta sua, che si ritrova, sempre quella, in tutti i suoi libri.

    Ciascun autore ha il suo registro, certo, che si ritrova nel corso della sua produzione, quasi lo si riconosce, chi più chi meno. In BY però questo a me appare come l'aspetto caratterizzante che soverchia di un bel po' le storie stesse.

    Non saprei dire se BY mi piace davvero oppure no nemmeno io.

    said on 

  • 1

    Alla fiera dell'Est nel 2047, una caramella dichiarò guerra al popolo degli unicorni. Si divertirono tutti e la penna a sfera cominciò a perorare la sua causa: profumare di pizza appena sfornata.

    La m ...continue

    Alla fiera dell'Est nel 2047, una caramella dichiarò guerra al popolo degli unicorni. Si divertirono tutti e la penna a sfera cominciò a perorare la sua causa: profumare di pizza appena sfornata.

    La mia recensione a tale pataccata potrebbe benissimo essere questo ammasso di nonsense, perché il libro è NONSENSE allo stato brado. E sono convinta che Banana Yoshimoto si droghi, ora l'ho detto!!

    Bene, direi che tre indizi fanno una prova e quindi un bel CIAONE per Banana e per i suoi libri urticanti al massimo!
    Inizierei con la trama, se mai ce ne è stata una: abbiamo una famiglia 'allargata' formata da Sakumi, che cazzeggia tutto il giorno e lavora così, per riempire una parte delle giornate, Yoshio, suo fratellastro mezzo sciroccato, la madre, che probabilmente di professione fa la ladra visto il mistero che aleggia su di lei, la cugina di Sakumi (un personaggio così fondamentale che nemmeno il nome mi è rimasto impresso, fate vobis!) e X, l'amica della madre che si è stabilita in pianta stabile perché ha messo le corna al marito e giustamente questi l'ha cacciata senza se e senza ma (sì, anche il suo nome è finito nell'oblio, anche se ad un certo punto ha i suoi piccoli 5 minuti di gloria.. Ma niente di che, seriamente). Sono cinque rincoglioniti totali, intorno a cui gravitano altri individui completamente sciroccati e rincoglioniti. Il succo della cosa, credo, è che Sakumi, Yoshio e altri vedono/sentono gli spiriti e ci parlano. Vi lascio il gusto di scoprire quale storia allucinata la Yoshimoto possa aver partorito perché sinceramente mi annoia anche solo a parlarne.. Ma ci tengo a parlare dei personaggi, perché sono così NEGATIVI che meritano una nota a riguardo.

    Insomma, tutti i personaggi del libro sono di una sterilità imbarazzante; si lasciano scorrere tutto addosso e tu lì che vorresti prenderli, malmenarli, scuoterli e farli rinsavire.. Mi hanno fatto 'specie' gli adulti della famiglia (Sakumi compresa, visto che probabilmente avrà 97 anni e vive ancora con sua madre just because): di fronte agli evidenti problemi di Yoshio, appena 11enne, tutto ciò che sono in grado di dire è: "A me sembra che vada tutto bene". Ma porca %#*$$$#, un bambino che sente le voci che gli dicono cosa fare, un bambino che smette di andare a scuola e sta chiuso in casa a dormire.. MA A VOI SEMBRA NORMALE, BRUTTE CRETINE?? Sì, loro non battono ciglia; la soluzione di Sakumi è portarlo a pranzo fuori una volta ogni tanto e la coscienza torna pulita. Per non parlare della madre, che penso vinca a mani basse il premio "madre dell'anno 2016", tale è il suo interesse per il figlio.
    LA COSA NON HA IL MINIMO SENSO BANANA!!!!!!
    Le vicende si susseguono con una logica strana, un'arte raffinata e ricercata la cui origine si perde nella notte dei tempi: alla cazzo di cane. Non ci sono sequenze temporali valide, non c'è un filo logico se non lo stream of consciousness di Sakumi che è deficiente fino al midollo, non c'è una cosa che regga, seriamente.
    Ah, poi c'è la chicca che penso faccia affondare il romanzo senza speranza di appello: Sakumi parte con Ryu, ex fidanzato della sorella che si è suicidata, e la madre: POI RISE "Guai a te se ti suicidi". Ma che caspita ti ridi cretina?? Ma è una cosa su cui scherzare? Ero oggettivamente senza parole di fronte a questa uscita infelice O.O

