Amrita

By

Publisher: Grove Pr

3.7
(3474)

Language: English | Number of Pages: 366 | Format: Hardcover | In other languages: (other languages) Chi simplified , Spanish , Chi traditional , German , Italian

Isbn-10: 080211590X | Isbn-13: 9780802115904 | Publish date:  | Edition 1st ed

Translator: Russell F. Wasden

Also available as: Paperback , Library Binding , Others

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Religion & Spirituality

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Book Description
After losing her beautiful younger sister, a celebrated actress, to suicide, Sakumi falls down a flight of stairs and loses her memory to a head injury. Struggling to remember whom she loves and what she lost, she embarks on a unique emotional journey, accompanied at times by her dead sister's lover, at others by her clairvoyant kid brother. This is the story of Sakumi's remarkable expedition through grief, dreams, and shadows to a place of transformation and the discovery of a soul.

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  • 5

    La mia oasi di pace

    Ho conosciuto questa scrittrice proprio con questo libro, mentre cercavo di ampliare la mia lista di libri da leggere. Non avevo mai letto nulla che si avvicinasse anche solo minimamente al suo stile. ...continue

    Ho conosciuto questa scrittrice proprio con questo libro, mentre cercavo di ampliare la mia lista di libri da leggere. Non avevo mai letto nulla che si avvicinasse anche solo minimamente al suo stile..unico, avvolgente, leggero, spirituale ed etereo. Banana Yoshimoto è un viaggio per l'anima, una nicchia di pace all'interno della quale puoi conoscere tanti personaggi particolari, ma così ricchi di carattere che è impossibile non uscire dalla lettura arricchito a tua volta. Da Amrita, Banana è diventata una delle mie scrittrici preferite.

    said on 

  • 1

    Rimettendo in ordine la libreria, mi è capitato in mano questo libro.
    Pur sapendo di averlo letto al liceo, non riusciva a venirmi in mente niente su questa esperienza di lettura, neanche leggendo l'i ...continue

    Rimettendo in ordine la libreria, mi è capitato in mano questo libro.
    Pur sapendo di averlo letto al liceo, non riusciva a venirmi in mente niente su questa esperienza di lettura, neanche leggendo l'imbeccata della trama sul retro della copertina, così ho deciso di rileggerlo per curiosità.

    Il libro è incentrato su Sakumi e sulla sua famiglia bizzarra e sfortunata, composta da lei, la madre, la migliore amica di lei, un fratellastro che va alle elementari e una cugina trasferitasi da loro per l'università, a cui bisogna aggiungere una sorella, Mayu, morta di un incidente che sembra un suicidio, il padre di Sakumi morto, il difficile divorzio della madre dal secondo marito e la storia d'amore di Sakumi con l'ex fidanzato di Mayu.
    Questo nucleo famigliare improbabile fa da sfondo a una storia che, in realtà, non può proprio definirsi tale.
    Ogni avvenimento arriva praticamente dal nulla e le sottotrame, che dovrebbero dare profondità alla storia, sono totalmente indistinguibili dalla trama principale, con il solo effetto di rendere tutto il libro piatto e confuso.
    Gli eventi attraverso cui si snoda la trama appaiono totalmente slegati tra loro e sembrano non avere il minimo effetto sulla personalità dei personaggi, che rimangono irrimediabilmente uguali a loro stessi, nonostante vivano esperienze che farebbero sorgere riflessioni in qualunque essere umano funzionante.
    Ed ecco il punto, questi non sono nemmeno esseri umani. Sono macchiette.
    Nessuno sembra essere in grado di sviluppare un’emozione, avere una reazione di qualunque tipo. Ogni cosa scivola loro addosso come se non li riguardasse nemmeno e la loro vita scivola via a suon di scrollate di spalle e di ‘beh, si vede che doveva andare così’. Una passività e un’accettazione superficiale di qualunque cosa. Dopotutto c’è da mangiare in frigo e quindi chi se ne frega.
    Tra tutti il personaggio più coerente –per quanto squinternato- pare essere Yoshio, il ragazzino.
    La mancata organizzazione dell’intreccio è aggravata dal linguaggio della Yoshimoto.
    Distaccato, didascalico e freddissimo.
    Non ho problemi a riconoscere alcuni momenti di grande estetica, ma faccio una fatica enorme a disseppellirli da un’incrostazione di descrizioni vuote, digressioni inutili e soprattutto dalla totale mancanza di organizzazione del materiale narrativo.
    Anche le interazioni tra i personaggi sono appiattite da dialoghi innaturali, al limite del robotico.
    Tutto il potenziale del materiale narrativo viene mortificato da una trama sconclusionata e un linguaggio mai efficace.
    Peccato.

    said on 

  • 3

    Il più lungo romanzo della Yoshimoto letto fino ad ora. Le tematiche sono la solitudine, la separazione, il rapporto col fratellino più piccolo e l'onnipresenza della sorella morta in un incidente str ...continue

    Il più lungo romanzo della Yoshimoto letto fino ad ora. Le tematiche sono la solitudine, la separazione, il rapporto col fratellino più piccolo e l'onnipresenza della sorella morta in un incidente stradale. Non mi ha colpito molto, ma la sua scrittura mi ammalia sempre.

    said on 

  • 4

    I libri di BY sono "bello"

    Mi pacciono i libri della Yoshimoto. Trovo siano "bello". Al singolare.

    Nel senso che a distanza di tempo, non ostante ricordi in generale la sensazione di impressione in generale positiva e talvolta ...continue

    Mi pacciono i libri della Yoshimoto. Trovo siano "bello". Al singolare.

