Anfitrione

Di

Editore: Rizzoli (BUR L 1422; BUR Classici greci e latini)

3.7
(364)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 215 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8817100234 | Isbn-13: 9788817100236 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Mario Scandola ; Prefazione: Guido Paduano , Cesare Questa

Disponibile anche come: Altri

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Umorismo

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Descrizione del libro
Giove assume le sembianze di Anfitrione e giunge a Tebe accompagnato da Mercurio, che ha preso a sua volta le sembianze di Sosia, servo di Anfitrione. Alcmena, che pensa di avere accanto suo marito, lo accoglie nel talamo. Il vero Anfitrione arriva all'alba, mentre il falso se ne va. Si viene così a creare una situazione intricatissima in un girotondo vorticoso di veri e falsi Anfitrione-Sosia, in cui il vero Anfitrione comincia a nutrire seri dubbi sulla fedeltà della moglie. La commedia si conclude all'improvviso con la notizia che Alcmena ha partorito due gemelli, uno figlio di Giove e l'altro di Anfitrione.
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  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    Anfitrione è una commedia scritta dall’autore latino Plauto. Come in altre opere dello stesso commediografo, anche nell’Anfitrione l’elemento “divertente” caratteristico della commedia è ricavato dall ...continua

    Anfitrione è una commedia scritta dall’autore latino Plauto. Come in altre opere dello stesso commediografo, anche nell’Anfitrione l’elemento “divertente” caratteristico della commedia è ricavato dalla somiglianza tra i personaggi.
    I protagonisti dell’opera sono Anfitrione, il comandante dell’esercito tebano, il suo servo Sosia, Alcmena, la moglie di Anfitrione, dal quale aspetta un figlio, Giove e Mercurio.
    Proprio Giove, invaghitosi di Alcmena, decide di prendere le sembianze del comandante tebano e persuade Mercurio a fare lo stesso diventando simile a Sosia. Approfittando dell’assenza degli autentici Anfitrione e Sosia, partiti per la guerra, Giove e Mercurio si recano a casa di Alcmena. La moglie di Anfitrione, ingannata dagli dei e felice del ritorno del marito, passa una notte d’amore con Giove, rimanendo nuovamente incinta. Nel frattempo, Sosia, mandato da Anfitrione, torna a casa per annunciare ad Alcmena che i tebani hanno vinto la guerra e che presto suo marito sarà di ritorno. Tuttavia, giunto all’abitazione del suo padrone, davanti alla porta si imbatte in Mercurio. Sosia, estremamente confuso dal dio che cerca di convincerlo di essere il vero servo di Anfitrione, torna dal padrone. Anfitrione naturalmente non crede alla storia di Sosia, così decide di andare lui stesso a trovare Alcmena.
    Comincia a questo punto un’accesa discussione tra la donna, il marito e il servo poiché lei afferma di aver appena salutato Anfitrione, il quale nega di aver passato la notte con lei e di averla vista dopo essere partito per la guerra, accusandola di essere pazza.
    Proprio in seguito a queste accuse Giove decide di confessare il suo inganno, poiché non vuole veder soffrire l’innocente Alcmena. Il dio esce allo scoperto il giorno in cui Alcmena partorisce i due gemelli, quello che aspettava da 10 mesi, figlio di Anfitrione e molto più piccolo, e quello di cui era incinta solo da sette mesi, figlio di Giove e vero bambino prodigio, molto forte fin dalla nascita.

    In questa commedia spicca la modernità delle opere di Plauto e le tecniche, ancora funzionanti, che questo autore usava per intrattenere i lettori o gli spettatori. Dopo l’apertura di Mercurio, che funge da narratore in diversi tratti della commedia, e che regala al pubblico un’utile introduzione sulle vite dei personaggi principali, le scene diventano molto dinamiche e appassionanti, incuriosendo, in questo caso, il lettore. Naturalmente in questa opera ci sono elementi fantastici che delineano la sua antichità, come la doppia gravidanza di Alcmena, il prodigio del figlio di Giove che uccide i serpenti il giorno della sua nascita, la presenza degli dei stessi e la loro trasformazione in comuni mortali.
    Come in tante altre commedie classiche il tempo della storia non è precisato, mentre i luoghi dove si svolgono le vicende, seppur citati, vengono modificati a piacere dall’autore per potersi adattare allo svolgimento della storia e alle necessità sceniche. Per esempio, nell’opera ritroviamo diversi riferimenti al porto dove Anfitrione e suoi sarebbero sbarcati dopo la vittoria. In realtà Tebe era situata nell’entroterra greco e la distanza dal porto, seppur si considerasse il più vicino, non combacerebbe con le tempistiche adottate da Plauto.

    ha scritto il 

  • 4

    Il doppio

    Il desiderio di leggere questio testo è nato ascoltando il ciclo di trasmissioni radiofoniche "Io sono l'altro", della serie "alle otto della sera", a cura di Maurizio Bettini.
    E' una commedia diverte ...continua