    Penso sempre di essermi imbattuta nel peggio, poi leggo romanzi così e devo riconsiderare tutto :(
    Che patacca di libro!

    said on 

  • 3

    Il voto va tutto per l'interessante lavoro introspettivo, a volte molto profondo e toccante. Nota dolente, la narrazione di una vicenda del tutto sconclusionata.

    said on 

  • 3

    Leggerlo per imparare a guardare dentro se stessi perché è sorprendentemente contagioso l'approfondimento interiore. Travolgente e raffinato.

    said on 

  • *** This comment contains spoilers! ***

    4

    Un libro da leggere in ogni istante

    amrita

    “Amrita”

    Un’anima rinasce attraverso la memoria.

    “Amrita”, uscito nel 1994, è il settimo romanzo della scrittrice giapponese Banana Yoshimoto, diventata famosa nel 1987 con “Kitchen”.

    E’ una st ...continue

    amrita

    “Amrita”

    Un’anima rinasce attraverso la memoria.

    “Amrita”, uscito nel 1994, è il settimo romanzo della scrittrice giapponese Banana Yoshimoto, diventata famosa nel 1987 con “Kitchen”.

    E’ una storia assai particolare e affascinante anche se, in apparenza, narra delle vicende di una ragazza normale, Sakumi, le cui uniche particolarità sono una sensibilità molto spiccata e un banale incidente domestico che le fa perdere la memoria per diverso tempo e la fa sentire diversa.

    Attorno a lei si muove il microcosmo della sua eccentrica famiglia: la madre, l’amica di lei Junko, Mikiko, una cugina e Yoshio, il fratellino di Sakumi, assai più sensibile di lei, nato da un altro padre, il secondo marito di sua madre.

    E’ una Tokyo comune e quasi banale quella dove si muove Sakumi, che vive spesso di notte, grazie al suo lavoro al Berries, un locale all’antica dove il padrone le dimostra sempre un grande affetto nonostante le sue stranezze.

    amrita-lgSakumi porta sulle spalle due dolori difficilmente superabili: la morte dell’adorato padre, scomparso quando lei era piccola e quella della sorella minore Mayu, un’attrice troppo bella e fragile, vittima della droga e quando perde la memoria si ritrova a doversi riappropriare lentamente del suo mondo e delle persone a cui vuole bene, quasi come un’orfana. Il suo smarrimento è forte e quasi violento, ma la ragazza trova la forza di aggrapparsi alla sua famiglia e alla quotidianità per riuscire ad andare avanti.

    Tuttavia altri fattori saranno determinanti per farle riscoprire l’amore e la bellezza della vita, anche nella sua brutalità, in primis i poteri paranormali del fratello Yoshio e l’avvicinamento con lo scrittore Ryuichiro, ex fidanzato di sua sorella nonché l’incontro con alcuni amici di questi ultimi.

    Lo stile della Yoshimoto è lieve, quasi impalpabile, come qualcuno che cammina in una stanza in punta di piedi al buio, come se avesse paura di svegliare le altre persone che dormono così l’autrice giapponese ci accompagna a piccoli passi nel mondo di Tokyo, Kōchi e Seipan e nel mondo del paranormale con molto tatto, quasi per non urtare la nostra sensibilità e rendendo tutto molto credibile e verosimile.

    Il fascino dell’oriente moderno si mescola con quello dell’occidente, in un connubio assai particolare, forse unico, frutto dell’anima dell’autrice, che ama questi due lati del nostro pianeta in egual misura e non lascia mai trasparire stereotipi di nessun genere, in particolare sul nostro paese, che lei conosce davvero bene e che ama profondamente.

    amrita2La storia di Sakumi colpisce per dolcezza e profondità, come a voler squarciare un velo sulla spiritualità e sul divino, a volte così immanente a volte trascendente da farci paura, così come Sakumi aveva paura di perdere totalmente le sue memorie e con loro una parte di se davvero indispensabile.

