Anarchia e cristianesimo

Di

Editore: Eleuthera

3.7
(22)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 120 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese

Isbn-10: 8885060315 | Isbn-13: 9788885060319 | Data di pubblicazione:  | Edizione 2

Traduttore: L. Ribet

Disponibile anche come: Paperback

Genere: Storia , Politica , Religione & Spiritualità

Ti piace Anarchia e cristianesimo?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis

ACQUISTA LIBRO
Acquisto non disponibile
per questo libro
Descrizione del libro
Ordina per
  • 3

    L’autore di questo libro è uno di quei tipici pensatori borderline che non saresti mai disposto a seguire fino al fondo dei loro ragionamenti (talvolta forzati), ma che ringrazi perché sono sufficient ...continua

    L’autore di questo libro è uno di quei tipici pensatori borderline che non saresti mai disposto a seguire fino al fondo dei loro ragionamenti (talvolta forzati), ma che ringrazi perché sono sufficientemente spregiudicati da enunciare a chiare lettere idee che di tanto in tanto girano anche a te nella testa senza però prendere bene forma – e ti permettono così di vedere un po’ l’effetto che fa. E che dice di bello? Dice: cari anarchici, voi ce l’avete tanto con il cristianesimo, e avete le vostre buone ragioni, perché l’alleanza tra trono e altare non ve la siete certo inventati voi, ma parte almeno da Costantino e arriva fino al padronato moderno e oltre. Siete però sicuri che quello contro cui ve la prendete sia il vero cristianesimo? No, perché in realtà il Dio biblico è strutturalmente eversivo rispetto ad ogni sistema di potere, e lo si capirebbe subito se si cominciasse a leggere la Bibbia, come si dovrebbe, dall’Esodo anziché dalla Genesi. Perché allora poi la stessa Genesi potrebbe essere compresa non come apologia dell’esistente (che è “cosa buona”), ma come rivelazione di un Dio così costitutivamente an-archico da autolimitarsi ontologicamente e consegnarsi a un riposo che apre la storia dell’uomo. Per non parlare di Gesù, il quale inizia il suo ministero tenendo testa al Re del mondo che ci tiene prigioniero il cuore, lo si chiami poi col nome di Pilato, Behemoth, Bestia dalle sette teste, Stato-Nazione o capitalismo finanziario. Non ci sono margini di trattativa: il potere corrompe comunque, quindi occorre starsene alla larga, anche da quella sua forma limitatissima che è l'esercizio del voto. L’unica via di uscita è costruire una sorta di contro-società ai margini delle istituzioni, esercitando obiezione di coscienza e creatività: “fate altro, fate qualcosa di diverso da ciò che si fa normalmente in questa società che non riuscite a modificare: spetta a voi creare un’altra società su altre basi”. Questa indifferenza organizzata non salverà il mondo, che è pur sempre un legno storto inemendabile, ma lo sfalderà quanto basta per renderlo vivibile senza esserne schiacciati. Insomma, avevano ragione i catari. Dio voleva quello.

    ha scritto il 

  • 5

    La recensione in "Bollito Duro" su Linkiesta. Burp!
    http://www.linkiesta.it/blogs/bollito-duro/anarchia-e-cristianesimo-ossimoro-iconoclasta-o-utopica-speranza-la-versione-di-e

    ha scritto il 

  • 4

    Si sa che le sacre scritture possono essere lette sotto moltissime chiavi di lettura. L'autore in questo breve saggio cerca di carpire gli aspetti che sono in comune tra le sacre scritture e i dettami ...continua

    Si sa che le sacre scritture possono essere lette sotto moltissime chiavi di lettura. L'autore in questo breve saggio cerca di carpire gli aspetti che sono in comune tra le sacre scritture e i dettami (se così si possono chiamare) dell'anarchia.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Il vero Cristianesimo

    Un mirabile avvicinamento di due elementi apparentemente contrastanti. Ne esce fuori una visione del Cristianesimo delle origini, puro, inteso come una forza non tanto contro quanto oltre lo stato ed ...continua

    Un mirabile avvicinamento di due elementi apparentemente contrastanti. Ne esce fuori una visione del Cristianesimo delle origini, puro, inteso come una forza non tanto contro quanto oltre lo stato ed il potere politico. Forse la spiegazione in chiave anarchica di alcuni passi di Gesù e di alcuni santi può apparire a tratti un po' "tirata per i capelli", ma il sottoscritto personalmente è anche dell'idea che i testi sacri vanno interpretati, e in virtù di un'interpretazione flessibile sussistono e coesistono senza problemi i valori cristiani ed anarchici che emergono dai passi citati. Una lettura capace di dare una rinfrescata all'idea dell'amore totalizzato puramente cristiano (perfettamente in sintonia con la cooperazione in assenza di gerarchie tipica dell'anarchismo), valore che ha iniziato a distorcersi (fino a rovesciarsi nella chiesa di oggi) a partire dal 313-314 d.C., per mano di Costantino e Teodosio, ossia quando il Cristianesimo, che "non sarebbe dovuto diventare una religione", sposa lo stato, quindi il potere politico.

    L'unico motivo per cui ho dato 4 stelle e non tutte e 5 è a causa di un (a mio parere) gravissimo errore che consiste nella ormai abusata e imperdonabile equazione "jihad = guerra santa", che purtroppo fa breccia anche nei più lucidi e moderni interpretatori quali J. Ellul (ad essere più proporzionato nel giudizio, avrei dato 4 stelle e mezza, ma si può votare solo per numeri interi).

    ha scritto il