    Il desiderio di leggere questio testo è nato ascoltando il ciclo di trasmissioni radiofoniche "Io sono l'altro", della serie "alle otto della sera", a cura di Maurizio Bettini.
    E' una commedia divertente e godibile, oserei dire moderna. Tratta il tema del doppio (doppio Sosia, doppio Anfitrione)in maniera lieve, senza tutti i tormenti che caricheremmo noi contemporane,i figli dell'inconscio. Qua e là traspare l'aspetto perturbante del doppio, ma sempre stemperato da umanità e umorismo.
    L'introduzione di Guido Paduano è ricca di spunti interessanti ma redatta in un linguaggio contorto e di non facile comprensione.
    Numerosi sono le doppie negazioni, i verbi al passivo, i neologismi. Uno fra tutti: "pertinentizzando".

    ha scritto il 

  • 4

    Gli dei sono la cosa peggiore che l'umanità abbia mai inventato.
    Perfino in una commedia sono presuntuosi, prepotenti, capricciosi, dispotici e completamente irrispettosi. Odiosi.
    Zeus (o Giove, come ...continua

    Gli dei sono la cosa peggiore che l'umanità abbia mai inventato.
    Perfino in una commedia sono presuntuosi, prepotenti, capricciosi, dispotici e completamente irrispettosi. Odiosi.
    Zeus (o Giove, come vi pare) andrebbe denunciato per stupro, tanto per dirne una.

    ha scritto il 

  • 4

    Fantastico Plauto, fantastico Anfitrione e soprattutto Sosia!
    Ho potuto apprezzarlo maggiormente in una trasposizione di qualche anno fa con il grandissimo Oreste Lionello.

    Splendido! ...continua

    Fantastico Plauto, fantastico Anfitrione e soprattutto Sosia!
    Ho potuto apprezzarlo maggiormente in una trasposizione di qualche anno fa con il grandissimo Oreste Lionello.

    Splendido!

    ha scritto il 

  • 4

    Un modello in parte restaurativo

    Tragicommedia di cui è autore Plauto, divisa in cinque atti e un prologo. Il termine 'tragicommedia' viene utilizzato da Plauto stesso per la sua opera, in quanto i personaggi non sono esclusivamente ...continua

    Tragicommedia di cui è autore Plauto, divisa in cinque atti e un prologo. Il termine 'tragicommedia' viene utilizzato da Plauto stesso per la sua opera, in quanto i personaggi non sono esclusivamente figure popolari ma anche divinità come Giove e Mercurio, che affiancano i personaggi di Sosia e Alcmena. Il protagonista, Anfitrione, è invece il comandante dell'esercito tebano. Il testo che è giunto fino a noi manca di una parte nel quinto atto, di cui rimangono una cinquantina di versi. l'Amphitruo si apre con due argomenti di mano non plautina, ma aggiunti all'opera successivamente alla morte dello stesso Plauto. Essi riassumono in breve il contenuto dell'intera rappresentazione evidenziandone gli antefatti, lo svolgimento e l'epilogo; il secondo argomento si presenta sotto la caratteristica forma dell'acrostico, presente anche negli argomenti di altre opere plautine. Giove, preso d'amore per Alcmena, ha assunto le sembianze del marito di lei, Anfitrione, mentre costui combatte contro i nemici della patria. Gli dà manforte Mercurio, travestito da Sosia; egli si prende gioco, al loro ritorno, del servo e del padrone. Anfitrione fa una scenata alla moglie; e i due rivali si danno l'un l'altro dell'adultero. Blefarone preso come arbitro, non può decidere quale dei due sia Anfitrione. Poi si scopre tutto; Alcmena dà alla luce due gemelli. L'opera è un classico esempio della cosiddetta 'commedia degli equivoci', basata su un colpo di scena che corrisponde a un grosso equivoco, un equivoco che sconvolge la normalità del mondo in cui vivono i personaggi. Il colpo di scena, detto anche primo turn point, si presenta agli occhi del protagonista Anfitrione a partire dal secondo atto, per poi giungere al culmine del paradosso nel terzo atto; tutto questo è stato studiato per mantenere desta l'attenzione del pubblico e far sì che durante il terzo atto la curva generata dal rapporto tra lo scorrere del tempo e l'attenzione del pubblico sia ascensionale. Il secondo colpo di scena avviene alla fine del terzo atto, in un momento temporalmente simmetrico rispetto al primo turn point, tanto da ricordare che se l'opera finisse con il terzo atto si avrebbe un esempio del modello restaurativo spesso applicabile al teatro classico dove alla fine dell'opera si restaurava sempre la normalità, come alla fine di un carnevale, quasi a dover ricomporre i canoni di una società che preferiva mantenere i suoi costumi conservatori, lasciando che alcune cose rimanessero nell'ombra.
    - Melissa Cosenza -

    ha scritto il 

  • 5

    Davvero spassosissimo, assolutamente il migliore tra i libri che ho letto durante le vacanze. Può sembrare bizzarro che una commedia di oltre duemila anni fa faccia ridere ancora oggi, ma Plauto c'è r ...continua

    Davvero spassosissimo, assolutamente il migliore tra i libri che ho letto durante le vacanze. Può sembrare bizzarro che una commedia di oltre duemila anni fa faccia ridere ancora oggi, ma Plauto c'è riuscito. Anzi, mi sono divertita molto di più leggendo l'Anfitrione, piuttosto che una di quelle storie moderne che vorrebbero essere umoristiche, ma che in pratica non fanno ridere neanche i polli.

    ha scritto il 

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