    Attraverso la voce di Ryuischiro, la scrittrice ci rivela anche il significato etimologico della parola Amrita, ovvero “acqua che bevono gli dei, è come dire nettare divino. Vivere è come bere, come bere acqua a grandi sorsi”, parole che il ragazzo usa nello svelare il suo desiderio autentico di scrivere un libro sull’amata Sakumi, desiderio che poi realizzerà.

    Parole che ancora una volta esprimono il grande amore che la Yoshimoto ha per il creato e la vita, un amore vibrante, appassionante e sincero perché ne svela ogni dettaglio, ogni sfumatura, anche la più tetra, con una serenità disarmante che spaventa e affascina.

    Un libro da leggere in ogni istante, in particolare quando si è malinconici e non si riescono a vedere spiragli di luce.

    said on 

  • 3

    Strano

    E' il primo libro che leggo di Banana Yoshimoto e il terzo in asoluto di un autore giapponese. Sarà perché torno da poco dal Giappone ma questo stile fluido di narrare i fatti, la semplicità con cui s ...continue

    E' il primo libro che leggo di Banana Yoshimoto e il terzo in asoluto di un autore giapponese. Sarà perché torno da poco dal Giappone ma questo stile fluido di narrare i fatti, la semplicità con cui si affrontano temi sovrannaturali e la delicatezza con cui l'autrice viaggia dentro di sé mi sembrano tipici di questo popolo (suggestione da lettrice, null'altro). Leggo dalle recensioni che parlano di un finale che non spiega. Per me se anche finisse lasciando punti di domanda sulla trama non sarebbe un peccato, è il racconto stesso che mi sta restituendo belle sensazioni.

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  • 1

    leggerlo: per imparare a guardare dentro se stessi perché è sorprendentemente contagioso l'approfondimento interiore.

    A parlare di sè, della sua famiglia e dei suoi amori è Sakumi.
    Sakumi si sta ripr ...continue

    leggerlo: per imparare a guardare dentro se stessi perché è sorprendentemente contagioso l'approfondimento interiore.

    A parlare di sè, della sua famiglia e dei suoi amori è Sakumi.
    Sakumi si sta riprendendo da un incidente che le è costato la memoria e anche se alcuni ricordi con il tempo hanno cominciato ad affiorare ancora non si è ripresa dal trauma.
    Sakumi ricorda di aver avuto una sorella, Mayu, considerata bellissima da tutti e che aveva intrapreso la carriera di attrice in tenera età.
    Mayu è morta perché, imbottita di anti-depressivi che la rendevano sorridente e serena, si era messa alla guida di un'auto.
    Mayu è nata dal primo matrimonio della mamma di Sakumi. Il papà delle due ragazze è morto e la madre si è risposata e ha avuto Yoshio dal nuovo compagno quando le altre figlie erano già adulte.
    Anche questo matrimonio è fallito e dalle ceneri dell'istituto familiare tradizionale nasce una nuova famiglia: nella stessa casa convivono Yoshio, Sakumi, la cugina Mikiko che ne approfitta come se fosse un bed and breakfast, la madre di Sakumi e l'amica d'infanzia Junko, divorziata.
    La trama è intorno ad una serie di eventi soprannaturali che modificano la percezione che Sakumi e Yoshio hanno del mondo, portandoli a conoscere persone speciali.
    Sakumi s'innamorerà del fidanzato della sorella morta, Ryuichiro, uno scrittore che comincia a viaggiare per trovare ispirazione e materiale per i suoi romanzi e che deciderà di raccontare dell'esperienza di Sakumi, ideando un personaggio che come lei abbia sbattuto la testa e per il trauma abbia perduto la memoria.
    Ryuichiro vuole intitolare il suo romanzo Amrita: l'acqua degli Dei.
    La protagonista di "Amrita" di Ryuichiro è una donna che come Sakumi ha subito un trauma ed ha avuto un'amnesia.
    La perdita della memoria ha permesso a Sakumi di riscoprire la vita e di percepire il mondo intorno a sè in modo nuovo.

    said on 

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