    Nel senso che a distanza di tempo, non ostante ricordi in generale la sensazione di impressione in generale positiva e talvolta anche di una certa capacità introspettiva, resa oltretutto con linguaggio molto piano e lineare, il che a mio gusto è un plus, a distanza di tempo, dicevo, tendo a confonderli.

    Come fosse sempre un unico stesso libro. Forse un modo di raccontare la stessa storia, una storia importante, attraverso molti romanzi, a volerla vedere in positivo, forse l'aver individuato un tema e riproporlo senza la capacità di introdurre elementi nuovi a voler esser più severi.

    In realtà quel che mi sembra di gran lunga dominante in questa autrice è una sorta di modalità espressiva, riflessiva ed intimista tutta sua, che si ritrova, sempre quella, in tutti i suoi libri.

    Ciascun autore ha il suo registro, certo, che si ritrova nel corso della sua produzione, quasi lo si riconosce, chi più chi meno. In BY però questo a me appare come l'aspetto caratterizzante che soverchia di un bel po' le storie stesse.

    Non saprei dire se BY mi piace davvero oppure no nemmeno io.

    said on 

  • 1

    Alla fiera dell'Est nel 2047, una caramella dichiarò guerra al popolo degli unicorni. Si divertirono tutti e la penna a sfera cominciò a perorare la sua causa: profumare di pizza appena sfornata.

    La m ...continue

    Alla fiera dell'Est nel 2047, una caramella dichiarò guerra al popolo degli unicorni. Si divertirono tutti e la penna a sfera cominciò a perorare la sua causa: profumare di pizza appena sfornata.

    La mia recensione a tale pataccata potrebbe benissimo essere questo ammasso di nonsense, perché il libro è NONSENSE allo stato brado. E sono convinta che Banana Yoshimoto si droghi, ora l'ho detto!!

    Bene, direi che tre indizi fanno una prova e quindi un bel CIAONE per Banana e per i suoi libri urticanti al massimo!
    Inizierei con la trama, se mai ce ne è stata una: abbiamo una famiglia 'allargata' formata da Sakumi, che cazzeggia tutto il giorno e lavora così, per riempire una parte delle giornate, Yoshio, suo fratellastro mezzo sciroccato, la madre, che probabilmente di professione fa la ladra visto il mistero che aleggia su di lei, la cugina di Sakumi (un personaggio così fondamentale che nemmeno il nome mi è rimasto impresso, fate vobis!) e X, l'amica della madre che si è stabilita in pianta stabile perché ha messo le corna al marito e giustamente questi l'ha cacciata senza se e senza ma (sì, anche il suo nome è finito nell'oblio, anche se ad un certo punto ha i suoi piccoli 5 minuti di gloria.. Ma niente di che, seriamente). Sono cinque rincoglioniti totali, intorno a cui gravitano altri individui completamente sciroccati e rincoglioniti. Il succo della cosa, credo, è che Sakumi, Yoshio e altri vedono/sentono gli spiriti e ci parlano. Vi lascio il gusto di scoprire quale storia allucinata la Yoshimoto possa aver partorito perché sinceramente mi annoia anche solo a parlarne.. Ma ci tengo a parlare dei personaggi, perché sono così NEGATIVI che meritano una nota a riguardo.

    Insomma, tutti i personaggi del libro sono di una sterilità imbarazzante; si lasciano scorrere tutto addosso e tu lì che vorresti prenderli, malmenarli, scuoterli e farli rinsavire.. Mi hanno fatto 'specie' gli adulti della famiglia (Sakumi compresa, visto che probabilmente avrà 97 anni e vive ancora con sua madre just because): di fronte agli evidenti problemi di Yoshio, appena 11enne, tutto ciò che sono in grado di dire è: "A me sembra che vada tutto bene". Ma porca %#*$$$#, un bambino che sente le voci che gli dicono cosa fare, un bambino che smette di andare a scuola e sta chiuso in casa a dormire.. MA A VOI SEMBRA NORMALE, BRUTTE CRETINE?? Sì, loro non battono ciglia; la soluzione di Sakumi è portarlo a pranzo fuori una volta ogni tanto e la coscienza torna pulita. Per non parlare della madre, che penso vinca a mani basse il premio "madre dell'anno 2016", tale è il suo interesse per il figlio.
    LA COSA NON HA IL MINIMO SENSO BANANA!!!!!!
    Le vicende si susseguono con una logica strana, un'arte raffinata e ricercata la cui origine si perde nella notte dei tempi: alla cazzo di cane. Non ci sono sequenze temporali valide, non c'è un filo logico se non lo stream of consciousness di Sakumi che è deficiente fino al midollo, non c'è una cosa che regga, seriamente.
    Ah, poi c'è la chicca che penso faccia affondare il romanzo senza speranza di appello: Sakumi parte con Ryu, ex fidanzato della sorella che si è suicidata, e la madre: POI RISE "Guai a te se ti suicidi". Ma che caspita ti ridi cretina?? Ma è una cosa su cui scherzare? Ero oggettivamente senza parole di fronte a questa uscita infelice O.O

    Penso sempre di essermi imbattuta nel peggio, poi leggo romanzi così e devo riconsiderare tutto :(
    Che patacca di libro!

    said on 

  • 3

    Il voto va tutto per l'interessante lavoro introspettivo, a volte molto profondo e toccante. Nota dolente, la narrazione di una vicenda del tutto sconclusionata.

    said on 

  • 3

    Leggerlo per imparare a guardare dentro se stessi perché è sorprendentemente contagioso l'approfondimento interiore. Travolgente e raffinato.

    said on 

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